Ripropongo un programma di riforme sociali, risalente al 1992, e dovuto in gran parte a R.Guiducci (L'inverno del futuro - Laterza 1992).
Ovviamente i 30 anni trascorsi mettono i problemi sotto luci diverse, e in qualche caso le proposte sembrano oggi ingenue.
Credo comunque che lo scheletro delle considerazioni qui riportate dovrebbe essere ancora parte di un autentico programma "di sinistra".
Attendo commenti, non soltanto dai forumisti di sinistra.
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Elenco le piu' gravi contraddizioni che devono essere affrontate:
- L'accettazione della perdurante divisione in classi e in strati ancora subita come se fosse eterno il modello dei dominanti sui dominati senza tentarne il superamento.
- La falsa inconciliabilita' fra l'uguaglianza di tutti i cittadini e l'esplicazione delle differenze creative e vocazionali di ciascuno.
- La forbice fra una proclamata liberta' formale di parola e il monopolio dell'espressione e dell'informazione in pochissime mani.
- Una giustizia astratta per tutti e un'ingiustizia concreta a favore dei forti, palesi ed occulti.
- L'abuso continuo di quel bene limitato e limitante che e' il territorio contro la possibilita' di ottenere una valida qualita' della vita.
- Il dispregio dei beni culturali indispensabili ed il massimo pregio di quelli consumistici superflui.
- La propagazione dell'ignoranza frastornante anziche' dell'istruzione profonda e capillare.
- La caoticita' e la congestione mortale delle citta', e soprattutto delle loro periferie.
- L'abbandono dei cittadini a situazioni di isolamento e desocializzazione invece di riunirli in nuove forme di partecipazione attiva e creativa.
- La preminenza dell'atomizzazione egoistica, creata dal doppio circolo vizioso della produzione per la produzione senza un fine sociale, e del consumo per il consumo indipendentemente dai veri bisogni umani, al posto del perseguimento dei valori della solidarieta' e della intensita' comunitaria.
Istituire un reddito di cittadinanza o salario sociale di base a favore di tutte quelle persone che per diversi motivi sono state espulse dal mercato del lavoro o non riusciranno mai ad accedervi.
Tassare le transazioni finanziarie e le speculazioni internazionali. In questo senso si è già espresso nel 1983 il premio Nobel per l'economia James Tobin, proponendo una tassa di lieve entità sugli scambi di valute (lo 0,5% sulle transazioni finanziarie mondiali), che avrebbe l'effetto di ridurre i margini di speculazione. La mia proposta è che la tassa sia di entità un po’ meno lieve.
Operare per l'eliminazione definitiva dei paradisi fiscali. La loro esistenza costituisce una forma legalizzata della criminalizzazione dell'economia (evasione fiscale, speculazione, traffico della droga, commercio illegale di armi, riciclaggio di denaro sporco).
Mettere fine al segreto bancario.
Istituire una imposta patrimoniale, o un prestito patrimoniale impositivo ad uso sociale.
Garantire per tutti gli abitanti (non solo per i cittadini) servizi sanitari pubblici (per es. regionali o metropolitani) gratuiti e di buona qualita'.
Decentralizzare le strutture sanitarie di base: consultori familiari, psichiatrici, ginecologici, pediatrici, centri di analisi mediche e ambulatori polivalenti.
Potenziare l'assistenza domiciliare sanitaria e sociale specialmente per i pazienti non autosufficienti.
Rompere il monopolismo di alcune aziende farmaceutiche (es. Roche) che di fatto tengono intollerabilmente alti i prezzi di farmaci di elevata importanza sociale, eventualmente acquistando, o violando brevetti internazionali.
Riconoscere il valore fondante dell'istruzione non solo dei giovani ma anche degli adulti e degli anziani, finalizzata all'arricchimento delle persone e alla partecipazione attiva, creativa e consapevole di ciascuno alla vita sociale, e non solo al meccanismo produzione/consumo.
Attivare strumenti e fondi tesi alla realizzazione della gratuità effettiva della scuola, per lo meno nel periodo dell'obbligo scolastico; libri e materiale scolastico di base gratuito; abolire subito le tasse scolastiche.
Per le universita' diminuire progressivamente le tasse e i contributi universitari per tutti, affinché ogni corso di laurea o diploma universitario diventi gratuito per una larga fascia di popolazione. Va preparato un piano che ne preveda la gratuità per tutti entro alcuni anni; nel frattempo operare almeno per la riduzione del costo dei libri.
Non sostenere direttamente le scuole private.
Sostenere le associazioni locali non-profit di interesse sociale.
Nel campo ambientale le priorita' siano:
- Le risorse idriche e il ciclo delle acque (scarsità, consumi, depurazione). Impedire la privatizzazione del controllo di queste risorse, e ritornare al controllo pubblico le aziende gia’ privatizzate.
- I cambiamenti climatici e la questione energetica.
- Il dissesto idrogeologico e il rischio sismico.
- La valutazione realistica dei limiti dello sviluppo, e la preparazione di un mondo a 'crescita zero'.
