Cosa è il politicamente corretto? Da dove è nato? chi sono i suoi principali ideatori?
Ma soprattutto come si combatte?
Apro questa discussione per parlarne.


Cosa è il politicamente corretto? Da dove è nato? chi sono i suoi principali ideatori?
Ma soprattutto come si combatte?
Apro questa discussione per parlarne.


@Dr. Gori,
Puoi dare il tuo contributo?
Grazie.


Socio Fondatore - Presidente in Carica - Alternativa Sociale - A.S. - "Rinnovare la Tradizione"


Cari amici, riposto qui il mio 3d manifesto contro il polcor
Libertà di parola. Questo concetto ha un sapore anacronistico e sembrerebbe un diritto/dovere da tempo consolidato. Eppure nel terzo millenno siamo di fronte a una inaspettata quanto pericolosa regressione nell'atro oscurantismo in nome di una neomorale fondata sull'ipocrisia opportunistica di una specifica ideologia: il progressismo.
Il progressismo è oggi diventato un umbrella term, o meglio un umbrella concept, un concetto contenitore che si fregia di inglobare una congerie di idee e interessi con il plastico tessuto del politicamente corretto.
Infatti Capozzi, autore de “Politicamente corretto. Storia di un’ideologia", sostiene che: "Il politically correct è come un “catechismo civile”, una somma di “precetti”, di divieti, di censure in cui si compendia la retorica di un’ideologia ben precisa: quello che possiamo chiamare neo-progressismo"
Essere progressisti comincia a significare, per molti, farsi legislatori del linguaggio. Parte una furia nominalistica che, con ogni sorta di eufemismo e neologismo, si premura di stabilire come dobbiamo chiamare le cose e le persone, in totale spregio del linguaggio e della sensibilità della gente comune, come sostengono Luca Ricolfi e Paola Mastrocola.
Natalia Ginzburg, denuncia l’ipocrisia, e la sopraffazione verso il comune sentire dei ceti popolari, implicite nella pretesa di imporci come dobbiamo parlare e pensare. Ci troviamo così circondati di parole che non sono nate dal nostro vivo pensiero, ma sono state fabbricate artificialmente con motivazioni ipocrite, per opera di una società che fa sfoggio e crede con esse di aver mutato e risanato il mondo.
Per Lottieri, uno dei punti fermi della tradizione occidentale schierata a difesa della tolleranza (da Montaigne a Pierre Bayle, da Baruch Spinoza a John Locke, a John Stuart Mill) è che “le opinioni non sono azioni”. Insomma: una cosa è teorizzare una società marxista e altra cosa (e ben diversa!) è operare un esproprio proletario, derubando il prossimo.
Tuttavia il tirannico neoprogressismo tratta la parola come azione e si propone di coartare le masse imponendo l'adozione di una neolingua progettata per plasmare il pensiero al punto da sovvertire la realtà. Tutti dovranno riconoscere che un uomo che si dichiara donna è donna a tutti gli effetti, che la malattia mentale è una normale neurodiversità, che il bacio del principe azzurro è un tentato stupro e così via. Chi oserà dissentire verrà cancellato, deriso, boicottato a tutti i livelli dal sistema progressista. E per soggiogare anche chi avrà l'ardire di resistere a questa violenza sociale, la nuova ideologia ricorrerà a sanzioni penali creando leggi ad hoc.
Che fare allora?
Il compito dei paladini della libertà di parola è chiaro: DIFENDERE LA LIBERTÀ DI PENSIERO IN TUTTE LE SUE FORME ED ESPRESSIONI.
Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate, scrisse G.K. Chesterton
Prima di arrivare a questo, combattete nell'agone virtuale, divulgate il verbo della libertà espressiva frantumando le imposizioni del polcor.
E ricordiamoci che pronunciare parole come negro, frocio e così via è un modo efficace per garantire l'accettazione a lungo termine di categorie diverse, poiché le differenze esistono e saranno sempre percepibili. Non mi credete? Dedicate 01.45 min alla visione del video in calce
La libertà è una sola, permette di prendere in giro i leghisti e gli ebrei, i gay e i magistrati, i machisti e i navigator, i giornalisti e le femministe, e così via, nessuno escluso.
ENRICO MENTANA
IDEOLOGICAL DECOMPILER
Angine de poitrinisateur du rythme argumentatif


Ottimo post, dovrei recuperarmi il libro di Capozzi, se vogliono combattere le ingiustizie sociali devono fare altro piuttosto che ricorrere a queste ipocrisie.


Hai in mente altri utenti che potrebbero dare un prezioso contributo?


D'acchito mi vengono in mente:
Nordreich75, 22gradi, scomunista, Kavalerist, hermes, vladimir Iliych, troller, occidentale, Marximiliano, don Peppe, francoantonio ecc
Mi sembrano, ognuno con le proprie ragioni, critici verso progressismo e di conseguenza critici verso il polcor
Ce ne sono cmq molti altri
IDEOLOGICAL DECOMPILER
Angine de poitrinisateur du rythme argumentatif


Anche se non citato, vorrei contribuire -se posso- con un'immagine (che si dice valga più di mille parole) su:
- Cos'è il politicamente corretto (prima riga)
- E alcuni personaggi che utilizzano/utilizzarono gli stessi metodi di quelli che lo impongono ai giorni nostri (seconda riga)


Una volta il politicamente corretto era il politicamente scorretto. Quando negli anni 60 si iniziò a mostrare (nei film americani) i pellerossa non più come esseri violenti, primitivi bensì come popolo oppresso e vittima di un genocidio. Quando si cominciò ad abbandonare la censura sul sesso, sull'omosessualità, quando si prese a mostrare a tutti gli orrori della politica americana, le stragi in Vietnam e via dicendo. Partendo da queste origini, in un tempo in cui la denuncia sociale e politica fu doverosa e spesso vittima di censure, si potrebbe iniziare un'analisi interessante sul come e perché si sia passati da un eccesso all'altro, fino al punto che le puntate dei serial debbano OBBLIGATORIAMENTE presentare coppie omosessuali, lesbiche, miste come colore. Provateci a fare un'analisi storica, io non posso, devo fare altre cose...![]()
C'est le temps que tu as perdu pour ta rose qui fait ta rose si importante


Il politicamente corretto è un'arma di distruzione di massa del pensiero. Praticamente per decidere se un'affermazione è corretta eticamente, moralmente ecc è necessario un approfondimento sui suoi significati; il politicamente corretto traccia invece di approfondire delle linee di demarcazione che, come i confini tra gli stati del medio oriente tracciati alla fine della wwii, se ne sbattono bellamente della realtà delle cose, ma applicano (come minimo) un social blame esasperato verso chi utilizza certi termini o esprime certi concetti. Per esempio se negli usa pronunci la parola "nigga" anche senza offendere nessuno puoi benissimo perdere il posto di lavoro; anche in italia se affermi l'esistenza delle razze umane (*) sei tacciato di ignoranza da personaggi dell'intelligenza di un criceto.
Il politicamente corretto è un'esasperazione della ricerca del corretto fatta alla maniera progressista, cioè in modo unidirezionale, sempre spostando verso l'alto l'asticella e in definitiva cambiando fino a renderli irriconoscibili i valori che si vogliono affermare.
(*) o meglio che il concetto di razza umana è applicabile e non contradditorio in sè, trattandosi di un concetto non "esiste" in senso stretto nella realtà oggettiva
Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile