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Discussione: Odio l’uomo bianco

  1. #1
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    Predefinito Odio l’uomo bianco

    di Giuseppe Gorlani - 07/05/2023

    Odio l’uomo bianco

    Fonte: Giuseppe Gorlani

    Alcuni giorni fa è comparso sulla Rassegna Stampa di Arianna un bell’articolo di Gian Luca Diamanti dedicato al “miracolo” inesauribile della primavera. In esso si dice come un simile prodigio sia “negato a chi ha scelto di vivere in città”. Verissimo. Confrontandomi spesso con persone che abitano in città, mi rendo conto della loro incapacità ed impossibilità di assaporare pienamente il prorompere della forza vitale in questa stagione. E tuttavia, anche per chi vive immerso nella natura non mancano ostacoli in grado di attenuare la percezione gioiosa della primavera. Uno su tutti: il cielo deturpato da velami biancastri di matrice artificiosa. Se si trattasse di un fatto sporadico sarebbe tollerabile, ma purtroppo è ormai diventato quotidiano: vedere il cielo pulito è diventata una rarità. Oggi 5 maggio, per esempio, alle 8,20 (ora solare) la volta celeste è già tutta appannata da un denso velame opaco: all’alba era perfettamente tersa ma poco dopo le scie rilasciate da numerosi aerei (diverse decine) l’hanno ridotta allo stato attuale. Solo uno stupido o un impostore potrebbero affermare che si tratta di un fenomeno naturale e che gli aerei rilascianti enormi e lunghissime scie (che vanno da un orizzonte all’altro e che talvolta tracciano persino cerchi) non centrano nulla.
    I “grandi” della terra, che proclamano di avere a cuore il benessere della popolazione mondiale, stanno tentando di contrastare il riscaldamento climatico, afferma il Corriere della Sera, nel tentativo di legittimare il fenomeno. Nondimeno, quali siano le vere ragioni di tale attività non è dato sapere. Nel mondo moderno – o, meglio, post-moderno − la menzogna è diventata la regola. Tra l’altro, non si è nemmeno certi che si stia verificando un riscaldamento climatico globale; alcuni eminenti scienziati lo negano. Si prova pena per l’enorme percentuale di cittadini che, in stato di ipnosi, insiste a credere nelle versioni cosiddette “ufficiali”. La favola del “re nudo” insegna. Riguardo a tutto quell’andare e venire di aerei possiamo però dire con una discreta sicurezza che si tratta di un’attività nefasta. Innanzitutto, la constatazione di non vivere più sotto il cielo così com’è deprime; la bellezza è infatti fonte di contentezza ed armonia più di quanto l’alienato creda. Ma poi ci si chiede pure che cosa stiano spargendo nell’atmosfera con tanto accanimento: sostanze salutari, neutre, inoffensive? Conoscendo la temperie morale attuale c’è da dubitarne fortemente. Anzi, a dirla tutta, si intuisce che non può essere così.
    Alle 9,30 il sole è diventato un cerchio di luce pallida. Intendevo uscire a prendere un po’ d’aria e di dare un’occhiata ai lavori in corso negli orti, ma me ne è passata la voglia. E penso a quale possa essere la statura intellettuale ed etica delle persone che oggi si contendono il potere in Italia e nel mondo: se permettono un simile scempio – insieme a molti altri, persino peggiori − non hanno certo amore per il proprio Paese. Tempo fa udii un eminente personaggio politico, ora al governo, rispondere a un giornalista che lo interrogava timidamente sulle scie chimiche: “Lasciatemi in pace con queste scemenze”. E così hanno buon gioco le vere “scemenze”, più o meno terribili: il ponte sullo Stretto, l’obbligatorietà vaccinale per una malattia probabilmente inventata in laboratorio, il green pass, l’invio di armi all’Ucraina e la propaganda pro-Kiev che ignora totalmente le ragioni dei russi, ecc.
    Una vecchia canzone degli anni ’60 si intitolava I hate the white man (“Odio l’uomo bianco”) Significativamente l’autore, Roy Harper, a causa del suo modo di pensare e di vivere non uniformato trascorse alcuni mesi in un ospedale psichiatrico, dove venne sottoposto ripetute volte a elettroshock. L’“odio” è un brutto sentimento e parlare di “uomo bianco” è senza dubbio una generalizzazione, ciononostante, se ci si pone di fronte ai quasi duemila anni di atrocità e di ipocrisia che, salvo rare eccezioni, hanno contrassegnato il cammino dell’Occidente, si possono comprendere e giustificare. Basti pensare ai nove milioni di “streghe” giustiziate tra il XIV e XVII sec. (il dato è dello storico tedesco Wilhelm Gottlieb Soldan), agli stermini di Indios e di Pellerossa conseguenti alla sedicente scoperta del Nuovo Mondo, ai 60, 70 milioni di morti della seconda guerra mondiale, alle guerre arbitrarie e predatorie in Iraq e in Afghanistan, per non citare che pochi, eclatanti esempi di barbarie. Dietro a simili eventi c’è sempre il medesimo uomo, lo stesso avido imbroglione, incapace di riflettere sul significato essenziale dell’esserci: si riempie la bocca delle parole “bene”, “altruismo”, “progresso” ma agisce in direzione affatto contraria.
    Ore 10,30, il cielo si è parzialmente liberato e qua e là sono comparsi squarci d’azzurro. Si vede che molto in alto ci sono venti forti. Nel contempo da est avanzano altri aerei con scie lunghe e intense. È in corso una sorta di battaglia tra l’uomo monco, degenerato – posseduto da hybris scientistico-tecnologica − e la Natura (in India chiamata Shakti), la divina energia-coscienza che presiede all’ordine universale. Ci si augura che la seconda saprà restaurare nella sfera umana un equilibrio ormai pesantemente e dolorosamente compromesso dalla cecità cronica elevata a norma.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Predefinito Re: Odio l’uomo bianco

