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  1. #2201
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?

    Citazione Originariamente Scritto da Giulio962 Visualizza Messaggio
    Non è possibile accettare che oggi ci sia una nazione che possa decidere di iniziare una guerra.
    Se una nazione pensa che sia una cosa tollerabile decidere di fare una guerra, deve essere subito fermata.
    Non deve essere un esempio per altre nazioni.
    È già una cosa grave non aver già sistemato e fermato la Russia.
    Questo deve essere una priorità fondamentale per tutte le democrazie del pianeta
    Tutti gli altri problemi del mondo sono cose secondarie e passano in secondo piano.
    Nel mondo esistono altri problemi? Si, ma il problema numero uno è la guerra di Putin.
    Se non si ferma Putin subito potrebbero capitare altre cose gravi. Del tipo che Russia invade altri paesi, come la Moldavia, o che altro paesi prendano l'esempio da Putin e facciano altre aggressioni, esempio Cina con Taiwan
    Per cui, priorità a fermare Putin. Poi gli altri problemi
    Cioe', paesi che recentemente hanno iniziato guerre, invaso e distrutto altri paesi, ucciso e causato la morte di centinaia di migliaia di persone avrebbero l'autorita' morale per dire che oggi nessun paese deve cominciare una guerra?
    Ma di cosa stai parlando?

    Abbi almeno l'obbiettivita' di dire che "non e' accettabile che un'ALTRA nazione" possa cominciare una guerra.

    E' tutta una questione di convenienza ed interessi, lascia fuori tutto il resto.

  2. #2202
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?

    Quello di giulietto è il solito, noioso quanto disgustoso, spettacolo di ipocrisia servile con tanto di scodinzolate

  3. #2203
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?

    Uno dei tanti effetti positivi del fiasco ucronazi è che il pataccaro del forum ha smesso di postare

  4. #2204
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?

    Citazione Originariamente Scritto da Leviathan Visualizza Messaggio
    Uno dei tanti effetti positivi del fiasco ucronazi è che il pataccaro del forum ha smesso di postare

  5. #2205
    email non funzionante
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?

    La controffensiva ucraina avanza. A piedi

    Che speranze ha l’Ucraina di prevalere nella controffensiva in itinere? Dopo un mese e mezzo di combattimenti, i suoi guadagni territoriali sono infimi: meno di 300 chilometri quadrati riconquistati, l’equivalente dell’Isola d’Elba. Gli exploit dell’anno scorso, a Kharkiv e a Kherson, sembrano irripetibili. All’epoca, l’esercito ucraino aveva sorpreso tutti per sagacia tattica, riuscendo ad annichilire il nemico. Oggi è un’altra musica. L’Armata rossa è più coriacea: ha appreso dagli errori iniziali. È migliorata, al punto che equivale all’avversario. Il fronte ne risente, quasi immobile. Per sbloccarlo, gli uomini di Zelensky dovrebbero inventarsi qualcosa di sorprendente, farsi simili ai battaglioni d’assalto tedeschi del 1918 o ai marines americani della seconda guerra mondiale, che ripresero una a una le isole del Pacifico, abbinando unità mutevoli col terreno, arieti di sfondamento, genio, blindati e fanterie leggere. Per districarsi fra le mine e le maglie delle difese nemiche, gli ucraini sono stati costretti a scommettere in toto sulle fanterie. I blindati, da soli, sono risultati vulnerabilissimi, preda dei droni kamikaze, dei lanciarazzi e degli elicotteri d’attacco russi. Avanzare a piedi ha però tanti inconvenienti: significa rallentare e il tempo non gioca a favore di Kiev. Si fanno metri più che chilometri, anche se la prima guerra mondiale insegna che, nella primavera del 1918, gli assaltatori tedeschi ruppero le linee francesi, penetrandovi per 15 chilometri in un solo giorno. Perché gli ucraini non ci stanno ancora riuscendo? Per tanti motivi: hanno perso in questi due anni i sottufficiali e i quadri più esperti, che dettano gli ordini alle truppe, variandoli rapidamente a seconda dell’andamento delle battaglie. Non hanno esperienza di offensive meccanizzate su vasta scala, uniche capaci di rotture decisive: mentre scriviamo, i Leopard 2 e i Bradley occidentali sono impiegati massicciamente solo nell’area di Rabotino, presso Zaporizhzhia, dove affrontano per la prima volta i T-14 russi, carri russi di nuova generazione. La sfida è ardua. I corsi sui tank tedeschi, dispensati agli ucraini, sono stati precipitosi. Ne sono venuti fuori equipaggi in parte inesperti, poco amalgamati, proiettati in fretta e furia su mezzi antitetici ai modelli sovietici che usano da sempre. Latitando la manovra interarma, si è stati costretti a usurare le forze, con un grave impatto sugli uomini e sui mezzi. Stanno emergendo difficoltà. Forse gli ucraini non erano affatto pronti all’azione e sono stati costretti ad affrettare i tempi per sbattere in faccia agli occidentali risultati immediati, confortando gli alleati della fondatezza e del buon impiego dei loro aiuti.



