azzz....essere&avere....
vaaa...che sarà cambiato il "dilemma"...![]()


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" l' uomo ha una tale passione per il sistema
e la deduzione logica che è disposto ad alterare la verità,
per non vedere il visibile, a non udire l' udibile,
pur di legittimare la propria logica."
Dostoevskij.


pensa che i nobili che vivevano a corte erano in continua competizione per avere il privilegio di svuotare il pitale del re al suo risveglio.
il tutto per potergli stare vicino anche solo per un attimo e presentargli qualche richiesta.
cosa si faceva anche allora, e mica i poveracci!
quelli raccoglievano la merda di cavallo per le strade e poi la andavano a rivendere come letame.
vergin di servo encomio e di codardo oltraggio


Nel mio mondo ci si sacrifica non solo per avere di piu'. E chi non lo capisce morira' povero.
“Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli.
E’ la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno.
Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.”
(Luigi Einaudi)


Domanda diretta: ti sei sacrificato per avere di più, giusto?
Hai sempre detto che per te i soldi ( guadagni/profitti) erano al primo posto.
Ti sei sempre rammaricato del fatto che non sia riuscito a diventare il miliardario.
Non posso tacere, non posso proprio.
Mia mamma si è sacrificata per il lavoro, ha cominciato a lavorare a 4 anni, badando suo fratello, portando la mucca al pascolo, lavorando nell’orlo e aiutando a sua mamma di portare a lavare i panni al fiume.
Ha lavorato duramente per tutta la vita.
Ha sempre fatto lavori molto pesanti, ha rovinato la salute.
È morta povera.
@nordista, ogni tanto devi pensare a ciò che scrivi, non occorre che inalzi solo gli imprenditori, anche i dipendenti lavorano tanto e duramente.
I frutti del loro lavoro sono i profitti del loro datore.
Sei il primo che molesta i lavoratori.
Rispetti solo i titolari, in modo particolare quelli più ricchi.
Dai contro gli operai.
Vera la prima, ma è vera anche la seconda.
Ecco, vedi.
Le due cose - la voglia di fare e i soldi - vanno a braccetto.
Stai dicendo che avresti potuto diventare ricco facendo il dipendente? Facendo quale lavoro?
C’è da dire che su questo forum ci sono imprenditori che scrivono dalla mattina alla sera, Flenzino, ad esempio.
Te la sentiresti di dire che anche lui lavora duramente, inventa, costruisce, rinuncia ecc per vedere la sua azienda crescere, diventare sempre più importante?
Io no.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Qui non abbiamo nordista vs. Mary Ann ma Einaudi vs. nessuno.
In quanto a Flenzi non posso sapere se e' un imprenditore, ma se lo fosse veramente certamente sarebbe più utile alla societa' di chi sa solamente lamentarsi e contraddire.


Cosa volevi dire con questo?
Io non ti sto dando contro, non sono d’accordo con ciò che ha detto Einaudi, ma credo che anch’io possa avere una mia opinione basata sui fatti reali.
Einaudi ha dipinto gli imprenditori come se fossero benefattori: lavorano senza orari, investono tutte le energie, forze, risorse economiche nella propria ditta, ma in cambio hanno tanta soddisfazione e pochi soldi.
Non è esattamente così.
Ci sono imprenditori e imprenditori.
Alcuni hanno a cuore l’azienda e ci tengono ai propri dipendenti, gli altri, invece, si preoccupano solo del benessere personale.
E non dirmi che non è così solo perché facevi parte della categoria.
Einaudi ha detto questo:
“Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.”
Ha detto chiaro e tondo che a molti imprenditori non interessano guadagni, si accontentano di poco, tutte le loro energie e gran parte dei capitali li investono nell’azienda e si accontentano di “ritirare utili modesti”.
E che se volessero avere più soldi, dovrebbero cambiare il mestiere.
Ti chiedo: sei d’accordo con questa affermazione di Einaudi?
Prova a “indossare” le parole di Einaudi su di te. Ti ci ritrovi?
Sii onesto, non guardare chi dice le cose, valuta cosa dice.
Ti faccio anche un’altra domanda.
Se tu non avessi fatto l’imprenditore di successo, con quale altro mestiere avresti potuto guadagnare ciò che hai guadagnato?
Einaudi ha detto si può “ottenere ( molti soldi ) con altri impieghi”.
Concordi?
Pensavo che lo sapessi.
L’ha detto almeno cento volte al Bar, di cui tu eri un assiduo frequentatore.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Si puo' dissentire sulla frase di Einaudi, ma non portando come esempio l'URSS. In URSS gli imprenditori non esistevano, sono stati eliminati, anche fisicamente. E nonostante in Italia le cose non sono perfette, solo un pazzo potrebbe paragonare il livello di vita degli italiani a queĺlo dei sovietici.