    io non credo che siano le scie,,, io crede che sia l'industria,.. quel continuo fabbriccare oggetti che durano pochi anni e poi dobbiamo ricomprare per far arricchire i capitalisti e dare una paga da fame a chi lavora altrimenti i disoccupati sarebbero 100 volte di più.
    io ricordo che già 60 anni fa avvicinandomi in auto alle grani citta industriali italiane e straniere si vedeva da almeno da 100km di distanza una cappa colorata che le opprimeva ,,e una volta entrato in città mi accorgevo che la respirazione diventava più pesante.
    qui questa foschia che tu dici si vede solo quando sta per piovere.., non per le scie chimiche, che magari contribuiscono ma non sono la causa principale,,,, poi se non piove in questa primavera abbiamo già avuto molte giornate di sole splendente e di cieli limpidi..proprio perchè industrie inuinanti ne abbiamo poche.
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  3. #3
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    Predefinito Re: Odio l’uomo bianco

    La discriminazione del “maschio bianco eterosessuale”

    Sarà capitato anche a voi di dovervi giustificare con qualcuno per appartenere alla categoria del maschio bianco eterosessuale. A parte che per questi “signori della corte” l’eterosessualità è sempre presunta, a meno che uno non indica pubblica conferenza stampa in cui annuncia al mondo che gli piace il cazzo, pare che su alcune questioni non sia ammesso il dissenso a chi non appartiene direttamente alle sedicenti categorie discriminate. Ogni argomento dissonante viene immediatamente squalificato come “suprematista”, “patriarcale”, “omofobo” o con analoghe etichette. Un contrappunto censorio nel quale l’argomentazione perde subito aderenza con i temi trattati, e si sposta sulle caratteristiche personali di chi formula un’obiezione.

    I presunti privilegi del “maschio bianco eterosessuale”
    Quello che più mi incuriosisce è però il constatare come queste frottole contro il fantomatico privilegio maschio bianco eterosessuale, vengano veicolate da soggetti in tutta evidenza portatori di privilegi ben meno evanescenti.