    Come i russi, gli ucraini pagano duramente le battaglie trascorse, debilitanti per gli organici. Pare tuttavia che i primi prevalgano ancora per volume di fuoco disponibile, doppio per gli analisti ottimisti, quadruplo per i pessimisti. Kiev riesce ovviamente a compensare con la precisione dei cannoni. Lo si vede in Crimea da qualche giorno a questa parte. Ma la tempesta è ancora rudimentale, compromessa in parte dalle contromisure nemiche in fatto di guerra elettronica e difesa aerea. Non riesce ad essere valorizzata dalle truppe. Manca inoltre di sistematicità per far implodere il cervello che regola le armate nemiche, dai centri di comando alla logistica, dai vettori ai cannoni. Kiev non ha dalla sua nemmeno la storia militare. Quando gli alleati sfondarono ad Avranches, dopo lo sbarco in Normandia e due mesi di sangue, lo dovettero ai bombardamenti tremendi che sferrarono sulle linee tedesche: il colonnello francese Michel Goya sostiene che gli anglo-americani esplosero sui nazisti l’equivalente di una bomba nucleare tattica prima di riuscire a rompere il fronte. Sono detonazioni inarrivabili per gli ucraini. Agli ultimi, fanno difetto le munizioni: i proiettili standard dei cannoni occidentali sono quasi finiti. Lo si desume dall’ultimo pacchetto di aiuti statunitensi, confezionato avant’ieri. Per la prima volta da oltre un anno non vi sono incluse forniture di pezzi da 155 mm. Ecco perché gli americani, dopo aver raschiato il fondo del barile, hanno deciso di optare per le orribili bombe a grappolo, ormai in uso nella controffensiva, ma forse sufficienti solo per il 2024. La controffensiva è spuntata. Mancano i jet a copertura dei fanti. Mikailo Podolyak ne ha chiesti almeno 80, insieme ad altri 300 tank, ma John Kirby ha promesso gli F-16 per fine 2023. Come se non bastasse, i cannoni d’artiglieria ucraini non sparano più di 2-3mila colpi al giorno. Non fanno abbastanza male, nonostante le rimostranze del generale russo Popov, che ha pagato con il licenziamento il suo parlare franco. La guerra sembra impantanata.

