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    Predefinito Guardando dalla nostra finestra

    La tragedia di una donna e della sua famiglia a Herat è simile a quella di milioni di persone in un Afghanistan stretto nella morsa della fame. Il Paese sta vivendo la peggiore crisi umanitaria della sua storia, secondo l’Onu

    Giulio Cavalli 26.01.2022

    Poiché dalle nostre parti i giornali stranieri si leggono solo quando parlano di noi (e soprattutto se parlano bene di mister Draghi) vale la pena recuperare un articolo del The Guardian, a firma di M Mursal e Zahra Nader, che racconta le vicissitudini della famiglia afghana Rahmati che vive in una capanna di fango con un tetto di plastica in uno dei bassifondi della città di Herat.

    La temperatura anche da quelle parti sta scendendo sotto lo zero e Delaram Rahmati lotta quotidianamente per dare da mangiare ai suoi figli. La siccità ha reso il loro villaggio invivibile e i terreni impraticabili. Non c’è lavoro. Ma la 50enne Delaram ha le spese ospedaliere per pagare due dei suoi figli, uno dei quali è paralizzato e l’altro che ha una malattia mentale, oltre alle medicine per il marito.

    «Sono stata costretta a vendere due delle mie figlie, una di otto e sei anni», racconta. Rahmati dice di aver venduto le sue figlie alcuni mesi fa per 100mila afgani ciascuna a famiglie che non conosce. Le sue figlie rimarranno con lei fino al raggiungimento della pubertà e poi saranno consegnate a estranei. Non è raro in Afghanistan organizzare la vendita di una figlia in un futuro matrimonio, ma crescerla a casa fino al momento della sua partenza. La carestia in atto però sta provocando un abbassamento dell’età in cui i bambini vengono venduti.

    Vendere le figlie però non le è bastato e così Delaram Rahmati è stata costretta a vendere un proprio rene per racimolare un po’ di denaro. Il commercio di reni in Afghanistan è in crescita da tempo. Ma da quando i talebani hanno preso il potere, il prezzo e le condizioni in cui avviene il commercio illegale di organi sono cambiati. Il prezzo di un rene, che una volta variava da $ 3.500 a $ 4.000, è sceso a meno di $ 1.500 . Ma il numero dei volontari continua a crescere. Rahmati ha venduto il suo rene destro per 150mila afgani ma la sua guarigione dall’operazione non è stata buona e ora, come suo marito, anche lei è malata, senza soldi per farsi visitare da un medico.

    «Sono passati mesi dall’ultima volta che abbiamo mangiato il riso. Difficilmente troviamo pane e tè. Tre sere a settimana non possiamo permetterci di cenare», racconta Salahuddin Taheri, che vive nello stesso quartiere della famiglia Rahmati. Taheri, un 27enne padre di quattro figli, raccoglie abbastanza soldi per cinque pagnotte di pane ogni giorno raccogliendo e vendendo rifiuti riciclati ma sta cercando un acquirente per il suo rene. «Sono molti giorni che chiedo agli ospedali privati ​​di Herat se hanno bisogno di reni. Ho anche detto loro che se ne hanno bisogno urgente, posso venderlo al di sotto del prezzo di mercato, ma non ho avuto risposta», dice Taheri. «Ho bisogno di sfamare i miei figli, non ho altra scelta».

    Cercare un rene a buon mercato nelle zone più povere di Herat è ormai una pratica comune, benché illegale, nell’Afghanistan che secondo l’Onu, sta «vivendo la peggiore crisi umanitaria della sua storia contemporanea». La siccità, il Covid-19 e le sanzioni economiche imposte dopo la presa del potere dei talebani nell’agosto 2021 hanno avuto conseguenze catastrofiche sull’economia. I drammatici aumenti dell’inflazione hanno portato all’impennata dei prezzi dei generi alimentari. La fame nel Paese ha raggiunto livelli davvero senza precedenti. Quasi 23 milioni di persone, ovvero il 55% della popolazione, stanno affrontando livelli estremi di fame e quasi 9 milioni di loro sono a rischio di carestia.
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  2. #2
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    Predefinito Re: Guardando dalla nostra finestra

