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Discussione: Islamizzazione

  1. #41
    Carpe Diem
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    Predefinito Riferimento: Islamizzazione

    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    le vittime fino ad ora sono state europei massacrati da altri europei, e non ipotetici nemici, entità amorfe inconsistenti che si agitano come eventuali spauracchi che siamo gli islamici, i comunisti, gli americani, gli ebrei o cristiani eretici.
    l'europa si è sempre data la zappa sui piedi da sola.

    a me studiando la storia ho capito questo.

    due guerre mondiali
    guerre napoleoniche
    guerra dei 7 anni
    guerre di succesione
    guerra dei 30 anni

    per trovare un nemico non europeo devi risalire a gengis khan

    gli europei hann combattuto contro i muslim da 13 sec.
    e le crociate sono state solo una dellle tante guerre......

  2. #42
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    Predefinito Riferimento: Islamizzazione

    PAESI BASSI: un quartiere di Amsterdam ufficialmente musulmano

    Ahmed Marcouch, il sindaco di un comune a ovest di Amsterdam, ha suscitato alcune proteste dopo aver chiesto che una parte della città fosse dichiarata zona privilegiata per i musulmani. Il politico olandese incita a creare un’enclave riservata ai musulmani nella capitale.

    La sua richiesta fa seguito alla riorganizzazione dei consigli di circoscrizioni che ha avuto luogo diversi anni fa. Il dibattito continua a provocare rabbia nell’organizzazione futura di circoscrizioni. Ahmed Marcouch propone che si fondino altre circoscrizioni di Amsterdam-Ovest e che queste formino «una città a sé stante». Benché sia conosciuto per i suoi appelli all’integrazione, altri politici olandesi hanno espresso preoccupazione di fronte a questa deriva verso l’islamizzazione.

    Marcouch ha accennato all’idea che con la fusione delle circoscrizioni potrebbe nascere una comunità musulmana “florida”. In precedenza aveva chiesto che la religione islamica fosse insegnata in tutte le scuole pubbliche e gli era stato anche impedito di invitare un “erudito musulmano” controverso, Sheikh Yusuf al-Qaradawi, a pronunciare un discorso in un congresso sull’Islam.

    Un deputato conservatore del Parlamento olandese, Paul de Krom, ha affermato: «Se Marcouch intende dire che vuole rinforzare la comunità musulmana o che vuole creare un distretto musulmano ad Amsterdam, considererei ciò molto increscioso». Anche altre personalità provenienti dall’intero ventaglio politico si sono espresse in segno di protesta.


    (RC n. 44 - Maggio 2009)
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


    "Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.

  3. #43
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  4. #44
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    Predefinito Riferimento: Islamizzazione

    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    in realtà va fatta una precisazione :
    sta crescendo il razzismo da stadio, il micronazionalismo, il reazionarismo qualunquista, be è il risultato del fallimento comunista e del liberismo post-comunista.

    .
    la situazione " evolve" appunto come vogliono i padroni ...

    quando avremo tutti "problemi" tra " vicini" e " colleghi di lavoro" sara difficile organizzare qualcosa di " politico" e di " sindacale" . contro di LORO ...

    anzi direi proprio che , almeno nel benelux , " l'esperimento e' perfettamente riuscito " ...


    in italia la cosa sembra piu controversa ... se la padania e' gia' fottuta alla terronia mi sa che dovranno continuare a dargli la loro fetta ...

  5. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da Scapigliato" Visualizza Messaggio
    naturali ricambi generazionali...
    i " ricambi generazionali" sarebbero " naturali" se venissero dagli autoctoni e non dai "coloni" ...

    questi APPUNTO sono invece " ricambi coloniali " ...

  6. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da EURIDICE Visualizza Messaggio
    gli europei hann combattuto contro i muslim da 13 sec.
    e le crociate sono state solo una dellle tante guerre......
    le crociate sono state fatte dagli europei per attaccare zone dove convivevano islam e cristianesimo, per interesse.

    la violenza dei crociati era impressionante, gli stessi cristiani rimpiangevano il dominio islamico.

    bisanzio si è distrutta da sola con i suoi tradimenti e con le sue guerre dinastiche, oltre con la conquista crociata del 1204 (impero latino).

    poi è sempre stato il cristianesimo ad aggredire l'islam, basti pensare al colonialismo franco-italo-britannico nel mondo arabo.

    e poi euro-asiatismo aggressivo della russia dal massacri dei tartari a quello dei circassi fino alla penetrazione in asia centrale.

