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Discussione: I talebani del gas

  1. #1
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    Predefinito I talebani del gas

    Interessante articolo che spiega bene come sono state gestite le risorse energetiche nel recente passato e come oggi abbiamo le mani legate in tema di risorse energetiche.

    Riassunto:

    Negli anni dei governi Conte è stato elaborato un documento, il Pitesai (è un acronimo, l'articolo lo spiega per esteso), che vincola la prospezione e l'estrazione di idrocarburi in senso molto restrittivo in maniera da bloccare quasi tutta l'attività di ricerca ed estrazione di metano.
    L'Italia ha molto gas nel suo sottosuolo, sia in terraferma che in mare.
    E' stato fatto un referendum per tentare di bloccare l'estrazione del gas.
    Il referendum è fallito non raggiungendo il quorum (anche io non sono andato a votare apposta per farlo fallire e proseguire con l'estrazione di vecchi e nuovi giacimenti).
    Nonostante gli Italiani abbiano scelto per la ricerca e l'estrazione di idrocarburi disertando le urne in modo da farlo fallire, il governo Conte (praticamente i 5stelle perchè la Lega era favorevole all'estrazione) ha trovato il sistema di annullare la scelta degli Italiani elaborando il piano denominato Pitesai che di fatto blocca quasi tutte le trivellazioni e la ricerca di giacimenti.
    Ricordo che in Italia e nel mare di nostra competenza ci sono molti giacimenti per volumi stimati piuttosto consistenti, e molti altri sono stati individuati.
    Però questo Pitesai blocca tutto.
    Se Draghi vuole dare il via a ricerca ed estrazione, deve bypassare il vincolo Pitesai, abrogandolo o modificandolo in maniera drastica e sostanziale.
    Dunque la crisi energetica che sta affrontando l'Italia ed il conseguente rialzo dei costi con tutto ciò che comporta – conseguenze drammatiche: recessione – non ha origine da Putin, ma da più indietro: esattamente dalla politica di decarbonizzazione portata avanti dai 5stelle e i Verdi e dall'utopia della “decrescita felice”.
    QUESTI TANGHERI CI HANNO FREGATO.

    Ecco l'articolo per intero:

    https://www.ilgiornale.it/news/polit...2-2024906.html

    Altro che indipendenza energetica dalla Russia! L'Italia, sostanzialmente, non può permettersi di rinunciare al gas di Vladimir Putin perché masochisticamente ha bloccato la maggior parte delle attività di estrazione e di ricerca degli idrocarburi nel nostro Paese. Colpa del Pitesai, complicato acronimo di «Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee». E quando il burocratese allude ad «aree idonee» (come nel caso del Deposito nazionale delle scorie nucleari) significa restringere al minimo qualsiasi possibilità.
    Al ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, va dato il merito di aver tirato fuori dai cassetti questa mappa della quale i governi Conte I e Conte II avevano promesso la pubblicazione. Il problema è che ideologicamente il Pitesai sembra proprio figlio dell'esecutivo giallorosso e non del governo Draghi. Lo ha spiegato bene ieri con un'analisi d'impatto Assorisorse, l'associazione confindustriale delle imprese estrattive presieduta dal manager Eni, Luigi Ciarrocchi. Dal punto di vista delle esplorazioni di idrocarburi, il Pitesai revoca di 42 titoli su 45 (tra istanze e permessi di ricerca), comportando «di fatto» l'azzeramento delle attività future, sia a terra che a mare. Resteranno solo 3 permessi di ricerca tra i quali uno dell'Eni e uno della piccola compagnia emiliana Gas Plus. Delle 123 concessioni minerarie attualmente in essere (di cui 108 relative al gas) oltre il 70% ricade in aree definite come «non idonee». In questo modo, prosegue Assorisorse, «si limitano fortemente le prospettive di produzione per effetto delle incertezze sulla possibilità di effettuare nuovi investimenti».
    È pressoché certo, infatti, che 20 concessioni saranno revocate e 45 saranno soggette a verifica per stabilire l'eventuale prosieguo o meno delle attività. Su 171 titoli di concessione solo 38 sono in aree idonee, mentre 133 sono in zone «non idonee». Una Caporetto su tutta la linea. Se si osserva il solo potenziale estrattivo del nostro Paese, rileva l'associazione che aderisce a Confindustria, esso ammonta a 112 miliardi di metri cubi (con un ulteriore potenziale di 50 miliardi) dei quali 46 miliardi certi, 46 miliardi probabili e 20 miliardi possibili. Qual è l'assurdo? Che queste cifre sono superiori ai consumi del Paese che nel 2021 si sono attestati a 76 miliardi di metri cubi. Dunque si potrebbe soddisfare con risorse nazionali ben più del 10% cui ambiva il governo Draghi lo scorso febbraio.
    «Con un piano di azioni mirate, si può rilanciare la produzione nazionale di gas, andando ben oltre i 5 miliardi prefissati dal decreto Energia e compensando il veloce declino, che oggi è pari ad oltre 0,5 miliardi di metri cubi l'anno», spiega Assorisorse al Giornale aggiungendo che «la valorizzazione del gas domestico comporterebbe il contenimento della bolletta energetica, una riduzione delle emissioni clima-alteranti legate al trasporto (oltre sei volte più alte in quanto nei gasdotti parte del gas è disperso per garantire la costanza della pressione; ndr), occupazione e crescita». Secondo uno studio presentato al dibattito sul Pitesai da Assorisorse, i soli giacimenti di gas dell'Emilia-Romagna potrebbero garantire fino a 1,6 miliardi di metri cubi dagli attuali 800 milioni con un investimento di circa 300 milioni.
    Insomma, sarà difficile tornare ai livelli del 2000 (17 miliardi di metri cubi di gas estratti in Italia), ma si può fare uno sforzo per risalire dai 3 miliardi dell'anno scorso, un eredità costosa lasciataci dai talebani del «no triv». Risultati lontani dai 17 miliardi del 2000, ma darebbero un contributo alla manodopera nazionale, alle imprese, alle casse dello Stato e alla lotta contro emissioni che scaldano il clima, invece di prendere la rotta estera per pagare importazioni lungo migliaia di chilometri di tubature ad alto impatto climatico. «Riteniamo ancora possibile un intervento legislativo, in primis sul Pitesai, con l'obiettivo di salvaguardare e promuovere le attività di estrazione del gas italiano in coerenza con quanto espresso nella mozione votata nei giorni scorsi dal consiglio regionale dell'Emilia-Romagna (approvata da tutti partiti tranne M5s e Verdi; ndr)», sottolinea Assorisorse ricordando che nel Basso Adriatico (Puglia in primis) «sono identificate molte nuove aree non idonee per l'attività estrattiva che mettono a rischio l'estrazione di diversi miliardi di metri cubi di gas».

    Articolo di Gian Maria De Francesco
    Il Giornale del 9 aprile 2022
    Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.

  2. #2
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    Predefinito Re: I talebani del gas

    Sempre più favorevole nello staccare le utenze domestiche a quella massa di coglioni e di coglione della base elettorale grullina, compresa quella dell'acqua. @Iohannes68
    "non sto mai dalla parte di nessuno, perché nessuno sta mai dalla mia.” (Cit.)

  3. #3
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    Predefinito Re: I talebani del gas

    D'accordo, ma non e' colpa dei 5stelle o di Conte.

    Questa forma di pensiero autolesionista e' cresciuta a livello popolare di anno in anno, in Italia e in altri paesi.
    E' stata largamente condivisa dal popolo italiano.
    I grillini hanno vinto le elezioni essendo molto chiari nei loro temi che, anzi, erano molto piu' radicali di quel che hanno realizzato.

    E' una forma di pensiero molle e insita nella globalizzazione stessa, egoista e quindi a suo modo anche razionale.
    Perche' inquinare il mio mare estraendo, quando posso comprare da altri evitando il problema?