    01.02.2022 Pesano come un macigno le accuse di Amnesty International a Israele, reo di condurre una "politica di apartheid" nei confronti dei palestinesi. "Le massicce requisizioni di terre e proprietà, le uccisioni illegali, i trasferimenti forzati, le drastiche limitazioni al movimento e il diniego di nazionalità e cittadinanza ai danni dei palestinesi fanno parte di un sistema di apartheid", si legge nel rapporto.
    E se da una parte le dichiarazioni della ong impegnata nella difesa dei diritti umani sono state respinte dallo Stato ebraico, dall'altra sono state accolte con favore dall'Autorità palestinese in Cisgiordania e da Hamas nella Striscia di Gaza.
    Crimini contro l'umanità
    Nel suo rapporto di 278 pagine, Amnesty denuncia le crudeli politiche di segregazione. "Che vivano a Gaza, a Gerusalemme Est, in Cisgiordania o nel resto di Israele, i palestinesi sono trattati come un gruppo razziale inferiore e sono sistematicamente privati dei propri diritti".
    "Siamo qui oggi per chiedere alla comunità internazionale di agire in maniera risoluta. Sono crimini contro l'umanità quelli perpetrati per mantenere il sistema dell'apartheid", dichiara Agnes Callamard, segretaria generale di Amnesty International.
    Amensty è arrivata a queste conclusioni anche grazie al lavoro di organizzazioni non governative palestinesi, israeliane e internazionali.

    "Delirante e fuori dalla realtà"
    Il rapporto è stato descritto come "delirante e fuori dalla realtà" dal capo della diplomazia israeliana, che accusa la ong di "antisemitismo moderno". "In passato, Amnesty era un'organizzazione rispettata, ora non lo è più. Oggi è esattamente il contrario", spiega Yair Lapid, ministro degli Esteri israeliano. "Non è un'organizzazione per i diritti umani, ma solo un'altra organizzazione radicale che fa eco alla propaganda, senza controllare seriamente i fatti. Invece di cercare la verità, Amnesty ripete le stesse bugie diffuse dalle organizzazioni terroristiche".
    Per Amnesty i palestinesi vengono considerati una "minaccia demografica" da Israele. Secondo i dati ufficiali, circa 6,8 milioni di ebrei e altrettanti arabi vivono nello Stato ebraico, a Gerusalemme, nella Cisgiordania occupata e nella Striscia di Gaza.
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  3. #3
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    Predefinito Re: Guardando dalla nostra finestra

    Dall'Egeo alla Polonia la tragedia delle migrazioni
    29/12/2021
    |

    Soldi europei per barriere e filo spinato? Il "muro polacco" al confine…


    Quasi 30 persone sono morte nelle ultime ore in Grecia in due naufragi di migranti. Sedici i morti in un affondamento venerdì nel Mar Egeo, poche ore dopo un primo naufragio con undici morti. In salvo 150 persone, tra cui 11 donne e 27 bambini. Nave Sea Watch 3 ieri ha soccorso circa 350 persone in diverse operazioni. Numerosi gli arrivi a Lampedusa: al largo delle Pelagie è stato rintracciato un barcone di nove metri con a bordo 89 persone. In cento sono sbarcati a Capo Rizzuto da una barca a vela, numerosi altri migranti sono stati visti in Salento dopo una serie di arrivi negli ultimi due giorni. Di altre barche in difficoltà, riferisce Alarm phone, si sono perse le tracce.

    © Aggelos Barai/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
    I pattugliamenti della ONG tedesca Sea-Watch
    La ONG tedesca Sea-Watch ha soccorso nelle ultime ore oltre 270 migranti nel Mediterraneo centrale in tre operazioni di salvataggio effettuate dalla nave umanitaria Sea-Watch 3. La Sea-Eye 4 ha salvato e trasportato 214 persone al porto siciliano di Pozzallo. I migranti sono stati autorizzati a sbarcare in Sicilia e risultano tutti negativi al coronavirus.

    La gelida frontiera fra Polonia e Bielorussia
    Intanto la polizia polacca continua a pattugliare il confine con la Bielorussia. Durante il natale ci sono stati 69 tentativi di sconfinamento in Polonia dal lato bielorusso e questo nonostante una frontiera ben controllata. I migranti che cercavano di entrare in Polonia dopo alcuni tentativi sono tornati in territorio bielorusso.
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  4. #4
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    Predefinito Re: Guardando dalla nostra finestra

    se gli afghani aprono le porte ai talebani e lasciano scappare gli occidentali poi raccolgono le loro conseguenze. L afghanistan é un paese di merd perché di merda é la mentalitá dell afgano

  5. #5
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    Predefinito Re: Guardando dalla nostra finestra

