



Tipo quelli dello Chef Tony che non si riaffilano mai???
Comunque... esistono differenti tipi di acciaio... alcuni molto duri, altri più morbidi... e poi c'è la tempra che può ulteriormente aumentare la durezza.
Ovviamente più è duro l'acciaio e più resterà affilato nel tempo con l'uso... ma sarà anche più difficile da riaffilare (per certe tipologie di acciaio il processo di riaffilatura è davvero complesso)... un buon coltello da caccia deve necessariamente essere facile da riaffilare sul campo, quindi deve essere forgiato senza ottenere durezze estreme.
Poi esistono lame stratificate fatte con differenti acciai di differenti durezze (ad esempio l'acciaio San Mai con il tagliente durissimo e la parte più esterna con acciaio più morbido) e le mie preferite, quelle in acciaio "damasco", sono piuttosto costose, ma sono bellissime... veri capolavori.
Anche la tipologia di affilatura può variare in base all'uso del coltello... differenti angolazioni per differenti utilizzi.
Insomma... il mondo delle lame da taglio è complesso e variegato..... ma affascinante.
When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)


Io ne ho più di cinquecento... lama fissa, folder, coltelli della tradizione italiana, coltelli militari, da caccia, da cucina (ho appena comprato un Santoku in acciaio damasco VG-MAX a 32 strati), ultimamente sto collezionando Karambit, sono coltelli da combattimento che mi hanno sempre molto affascinato, oggi - se riesco - andrò da Collini a Busto Arsizio per comprare il meraviglioso K-Talon di Extrema Ratio.... insomma, per me i coltelli sono una vera malattia, quasi come gli orologi
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il mio coltello preferito l'ho comprato a Rovaniemi in finlandia.
serve per sfilettare il pesce grosso, tipo i salmoni, ma va bene anche per il salame nonostante sia sottile e flessibile.
l'avevo regalato a mio padre, ci avevo anche fatto incidere il suo nome.
adesso l'ho ereditato con la sua custodia di cuoio con i disegnini Sami.
mi piace che sia tornato nelle mie mani.


io ho tanti "coltelli preferiti"... un Pattada artigianale, un Extrema Ratio da caccia (l'ho comprato per una scritta incisa sulla lama che mi ha colpito molto), un vecchio Camillus che mi ha accompagnato in Somalia e in Sierra Leone, un paio di neck-knife (sempre di Extrema Ratio) che uso abitualmente per lavoro (adesso ho al collo il Satre), un meraviglioso folder Spyderco (secondo me troppo costoso, ma al cuor non si comanda), un altro folder di Maserin con aperura flipper disegnato da Nicolai Lilin e un bowie enorme che non ho mai usato per non rovinare la lama tirata a specchio... tenere in mano quel coltello mi regala una sensazione strana, un misto di potenza e rispetto........ e qua mi fermo, ma in generale mi piacciono tutti, perchè tutti hanno una storia e una tradizione, nel corso della mia vita ne ho acquistati davvero tanti... e ogni acquisto è stato motivato e pensato.
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io non sono spendaccione in quelle cose.
ho sempre nello zainetto un coltellino multiuso svizzero (lama lunga) che serve per tutto.
poi ho nello zaino di lavoro anche una di quelle pinze pieghevoli con anche lame e cacciavite, trovato e non comprato.
la mia prima lama è stata un coltello da caccia inglese regalato da un amico di famiglia (un supercomunista che faceva il geometra all'ENI negli impianti esteri ma che andava a caccia con i vertici della questura di milano e a casa aveva una collezione pazzesca di fucili e lance africane, tanto per dire che personaggio fosse). non so quanto sia antico, ma è sempre stato nel mio comodino e mi segue nei vari traslochi da 40 anni (adesso nessuno regalerebbe un coltello con lama da 15 centimetri a un bambino).
comunque il camillus me lo voglio comprare.




A parte i coltellacci da supermercato per uso cucina, l'unico coltello che posseggo è un coltellino svizzero, quelli col manico rosso, due lame, cavatappi e forbicine...
Dopo aver letto della collezione di Triangolo Nero quasi mi vergogno..![]()
Nel dubbio ricordate sempre la seguente regola: se qualcosa non piace alla sinistra, probabilmente è la cosa giusta da fare.


I coltelli per restare sempre affilati devono essere di buona qualità, non devono essere messi nel cassetto alla rinfusa, non devono essere messi in lavastoviglie e non si devono essere lavati con acqua calda. Dopo il lavaggio devono essere sempre asciugati. Non devono cadere.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


dovrebbero farlo ancora... sempre con il manico in rondelle di cuoio e con il fodero che non offre la stessa ritenzione dei moderni foderi in kydex, ma ha quel tocco "vintage" che piace ancora molto... il mio vecchio arnese è tutto nero, compreso fodero e manicatura, ma anche con manico e fodero color cuoio non è male... comunque se ti piace quel genere di coltello, ce ne sono di migliori.
Somalia 1993 - eccomi con il Camillus montato sugli spallacci del gibernaggio, con presa invertita... ovviamente.
P.S: avevo ancora il FAL con il calciolo pieghevole... dopo poco ci sono arrivati gli SCP... ovvero quello che sta imbracciando il carabiniere paracadutista in mezzo a noi due stronzi paracadutisti assaltatori con i legnacci.
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