
Originariamente Scritto da
emv
Non è vero che i politeisti convivessero tranquillamente tra di loro. Chiedere ai druidi celtici che furono aspramente combattuti dai Romani. Erano vietati con la pena di morte i baccanali, mi pare con Augusto vado a memoria. E anche la stregheria, sempre in epoca imperiale. Quindi la verità è che erano combattuti i politeismi sciamanici come il druidismo e i politeismi misterici. Andavano invece d'accordo i culti "ordinati" quelli che garantivano la pace sociale. I politeismi sciamanici erano combattuti perchè si trattava di culti più arcaici, definibili come "titanici" precedenti al Pantheon olimpico degli dei ordinati e razionali. Ciò riflette la Titanomachia, quella guerra vinta dagli dei olimpici, che rappresentano la ragione, contro i primi dei, appunti i Titani, che rappresentavano la forza bruta della Natura. I culti misterici come i dionisiaci baccanali erano combattuti per il disordine sociale che comportavano e perchè pescavano nell'irrazionale umano.
Come vedi sia gli dei erano in contrasto tra di loro, un conflitto potremmo dire generazionale, sia i pagani, che non accettevano i vecchi politeismi.
Se comprendi questa prospettiva allora riesci magari a capire qualcosa della transizione dal paganesimo al cristianesimo. Infatti in quell'epoca il paganesimo era diventato "enoteista", con una Triade di divinità superiori rispetto agli altri culti (culti minori, culti familiari e culto imperiale) e i filosofi già si ponevano in concezione "modalista" dove concepivano le divinità come "funzioni", aspetti di un'unica deità. Il cristianesimo giunse in questo periodo, fu accettato e alla fine vinse la competizione con gli altri credo.
Poi avvenne la trasformazione in politica tra Costantino a Teodosio ma a quel punto il paganesimo era sparito. i tentativi di ripristinarlo, ad es. Giuliano l'Apostata, fallirono perchè i templi restarono chiusi nonostante la legge li volle riaprire. Nessuno ci andava più. Rimase alla fine la nostalgia politeista nelle classi nobili dei confini dell'Impero come vezzo aristocratico in chiave politica come antagonismo all'Imperatore e per il mantenimeno dei privilegi. L'Imperatore, e l'Imperatrice, ad es. la moglie di Costantino, Fausta, infatti portavano avanti politici progressiste in difesa, oggi diremmo, dei lavoratori e dei diritti delle donne. Ad es. tenevano soggiogate le classi povere con la minaccia degli dei, della magia. Un po' come avviene oggi con la mafia degli africani che ricattano le prostitute con la macumba. Gli aristocratici osteggiavano quindi queste politiche progressiste.
Tutti erano contenti del cristianesimo, finalmente le donne e gli uomini potevano andare a celebrare il culto insieme, cosa che prima era impossibile (a parte forse il culto imperiale ma gli altri culti erano rigidamente divisi nei sessi). Moglie e marito scoprivano una nuova complicità, la coppia era più unita e la donna più rispettata.
In pratica i nostalgici del paganesimo erano quello che oggi direste, dei fascistoni... dei reazionari.
Poi nel XIX sec. le sette esoteriche si reinventarono il mito del paganesimo che è quello favolistico che ha ispirato i quadri di Lawrence Alma-Tadema e il decadentismo.