    Nel migliore dei casi si tratta di influencer, cantanti o personaggetti dello show business ricoperti da decine di migliaia di euro in Louis Vuitton e Balenciaga, come tendoni da circo ambulanti, o di giornalisti in pianta stabile nei palazzi dell’establishment politico di cui fanno le veci. Nei peggiori, invece, si tratta direttamente di corporation multinazionali con risapute politiche di sfruttamento di manodopera a basso costo, senza distinzione di latitudine, colore, genere o gusti sessuali.


    Questi sono quelli che vorrebbero inculcare il senso di colpa per l’appartenenza a una o più delle categorie di maschio bianco eterosessuale, e contestualmente instillare il fanatismo ideologico in coloro che nelle suddette categorie non rientrano, o non si riconoscono. Questi ultimi, per lo più dotati di intelletti fragili soggetti a facili indottrinamenti ideologici, vengono istigati a un livore insopportabile verso quelli che gli vengono fatti percepire come nemici privilegiati, e questa violenza spesso e volentieri spinge i più fra gli interlocutori a irrigidirsi verso posizioni cui nemmeno appartengono.

    L’idea che si tratti di un pretesto per dividere, frammentare e imperare sulle plebi ottuse, indirizzandole su nemici astratti per distoglierle dai privilegi propri dei nemici veri, è più che un’opinione; almeno per chiunque non sia un lettore di Michela Murgia o di Fanpage e sia pertanto dotato di un Q.I. superiore a quello di una pentola a pressione.


    Tante persone facilmente manipolabili perdono di vista la realtà evidente di chi esercita su di loro un autentico privilegio, quello economico, il quale non necessita di spiegazioni e teorizzazioni perché si tocca con mano, e spostano la loro prospettiva sulle artefatte contrapposizioni di genere, sessualità o razza.

    Posto che si tratta di categorizzazioni utilizzate esclusivamente da chi ritiene di doverle porre alla base di un conflitto sociale, e che alla stragrande maggioranza della popolazione importa una sega, è paradossale che sessismo razzismo e discriminazione dell’altrui sessualità provengano proprio da chi suppone o ritiene di combatterli. Ma cosa più grave sono i metodi di costoro, una canea aggressiva che si muove in branco, sempre pronta al linciaggio, priva di capacità critica, di idee sviluppate autonomamente, e dotata di solo furore ideologico.

    Questa deriva distorta e fanatica è anche rovinosa per le stesse cause che si vorrebbero affermare, perché rende impopolare, e a volte ridicolizza, molti diritti per l’inviolabilità e l’autodeterminazione di tutte le persone umane che pure andrebbero maggiormente tutelati, e che prescindono e farebbero volentieri a meno dei branchi di cani sopra citati.


    Non avere paura e reagire
    È un grave errore, però, lasciarsi intimidire o suggestionare dalle tribù organizzate (spesso in lotta tra loro) che si pretendono concessionarie uniche delle verità. Molte, troppe persone prima di aprire bocca o di scrivere sui giornali si domandano “come reagiranno i social”. Gravissimo peccato di viltà. L’esercizio della parola va ribadito costantemente, se necessario con durezza. Ci vogliono un briciolo di coraggio e soprattutto molta serenità. Mai scusarsi, mai giustificarsi, mai chiarire posizioni già chiare di per sé. Di base, e tendenzialmente, con certa gente sarebbe opportuno non parlarci affatto; ma, se proprio si è costretti, rifiutare a priori il loro giudizio è l’unica risposta che meritano le falangi di depositari della verità. Non sono loro i nostri giudici, non dovete giustificare quello che siete, quello che dite, o che pensate, men che meno a loro, diteglielo. Di loro non bisogna curarsi.