    Il fatto e' che poi il mondo cambia, non sei attrezzato e succede il disastro.
    MORISI EROE

  4. #4
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    Predefinito Re: I talebani del gas

    Citazione Originariamente Scritto da RigorMontis Visualizza Messaggio
    Sempre più favorevole nello staccare le utenze domestiche a quella massa di coglioni e di coglione della base elettorale grullina, compresa quella dell'acqua. @Iohannes68
    Riguardo all'acqua, è sempre stata pubblica in Italia, almeno da quando c'è legislazione al riguardo, ossia dalla legge Merli in qua (Legge Merli 319/76).
    La legge successiva alla Merli, la legge Galli del 94, mi pare la 36/94, istituisce gli ATO e i SII (Ambito Territoriale Ottimale e Servizi Idrici Integrati).
    I SII comprendono l'impiantistica (in sequenza: captazione, potabilizzazione, adduzione, distribuzione nella rete, raccolta reflui tramite collettori fognari, depurazione e in ultimo conferimento in corpo idrico ricettore) ed il bacino dalla captazione alla reimmissione nell'ambiente costituisce l'ATO.
    E' legge inderogabile che GLI ATO SONO PUBBLICI E I SII POSSONO ESSERE AFFIDATI A GESTORI PRIVATI MA SOTTO IL CONTROLLO PUBBLICO.
    L'attuale legislazione in merito (la 152/06, parte III) riprende la Galli e la integra.
    Dunque l'acqua è sempre stata pubblica, il referendum si basava sul nulla.
    E mi ricordo la propaganda dove c'era la pompa della benzina che scaricava acqua per convincere la gente.
    Ma era un grande falso.
    Nessuna legge italiana ha abrogato il fatto che l'acqua sia pubblica.
    Gestione affidata ad azienda privata controllata dall'autorità pubblica non vuol dire assolutamente che l'acqua sia privata.
    Dunque quel referendum è stato costruito sul nulla ed ha portato al nulla, in compenso ha distratto denaro pubblico da altre cose più utili e soprattutto, che avevano un senso, contrariamente a quel referendum che di senso ne era totalmente privo.
    Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.

  5. #5
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    Predefinito Re: I talebani del gas

    Il nuovo Pitesai, che tra le altre cose permette di riprendere le estrazioni di gas, è operativo dal Febbraio 2022. Ovviamente ci vorrà tempo, e altrettanto ovviamente le aziende che avevano investito miliardi per estrarre il gas e poi hanno dovuto sbaraccare sono molto dubbiose perché tra un anno ci sono le elezioni, e a votare andranno di nuovo gli italiani.

  6. #6
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    Predefinito Re: I talebani del gas

    Citazione Originariamente Scritto da Elendil1 Visualizza Messaggio
    Il nuovo Pitesai, che tra le altre cose permette di riprendere le estrazioni di gas, è operativo dal Febbraio 2022. Ovviamente ci vorrà tempo, e altrettanto ovviamente le aziende che avevano investito miliardi per estrarre il gas e poi hanno dovuto sbaraccare sono molto dubbiose perché tra un anno ci sono le elezioni, e a votare andranno di nuovo gli italiani.
    Però è altamente probabile che il prossimo anno i grillini saranno kaput !
    Ma il gas serve ADESSO.
    Idem per piantare una centrale atomica ci vogliono alcuni anni.
    Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.

  7. #7
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    Predefinito Re: I talebani del gas

    Citazione Originariamente Scritto da RigorMontis Visualizza Messaggio
    Sempre più favorevole nello staccare le utenze domestiche a quella massa di coglioni e di coglione della base elettorale grullina, compresa quella dell'acqua. @Iohannes68
    Ammazza pure l'acqua?

    Io mi atterrei ai fatti. La feccia grillina, per raccattare qualche voto in più, ha aizzato la plebaglia contro nucelare, trivelli, tap, etc, così creando un "danno energetico" alle persone per bene; in caso di emergenza, se non ci sarà abbastanza energia per tutti, le persone per bene devono avere la precedenza sulla feccia grillina.

    Senza aria condizionata ci devono rimanere i grillini.

  8. #8
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    Predefinito Re: I talebani del gas

    Citazione Originariamente Scritto da Iohannes68 Visualizza Messaggio
    Ammazza pure l'acqua?