    Anche la pressione russa nel nord-est del Donbass non è organica. Più che un abbozzo di contro-controffensiva pare un diversivo, un modo per distogliere gli ucraini da Zaporizhzhia e Bakhmut, dove l’Armata rossa rischia grosso. Il comandante delle forze terrestri ucraine, generale Syrskyi, ha detto avant’ieri che la seconda città è ormai circondata. Il successo dipenderà dalle forze ancora disponibili per sfondare, ma il settore è vantaggioso: ci sono pochi sbarramenti tattici e molte possibilità di avanzata. Quante riserve potrà impiegarvi Kiev? Lo capiremo solo nel tempo. Chi vincerà alla fine dei giochi? Forse colui il quale avrà uomini più abili (e copiosi) da spendere e informazioni migliori sugli obiettivi nemici. Il vantaggio ucraino si è piano piano assottigliato in entrambi i settori. I russi hanno colmato il divario numerico nei soldati e nell’intelligence. E sfornano droni a iosa. È ora che i due nemici facciano un bagno di realismo, riconoscendo che il negoziato è l’unica via d’uscita dall’impasse di una guerra senza sbocchi militari.

    La fanteria






    Fanti, fanti e ancora fanti. Gli ucraini sono dovuti ricorrere ad un impiego quasi esclusivo delle fanterie per districarsi fra i campi minati e le maglie difensive russe. Avanzare a piedi significa rallentare. La Prima Guerra mondiale insegna tuttavia che gli assaltatori tedeschi, sfondando le linee francesi nella primavera del 1918, fecero un balzo di 15 chilometri in un solo giorno

    L’artiglieria

    L’artiglieria sarà decisiva per il futuro della guerra. Gli ucraini compensano l’inferiorità nel rapporto di fuoco con la precisione dei cannoni occidentali. Ma hanno poche munizioni: i proiettili da 155 mm, il calibro più in voga negli obici Nato, sono finiti. Anche i russi hanno ridotto il volume di fuoco, ma conserverebbero ancora un vantaggio di 4 a 1

    Le bombe a grappolo

    Siccome gli americani hanno esaurito le munizioni per Kiev, hanno ripiegato su armi immorali: le famigerate bombe a grappolo, già in uso nella controffensiva. La Casa Bianca, pronta a ribadire che siamo di fronte a una soluzione temporanea, in attesa che decolli la produzione di munizioni da 155 mm. Di cui vedremo gli effetti solo verso la fine del 2024
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #2206
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?

    Citazione Originariamente Scritto da Leviathan Visualizza Messaggio
    Quello di giulietto è il solito, noioso quanto disgustoso, spettacolo di ipocrisia servile con tanto di scodinzolate
    Ci proponiamo di porre in risalto i dati più significativi rilevati dal Kiel Institute relativi agli aiuti militari all’Ucraina e di trarre da questi dati osservazioni, valutazioni e letture. I dati pubblicati pochi giorni fa sono i più completi che si possano trovare e sono aggiornati al 31 maggio. I Paesi della Nato e Unione europea, in quasi diciassette mesi di guerra, hanno sostenuto politicamente la resistenza ucraina, con intensità sempre maggiore, rafforzando un’unità di intenti sorprendente nell’obiettivo di liberare i territori invasi. La drammatica iniziativa di Putin ha finito per rilanciare la Nato e l’integrazione europea.

    Non sempre la crescente determinazione politica ha avuto però un seguito nel sostegno militare, che appare ancora insufficiente, in primis da parte dei Paesi Ue rispetto all’invasione di un prossimo proprio membro. Supporto che ha evidenziato un apparato industriale-militare europeo sì potente, ma non del tutto pronto ad affrontare tale emergenza. Il supporto risente inoltre di un’Unione militarmente non ancora sufficientemente coordinata.

    In questo quadro si è comunque andata assopendo la verve pacifinta di una parte ancora consistente dell’opinione pubblica, a partire da quella italiana: recenti sondaggi segnalano una crescita dei connazionali favorevoli all’invio di armi.

    L’impegno militare dei Paesi Ue avviene sia attraverso accordi bilaterali – forniture e finanziamenti per un valore di 22,4 miliardi – che attraverso lo European Peace Facility, strumento dell’Unione che ha messo a disposizione 5,6 miliardi di euro di finanziamenti per l’acquisto di armamenti a disposizione dell’Ucraina. iI Parlamento europeo ha inoltre dato il via libera all’Asap (Act in Support of Ammunition Production) per aumentare la capacità produttiva europea di materiale bellico da inviare a Zelensky.