- Le concentrazioni urbane e metropolitane (qualità e qualificazione urbana, aria, rifiuti, traffico, rumore).
Istituire ulteriori incentivazioni fiscali e tariffarie per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili (solare, biomasse, eolico, minidraulico), puntando all'efficienza energetica (risparmi di oltre il 30% dei consumi attuali, con la riduzione dei consumi di almeno 50-100 TWh/a)
Ridurre le emissioni inquinanti, secondo gli obiettivi fissati a Kyoto (6,5% entro il 2008) con verifica annuale nel settore di produzione di energia elettrica, nei trasporti, e nell'industria-servizi mediante ecofiscalità energetica (per esempio carbon tax) a carico delle imprese e destinazione dei ricavi al sostegno dell'efficienza energetica e dello sviluppo delle energie rinnovabili. Ripensare, a questo proposito, allo sbaglio compiuto con la privatizzazione dell'Enel.
Incentivare il trasporto merci su rotaia e disincentivare mediante tassazione il trasporto delle merci su strada.
Incentivare l'uso nelle citta' di mezzi di trasporto pubblici, tranvie e metropolitane leggere e facilitare l'uso di mezzi privati elettrici o a idrogeno (auto, moto) e biciclette.
Impedire la concentrazione della proprietà dei mezzi di produzione e/o distribuzione dei mezzi di comunicazione e/o informazione.
Sancire per legge l'incompatibilità tra l'esercizio di cariche pubbliche e proprietà o controllo dei mezzi di comunicazione.
Riconoscere il diritto di voto agli immigrati residenti per le elezioni per il rinnovo di qualsiasi organismo elettivo (dal consiglio di zona al Parlamento italiano ed europeo) e diritto di candidatura per gli stessi nelle medesime elezioni.
Concedere la cittadinanza italiana a tutti quegli stranieri che abbiano vissuto per almeno 5 anni in Italia.
Nel mercato del lavoro, disincentivare l'uso del lavoro straordinario, regolamentare strettamente l'utilizzo dei contratti di lavoro 'atipici' (abolire cosiddetta legge Biagi).
I periodi di non lavoro dei precari, vanno protetti garantendo la continuità della protezione sociale e la maturazione dei diritti pensionistici.
Ridurre l'orario di lavoro settimanale a non piu' di 36 ore, per convertire gli aumenti di produttivita' in qualita' della vita.
Inserire la casa come servizio di interesse generale sottratto ai criteri della libera concorrenza.
Difendere le fondamentali istituzioni previste dal testo originale della Costituzione Italiana. Mantenere secondo questo testo i poteri del Presidente del Consiglio e del Presidente della Repubblica.
Ritornare a un meccanismo elettorale che rispecchi al massimo la volontà degli elettori e massimizzi la rappresentativita' degli organismi elettivi, quindi sistemi elettorali totalmente proporzionali senza premi di maggioranza, ne' sbarramenti.
Ripudiare effettivamente la guerra come strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, come gia' stabilito dall'articolo 11 della Costituzione Italiana.
Ripudiare in politica estera i comportamenti in qualche modo ambigui nei confronti di stati apertamente violatori di questo principio.
Uscire dalla Nato e smantellare le basi della Nato in Italia.
Impegnarsi per la soluzione diplomatica delle crisi internazionali e delle situazioni di gravi violazioni di diritti umani, e se necessario per interventi diretti dell'ONU in grado di porre fine a situazioni di violenza.
Operare per la democratizzazione dell'ONU con l'abolizione del Consiglio di Sicurezza e del diritto di veto; favorire un disarmo proporzionale e progressivo.
Operare a favore della costituzione di un parlamento mondiale.
Denunciare la politica di rapina attuata ai danni dei paesi più poveri dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca Mondiale, dall'Ocse e dall'Org. Mondiale del Commercio, con particolare riferimento a trattati come l'Ami, l'Arm o il Nafta; appoggiare la cancellazione del debito dei paesi poveri.
Appoggiare la tassazione della speculazione finanziaria, dei patrimoni degli individui e dei patrimoni delle società non direttamente impiegati come capitale fisso.
Opporsi a tutti i progetti di privatizzazione dei servizi essenziali (Salute, istruzione, previdenza, energia, trasporti, telecomunicazioni, acqua, informazione, sistema carcerario) a vantaggio delle multinazionali.
Riassicurare al controllo pubblico la produzione e distribuzione dell'energia elettrica.
Riorganizzare la distribuzione del servizio telefonico fisso residenziale tramite il controllo pubblico (per es. tramite le province, o i grandi comuni, o consorzi intercomunali) dell’accesso alle reti (il cosiddetto ultimo miglio) e tramite una cooperativa nazionale degli utenti del servizio..
Impiegare la Guardia di Finanza e i Carabinieri nella lotta alla grande criminalità (evasione fiscale, reati ambientali, esportazione di capitali ecc).
Rimediare ai gravi sconvolgimenti istituzionali operati dal governo in carica e dai precedenti con le note leggi "ad personam".




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