Ho tirato in ballo l’URSS dopo aver letto il post 23.
Mica detto.
Si può sempre paragonare, bisogna vedere se il paragone regge.
Non hai benché minima idea di quanti sovietici andavano al lavoro solo per sedersi sulla sedia, bere il tè con biscotti, fare delle lunghe chiacchiere con i colleghi, nullafacenti anche quelli, spostare qualche carta, fare un paio di telefonate.
Poi andavano a fare qualche fila, tornavano per un attimo al lavoro e poi andavano a casa.
Erano regolarmente retribuiti.
In Italia la gente lavorava/faceva di più, presumo.
Tornando alla frase di Einaudi, ribadisco che non rispecchia la realtà.
Ha dipinto gli imprenditori come persone dedite solo al lavoro, pronte a investire tutti i capitali nell’azienda, completamente disinteressati al guadagno, profitto, al benessere personale e della propria famiglia, alla vita agiata.
Pochissimi imprenditori vanno a lavorare solo per il gusto lavorare.
Tutti gli altri, invece, che sono una netta maggioranza, sanno benissimo per cosa lavorano.
Per l’azienda, famiglia, soldi, benessere personale, per il futuro dei figli, una bella pensione.
E trovo nulla di sbagliato in ciò.
Ogni imprenditore deve impegnarsi non solo per far crescere la propria ditta, ma anche per avere dei profitti, ovvero per prendere, nel senso per guadagnare.
Im - prenditore = Impegnato a prendere.
Se non guadagna bene, sarà uguale al suo operaio che spesso fa fatica ad arrivare a fine mese.
A questo punto, è meglio fare l’operaio, almeno quest’ultimo non passa 12 - 14 ore al giorno nell’azienda e non corre il rischio di fallire.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Una certa idea ce l'ho, anche perche' a quei tempi esisteva il detto "in URSS lo stato fa finta di pagarti mentre il proletariato
fa finta di lavorare".
Pero' qualcuno lavorava e pure sottopagato. Comunque gli imprendori sono necessari, in qualsiasi nazione dove non esistono o non sono liberi, va molto male. (N.Korea, Cuba, Venezuela)
PS
Visto che hai esaltato l'URSS si potrebbe licenziare tutti e metterli in RDC a 300 euro al mese.


Ma io non sono contro gli imprenditori.
Ci devono essere.
Non sono invidiosa dei loro guadagni, per me possono guadagnare anche miliardi.
La cosa che non sopporto e che mi rende triste è lo sfruttamento del dipendente, specialmente quando si trarrà una persona che non è in grado di difendersi o di lottare contro le ingiustizie.
In URSS la gente veniva sfruttata dallo stato e spesso anche dai capi o dai responsabili.
È il caso di mia mamma.
In Occidente invece, vengono sfruttati sia dallo stato, pagando le tasse altissime che dai titolari disonesti e mai sazi che assumono ( spesso “assumono”) pagando una miseria, approfittando della persona in difficoltà.
Alcuni lavorano per 5-6 euro all’ora, mentre il ricco imprenditore tiene una parte del loro guadagno e non si vergogna nemmeno un po’.
Lo trovi giusto?
È già ricco, perché non paga lo stipendio onesto?
Io sono contro il rdc, è un provvedimento diseducativo.
La gente ha bisogno di un lavoro.
Lavori, guadagni e fai quello che vuoi.
O meglio, quello che riesci.
300 euro al mese bastano solo per cibo parco, i prezzi sono alle stelle.
Quindi chi prende 300 euro dallo stato andrà a lavorare in nero per riuscire a sopravvivere.
Molti lo fanno anche adesso, prendono rdc , 780 euro al mese, se non erro, e vanno anche a lavorare.
Alla fine hanno più soldi di chi lavora 8 o 10 ore al giorno.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”