    Il sostegno complessivo Ue corrispondente, dunque, a ventotto miliardi – il 34,8 per cento del valore di tutta l’assistenza militare assicurata agli ucraini -, ma, al 31 maggio, era ancora largamente inferiore a quello dei soli Stati Uniti che hanno supportato Zelensky con armamenti di valore pari a 42,8 miliardi di euro, seguono Regno Unito (6,6), Canada (1,5) e Norvegia (uno).

    Nel periodo febbraio-maggio 2023 sono, globalmente, stati inviati aiuti militari all’Ucraina per un valore di 9,8 miliardi di euro. La parte del leone l’ha fatta nel periodo la Germania del socialdemocratico Scholz, con forniture per 4,2 miliardi, mentre si registra una frenata degli Stati Uniti. Nell’ultimo periodo 2022, il valore del supporto militare è stato però ben più consistente, pari a 24,9 miliardi, ma questo è dovuto essenzialmente a ragioni contabili: oltre 21 miliardi sono l’allocazione complessiva di fondi americani, registrata a fine anno.

    Al di là delle cifre, quello che conta sono i materiali e i tempi. Come abbiamo visto per i carri armati e gli altri corazzati necessari all’offensiva, tra l’annuncio, la consegna effettiva, l’addestramento e l’allestimento delle unità esiste uno scarto temporale non comprimibile. Per questo, aiutare l’Ucraina significa doversi muovere su un binario doppio, anzi triplo:

    – In primo luogo, le forniture di emergenza, per cui bisogna procedere nel minimo tempo possibile, con materiale che richieda una transizione estremamente rapida. Un esempio sono i molti mezzi corazzati di derivazione sovietica, già conosciuti alle forze ucraine, che sono stati inviati soprattutto l’anno scorso dai magazzini dei paesi dell’Europa orientale;

    – Poi, il materiale che forma nuove capacità: in altre parole, i mezzi non precedentemente in dotazione o quelli per cui è necessario un addestramento prolungato. Qui rientra gran parte dell’equipaggiamento occidentale e l’esempio più eloquente è quello dei caccia F-16: l’addestramento dovrebbe iniziare (finalmente!) ad agosto, il che significa che gli aerei non potranno operare in Ucraina prima di fine marzo 2024 (altre fonti dicono prima, probabilmente perché le attività sono già iniziate in modo ufficioso, ma comunque siamo sui tre mesi);

    – Infine, il materiale ricorrente: munizioni, parti di ricambio, assistenza tecnica, armi leggere ed equipaggiamenti, mezzi in sostituzione delle perdite. Qui è importante assicurare un flusso costante e sufficiente di forniture, per evitare che gli ucraini possano restare a secco proprio nel momento del bisogno.

    Questi tre piani ci aiutano a capire come programmare e coordinare al meglio i nostri aiuti militari. Possiamo infatti dire che il primo gruppo si è sostanzialmente esaurito, mentre per il secondo è fondamentale la collaborazione tra alleati, se ci si vuole rendere davvero utili, come si è visto con i Leopard 2. In questo caso, infatti, i partner europei sono riusciti a consegnare un numero congruo di MBT in stato di perfetta efficienza e ad addestrare efficacemente gli equipaggi ucraini solo perché gli sforzi dei vari paesi sono stati coordinati in modo unitario dall’impegno tedesco. La Germania ci ha messo tanto per muoversi, ma alla fine ha mostrato di saperlo fare con efficacia e organizzazione; questo esempio sta venendo ripetuto con i vecchi Leopard 1A5, ma dev’essere un punto di partenza. La programmazione industriale è essenziale, anche per gestire il materiale proveniente dalle varie scorte nazionali.

