Gender pay gap: nuove misure vincolanti del PE sulla trasparenza retributiva


Queste impongono che le strutture retributive siano basate su criteri neutrali rispetto al genere, sia nel settore privato che in quello pubblico. Inoltre, dovranno essere introdotti dei sistemi di valutazione o classificazione professionale neutri sotto il profilo del genere, così come dovranno esserlo gli avvisi di posto vacante e la denominazione delle posizioni lavorative. Infine, i processi di assunzione dovranno essere condotti in modo non discriminatorio.

e su questo punto, nulla di nuovo.

Nel caso la dichiarazione obbligatoria sulle retribuzioni di un'azienda o dell’amministrazione pubblica mostra un divario di almeno il 5%, i datori di lavoro dovranno effettuare una valutazione delle retribuzioni in cooperazione con i rappresentanti dei loro dipendenti.

e qua iniziamo a divertirci tirando in ballo i sindacati.

Infine, per quanto riguarda le questioni relative alla retribuzione, l'onere della prova passerà dal lavoratore al datore di lavoro. Se un lavoratore ritiene che il principio della parità di retribuzione non sia stato applicato e porta il caso in tribunale, la legislazione nazionale dovrà obbligare il datore di lavoro a dimostrare che non c'è stata discriminazione.

questa mi piace. se i colleghi maschi vengono premiati perchè lavorano di più o meglio, le donne possono andare in tribunale e grattare via qualche soldo. al contrario, il collega maschio si attacca.



Ho la netta sensazione che ancora una volta il PE sia mosso da furore ideologico