Riflessione sulla elezione di Schlein a segretaria del PD:
Al primo turno - in cui hanno votato solamente gli iscritti al Partito - ha vinto Bonaccini con oltre il 50% delle preferenze.
Al ballottaggio, in cui hanno votato anche (o soprattutto) i non iscritti, ha visto trionfare la Schlein.
Lei stessa, se non ricordo male, era indipendente nel PD e si è tesserata lo scorso dicembre (anche se era già stata iscritta anni fa).
Curioso il fatto che il segretario di una associazione non sia espressione della volontà dei membri di quella associazione, ma delle altre persone.
Essendo i partiti delle "associazioni particolari" finalizzate a raccogliere il consenso soprattutto tra i non membri, questa dinamica elettorale può avere conseguenze positive, perché potrebbe raccogliere le istanze politiche degli elettori che non vengono raccolte dai tesserati; di contro potrebbe raccogliere le istanze di una minoranza che si è recata alle primarie ma non rappresenta la volontà popolare: se è il primo o il secondo caso lo scopriremo alle prossime elezioni.
A parte ciò, mi sembra evidente che tra partiti leaderistici, Movimenti-non-partiti e primarie all'americana, la forma partito che ci ha accompagnato per tutto il '900 e inizio dei 2.000 è definitivamente morto. Morto insieme alle ideologie.
La domanda vera è che cosa c'è al posto del vecchio partito: un contenitore fluido da riempire con i leader che dettano la linea politica e che hanno l'obiettivo di vendere il loro brand e la loro personale affermazione.
In questo contesto c'è ancora spazio per la dialettica (interna) politica e per le differenze di sensibilità tipiche delle vecchie correnti ?
A vedere l'affluenza alle urne delle ultime elezioni, sembra che il tempo sia scaduto.




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