    Tanto più nel terzo caso, quello dei materiali ricorrenti: qui dobbiamo fare i conti con la necessità di produrre nuovi pezzi, in particolare nel caso del munizionamento di artiglieria. Il già citato programma Asap è solo una delle iniziative in corso per rilanciare un settore che da anni produce a basso ritmo e che, tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo, sta realizzando un impressionante salto di capacità: si passerà da una produzione complessiva dei paesi Nato di quattrocentomila munizioni/anno a tre milioni, due dei quali in Europa (con la Rheinmetall a fare la parte più grossa, circa seicentomila colpi all’anno).

    Questo sviluppo industriale avrà conseguenze anche oltre la guerra in corso, dato che comporta cospicui investimenti in un settore ad alta densità tecnologica, importanza strategia e sensibilità politica. La nuova attenzione a questi aspetti può essere l’occasione per riprendere la programmazione dell’industria della difesa su basi di maggiore efficienza, come abbiamo visto proprio nell’ultimo paio di mesi, con l’acquisizione in numeri rilevanti del nuovo Leopard 2A8 adottato nel giro di un paio di mesi da Germania (centottanta mezzi), Norvegia (cinquantaquattro), Cechia (settanta) e, in questi ultimi giorni, Italia (centodieci).

    Dobbiamo essere in grado di dare oggi all’Ucraina ciò di cui ha bisogno per respingere l’invasione e domani, ma in realtà già oggi, quello che serve all’Europa per difendersi e ampliare la propria autonomia strategica e capacità tecnologica. Proprio per questo serve un impegno maggiore dei Paesi Ue, al più presto, per l’Ucraina, per l’Europa stessa, nell’obiettivo di ridurre la durata del conflitto e accelerare la liberazione dei territori occupati.

    Uno sforzo militare maggiore Ue in tal senso è finalizzato a rendere più efficace sia la difesa degli ucraini, rispetto a missili e droni che colpiscono i civili, sia l’offensiva ucraina in corso, possibile grazie all’utilizzo di sistemi d’arma occidentali. L’auspicio è che con una crescita degli aiuti militari l’Unione europea possa maturare nei russi l’ineluttabilità della sconfitta costringendoli a trattare una pace giusta, riguadagnando così per la stessa Ue un ruolo di player globale anche sull’assetto geopolitico che seguirà la guerra.

    Questa è l’istanza dell’appello firmato tra gli altri da Vittorio Emanuele Parsi, Nathalie Tocci, Nona Mikhelidze, Luigi Chiapperini, Gastone Breccia, Benedetto Della Vedova, Luigi Marattin, Costantino De Blasi, Alessandro De Nicola, Lia Quartapelle, Federico Pizzarotti, Vincenzo Camporini e molti altri


    https://www.linkiesta.it/2023/07/arm...guerra-russia/
    Mi hanno detto che sei fascia, che sei amica di Salvini,
    Ma io so che invece sei normale e quelli sono dei cretini...

  7. #2207
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?

    Citazione Originariamente Scritto da Leviathan Visualizza Messaggio
    Uno dei tanti effetti positivi del fiasco ucronazi è che il pataccaro del forum ha smesso di postare


    "L'Ucraina non sta combattendo solo per la propria libertà, ma per la libertà di ogni Paese, perché questo è il principio della Carta delle Nazioni Unite: nessuno vuole la pace più del popolo ucraino, ma una pace duratura può essere costruita solo sulle fondamenta del diritto internazionale". Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen intervenendo a New York, dove ha ritirato a nome dell'esecutivo europeo il premio per la Pace globale e la libertà.

    "Vogliamo un'Ucraina indipendente, all'interno dei suoi confini internazionali riconosciuti, in cui le responsabilità per i crimini di guerra siano state soddisfatte e con garanzie di sicurezza, in modo che gli ucraini possano essere liberi dalla paura: questo è il cuore della formula di pace del presidente Zelensky", ha continuato von der Leyen, citando "un'altra ragione" per cui questa guerra dimostra il profondo legame tra pace e Stato di diritto. "Gli ucraini hanno fatto una scelta chiara per lo Stato di diritto e la democrazia, vogliono entrare nell'Unione europea e ciò significa riforme profonde e strutturali dall'indipendenza del sistema giudiziario alla lotta alla corruzione, dai diritti delle minoranze alla libertà dei media: è sorprendente vedere con quanta velocità e determinazione l'Ucraina stia attuando queste riforme nonostante la guerra", ha sottolineato.

