



Per i fanatici del nucleare. Facciamo due conti.
Olkiluoto 3, ultima centrale nucleare costruita in Europa.
Inizio lavori: agosto 2005, fine lavori prevista: 2009.
Realtà: la produzione di elettricità inizia il 12 marzo 2022, con previsione di produzione regolare a partire da luglio 2022. MA. Ma a maggio 2022 si scopre materiale estraneo in una turbina, per cui la centrale viene fermata per riparazioni. Ora l’inizio della produzione regolare è previsto per dicembre 2022 dopo un’ulteriore fase di test. Sempre se tutto va bene.
E adesso veniamo a noi.
La Meloni vince le elezioni e tra i primi provvedimenti mette il ripristino del nucleare. Alla faccia dei referendum e del popolo sovrano, ma si sa che il popolo è sovrano solo quando vota come piace a qualcuno, un po’ come per l’uno vale uno del comico genovese.
Beh, considerato che prima di ogni altra cosa bisogna fare la finanziaria, diciamo che la legge in questione viene approvata ad inizio 2023. Poi bisogna scegliere il sito, che non è una cosa tanto semplice, ci sono diverse considerazioni da fare, vista la sismicità dell’Italia, poi bisogna fare un contratto per la costruzione, tutte quelle cose lì. Diciamo che la Meloni, il presidente della regione prescelta e il sindaco della città prescelta con fascia tricolore sul petto posano la prima pietra della nuova centrale il 1 luglio 2024 (e sono molto ottimista). Diciamo che la società costruttrice ha imparato qualcosa da Olkiluoto ed evita alcuni degli errori commessi in passato: invece di 17 anni e mezzo (se tutto va bene, ripeto) per mettere in produzione la centrale ne impiega solo 15. E siamo a luglio 2039.
Domandina ai nuclearisti: e nel frattempo? A proposito: visto che la costruzione di un impianto nucleare non è aggratis, con quali soldi pensano di gestire il fabbisogno di energia da qui al luglio 2039?
vergin di servo encomio e di codardo oltraggio


Invece di investire 50 miliardi di euro per costruire 5 centrali nucleari, che risolveranno il problema energetico tra 20 anni nella migliore delle ipotesi, si investa quella cifra per finanziare la realizzazione di impianti fotovoltaici casalinghi con accumulatori e, dove possibile, eolici.
Ipotizzando una sovvenzione di 20.000 euro ad abitazione con 50 miliardi di euro 2,5 milioni di abitazioni.
A questo abbiniamo un aumento della produzione di energia con fonti rinnovabili a livello nazionale e un lavoro di educazione al risparmio energetico.


le 'destre' sono più a sx del pd
«che giova ne la fata dar di cozzo?»
“Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è ottima”
Italiani, popolo di santi, poeti e costituzionalisti











