

Di tutte le possibili reazioni ad un insulto, la più efficace è il silenzio - Santiago Ramòn y Cajal
A paraulas maccas uriga surda
Tessera N° 29 Fronda ForumerZ di POL
Segretaria liquidatrice di Italia Morta




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Finora ci eravamo convinti che gli Stati Uniti volessero difendere l’ordine mondiale dai “revisionisti” russi e cinesi, ma Rubio ha appena annunciato che anche l’America vuole ribaltare l’ordine attuale e crearne uno nuovo.
L’ordine del 1945 era fondato sulla gestione collettiva delle questioni globali, con la creazione delle Nazioni Unite e di un ventaglio di organizzazioni multilaterali. All’interno di queste istituzioni il peso degli Stati Uniti era dominante, in particolare durante la guerra fredda.
Trump non crede più in questo sistema. Il presidente eletto vuole dominare il nuovo ordine mondiale attraverso la potenza dell’America. È un cambio di paradigma riassunto dall’ormai famoso slogan “America First”. Per dirla con le parole di Rubio, “sarebbe impossibile andare avanti senza un’America forte e fiduciosa che agisca nel mondo mettendo i propri interessi nazionali al di sopra di tutto”.
chiaramente un ritorno alle logiche imperiali del diciannovesimo secolo, ma è anche un approccio realista? Anche se nella visione del mondo basata sulla forza e non più sul diritto c’è qualcosa che ricorda l’apprendista stregone, resta il fatto che tra qualche ora Trump tornerà alla guida del più potente esercito mondiale, sostenuto dalle più grandi società del settore tecnologico i cui amministratori delegati saranno in prima fila a Capitol Hill.
Questa aspirazione degli Stati Uniti, realista o meno che sia, avrà conseguenze pesanti per il resto del mondo, soprattutto perché non presta grande attenzione alle alleanze e agli interessi degli altri paesi. L’Europa ne risulta ovviamente indebolita, come ha sperimentato sulla sua pelle la Danimarca con la rivendicazione di Trump a proposito della Groenlandia. A Copenaghen serpeggia ormai il panico.
https://www.internazionale.it/opinio...ine%20mondiale
https://www.internazionale.it/opinio...-visione-mondo




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Il dopoguerra è una Ucraina molto ridotta nelle dimensioni, fuori dalla NATO e dalla UE, demilitarizzata e nella russosfera e una Federazione Russa che recupera molti dei suoi ex-territori abitati da russi e caduti sotto giogo straniero nel 1991.
Un'Europa, soprattutto quella storica centroccidentale (con i Danesi terrorizzati dalle minacce del loro miglior alleato gli Yankee) molto indebolita che sta capendo che il vero nemico è a ovest e non a est, contrapposta agli schizofrenici Nani Baltici, Polonia e Finlandia rimasti soli a stuzzicare l'Orso Russo con tutte le conseguenza possibili di tale folle politica; una parte dell'ex Europa comunista che sta capendo che è meglio riappoggiarsi alla Russia (Slovacchia, Ungheria, Bulgaria, Romania, Serbia) anziché agli USA; una NATO che se sopravvive dovrà profondamente riformarsi così come la UE per non sparire di fronte alla sete di energia russa a basso costo delle imprese europee necessaria per non morire.
Ne uscirà un mondo multipolare dove gli Europei non saranno uno dei poli ma dovranno cambiare cavallo per non rimanere totalmente schiacciati dalla crescente e disperata sete di profitti e materie prime da parte degli USA che li stanno cannibalizzando come un parassita insaziabile da almeno 25 anni.
La storia è maestra di vita ma non ha allievi. (A. Gramsci)