
Originariamente Scritto da
giacomo
Guardi, alla fine io sono moderato ma abbastanza determinato sulla necessità di una svolta liberale. La mia assunzione (molto semplificata) è questa: i diritti dei lavorati (come concepiti fino agli anni 80) sono già saltati o in via di saltare a brevissimo. E questo nasce da una situazione di necessità economica e da motivi di competitività internazionale. Quindi i "svantaggi" di un sistema liberale già ci sono, a questo punto, pretendo pure "i vantaggi" (ad. esempio, bassa fiscalità, negozi aperti 24h, prezzi dei servizi dettati dal mercato, mica solo il mio salario, etc... ). Queste regolamentazioni, queste barricate fatte da chi vive in situazioni di privilegio ( penso anche al pubblico impiego) , il lobbismo dei capitalisti senza capitale, le varie corporazioni arrocate in pratiche anticoncorrenziali (taxi, farmacie, notai, ..) devono essere abbatuti. La mia prospettiva è di lavorare 40 anni, per avere cosa , la minima? Questo non mi sembra solidale, mi sembra un furto. A sto punto, meglio un sistema "all'americana" dove almeno l'impegno personale è riconosciuto (anche economicamente,e la pensione me la pago da solo)...
E se uno ha fatto come la cicala, finisca come la cicala. Sempre a invocare la solidarità di noi formiche?
Mi sa che ho mischiato troppe cose... spero almeno di essere stato chiaro.