    Io mi atterrei ai fatti. La feccia grillina, per raccattare qualche voto in più, ha aizzato la plebaglia contro nucelare, trivelli, tap, etc, così creando un "danno energetico" alle persone per bene; in caso di emergenza, se non ci sarà abbastanza energia per tutti, le persone per bene devono avere la precedenza sulla feccia grillina.

    Senza aria condizionata ci devono rimanere i grillini.
    La democrazia non funziona così.
    Gli errori di una minoranza ricadono su tutti.
    Oppure vogliamo far pagare i danni generati da ogni parte politica solo ai suoi elettori.

  9. #9
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    Predefinito Re: I talebani del gas

    Citazione Originariamente Scritto da Menelik Visualizza Messaggio
    Interessante articolo che spiega bene come sono state gestite le risorse energetiche nel recente passato e come oggi abbiamo le mani legate in tema di risorse energetiche.

    Riassunto:

    Negli anni dei governi Conte è stato elaborato un documento, il Pitesai (è un acronimo, l'articolo lo spiega per esteso), che vincola la prospezione e l'estrazione di idrocarburi in senso molto restrittivo in maniera da bloccare quasi tutta l'attività di ricerca ed estrazione di metano.
    L'Italia ha molto gas nel suo sottosuolo, sia in terraferma che in mare.
    E' stato fatto un referendum per tentare di bloccare l'estrazione del gas.
    Il referendum è fallito non raggiungendo il quorum (anche io non sono andato a votare apposta per farlo fallire e proseguire con l'estrazione di vecchi e nuovi giacimenti).
    Nonostante gli Italiani abbiano scelto per la ricerca e l'estrazione di idrocarburi disertando le urne in modo da farlo fallire, il governo Conte (praticamente i 5stelle perchè la Lega era favorevole all'estrazione) ha trovato il sistema di annullare la scelta degli Italiani elaborando il piano denominato Pitesai che di fatto blocca quasi tutte le trivellazioni e la ricerca di giacimenti.
    Ricordo che in Italia e nel mare di nostra competenza ci sono molti giacimenti per volumi stimati piuttosto consistenti, e molti altri sono stati individuati.
    Però questo Pitesai blocca tutto.
    Se Draghi vuole dare il via a ricerca ed estrazione, deve bypassare il vincolo Pitesai, abrogandolo o modificandolo in maniera drastica e sostanziale.
    Dunque la crisi energetica che sta affrontando l'Italia ed il conseguente rialzo dei costi con tutto ciò che comporta – conseguenze drammatiche: recessione – non ha origine da Putin, ma da più indietro: esattamente dalla politica di decarbonizzazione portata avanti dai 5stelle e i Verdi e dall'utopia della “decrescita felice”.
    QUESTI TANGHERI CI HANNO FREGATO.

    Ecco l'articolo per intero:

