Re: Il progressismo di Putin
Ho letto, non mi ricordo in quale libro di Luttwak, che gli USA avevano ipotizzato (alla fine degli anni 70s/inizio anni 80s) un intervento militare negli Stati arabi del Golfo (persico o arabo, a seconda dei gusti) nel caso di un embargo petrolifero. L'embargo sarebbe un atto di guerra? In questo caso non nei confronti degli USA direttamente, ma dei loro clienti europei, e quindi indirettamente del loro dominio imperiale.
Re: Il progressismo di Putin
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cimad5
Il formaggio francese no, ma tutti i beni e servizi francesi forse sì ;)
L'ipotetica interruzione del flusso di gas russo agli Stati UE, se questi non lo pagassero in rubli, sarebbe un atto di guerra? Considerando che questo, perlomeno nell'immediato causerebbe gravi problemi economici e sociali (forse indirettamente anche dei morti).
No non lo sarebbe, il gas è loro e ci fanno quello che vogliono
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cimad5
Ho letto, non mi ricordo in quale libro di Luttwak, che gli USA avevano ipotizzato (alla fine degli anni 70s/inizio anni 80s) un intervento militare negli Stati arabi del Golfo (persico o arabo, a seconda dei gusti) nel caso di un embargo petrolifero. L'embargo sarebbe un atto di guerra? In questo caso non nei confronti degli USA direttamente, ma dei loro clienti europei, e quindi indirettamente del loro dominio imperiale.
Il petrolio è loro e ci fanno quello che vogliono. Ovviamente gli usa si prendono con la forza quello di cui hanno bisogno, cioè si dichiarano apertamente disposti a diventare "villain" come la russia di oggi all'occorrenza, e lo hanno già fatto in iraq, anche se durante la guerra fredda la percezione di ciò che era lecito fare data la presenza di un forte blocco contrapposto era diversa da quella di oggi.
Re: Il progressismo di Putin
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Marximiliano
No non lo sarebbe, il gas è loro e ci fanno quello che vogliono
Il petrolio è loro e ci fanno quello che vogliono. Ovviamente gli usa si prendono con la forza quello di cui hanno bisogno, cioè si dichiarano apertamente disposti a diventare "villain" come la russia di oggi all'occorrenza, e lo hanno già fatto in iraq, anche se durante la guerra fredda la percezione di ciò che era lecito fare data la presenza di un forte blocco contrapposto era diversa da quella di oggi.
Che si faccia quello che si vuole con le proprie cose dovrebbe essere pacifico. Però poi non lo è, se c'è qualcuno che te le prende. Però il debole, se è un minimo sveglio, sa che rischia che i suoi comportamenti saranno interpretati dal forte come un atto di guerra.
E nella mia concezione lo sono. Perché ciò che mette a rischio gli interessi nazionali, perlomeno di una potenza imperiale, è sempre un atto di guerra. Che poi può anche non avere come conseguenza un conflitto armato, se c'è un modo più economico (o è troppo pericoloso) per risolvere la questione.
Re: Il progressismo di Putin
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Marximiliano
Parliamo dell'operazione militare speciale russa in ucraina.
Avete in mente quando uno dice di essere una donna e secondo i progressisti bisogna di conseguenza chiamarlo donna (e guai a chiamarlo uomo) anche se ha un pene lungo venti centimetri, due mani grosse come badili, dei cromosomi Y che se glie ne cade uno sul piede glie lo frattura, una voce cavernosa e il pomo di adamo sporgente che va su e giù di una spanna quando parla? Ecco, similmente secondo il progressista putin un'operazione militare che comporta l'ingresso di duecentomila soldati in un altro paese, bombardamenti, cannoneggiamenti e demolizioni almeno parziali di molte città non si chiama guerra (e guai a chiamarla guerra) ma operazione militare speciale.
Del resto anche tutti i media italiani parlavano di missione italiana di pace in iraq a nassiriya quando era invece un'operazione di pacificazione (concetto che non è proprio diametralmente opposto ma quasi), mostrando una ipocrisia paragonabile ai casi sopra citati.
Allora che ne dite, vogliamo iniziare a chiamare le cose come stanno? Ma sempre, non solo quelle che piacciono a noi. Una guerra la chiamiamo guerra, un uomo XY lo chiamiamo uomo e una missione di pacificazione la chiamiamo missione di pacificazione
Uno che usa la guerra per far polemica sulla questione dei trans sembra leggermente ossessionato. Voi fascisti, oltre a essere pericolosi, siete anche piuttosto ridicoli. Posso dirlo?