    E dunque no, non ci si deve giustificare per essere maschio, bianco e eterosessuale. Non è un merito, non è una colpa, è solo una condizione della quale non c’è ragione per non andare fieri e in pace con la propria identità.


    Ognuno di noi deve rispondere solo dei propri comportamenti e della propria storia personale. Il resto è da respingere al mittente.

    (di Federico Epifani)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
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    Predefinito Re: Odio l’uomo bianco

    Tutta Colpa dell’Uomo Bianco Occidentale? No, ma Vogliono che lo Crediamo.
    Pubblicato da Marco Tosatti

    TUTTA COLPA DELL’UOMO, BIANCO E OCCIDENTALE


    Insieme alla figura del padre, l’uomo bianco occidentale lo vogliono responsabile di tutti i mali del mondo.

    Inquinamento? Colpa dell’uomo. Le violenze contro le donne e gli omosessuali? Colpa dell’uomo occidentale. Le guerre? Colpa degli occidentali. La povertà endemica dei paesi del secondo e terzo mondo? Colpa degli occidentali. I razzisti? Gli occidentali.

    In realtà i responsabili fanno parte della stessa cricca che punta il dito contro l’uomo bianco occidentale. I giochi di parole sono la loro forza. Quando si parla dell’occidente, dell’uomo, della donna, della razza, degli omosessuali, ecc. bisogna discernere l’aspetto simbolico (distorto) da quello reale. Simbolicamente sulla Luna è arrivato l’uomo, ma gli artefici sono specifici scienziati e tecnici che hanno lavorato durante anni per permettere a determinati astronauti l’allunaggio. Tutto il resto della popolazione mondiale, magari incapace di fare un aeroplanino di carta, nel frattempo si arrabattava per sopravvivere.

    L’inquinamento non è causato dall’uomo, ma da alcuni uomini e donne che, gestendo le multinazionali, producono e commerciano prodotti inquinanti.

    Le violenze contro le donne e le minoranze non sono da attribuire all’uomo tout court, ma ai media e alle multinazionali che, sottilmente o meno, creano coscienze divisive. Donna contro uomo, bianco contro nero e viceversa, figli contro genitori, etero contro omosessuali, ecc. Attraverso i media, la scuola, le percentuali metodicamente falsate e una falsa sociologia hanno profuso menzogne tali da creare ingiustizie, odio e distruttivismo. La violenza, anche verbale, nasce quando si è coscienti della propria e dell’altrui dignità. Ma da alcune decine di anni non si sente più parlare di dignità. Se non è denigrata, è una parola morta.

    Chi uccide le donne, se non è pazzo, ha motivi – pur da rigettare sempre e comunque – che hanno spinto al crimine. Fino a poche decine di anni fa, quando il rispetto per la famiglia era considerato un valore, non esisteva un numero così elevato di donne uccise dal consorte. Coloro che mirano alla distruzione dell’occidente diranno che c’erano anche prima, solo che non se ne parlava. Falso. Ho abbastanza conoscenza per affermare che oggi il numero di mogli ammazzate dai mariti non esisteva nemmeno prima della legalizzazione del divorzio. Anche la separazione legale era abbastanza rara. Tra il 1879 e il 1940, su sedici milioni di matrimoni, le domande di separazione furono in tutto meno di duecentomila.

    Grazie alle politiche divisive esistono anche le violenze contro gli uomini divorziati, costretti a lasciare figli, case e parte del proprio salario alla moglie, costringendoli spesso a una vita grama che non raramente porta alla depressione e al suicidio. E se proprio vogliamo fare una classifica, come fanno per le donne, vediamo che, secondo i dati aggiornati del Rapporto Eures sui femminicidi 2019, in Italia il numero di vittime raggiunge quota 95.