  7. #47
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    domenica, 31 maggio 2009

    Un Europa islamizzata rischia la fine dell'impero austro-ungarico


    Un Europa islamizzata rischia la fine dell'impero austro-ungarico


    di Christopher Caldwell


    Raramente il corso della storia europea è stato cambiato da un’osservazione di passaggio fatta da un non-politico in un giornale tedesco nel bel mezzo del completo ristagno estivo. Il 28 luglio, lo storico di Princeton Bernard Lewis ha dichiarato al quoditiano conservatore Die Welt che, “al più tardi” entro la fine del secolo, l’Europa sarebbe diventata islamica. E da quel giorno la politica europea non è più stata la stessa. Pochi giorni prima del terzo anniversario dell’11 settembre, l’olandese Fritz Bolkestein, il dimissionario commissario alla concorrenza dell’Unione europea, ha scatenato un putiferio quando ha menzionato l’osservazione di Lewis in occasione di un discorso pronunciato all’apertura dell’anno accademico dell’Università di Leida. Bolkestein ha avvertito che l’Europa è destinata a “implodere” se si espanderà con troppa rapidità. Ha scelto il momento più opportuno per sollevare questo problema. (...) i popoli d’Europa vedono il loro destino irrevocabilmente incatenato a quello del mondo islamico. Anzi, la necessità di creare un legame solenne con il secolarismo islamico che la Turchia ha seguito dopo l’ascesa al potere di Atatürk, è la ragione più spesso menzionata per dimostrare l’indispensabilità dell’ingresso della Turchia nell’Ue. Così, Bolkestein stava affrontando un turbamento di portata continentale. Il suo discorso è stato lungo. Riferendosi all’aspirazione dell’Ue di diventare uno Stato multinazionale, ha richiamato l’attenzione sul destino cui andò incontro la più recente potenza europea che abbia nutrito quest’aspirazione: l’impero austroungarico. Gli austriaci contavano sulla loro cultura (a Vienna vissero Liszt, Richard Strauss, Brahms, Mahler e Wagner). Godevano di grande prosperità ed erano orgogliosi della loro posizione. Ma erano soltanto otto milioni, e l’espansione delle loro frontiere li mise faccia a faccia con un vigoroso movimento panslavico. Dopo che l’impero austroungarico ebbe assorbito 20 milioni di slavi, dovette cercare di trovare un difficile compromesso tra la concessione a questi nuovi sudditi del permesso di autogovernarsi e la conservazione della propria cultura. Esattamente come nel caso dell’Ue, l’impero aveva già oltrepassato il punto di non ritorno quando si accorse che non stava andando da nessuna parte. Bolkestein ha chiesto quale lezione devono trarre gli europei dalla storia, nel momento in cui prendono in considerazione la possibilità di accogliere la Turchia. Ha poi trattato due problemi specifici. In primo luogo, il fatto che non si vedeva all’orizzonte una conclusione logica all’espansione europea: una volta che l’Ue avrà accettato la Turchia, non ci saranno ragioni per rifiutare paesi (...). Per affrontarla le mancano tanto i mezzi finanziari quanto la solidarietà culturale. In secondo luogo, ha avvertito Bolkestein, l’immigrazione sta trasformando l’Ue in “un impero austroungarico di proporzioni molto più vaste”. Ha accennato al fatto che molte grandi città avranno presto soltanto una minoranza di europei (due tra le più importanti, Amsterdam e Rotterdam, nella sua madrepatria) e ha ribadito che la (progettata) aggiunta di 83 milioni di musulmani turchi accentuerà ulteriormente l’islamizzazione dell’Europa. E’ stata questa la parte del suo discorso (nella quale ha citato le previsioni di Lewis) che ha occupato le prime pagine dei giornali di tutto il mondo (...). Ne è nata una specie di reazione a catena. Due giorni dopo il discorso di Bolkestein, il Financial Times ha pubblicato una lettera che Franz Fischler, l’uscente commissario dell’Ue per l’agricoltura, aveva inviato privatamente ai commissari suoi colleghi. Fischler si lamentava che la Turchia “era un paese di natura molto più orientale dell’Europa” e, peggio ancora, che “rimanevano dubbi sulle credenziali laiche e democratiche della Turchia. Ci sarebbe potuto essere un ritorno violento del fondamentalismo”. La reazione dell’Europa è stata un collettivo “E ce lo dite soltanto adesso!”. Considerate insieme, le osservazioni di Bolkestein e di Fischler sono apparse sintomatiche della politically correctness che circonda la questione dell’adesione turca. (...) i vari parlamenti nazionali sono contrari all’ingresso della Turchia nell’Ue, e anche le popolazioni europee sono schierate sulla stessa posizione. E’ stata la Commissione europea a guidare questo processo; e ora due autorevoli membri di questo organismo, al momento di abbandonare la loro carriera politica, dicono che è stato tutto un grande errore di cui nessuno osa parlare (forse l’unica cosa che fa infuriare l’uomo della strada europeo ancora più di questa ambiguità burocratica è il costante appoggio dato dagli Stati Uniti all’ingresso della Turchia nell’Ue). La cosa più interessante a proposito dell’intervista di Lewis che ha suscitato questa ondata di introspezione europea è che non era dedicata specificamente all’Europa. L’intervistatore ha chiesto a Lewis la sua opinione sugli sviluppi della guerra in Iraq, sull’evoluzione della questione palestinese, sulle speranze democratiche dell’Iran e sulle prospettive di vittoria contro al Qaida (su quest’ultimo tema Lewis ha dato un’inquietante risposta: “Si tratta di un processo lungo il cui risultato non è affatto certo”, ha detto, aggiungendo: “Funziona in modo simile al comunismo, che affascinava gli scontenti dell’occidente perché sembrava offrirgli risposte non ambigue. L’islam radicale esercita la stessa forza d’attrazione”). Lewis è stato altrettanto incisivo quando ha descritto la spaccatura tra Ue e Stati Uniti usando l’espressione “comunità dell’invidia” (“Comprensibilmente, gli europei hanno alcune riserve su un’America che li ha nettamente distaccati. E’ per questo che gli europei comprendono perfettamente i musulmani, che condividono gli stessi sentimenti”). Ma il tema del futuro islamico dell’Europa è stato toccato solo incidentalmente nel corso dell’intervista. Alla domanda se l’Ue potesse fare da contrappeso globale agli Stati Uniti, Lewis ha risposto con un secco “no”. Secondo Lewis, solo tre paesi possono essere degli attori “globali”: sicuramente la Cina e l’India e, forse, una rinnovata Russia. “L’Europa”, ha aggiunto Lewis, “diverrà parte dell’occidente arabo, del Maghreb”. Ciò che sembra avere fatto infuriare gli europei è il fatto che Lewis non ha presentato questa affermazione come un’ipotesi azzardata, ma come se fosse qualcosa che ogni persona politicamente neutrale e intellettualmente onesta dà per scontato. E’ davvero così? Bolkestein ha detto di non sapere se le cose andranno proprio come predetto da Lewis (“Ma se ha ragione”, ha aggiunto, “la liberazione di Vienna nel 1683 sarà stata inutile”). Bassam Tibi,un immigrato siriano, tra i più autorevoli rappresentanti dell’islamismo moderato in Germania, sembra concordare con la tesi di Lewis, anche se rifiuta la sua enfasi. “O l’Islam si europeizza, oppure l’Europa si islamizza”, ha scritto in “Welt am Sonntag”. Avendo trascorso gran parte dell’ultimo decennio impegnandosi nella costruzione di giudiziose istituzioni musulmane in Europa, sembra volerci avvertire che l’Europa non ha la forza di rifiutare l’islam né la possibilità di guidarlo. “Il problema non è se la maggioranza degli europei diventa musulmana”, ha dichiarato, “ma piuttosto quale forma di islam è destinata a dominare in Europa: l’islam della sharia o l’euroislam”.