    Guardiamo fuori dalla finestra e cosa vediamo? Ho portato solo tre esempi di come l'umanità sta vivendo questo tempo, ma ne potrei portare una decina o cento, se volessimo: per esempio i bambini di dieci anni che vengono ammazzati in yemen per combattere. Per esempio la tragedia che ha colpito la Siria, o la Somalia. O magari parlare del Niger dove la societa francese AREVA estrae l'uranio diffondendo miseria(il ricavato non viene certo distribuito al popolo) fra le genti ma sopratutto contaminazione radioattive. Ma lasciamo perdere. E allora, vediamo quelelo che ho riportato dai media e cosa diciamo? che Saalvini ha sbagliato che Di Maio ha sbagliato che Mattarella (cosa ha fatto mattarella?) ecc. Sembriamo naufraghi salvati in un isola in mezzo all'oceano che sono costretti a vivere guardandosi in cagnesco luno con l'altro. Ma noi non viviamo in questo mondo? Si, ci viviamo. E se ci viviamo davvero riusciamo a pensare che la meloni potrà risolvere i nostri problemi o che Letta possa essere meglio? Certo, noi abbiamo grandi problemi da risolvere ma viviamo in QUESTO mondo e prima o poi, forse molto presto, i nostri grandi problemi ci sembreranno niente. Cosa pensiamo, per esempio, di quello che sta accadendo in Ucraina, a tre passi da casa nostra?
    Dice: dobbiamo peensare a noi, perchè se andremo alle elezioni prossime con questo sistema ancora saremo ingovernabili. Vero, lo so: ma se hanno risolto il problema del sindaco delle città con il doppio turrno perchè non lo adottano anche per le politiche, ad esempio? Non vi viene in mente che forse preferiscono gli umma umma successivi e gli accordicchi sotto banco?

    Guardiamo dsalla finestra e cerchiamo di prendere a cuore quello che vediamo. Ma guardiamo anche nella nostra casa, e magari smettiamo di credere alle fanfalucate che ci racconta gente che ha trovato il modo di vivere comodamente alle spalle degli italiani tutti (vero madame Casellati con i suoi viaggi con l'aereo di Stato per andare a casina propria?)
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  6. #6
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    Predefinito Re: Guardando dalla nostra finestra

    A quanto vedo all'Occidente brucia ancora il sedere per i tanti calci che hanno preso dai talebani, che, giusto ricordarlo, senza all'appoggio del popolo afghano o almeno di una larga parte di esso, mai e poi mai sarebbero stati in grado di cacciare la Nato dalle loro terre.

    Chapeau a loro
    "non sto mai dalla parte di nessuno, perché nessuno sta mai dalla mia.” (Cit.)

  7. #7
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    Predefinito Re: Guardando dalla nostra finestra

    Davanti a 40 MILIONI di afgani che non riescono/vogliono prendere a calci alcune MIGLIAIA di beduini retrogradi portatori di una ideologia religiosa di merda, non riesco a commuovermi.
    Limite mio, probabilmente.
    Nel dubbio ricordate sempre la seguente regola: se qualcosa non piace alla sinistra, probabilmente è la cosa giusta da fare.

  8. #8
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    Predefinito Re: Guardando dalla nostra finestra

    Citazione Originariamente Scritto da RigorMontis Visualizza Messaggio
    A quanto vedo all'Occidente brucia ancora il sedere per i tanti calci che hanno preso dai talebani, che, giusto ricordarlo, senza all'appoggio del popolo afghano o almeno di una larga parte di esso, mai e poi mai sarebbero stati in grado di cacciare la Nato dalle loro terre.

    Chapeau a loro
    esattamente

  9. #9
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    Predefinito Re: Guardando dalla nostra finestra

    Citazione Originariamente Scritto da RigorMontis Visualizza Messaggio
    A quanto vedo all'Occidente brucia ancora il sedere per i tanti calci che hanno preso dai talebani, che, giusto ricordarlo, senza all'appoggio del popolo afghano o almeno di una larga parte di esso, mai e poi mai sarebbero stati in grado di cacciare la Nato dalle loro terre.

    Chapeau a loro


    Nel 2009 da Ahmedabad in India, dove eravamo andati per vedere il Castello spettacoloso e altre importanti costruzioni, in nemmeno un'ora di tempo siamo andati(in aereo) a karachi, in Pakistan, una città enorme, forse grande e abitata come Città del messico, 15-16 milioni di abitanti). Ecco, se uno va in pakistan, che non è molto diverso dall'Afghanistan, si rende conto che il popolo non conta niente; carne umana inutile, deperibile, che deve correre come folle per cercare di sopravvivere. Quella non è vita, e solo il comunismo potrebbe portate un grado di di cìviltà sociale in quelle genti.
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  10. #10
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    Predefinito Re: Guardando dalla nostra finestra

    Hanno avuto 20 anni per sradicare i talebani da casa loro.
    Se la sono cercata e se la sono trovata.
    'zzi loro.
    Tessera nr. 5 del club Ma il PD ?

 

 
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