Le lucciole, quelle creature bellissime che rallegravano le serate d’estate.
C’erano tante ali, golose del nettare dei fiori.
C’erano tanti profumi, profumava tutto: pane, campi, temporali di maggio, acquazzoni di giugno, sere di luglio, alisei, fiori selvatici, rose e spatifillo, fragole e lamponi.
Anche l’aria profumava di acqua, di vento, di qualcosa di biondo che non ha nemmeno un nome.
C’erano una volta pomodori: grandi, profumati e carnosi.
C’erano una volta i cetrioli: piccoli, curvati, profumati e croccanti, avevano quei simpatici bitorzoli.
C’erano una volta mari, laghi e fiumi puliti, dove l’acqua era limpida, dove la gente lavava i panni.
C’erano una volta tanti alberi, tante piante.
C’erano una volta dodo, tigre della Tasmania, stambecco dei Pirenei, rinoceronte bianco.
Dove mette il piede o la mano l’uomo tutto il resto scompare.




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