    (Fonte: Il Foglio, 7\10\2004)
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


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  8. #48
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    Predefinito Riferimento: Islamizzazione

    Citazione Originariamente Scritto da Cuordileone Visualizza Messaggio
    domenica, 31 maggio 2009

    Un Europa islamizzata rischia la fine dell'impero austro-ungarico


    Un Europa islamizzata rischia la fine dell'impero austro-ungarico


    di Christopher Caldwell


    Raramente il corso della storia europea è stato cambiato da un’osservazione di passaggio fatta da un non-politico in un giornale tedesco nel bel mezzo del completo ristagno estivo. Il 28 luglio, lo storico di Princeton Bernard Lewis ha dichiarato al quoditiano conservatore Die Welt che, “al più tardi” entro la fine del secolo, l’Europa sarebbe diventata islamica. E da quel giorno la politica europea non è più stata la stessa. Pochi giorni prima del terzo anniversario dell’11 settembre, l’olandese Fritz Bolkestein, il dimissionario commissario alla concorrenza dell’Unione europea, ha scatenato un putiferio quando ha menzionato l’osservazione di Lewis in occasione di un discorso pronunciato all’apertura dell’anno accademico dell’Università di Leida. Bolkestein ha avvertito che l’Europa è destinata a “implodere” se si espanderà con troppa rapidità. Ha scelto il momento più opportuno per sollevare questo problema. (...) i popoli d’Europa vedono il loro destino irrevocabilmente incatenato a quello del mondo islamico. Anzi, la necessità di creare un legame solenne con il secolarismo islamico che la Turchia ha seguito dopo l’ascesa al potere di Atatürk, è la ragione più spesso menzionata per dimostrare l’indispensabilità dell’ingresso della Turchia nell’Ue. Così, Bolkestein stava affrontando un turbamento di portata continentale. Il suo discorso è stato lungo. Riferendosi all’aspirazione dell’Ue di diventare uno Stato multinazionale, ha richiamato l’attenzione sul destino cui andò incontro la più recente potenza europea che abbia nutrito quest’aspirazione: l’impero austroungarico. Gli austriaci contavano sulla loro cultura (a Vienna vissero Liszt, Richard Strauss, Brahms, Mahler e Wagner). Godevano di grande prosperità ed erano orgogliosi della loro posizione. Ma erano soltanto otto milioni, e l’espansione delle loro frontiere li mise faccia a faccia con un vigoroso movimento panslavico. Dopo che l’impero austroungarico ebbe assorbito 20 milioni di slavi, dovette cercare di trovare un difficile compromesso tra la concessione a questi nuovi sudditi del permesso di autogovernarsi e la conservazione della propria cultura. Esattamente come nel caso dell’Ue, l’impero aveva già oltrepassato il punto di non ritorno quando si accorse che non stava andando da nessuna parte. Bolkestein ha chiesto quale lezione devono trarre gli europei dalla storia, nel momento in cui prendono in considerazione la possibilità di accogliere la Turchia. Ha poi trattato due problemi specifici. In primo luogo, il fatto che non si vedeva all’orizzonte una conclusione logica all’espansione europea: una volta che l’Ue avrà accettato la Turchia, non ci saranno ragioni per rifiutare paesi (...). Per affrontarla le mancano tanto i mezzi finanziari quanto la solidarietà culturale. In secondo luogo, ha avvertito Bolkestein, l’immigrazione sta trasformando l’Ue in “un impero austroungarico di proporzioni molto più vaste”. Ha accennato al fatto che molte grandi città avranno presto soltanto una minoranza di europei (due tra le più importanti, Amsterdam e Rotterdam, nella sua madrepatria) e ha ribadito che la (progettata) aggiunta di 83 milioni di musulmani turchi accentuerà ulteriormente l’islamizzazione dell’Europa. E’ stata questa la parte del suo discorso (nella quale ha citato le previsioni di Lewis) che ha occupato le prime pagine dei giornali di tutto il mondo (...). Ne è nata una specie di reazione a catena. Due giorni dopo il discorso di Bolkestein, il Financial Times ha pubblicato una lettera che Franz Fischler, l’uscente commissario dell’Ue per l’agricoltura, aveva inviato privatamente ai commissari suoi colleghi. Fischler si lamentava che la Turchia “era un paese di natura molto più orientale dell’Europa” e, peggio ancora, che “rimanevano dubbi sulle credenziali laiche e democratiche della Turchia. Ci sarebbe potuto essere un ritorno violento del fondamentalismo”. La reazione dell’Europa è stata un collettivo “E ce lo dite soltanto adesso!”