[QUOTE=emv;20450121].
.Qui sta il vulnus su cui mi permetto di invitarti a riflettere: da dolore e sofferenza non ci si deve aspettare allegria! Ci si deve aspettare riflessione su ciò che conta veramente nella vita, che non sono certi i piaceri effimeri. La malattia è l'occasione per fermarsi, fare ordine. Rimediare agli errori fatti, fare pace con se stessi e gli altri. Perdonare ed essere perdonati. Trasmettere i propri valori alle future generazioni.
Tutte cose che insieme con l'esercizio nobile della carità e della solidarietà sono le basi fondanti della società civile. Ed è nell'interesse di tutti che vengano tutelate
il dolore a la sofferenza fine a se stessi sono solo retaggi cattolici: il dolore e la sofferenza che si sperimentano durante una malattia possono risultare incomprensibili ed insostenibili, anche se viene messa in atto una terapia contro il dolore. ignorando poi il dolore fisico, può risultare insostenibile per un individuo far fronte alla sofferenza psichica conseguente alla perdita della propria indipendenza, per questo la società civile non dovrebbe forzare nessuno a sopportare questa condizione.




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