    Come ho scritto https://www.marcotosatti.com/2019/12/04/nobile-perche-il-pensiero-unico-odia-i-maschi-e-i-padri/ in Italia nell’arco di un anno duecento padri separati e divorziati si sono tolti la vita. Ma parlarne è tabù. Potrebbe far sfumare il programma antiuomo occidentale di Soros & C. Il fatto che i media, se non minimizzano, non parlano mai di questi odiosi crimini attuati nelle altre culture, dimostra ampiamente quello che scriviamo. Un ultimo esempio l’abbiamo col silenzio della Sinistra, serva dei tycoon, col caso della povera 18enne pakistana Saman Abbas, uccisa, a detta del fratello, dalla sua famiglia osservante musulmana.

    Il bullismo dilagante è causato dall’individualismo inculcato fin dall’infanzia. Hanno cancellato la compassione e la pietas cristiana, sostituendole con parole che lasciano il tempo che trovano, come inclusione e accoglienza. Non parliamo delle altre culture dove la sopraffazione dell’uomo sulla donna e sull’uomo (schiavo o povero, che significa la stessa cosa) è divinizzata o considerata cosa ragionevole.

    Le guerre sono innescate dalle stesse lobbies che creano i danni sopra citati. Il popolo americano, come del resto del mondo, viene condizionato con fake news ad hoc diffusi dai mezzi di comunicazione che appartengono alle stesse lobbies.

    La povertà dei paesi del secondo e terzo mondo non sono da attribuire agli occidentali. Duemila anni fa e oltre, i Romani stavano meglio di molti paesi asiatici e africani loro contemporanei e di oggi. Le cause sono dovute principalmente al clima, alla cultura tribale, alla corruzione endemica e ai governi che hanno svenduto le ricchezze del sottosuolo alle lobbies su citate che li hanno arricchiti.

    I razzisti sono sempre esistiti in tutte le culture a partire da quelle tribali. In Asia e Africa tutt’oggi ci sono milioni di schiavi, donne, uomini e bambini https://www.marcotosatti.com/2020/06/25/nobile-i-blm-sanno-che-in-africa-gli-schiavisti-sono-i-neri/.

    Ma oggi lo pseudo razzismo è stato creato dalle stesse lobbies che vogliono annichilire l’occidente. È un razzismo indotto da una immigrazione coatta che mette in crisi l’economia familiare e la sicurezza degli autoctoni.

    Gli americani hanno eletto un presidente nero, ma le lobbies li osteggiano accusandoli di razzismo. I BLM e Antifa, dichiaratamente neomarxisti, hanno l’imprimatur della sinistra mondialista alleata con i soliti tycoon.

    Perché proprio l’occidente? L’ho scritto più volte e lo ripeto. La colonna portante dell’etica occidentale è il cristianesimo, il quale ha accolto gli aspetti umani delle civiltà Greca e Romana. Agli uomini liberi e consci della propria dignità cristiana, le lobbies miliardarie preferiscono individui proni a tutto pur di tenersi un piccolo spazio di sopravvivenza. Pancia piena, televisione, sesso libero e un mesetto di vacanze, se sono fortunati.

    Le rivoluzioni le fa quasi sempre chi non ama lavorare: intellettuali, politici e giornalisti, tutti prezzolati dal potere economico. I migliori alleati di queste lobbies sono rappresentati da chi pensa al proprio tornaconto, inclusi individui di malaffare, e il popolino costituito da nullafacenti, meglio se giovani e frustrati facilmente manipolabili. Nell’ultimo caso, il movimento delle Sardine non è altro che l’ultimo teatrino.

    A perderci è sempre chi lavora onestamente e sottovaluta quello che abbiamo scritto. Ma a pensarci bene è corresponsabile, poiché considera la tv e i tg – le armi principali delle lobbies antioccidentali – oracoli delfici.