. Considerate insieme, le osservazioni di Bolkestein e di Fischler sono apparse sintomatiche della politically correctness che circonda la questione dell’adesione turca. (...) i vari parlamenti nazionali sono contrari all’ingresso della Turchia nell’Ue, e anche le popolazioni europee sono schierate sulla stessa posizione. E’ stata la Commissione europea a guidare questo processo; e ora due autorevoli membri di questo organismo, al momento di abbandonare la loro carriera politica, dicono che è stato tutto un grande errore di cui nessuno osa parlare (forse l’unica cosa che fa infuriare l’uomo della strada europeo ancora più di questa ambiguità burocratica è il costante appoggio dato dagli Stati Uniti all’ingresso della Turchia nell’Ue). La cosa più interessante a proposito dell’intervista di Lewis che ha suscitato questa ondata di introspezione europea è che non era dedicata specificamente all’Europa. L’intervistatore ha chiesto a Lewis la sua opinione sugli sviluppi della guerra in Iraq, sull’evoluzione della questione palestinese, sulle speranze democratiche dell’Iran e sulle prospettive di vittoria contro al Qaida (su quest’ultimo tema Lewis ha dato un’inquietante risposta: “Si tratta di un processo lungo il cui risultato non è affatto certo”, ha detto, aggiungendo: “Funziona in modo simile al comunismo, che affascinava gli scontenti dell’occidente perché sembrava offrirgli risposte non ambigue. L’islam radicale esercita la stessa forza d’attrazione”). Lewis è stato altrettanto incisivo quando ha descritto la spaccatura tra Ue e Stati Uniti usando l’espressione “comunità dell’invidia” (“Comprensibilmente, gli europei hanno alcune riserve su un’America che li ha nettamente distaccati. E’ per questo che gli europei comprendono perfettamente i musulmani, che condividono gli stessi sentimenti”). Ma il tema del futuro islamico dell’Europa è stato toccato solo incidentalmente nel corso dell’intervista. Alla domanda se l’Ue potesse fare da contrappeso globale agli Stati Uniti, Lewis ha risposto con un secco “no”. Secondo Lewis, solo tre paesi possono essere degli attori “globali”: sicuramente la Cina e l’India e, forse, una rinnovata Russia. “L’Europa”, ha aggiunto Lewis, “diverrà parte dell’occidente arabo, del Maghreb”. Ciò che sembra avere fatto infuriare gli europei è il fatto che Lewis non ha presentato questa affermazione come un’ipotesi azzardata, ma come se fosse qualcosa che ogni persona politicamente neutrale e intellettualmente onesta dà per scontato. E’ davvero così? Bolkestein ha detto di non sapere se le cose andranno proprio come predetto da Lewis (“Ma se ha ragione”, ha aggiunto, “la liberazione di Vienna nel 1683 sarà stata inutile”). Bassam Tibi,un immigrato siriano, tra i più autorevoli rappresentanti dell’islamismo moderato in Germania, sembra concordare con la tesi di Lewis, anche se rifiuta la sua enfasi. “O l’Islam si europeizza, oppure l’Europa si islamizza”, ha scritto in “Welt am Sonntag”. Avendo trascorso gran parte dell’ultimo decennio impegnandosi nella costruzione di giudiziose istituzioni musulmane in Europa, sembra volerci avvertire che l’Europa non ha la forza di rifiutare l’islam né la possibilità di guidarlo. “Il problema non è se la maggioranza degli europei diventa musulmana”, ha dichiarato, “ma piuttosto quale forma di islam è destinata a dominare in Europa: l’islam della sharia o l’euroislam”.

