
Originariamente Scritto da
ady76
Il punto sulla controffensiva ucraina: la svolta che (per ora) non c’è
A tre mesi dall’inizio della controffensiva ucraina, scatenata il 4 giugno scorso, i combattimenti restano intensi e molto sanguinosi sui fronti principali nelle regioni di Zaporizhia e Donetsk dove i russi contengono le limitate avanzate ucraine, ma pure a nord tra le regioni di Luhansk e Kharkiv dove sono le truppe di Mosca ad aver guadagnato terreno intorno a Kupyansk e Liman. Meno intensa, anche se vivace, l’attività militare nella regione di Kherson dove il fiume Dnepr divide i contendenti e gli ucraini continuano a sbarcare piccole unità di fanteria sulle isole e sulla sponda sinistra del fiume obbligando i russi a dare il via ad operazioni di portata limitata ma tese a eliminare le infiltrazioni nemiche con ampio supporto dell’artiglieria.
Benché nessuno dei belligeranti fornisca dati circa le perdite subite, la ricorrenza del terzo mese di controffensiva ha rafforzato il dibattito, sempre più acceso tra l’Ucraina e i suoi alleati occidentali, circa il significato e l’esito di un’operazione costata finora a Kiev la perdita di decine di migliaia di morti e feriti e di centinaia di mezzi e armamenti pesanti senza il conseguimento di nessuno degli obiettivi pianificati e annunciati.
Il tema delle perdite resta cruciale a Kiev e nelle cancellerie occidentali dove molti temono che i sacrifici patiti dalle forze ucraine prima nell’estenuante battaglia difensiva di Bakhmut e ora nella sanguinosa e inconcludente controffensiva abbiano ridotto le capacità militari ucraine di resistere il prossimo inverno a un’eventuale offensiva russa che potrebbe prendere piede a cominciare dalla regione di Kharkiv, dove fonti militari ucraine hanno reso noto in diverse occasioni che i russi avrebbero ammassato forze comprese tra 50 mila e 100 mila militari con centinaia di mezzi corazzati e artiglieria.
Resta poi di grande rilevanza il tema della tenuta del fronte interno in Ucraina dove alle perdite elevatissime si uniscono le difficoltà di reclutamento evidenziate dalla richiesta ai paesi europei di rimandare in Ucraina gli uomini in età di arruolamento che sono espatriati o dalle tante manifestazioni dei famigliari di militari che in tutte le città ucraine chiedono notizie dei loro cari dispersi di cui non hanno più notizie.
A Zaporizhia non è stata sfondata la Linea Surovikin il cui superamento avrebbe aperto la strada alla Crimea e al Mare d’Azov mentre nella regione di Donetsk non è stata ripresa né circondata Bakhmut e non è stato possibile respingere le truppe russe lontano da Avdiivka e Marinka........................................... .......
https://www.analisidifesa.it/2023/09...per-ora-non-ce