    Agostino Nobile
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    Predefinito Re: Odio l’uomo bianco

    Un solo soggetto nel mirino: l’uomo bianco etero

    Santiago Gascó Altaba 23 Gennaio 2022

    «L’identità dell’uomo bianco eterosessuale è soggetta al terrore che altri scoprano che è debole. Ecco perché è così pericolosa: per dimostrare che non è così, l’uomo bianco ricorre a comportamenti estremi, alla violenza sessuale o alla violenza delle armi», afferma in un’intervista sul giornale spagnolo El país lo scrittore americano Ben Lerner. Un’affermazione che non possiamo che condividere, è arcinoto che le donne, le altre etnie e persone con altri orientamenti sessuali non fanno mai uso della violenza. Tutti sappiano che la Guerra delle due Giovanne, così denominata, non fu combattuta dalle due Giovanne, e la Guerra della regina Anna, così denominata, non fu combattuta dalla regina Anna, che Margaret Thatcher e la regina Elisabetta non mandarono le truppe alle isole Malvine, e le donne che facevano da guardia nei campi di concentramento nazisti si comportarono amichevolmente con le loro consorelle recluse. Tutti sappiamo che nel Congo lo stupro non fu un’arma di guerra, che i mongoli non invasero la metà del mondo devastando e uccidendo, che gli aztechi non sacrificarono sull’altare le popolazioni vinte e i nativi pellerossa ricevettero i coloni bianchi con i fiori. Tutti sappiamo che Alessandro Magno, Cesare, Augusto, Tiberio, Nerone, esempi paradigmatici di personaggi storici bisessuali secondo la storiografia LGBTQ, era gente pacifica, e gli omosessuali serial killer come John Wayne Gacy, Jeffrey Dahmer, il cannibale di Milwaukee, o Gilles de Rais (1405-1440), divenuto Barbablù nella nota fiaba di Perrault con cambio di sesso delle vittime, non sodomizzavano le loro vittime.

    In base a quanto espresso possiamo dedurre che il sig. Ben Lerner è un perfetto idiota (oltre che ignorante). Il mondo è pieno di idioti, e questo è uno dei motivi per il quale dovrebbe esistere la libertà di parola. Tutti hanno il diritto di esprimere la propria idiozia. Ma una cosa è esprimere la propria idiozia nel bar, tra gli amici di bevuta, e un’altra è spacciarla per qualcosa di intellettualmente pregevole via le istituzioni e i media. El País è il giornale di maggior diffusione in lingua spagnola, migliaia di copie vendute ovunque nel mondo. Come è possibile mettere una cretinata del genere in un giornale di quel livello? Tra le centinaia di impiegati che lavorano nel giornale, nessuno si rende conto delle stupidaggini che pubblicano? La ministro spagnola per le Pari Opportunità, la femminista Irene Montero, ha affermato di recente (min. 1:05:30): «la distribuzione della ricchezza nel mondo è predominantemente nelle mani di uomini eterosessuali bianchi», dopo essere lei stessa riuscita a moltiplicare per cento il suo patrimonio (oltre 700.000 euro) in pochi anni da quando è entrata in politica. L’idiozia istituzionalizzata. Non so se dal tenore di questa considerazione la ministro Montero avesse in mente Jezz Bezos e Bill Gates, o le loro mogli MacKenzie e Melinda. Forse la ministro dovrebbe spiegare perché se la ricchezza è nelle mani di questi uomini, ogni volta che si separano devono spartirla a metà con le loro ex consorti. Melinda Gates ha preso 65 miliardi di dollari su un patrimonio netto stimato in oltre 130 miliardi di dollari.