    (Fonte: Il Foglio, 7\10\2004)
    continuate a dire cazzate allucinanti di chi non sa la storia o fa finta di non saperla e tira fuori dati a piacere per convincere il pubblico che non sa la storia a convincersi di un determinato pericolo.

    l'impero asburgico non puo essere paragonato all'UE per diferenti ragioni

    * le etnie inglobate nell'impero asburgico erano gia li prima dell'espansione asburgica e non si sono slavizzate o magiarizzate o rumenizzate con l'immigrazione di extracomunitari, ma erano gia li, i rumeni dalla conquista di traiano, gli slavi dall'espansione del primo medioevo, gli ungheresi dalla discesa di arpad nel X secolo.

    * l'impero asburgico era una monarchia di diritto divino, l'UE una confederazione di stati indipendenti che per scelta si sono aggregati per uno scopo comune.

    ------------------------------------------------------------------------------------

    * l'immigrazione non crea etnie differenti perche l'immigrato frequenta le stesse scuole, gli stessi luoghi di lavoro, le stesse compagnie e impara la lingua del posto e frequenta la gente del posto.

    * le statistiche su molti paesi islamici segnano un deciso rallentamento della crescita demografica, certo faranno sempre più figli di noi e il sorplus demografico loro continuerà a cercare lavoro il europa ma il fenomeno è destinato a rallentare.

  9. #49
    SOVRANISTA ISRAELIANO
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    Predefinito Riferimento: Islamizzazione

    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    non c'è nessuna integrazione perche gli intolleranti sono gli europei.

    qui dai discorsi che fate siamo alla vigilia di un nuovo nazismo, le vittime saranno gli islamici, i negri o gli asiatici.
    Ma magari , firmerei un patto col Diavolo...
    le destre stanno crescendo in tutta europa, io mi opporrò.
    E allora farai la fine di negri islamici e asiatici anche se sei Europeo , cazzi tuoi
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  10. #50
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    Citazione Originariamente Scritto da Scapigliato" Visualizza Messaggio
    Se stanno con il Partito Socialista, evidentemente non saranno degli integralisti islamici. Qual'è dunque il problema? Ci mettiamo a cercare i nomi di origine musulmana come Holywar pubblicava i nomi presuntamente di origine ebraica?
    Io farei la lista di entrambi. Contento? Così c'è la par condicio delle minoranze...

 

 
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