    "Mio padre aveva 15 anni quando finì la Seconda Guerra Mondiale, la sua generazione era cresciuta circondata dall'illegalità, dalla devastazione e dalla negazione della dignità umana: il suo Paese aveva portato morte e distruzione al mondo intero e intorno a lui c'erano solo vergogna e disperazione", ha spiegato.

    Poi "nacque l'idea europea", ha continuato von der Leyen nel suo racconto aggiungendo che grazie a quel progetto suo padre "fu travolto dal potere della riconciliazione e dello stato di diritto: nel 1957 assistette alla fondazione della Comunità economica europea, che all'epoca contava solo sei membri".

    "Dedicò tutta la sua vita a servire l'idea europea e quando è scomparso nel 2014, l'Unione europea era cresciuta fino a diventare un'Unione a 28", ha detto durante la cerimonia di consegna del premio. "Nazismo e fascismo furono sconfitti, la storia della nostra Unione è una storia di democrazie, giovani e vecchie, che si rafforzano insieme: è la storia della Germania e dell'Italia dopo la guerra, del percorso di Spagna, Portogallo e Grecia dalla dittatura alla democrazia, della rinascita democratica dopo la caduta della cortina di ferro", ha sottolineato.

    Il prossimo capitolo di questa storia "viene scritto oggi" in Ucraina, Moldavia e Georgia, così come nei Balcani occidentali, ha dichiarato parlando della promessa dell'Europa: un continente unito, dove tutti sono uguali davanti alla legge, con libertà e democrazia per tutti".

    "Ma che cosa significa per gli europei di oggi costruire la pace attraverso lo stato di diritto? Qual è la missione dell'Europa in questa nuova e turbolenta era della storia del mondo? È questa la domanda che vorrei affrontare oggi", ha proseguito. "La prima parte della risposta ha ancora a che fare con la Carta delle Nazioni Unite e la pace globale".

    "La Russia ha riportato la guerra nel nostro continente: non solo sta commettendo crimini indicibili con città rase al suolo, bambini strappati alle loro famiglie e civili uccisi a sangue freddo: questa guerra va anche contro le fondamenta stesse delle Nazioni Unite, sta prendendo di mira l'idea stessa di un ordine mondiale basato sul diritto internazionale, in cui tutti i Paesi sovrani hanno uguali diritti e tutti i Paesi devono astenersi dall'uso della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato", ha sottolineato.

    https://www.ansa.it/europa/notizie/r...6b9ba9fa6.html
    Mi hanno detto che sei fascia, che sei amica di Salvini,
    Ma io so che invece sei normale e quelli sono dei cretini...

  8. #2208
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?

    Giulietto smetti di postare merda

    O dichiarazione di scodinzolanti servi del menga


    Voi nazisti non vincerete, siete stati usati e perderete malissimo.

    Mettitelo nella zucca

  9. #2209
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?

    Citazione Originariamente Scritto da Leviathan Visualizza Messaggio
    Giulietto smetti di postare merda

    O dichiarazione di scodinzolanti servi del menga


    Voi nazisti non vincerete, siete stati usati e perderete malissimo.

    Mettitelo nella zucca

    https://www.forbes.com/sites/davidax...h=54b618c650dc

    Per voi nazirussi sono momenti difficili..
    Non disperarti troppo.
    Il criminale Putin non reggerà.
    Tik tok Tik tok






    The first 10 German-designed Leopard 1A5 tanks have arrived in Ukraine, five months after a German-Danish-Dutch consortium pledged the first of at least 135 of the 40-ton combat vehicles to the Ukrainian war effort.

