Chiedono regole e contratti, anche se si tratta di lavori svolti per la Chiesa. Lodano i movimenti come Me Too e Black Lives Matter perché «hanno portato un grande segno di uguaglianza nel mondo»
L'ultimo numero di Donne chiesa mondo, il mensile femminile dell'Osservatore Romano, è interamente dedicato alle consacrate che, a distanza di anni dalle prime coraggiose denunce, tornano a fare il punto dopo che il vaso di Pandora è stato scoperchiato, «anche se la strada è ancora lunga». A parlare è Maryanne Loughry, suora della Misericordia, docente al Boston College e consulente del Jesuit Refugeee Service. La consorella invoca trasparenza nei rapporti di lavoro, chiede che ci sia conoscenza dei diritti di tutte le suore e che tutto sia basato su accordi scritti, non più verbali e basati sull'obbedienza: «Succede - racconta la suora portando un esempio - che cambiano le mansioni, che la sorella si trovi a dover lavorare fino a tardi la sera, o nel week end, senza tempo per se stessa e la sua Congregazione. E che né lei né la superiora abbiano un testo scritto di cui valersi. Sarebbero d'aiuto accordi con i diversi ministeri partner su stipendi, orari, mansioni e referenti».
https://www.ilgiornale.it/news/politica/metoo-delle-suore-diritti-anche-noi-1979320.html
Basta obbedienza nel nome del padre del figlio e dello spirito santo
Le suore contro il patriarcato propongono "nel nome della madre, della figlia, e della spirita Santa"![]()





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