
Originariamente Scritto da
Jaredd
Non parlo di marzo 2020 perché in quel momento la diffusione era maggiore e di conseguenza la carica virale stessa del virus e prenderselo era più pericoloso.
Parliamo di maggio 2021.
Mia zia, 70 anni, leucemia, chemio, operazioni dolorose, immunodepressa prende il covid, probabilmente in ospedale.
Sta male molto, anche perché è debole, piena di ematomi, magrissima. Ma non va mai in terapia intensiva e guarisce perfettamente.
Mio zio, 64 anni, salute di ferro, canoista, tartufaio, cuoco, ogni mattina 8 chilometri in bici per raggiungere il porto e solo una settimana fa ha cucinato per 30 persone.
Non un raffreddore da oltre 20 anni.
Venerdì fa il vaccino, 30 minuti dopo comincia ad avvertire una debolezza alle gambe e non riesce a guidare. Si fa portare a casa da un amico, riposa, la prima volta in anni che sente
il bisogno di riposare il pomeriggio. La situazione peggiora, sente formicoli, il cuore a mille, non riesce a muoversi. Ricoverato, morirà sabato mattina. Lunedì abbiamo tenuto il funerale.
Risulta aver sofferto di una serie di trombi a catena, il primo dei quali a 15 minuti dal vaccino.
È indubbia la relazione tra il vaccino e la sua iniziale difficoltà a camminare.
Ora ci sarà un'indagine medica, una commissione, se tutto va bene potrebbe essere riconosciuto il legame tra le due cose nel 2022 e solo dopo mesi
farà statistica. E come dice il medico di mio zio: nella farmacovigilanza viene segnalata 1 reazione avversa grave ogni 10 e appunto, considerando i tempi per stabilire causa ed effetto,
tantissime non faranno statistica fino a metà 2022.
Questo per dire quanto è attualmente sbilanciata la percezione di pericolosità tanto a breve quanto a lungo termine.
Nel sito dell'AIFA c'è una lista di farmaci tolti dal mercato per "gravi criticità osservate in ambito clinico" che prima di essere considerati troppo pericolosi per la vendita sono stati somministrati per
15 anni. Tra questi anche dei vaccini esavalenti. E anche la famosa novalgina, un farmaco considerato sicuro in fase sperimentale, prescritto per anni dai medici, si scoprì solo nel tempo essere un potente
cancerogeno.
Non è una colpa questa, la medicina è così, ha bisogno di tempo, ha bisogno di sbagliare, ha bisogno di tornare su suoi passi. L'ha fatto milioni di volte e continuerà a farlo milioni di volte.
La cosa importante è non negare questa profonda verità. Dopotutto non esiste unanimità in medicina, 5 medici significano 5 diagnosi e trattamenti diversi e 5 studi a sostegno e contrari a determinate
pratiche. Anche in questo momento ci sono medici con le stesse qualifiche ed esperienza di quelli che rassicurano sull'efficacia e sicurezza del vaccino, che invece dicono tutt'altro e pubblicano studi peer-reviewed che mostrano tutt'altro.
La mia esperienza con il covid nel 2021 è quindi stata: un familiare debolissimo in fin di vita che ha la sfortuna di prendere il covid e guarisce.
Un familiare sanissimo fortissimo deceduto a distanza di 12 ore dall'inoculazione di un farmaco che non gli serviva, dato che non solo il virus si era dimostrato guaribile anche nei fisici più provati, almeno nella fisiologia e genetica della nostra famiglia, ma anche dato che lui non solo non ha mai rischiato di prenderlo, non ci è nemmeno andato vicino a prenderlo, nemmeno quando era molto più pericoloso e diffuso che ora ma non prendeva nemmeno il più banale dei raffreddore da 20 anni.