    Mark Zuckerberg
    Mark Zuckerberg, proprietario di Facebook-Meta
    L’inarrestabile gara del vittimismo.
    Negli ultimi anni l’uomo eterosessuale bianco è diventato il jolly per ogni accusa e denigrazione. L’umanità è stata sezionata in numerosi gruppi, a seconda di diverse caratteristiche – la razza, il sesso, l’orientamento sessuale, le idee politiche…–, che in realtà si riducono solo a due: vittime e colpevoli. Questo fenomeno divisivo e conflittuale non è nato dal nulla, è l’esito dell’evoluzione del movimento femminista (femminismo intersezionale). La stessa Irene Montero, sempre nello stesso video qualche secondo prima (min. 1:05:00), dichiara: «in un mondo che per molti secoli ha privilegiato la posizione maschile e subordinato più della metà della popolazione…». Questo è il cuore del femminismo, un’asserzione pericolosa, divisiva e conflittuale, oltre che falsa. Le ideologie spezzano il concetto di umanità, la pari dignità tra gli esseri umani, e predeterminano la formazione di due gruppi in conflitto: da una parte loro, i buoni; dall’altra gli altri, i cattivi. Nel femminismo, da una parte le donne, vittime/opprese, dall’altra gli uomini, colpevoli/oppressori. Questo permette alla vittima di arrogarsi il diritto di lanciare qualsiasi accusa al colpevole, di criminalizzarlo in una spirale senza fine e con accuse sempre più gravi. Il diritto di rinfacciargli la sua perfidia, la sua malvagità, fino al punto di levargli, pian piano, la sua dignità di essere umano. Così manifestavano ieri i nazisti per le strade della Germania contro gli ebrei e così manifestano oggi le femministe contro gli uomini: «il mostro è in casa». Il “mostro”, nessuna parvenza di essere umano. Così lo riportano i mass media, senza la più che minima critica. Ieri era l’ebreo in Germania, oggi è il compagno, il marito, il padre. È ipotizzabile una manifestazione speculare di uomini disincantati, ex oppure ostili alle donne che proclamano per le strade «la puttana è in casa» oppure «l’infanticida è in casa», notizia da riportarsi senza alcuna critica dai mass media occidentali?

    Sto esagerando? È noto che i social network adoperano algoritmi per combattere i discorsi d’odio, in grado di rilevarli e cancellarli. L’anno scorso l’algoritmo di Facebook è stato modificato per permettere i messaggi d’odio rivolti contro gli uomini e/o i bianchi. In somma sintesi i fatti sono questi: nel 2015 Facebook introdusse un software che doveva rilevare e in automatico cancellare, prima che gli utenti potessero vederli, i messaggi d’odio (secondo i dati dell’azienda nel 2019 il sofware era riuscito a eliminare l’80% di questi messaggi). Facebook possiede Instagram, che impiega lo stesso algoritmo. C’era un problema però: il software era neutrale, non faceva distinzione di sesso o razza (race-blind), non faceva distinzione tra i gruppi bersagliati da questi insulti. Trattava allo stesso modo gli insulti razzisti contro i bianchi che gli insulti razzisti contro i neri o antisemiti. «Se non si fa qualcosa per controllare il razzismo strutturale che domina nella società, si finisce sempre per amplificarlo». Nacque il progetto WoW, “worst of the worst” (il peggio del peggio), costituito da ricercatori pro diritti civili. Per “il peggio del peggio” si intendevano le offese dirette contro i neri, i musulmani, le persone con di razza mista, la comunità LGBTQ e gli ebrei. Dunque una graduatoria di insulti secondo il destinatario: c’era “il peggio” e poi “il peggio del peggio”. A dicembre 2019 presentarono le conclusioni dello studio: l’algoritmo proteggeva di più gli uomini e i bianchi e aveva un impatto negativo invece sulle minoranze e sui gruppi più deboli della società. La parità recava danno ai gruppi vulnerabili, che richiedevano più protezione. Proposero di modificare l’algoritmo per proteggere in maggior misura cinque gruppi specifici: i neri, gli ebrei, gli LGBTQ, i musulmani e persone di razza mista.

