



Vero, ma solo in parte.
Magari avranno una casa loro già a 20 per merito del babbo ricco, ma è difficile che i soldi li cascheranno sulla testa di continuo.
Il babbo dà, ma spesso anche pretende.
I ragazzi provenienti dalle famiglie benestanti devono comunque studiare, applicarsi, dimostrare di essere degni di prendere nelle loro mani l’azienda di famiglia o di mettersi in proprio, fare altre cose degne di attenzione.
È difficile che il papparino passi un assegno mensile abbastanza sostanzioso per il figlio che non fa nulla.
Dipende.
Spesso i poveri non hanno un obiettivo vero e proprio.
Vanno avanti di mese in mese, riescono a pagare le spese, cibo, altre cose necessarie e sono già contenti.
Hanno paura di cambiare la loro situazione perché sanno che possono sbagliare e finire nella povertà, quella vera, quando non si ha soldi né per l’affitto, né per cibo, né per un paio di scarpe.
Ci sono anche quelli che erano poveri e poi sono diventati benestanti, grazie al duro lavoro, tenacia, intraprendenza ecc.
La maggior parte si rassegna.
Poi è anche caratteriale, io non sono mai stata atratta dai milioni.
Mi sarebbe piaciuto di essere più libera economicamente parlando, avere una casa mia, ma sapevo che non era facile, anzi, era quasi impossibile.
O fai parte di una squadra che ha lo stesso obiettivo, o sei solo, chi è solo ha una marcia in meno.
Ma io sono una che accontenta, però viviamo nei tempi strani, tra poco dovremmo accontentarsi di un pezzo di pane e di una coperta.
Non sto scherzando, stanno accadendo le cose che fino a due anni fa facevano parte dei libri/film di fantascienza.
Una famiglia ricca assicura solo una parte del sostegno, non assicura tutto e per sempre.
Però, spesso ricchi sono viziati, hanno tutto sin da piccoli e si abituano ad avere tutto.
Non tutti sono così, ma molti sì.
Sono anche fortunati, hanno tempo e denaro per cercare se stessi, possono sbagliare, ricominciare, risbagliare ecc.
Quando a Elettra Lamborghini chiesero cos’è il lusso per lei, rispose: - “La normalità”.
I poveri hanno tanti problemi.
Molti poveri spendono al gioco più dei ricchi, bevono, fumano, si drogano, fanno acquisti stupidi, inutili o sconvenienti.
Pochi poveri diventano ricchi con solo rimboccando le maniche.
Ci vuole anche altro, un bel pizzico di fortuna, qualche talento, voglia di lavorare, trovarsi nel posto giusto e nel momento giusto, incontrare persone valide e molto altro ancora.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”






Son daccordo con te, c'è molta meno povertà di quello che si pensi. Tolto il solito discorso degli estremi (i ricchi diventano ricchissimi e poveri ancora più pezzenti) è soltanto una questione di mentalità.
Invece di avere una gestione oculata del proprio patrimonio si tende a volere tutto, senza saper rinunciare. Esempio: guai a non partire per le vacanze, non importa se il conto va in rosso.
Ecco, bisogna reimparare ad avere un tenore di vita adeguato ai propri introiti.
Comunque, per me c'è in giro un sacco di povera gente...
Socio Fondatore - Presidente in Carica - Alternativa Sociale - A.S. - "Rinnovare la Tradizione"


per gestire i soldi ci vuole il cervello se quello non hai e ti fai prendere dalla foga è chiaro che perderesti anche più soldi. Quando era a Lodz in Polonia frequentavo i migliori Hotel che avevano ristoranti che si mangiava bene e alcuni avevano anche il casinò, ho conosciuto Hajto che ha giocato in nazionale e quasi tutta la sua carriere in premier league e bundesliga, nel giro di pochi mesi ha bruciato tutti i soldi con le slot machine del casinò e se non bastasse ha perso anche le case che aveva comprato quando giocava all'estero. Ha dovuto riprendere le scarpe attaccate al chiodo e ritornare a giocare quasi a 35 anni per qualche stagione in Polonia perchè era senza un soldo, adesso fa l'opinionista sulla televisione polacca durante le nazionali e la champions league ma a vederlo mi sembra matto come l'ho conosciuto.
Noi, il mondiale lo abbiamo vinto dopo una settimana: quello che succederà da oggi in poi saranno solo numeri che finiranno negli almanacchi del calcio.







