

"GUARIREMO ANCHE IL CANCRO!" (Silvio Berlusconi - 20 marzo 2010 Piazza del Popolo, Roma)repapelle:
L'elettore che ha votato per le liste contestate nulla sapeva o poteva sapere circa la validità delle liste stesse, che avrebbero dovuto essere contestate prima e non dopo le elezioni. Quindi chi ha votato per quelle liste ha votato anche per Cota che a quelle liste era collegato per legge. La legge elettorale dice chiaramente che chi vota per una lista vota anche per il candidato Presidente ad essa collegato.
La soluzione più logica sarebbe annullare i voti di lista ma tenere validi i voti a favore di Cota Presidente.


Amico inimicoque bonum semper praebe consilium, quia amicus accepit, inimicus spernit
All'amico e al nemico dà sempre buoni consigli, perchè l'amico li accetta il nemico li rifiuta


"... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"
(G. D'Annunzio)


Ci penseranno i maggistrati, che sono sempre superpartes, specialmente verso i politisci.
Mica sono uno dei poteri dello Stato, LORO...
Vivono nell'Olimpo e giudicano sempre con distacco, senza coinvolgimenti o tornaconti, LORO
Invece i comuni mortali si scannano per un " bicchiere ".:sofico:
"... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"
(G. D'Annunzio)


Il riconteggio premia la Bresso. La Lega: si mette male per la democrazia
MILANO - Per scaramanzia, ancora non lo dice ufficialmente. Però Mercedes Bresso sa già come finirà il riconteggio delle schede in Piemonte: «Avevo ragione io». Al traguardo manca Torino, tutte le altre sette province hanno portato a termine un calcolo che, in via ufficiosa, per ora conferma quanto lei sosteneva da tempo. Ovvero: Roberto Cota - che il 28 ed il 29 marzo aveva conquistato la poltrona di governatore per 9.372 voti di differenza - starebbe per perdere la sfida delle carte bollate, avendo lasciato sul campo circa 12 mila di quei 15.179 voti delle liste «Consumatori» e «Al centro con Scanderebech» che hanno infiammato la lunga battaglia tra leghisti e democratici per la presidenza della Regione e per i quali il Tar ha disposto la verifica.
E adesso è il Carroccio a temere la perdita di un fortino considerato ormai conquistato. Lo dimostra Umberto Bossi in persona, ricorrendo a una nota ufficiale per difendere «un ragazzo che ha vinto democraticamente le elezioni»: «Se vogliono far perdere Cota - dice il Senatùr - si mette male la democrazia perché chi ha perso, ha perso e basta. C'è qualcuno che vuole annullare dei voti validi». Per il leader dei lumbard «Cota ha vinto e governerà per 5 anni ma se la Bresso dovesse risultare avvantaggiata dal riconteggio allora sì, si metterebbe davvero male». Alle parole del capo di partito fanno seguito quelle del governatore, stanco di una faccenda che si trascina ormai da troppo tempo: «Ma quale riconteggio? - liquida Cota -. Io le elezioni le ho vinte a marzo, di cosa parliamo? Ho vinto e lavorerò per 5 anni».
Non la pensa così l'ex governatrice Bresso: «Se Bossi è tanto convinto, stia calmo e aspetti il percorso della giustizia. Se si mette male per qualcuno è per loro: aver accolto noti taroccatori di liste nella propria coalizione ha comportato dei rischi e ora assistiamo alle conseguenze. Era certo che perdessero, non a caso si erano opposti al riconteggio». Lei, che ha letto più e più volte l'intera documentazione del caso, crede anche di aver bene interpretato le prossime mosse: «La sentenza del Tar sembra parlare di "riproclamazione", cioè io sarei di nuovo presidente. E mi sembra l'esito più giusto, era me che gli elettori avevano votato. Se invece Tar e Consiglio di Stato si pronunciassero su nuove elezioni, per una nuova candidatura mi rimetterei al giudizio del Pd».
A frenare l'entusiasmo degli avversari è Luca Procacci, il legale della Regione e del governatore Cota: «Dal riconteggio ci aspettiamo un risultato scontato, ma sarà subito oggetto di ricorso. Noi aspettiamo il Consiglio di Stato: il 19 ottobre stabilirà se i criteri indicati dal Tar per il riconteggio sono validi. Noi sosteniamo che siano illegittimi: per la legge elettorale, la croce su una lista collegata al presidente vale per il candidato anche se ci sono dubbi sulla lista stessa». L'avvocato smentisce seccamente pure i rumors sulle dimissioni anticipate di Cota, da molti ritenute un'ancora di salvataggio per portare il Piemonte alle urne prima che la sentenza diventi esecutiva. «Ma se fosse vero - dice Enrico Piovano, legale della Bresso - sarebbe un atto unilaterale impugnabile, compiuto non nell'interesse pubblico ma di un partito politico».
Il riconteggio premia la Bresso. La Lega: si mette male per la democrazia - Corriere della Sera
"Il potere non è un mezzo, è un fine. Non si stabilisce una dittatura nell'intento di salvaguardare una rivoluzione, ma si fa una rivoluzione nell'intento di stabilire una dittatura."
1984


chi stabilisce la volontà dell'elettore?
chi può dire se il voto era per la lista o invece per il candidato?
chi può dire se quelle liste non hanno ingannato l'elettore?
Mi sembra che i lagalioli hanno troppe certezze.
L'unica cosa certa è che è stata violata una legge. Il candidato che ha accettato il sostegno di questa lista, senza preoccuarsi della condizione di legalità, è corresponsabile.
Razzista con gli imbecilli!
"La cosa seccante di questo mondo è che gli imbecilli sono sicuri di sé, mentre le persone intelligenti sono piene di dubbi." Bertrand Russel


Quindi? Ri-voto o direttamente Bresso bis?
Ultima modifica di DiegoVR; 15-10-10 alle 12:03


Il riconteggio va alla grande: altra spallata alla credibbilità del sistema Italia.:sofico:
"... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"
(G. D'Annunzio)