    Now that the 1980s-vintage Leopard 1A5s have begun arriving in Ukraine, the Ukrainian army, air-assault force or marine corps—whichever branch actually gets the four-person tanks—must decide what to do them.


    The marines’ experience with a different vehicle—the ex-French AMX-10RC reconnaissance vehicle—could shape the Ukrainians’ choices.

    That’s because the wheeled AMX-10RC and tracked Leopard 1A5, despite their obvious differences, have two things in common: they’re both reasonably well-armed with accurate 105-millimeter main guns but both also have armor that’s just a few tens of millimeters thick. Both are vulnerable to any enemy fire more powerful than a heavy machine gun.

    As the Ukrainian 37th Marine Brigade learned in the early days of Ukraine’s long-anticipated southern counteroffensive, the AMX-10RC “is not a tank,” one marine told Radio Free Europe.

    Russian mines and artillery shells disabled several of the 37th’s Brigade’s AMXs after inexperienced Ukrainian commanders shoved the vehicles to the front of their assault on Russian fortifications in Velyka Novosilka in southern Donetsk Oblast. At least one AMX even got disabled by near-misses from mortars that punctured the recon vehicle’s tires.

    The Leopard 1A5 with its steel tracks is less vulnerable to that kind of mobility-kill, but it’s just as likely to suffer damage to its hull and turret—and harm to its crew—as an AMX-10RC is.

    Which is why the Ukrainians should do with their Leopard 1A5s what they, at great cost, have learned to do with their AMX-10RCs. Deploy them far enough from the front edge of the battle that they can avoid the heaviest fire while still plucking at enemy forces with their 105-millimeter cannons. That is, a couple of miles.

    The Danish army actually learned this lesson as long ago as 1994, when it deployed Leopard 1A5s to Bosnia to stiffen a U.N. peacekeeping force in Tuzla, in northern Bosnia. Serbian forces had been harassing the peacekeepers with fire from T-55 tanks.

    The Leopard 1A5s crept up on the T-55s at night, when the superior optics in the Danish tanks gave them an advantage over the Serbian tanks.

    In two hours, the Danes fired 72 105-millimeter rounds and knocked out all three T-55s. One Danish tank round struck what appeared to be a Serbian ammunition dump and triggered a major secondary blast. The Serbs eventually copped to losing nine soldiers. The Danes estimated they may have killed up to 150 Serbs.

    But Danish commanders appreciated how narrow their advantage was. They ordered the Leopards to withdraw before the sun rose. All that is to say, the Danes knew when to quit.

    A heavier tank might’ve been able to stay and fight. But even as long ago as 1994, the Leopard 1A5 no longer was a tank. It was a mobile gun. Heavy firepower without heavy protection.

    Now that they’re keeping their AMX-10RCs farther from the line of contact, the Ukrainian marines are having more luck with their heavily-armed, but lightweight, recon vehicles. “The gun here is of the 105-millimeter caliber, quite good, fires accurately,” one marine said.

    Whichever Ukrainian brigade gets those first Leopard 1A5s should skip the painful lesson and just assume the German-designed tanks ... also aren’t really tanks
    Mi hanno detto che sei fascia, che sei amica di Salvini,
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  10. #2210
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    Predefinito Re: La contro offensiva !!!!?

    Citazione Originariamente Scritto da Leviathan Visualizza Messaggio
    Giulietto smetti di postare merda

    O dichiarazione di scodinzolanti servi del menga


    Voi nazisti non vincerete, siete stati usati e perderete malissimo.

    Mettitelo nella zucca
    Non dirgli così: non vorrei che tentasse il suicidio Dopo lo avresti sulla coscenza
    Di tutte le possibili reazioni ad un insulto, la più efficace è il silenzio - Santiago Ramòn y Cajal
    A paraulas maccas uriga surda
    Tessera N° 29 Fronda ForumerZ di POL
    Segretaria liquidatrice di Italia Morta

 

 
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