    https://www.ilgiornale.it/news/polit...2-2024906.html

    Altro che indipendenza energetica dalla Russia! L'Italia, sostanzialmente, non può permettersi di rinunciare al gas di Vladimir Putin perché masochisticamente ha bloccato la maggior parte delle attività di estrazione e di ricerca degli idrocarburi nel nostro Paese. Colpa del Pitesai, complicato acronimo di «Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee». E quando il burocratese allude ad «aree idonee» (come nel caso del Deposito nazionale delle scorie nucleari) significa restringere al minimo qualsiasi possibilità.
    Al ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, va dato il merito di aver tirato fuori dai cassetti questa mappa della quale i governi Conte I e Conte II avevano promesso la pubblicazione. Il problema è che ideologicamente il Pitesai sembra proprio figlio dell'esecutivo giallorosso e non del governo Draghi. Lo ha spiegato bene ieri con un'analisi d'impatto Assorisorse, l'associazione confindustriale delle imprese estrattive presieduta dal manager Eni, Luigi Ciarrocchi. Dal punto di vista delle esplorazioni di idrocarburi, il Pitesai revoca di 42 titoli su 45 (tra istanze e permessi di ricerca), comportando «di fatto» l'azzeramento delle attività future, sia a terra che a mare. Resteranno solo 3 permessi di ricerca tra i quali uno dell'Eni e uno della piccola compagnia emiliana Gas Plus. Delle 123 concessioni minerarie attualmente in essere (di cui 108 relative al gas) oltre il 70% ricade in aree definite come «non idonee». In questo modo, prosegue Assorisorse, «si limitano fortemente le prospettive di produzione per effetto delle incertezze sulla possibilità di effettuare nuovi investimenti».
    È pressoché certo, infatti, che 20 concessioni saranno revocate e 45 saranno soggette a verifica per stabilire l'eventuale prosieguo o meno delle attività. Su 171 titoli di concessione solo 38 sono in aree idonee, mentre 133 sono in zone «non idonee». Una Caporetto su tutta la linea. Se si osserva il solo potenziale estrattivo del nostro Paese, rileva l'associazione che aderisce a Confindustria, esso ammonta a 112 miliardi di metri cubi (con un ulteriore potenziale di 50 miliardi) dei quali 46 miliardi certi, 46 miliardi probabili e 20 miliardi possibili. Qual è l'assurdo? Che queste cifre sono superiori ai consumi del Paese che nel 2021 si sono attestati a 76 miliardi di metri cubi. Dunque si potrebbe soddisfare con risorse nazionali ben più del 10% cui ambiva il governo Draghi lo scorso febbraio.
    «Con un piano di azioni mirate, si può rilanciare la produzione nazionale di gas, andando ben oltre i 5 miliardi prefissati dal decreto Energia e compensando il veloce declino, che oggi è pari ad oltre 0,5 miliardi di metri cubi l'anno», spiega Assorisorse al Giornale aggiungendo che «la valorizzazione del gas domestico comporterebbe il contenimento della bolletta energetica, una riduzione delle emissioni clima-alteranti legate al trasporto (oltre sei volte più alte in quanto nei gasdotti parte del gas è disperso per garantire la costanza della pressione; ndr), occupazione e crescita». Secondo uno studio presentato al dibattito sul Pitesai da Assorisorse, i soli giacimenti di gas dell'Emilia-Romagna potrebbero garantire fino a 1,6 miliardi di metri cubi dagli attuali 800 milioni con un investimento di circa 300 milioni.
    Insomma, sarà difficile tornare ai livelli del 2000 (17 miliardi di metri cubi di gas estratti in Italia), ma si può fare uno sforzo per risalire dai 3 miliardi dell'anno scorso, un eredità costosa lasciataci dai talebani del «no triv». Risultati lontani dai 17 miliardi del 2000, ma darebbero un contributo alla manodopera nazionale, alle imprese, alle casse dello Stato e alla lotta contro emissioni che scaldano il clima, invece di prendere la rotta estera per pagare importazioni lungo migliaia di chilometri di tubature ad alto impatto climatico. «Riteniamo ancora possibile un intervento legislativo, in primis sul Pitesai, con l'obiettivo di salvaguardare e promuovere le attività di estrazione del gas italiano in coerenza con quanto espresso nella mozione votata nei giorni scorsi dal consiglio regionale dell'Emilia-Romagna (approvata da tutti partiti tranne M5s e Verdi; ndr)», sottolinea Assorisorse ricordando che nel Basso Adriatico (Puglia in primis) «sono identificate molte nuove aree non idonee per l'attività estrattiva che mettono a rischio l'estrazione di diversi miliardi di metri cubi di gas».

    Articolo di Gian Maria De Francesco
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    "Conosco la metà di voi soltanto a metà e nutro, per meno della metà di voi, metà dell'affetto che meritate.“

  10. #10
    duca di rivoli
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    Predefinito Re: I talebani del gas

    ci sono partiti in italia che negli ultimi anni non hanno fatto una cosa che sia una per scontentare il governo russo.
    poi a pensare male si fa peccato...

    vabbè la faccenda del blocco delle ricerche per idrocarburi, ma mettiamoci anche il rigassificatori che ammazzano gli ulivi e poco dopo la xilella che non esiste ma è solo un trucco per tagliare gli ulivi e fare i metanodotti.
    e al cremlino si fregavano le mani...

 

 
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