

se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky


e guarda questa
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se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky


Bene di queste statue ce ne sono quante ne vuoi nelle piazze della Ucraina occidentale. E chi rappresentano? UN EROE NAZIONALE di nome Stepan Bandera.
L'Ucraina è divisa in due, su questo nome. Leggere
A est li chiamano banderovtsy, seguaci di Stepan Bandera, e li considerano una specie di neonazisti in versione ucraina. A ovest sono patrioti che tengono viva la memoria di un partigiano ed eroe nazionale. Un uomo morto oltre cinquant’anni anni fa divide oggi gli ucraini
08/07/2014 - Danilo Elia
Quando Stepan Bandera fu trovato senza vita a Monaco di Baviera nel 1959, nessuno pensò a una morte naturale. Il Mossad e il Kgb avevano ottimi motivi per eliminarlo, ma anche la Cia e l’MI6 avrebbero avuto le loro buone ragioni. Non dovrebbe stupire che un uomo con così tanti nemici sia oggi – a oltre cinquant’anni dalla sua morte e settanta dalle sua attività politica e militare – al centro di un’aspra battaglia ideologica in Ucraina.
“Quelli di Kiev? Una massa di banderovtsy”. Questa parola riecheggia come un mantra dal palco in piazza Lenin a Donetsk. È pronunciata con disprezzo, come la peggiore delle offese. Le bandiere che sventolano sono rosse con falce e martello, oppure riproducono il tricolore russo con l’aquila bicipite. Si gridano parole contro la Maidan di Kiev.
I banderovtsy, per chi abita a est, sono un po’ tutti gli ucraini da Kiev in qua, fino ai Carpazi. Che si tratti di veri seguaci di Bandera o meno, chiunque non ne rinnega il nome e la memoria è un banderovets, un nazista, un violento. Patriota della Seconda guerra mondiale e criminale di guerra, partigiano filonazista, eroe nazionale e sterminatore di polacchi ed ebrei, Bandera è tutto questo allo stesso tempo. La figura più controversa della storia recente dell’Ucraina, taglia il paese in due: dove gli sono intitolate vie e piazze e dove il suo nome è associato a quello di Hitler. Non esiste una via di mezzo. “Non vogliamo essere governati da quei banderovtsy”, mi ha detto Marija, mentre dal palco suonava una marcia russa. “È stato un golpe. A Kiev c’è una giunta fascista, per loro un criminale nazista come Bandera è un eroe. L’Urss, la Russia ha sempre combattuto il nazifascismo. Come possiamo andare d’accordo?”.
Ecco, leggete questo articolo del 2014 e così potrete rendervi conto che l'Ucraina è in verità DUE DIVERSI PAESI.
se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky


Scusa ma questa storia della difesa europea e' una sciocchezza se non la vedi al di fuori della Nato, o comunque in una nato fortemente ridimensionata e non piu' a guida americana.
Senza piu' basi americane sul suolo europeo, a meno che ci sia la reciprocita' di basi europee da loro.
Infatti gli stati uniti sono i primi ad aver sempre caldeggiato un'europa in estensione politica, ma non militare.
L'aspetto militare e' il primo elemento per una vera indipendenza anche politica, ma se non possiamo avere queste cose...che senso ha investire in eserciti che poi sarebbero sotto il comando americano?
Basati poi sull'acquisto delle loro armi?
Che i tedeschi si sveglino.
MORISI EROE






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Manco un centesimo da parte mia all'Ucraina, al fronte ci vada il nonno di Goldman Sachs a combattere, magari assieme a quelli del battaglione Azov.


Non abbiamo ancora finito in modo giusto di costruire l'UE e parliamo di esercito comune? A parte che io non capisco a cosa può servire un esercito se non a portare morte e distruzione nel caso nascesse una guerra, ma io sopratutto non capisco come si può pensare a un esercito comune con questa costruzione UE che, diciamo la verità, fa abbastanza acqua in diverse sue parti. E io sono un europeista convinto, sia chiaro. Ma se vogliamo una vera unione si dovrebbero federare le nazioni che la compongono, e intanto, in questa attesa, togliere quello stupido, nocivo regolamento che dice che ogni decisione UE si deve prendere all'unanimità, quando basterebbe la maggioranza.
E poi, domanda: perchè non far entrare la Russia nella UE?
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