Venendo alla guerra, il nome più appropriato è "guerra espansionistica" e le descrizione più appropriata è "guerra fatta allo scopo di conquistare uno stato sovrano aumentando il proprio potere [cioè quello di Putin] sul territorio mondiale".
Macellare migliaia di persone per una cretinata del genere è uno schifo.
Re: Il progressismo di Putin
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Robert Owen
Uno che usa la guerra per far polemica sulla questione dei trans sembra leggermente ossessionato. Voi fascisti, oltre a essere pericolosi, siete anche piuttosto ridicoli. Posso dirlo?
Venendo alla guerra, il nome più appropriato è "guerra espansionistica" e le descrizione più appropriata è "guerra fatta allo scopo di conquistare uno stato sovrano aumentando il proprio potere [cioè quello di Putin] sul territorio mondiale".
Macellare migliaia di persone per una cretinata del genere è uno schifo.
Ne avessi azzeccata una. Tranne l'ultima frase, a quello ci arriva anche un progressista, anche se non sempre
Re: Il progressismo di Putin
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cimad5
Che si faccia quello che si vuole con le proprie cose dovrebbe essere pacifico. Però poi non lo è, se c'è qualcuno che te le prende. Però il debole, se è un minimo sveglio, sa che rischia che i suoi comportamenti saranno interpretati dal forte come un atto di guerra.
E nella mia concezione lo sono. Perché ciò che mette a rischio gli interessi nazionali, perlomeno di una potenza imperiale, è sempre un atto di guerra. Che poi può anche non avere come conseguenza un conflitto armato, se c'è un modo più economico (o è troppo pericoloso) per risolvere la questione.
E' chiaramente un abuso; un semplice rifiuto di vendere semplicemente non è un atto di guerra.
Non bisogna mettere sullo stesso piano aggressore e aggredito, altrimenti qualcuno potrebbe dire che io, rifiutadomi di consegnare il portafoglio a un rapinatore ho compiuto io per primo un'aggressione (e quindi sono colpevole come il rapinatore che magari poi mi ha preso con la forza il portafoglio mandandomi all'ospedale)
Re: Il progressismo di Putin
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Marximiliano
E' chiaramente un abuso; un semplice rifiuto di vendere semplicemente non è un atto di guerra.
Non bisogna mettere sullo stesso piano aggressore e aggredito, altrimenti qualcuno potrebbe dire che io, rifiutadomi di consegnare il portafoglio a un rapinatore ho compiuto io per primo un'aggressione (e quindi sono colpevole come il rapinatore che magari poi mi ha preso con la forza il portafoglio mandandomi all'ospedale)
Noi parliamo di Geopolitica, non di relazioni tra persone fisiche. Credo che sia una differenza fondamentale.
Naturalmente è possibile considerare i rapporti tra Stati come quelli tra esseri umani...in definitiva è ciò che propongono i mass-media mainstream, ma dubito che qualsiasi decisore politico, di uno Stato serio, faccia questo errore.
Re: Il progressismo di Putin
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cimad5
Noi parliamo di Geopolitica, non di relazioni tra persone fisiche. Credo che sia una differenza fondamentale.
Naturalmente è possibile considerare i rapporti tra Stati come quelli tra esseri umani...in definitiva è ciò che propongono i mass-media mainstream, ma dubito che qualsiasi decisore politico, di uno Stato serio, faccia questo errore.
Bè la vita umana ha un valore che deve essere superato per legittimare una guerra, altrimenti qualsiasi guerra è lecita e non condannabile perchè si basa su considerazioni geopolitiche e in sostanza la legge del più forte non è contestabile da alcuna ragione morale.
Re: Il progressismo di Putin
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Marximiliano
Bè la vita umana ha un valore che deve essere superato per legittimare una guerra, altrimenti qualsiasi guerra è lecita e non condannabile perchè si basa su considerazioni geopolitiche e in sostanza la legge del più forte non è contestabile da alcuna ragione morale.
L'interesse nazionale, quindi la perpetuazione della Nazione, è più importante della vita umana, forse di tutte le vite umane. O almeno, generalmente è quello che viene "insegnato".
Re: Il progressismo di Putin
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cimad5
L'interesse nazionale, quindi la perpetuazione della Nazione, è più importante della vita umana, forse di tutte le vite umane. O almeno, generalmente è quello che viene "insegnato".
Bisogna vedere in che misura, cioè l'interesse nazionale normalmente prevale sulla vita umana anche quando la mancata azione non pregiudicherebbe la perpetuazione della nazione, ma allora qualsiasi condanna di una guerra compresa questa perde di significato