    identità di genere

    Il colpevole deve stare zitto.
    Il gruppo dirigente di Facebook rifiutò la proposta. Le modifiche avrebbero aperto le porte alle critiche di altri gruppi vulnerabili esclusi da queste protezioni, come i messicani e le donne. Facebook doveva sembrare «politicamente neutrale». Infatti, il problema di vivere in un mondo dominato dalla vittimizzazione è che prima o poi ci sarà qualcuno che si dichiara ancora più vittima. Risulta quasi impossibile stilare un elenco dei gruppi sociali vulnerabili, senza che questo elenco rischi di essere stravolto continuamente da nuovi candidati: affetti da obesità, anziani, coreani, muratori, ragazze squillo… Come ha risolto il gruppo dirigente di Facebook questo inconveniente? Facile. Invece di fare un elenco delle vittime, sempre numerose e rumorose, ha deciso di fare un elenco dei colpevoli: «bianchi», «uomini» e «americani». Da un anno circa i commenti d’odio contro i neri sono perseguiti più severamente o, in altre parole più attinenti alla realtà, i commenti d’odio contro i bianchi (o uomini o americani) sono trascurati, non hanno la priorità. Ad esempio, espressioni del tipo “i gay sono disgustosi” vengono cancellati in automatico mentre “gli uomini sono dei porci” vengono lasciati. Gli attacchi contro i «bianchi», gli «uomini» e gli «americani» sono ritenuti ancora da Facebook discorsi d’odio, solo che li considera come di «low-sensitivity» (bassa sensibilità) e non vengono più cancellati in automatico dall’algoritmo, al contrario del resto degli attacchi ad altri collettivi. L’utente però ha la facoltà di segnalarli comunque. Sulla scia dell’intervento della settimana scorsa sulle multinazionali, cosa bisogna fare? Cancellarsi da Facebook e da Instagram?

    L’analogia con il femminismo è strabiliante. La parità è un inganno che reca danno alla parte vulnerabile e beneficia la parte privilegiata della società. Tutti gli insulti sono discorsi d’odio, ma non si possono trattare parimenti. Dunque si perseguitano quelli contro le donne o i neri e si tralasciano e ignorano quelli contro gli uomini o i bianchi. Tutti gli omicidi sono deplorevoli, ma non si possono trattare parimenti. Dunque si creano normative, campagne e nomi specifici per quelli contro le donne (femminicidio) e si trascurano e ignorano quelli contro gli uomini. Tutta la violenza è da respingere, ma non si può trattare parimenti. Dunque si creano normative, campagne e nomi (violenza di genere) e si trascura e si ignora la violenza contro gli uomini. E così all’infinito. Discriminazione positiva. Per raggiungere la parità, bisogna distruggere la parità, concetto paradossale ma a quanto pare vero. Afferma Frederick Joseph, imprenditore e autore in Facebook: «parlare del privilegio bianco, della supremazia bianca e degli aspetti problematici dell’essenza di essere bianco fa parte del lavoro della teoria della razza». Parlare del privilegio maschile, della supremazia maschile e della mascolinità tossica fa parte del lavoro della teoria femminista. Afferma Danielle Citron, professoressa di giurisprudenza specializzata in libertà di parola presso la Boston University Law: «non possiamo combattere il razzismo sistemico se non possiamo parlarne, e sfidare la supremazia bianca e gli uomini bianchi è una parte importante del dialogo sul razzismo». Non possiamo combattere il maschilismo sistemico se non possiamo palarne, e sfidare la supremazia maschile e gli uomini è una parte importante del dialogo sulla misoginia patriarcale. Le vittime hanno diritto di parlarne, hanno diritto a far sentire in colpa i colpevoli, hanno licenza di oltraggio: mostri, misogini, razzisti, violenti, oppressori, maschilisti, stupratori, pedofili, porci… Lo stesso identico discorso realizzato dai colpevoli è un discorso d’odio. Il colpevole, l’uomo bianco etero, deve stare zitto.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Predefinito Re: Odio l’uomo bianco

    White guilt. Il razzismo contro i bianchi al tempo della società multietnica

    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  7. #7
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    Predefinito Re: Odio l’uomo bianco

    Poi quando hai finito tira lo sciacquone, per favore.
    Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
    Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.

  8. #8
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    Predefinito Re: Odio l’uomo bianco

    Citazione Originariamente Scritto da Gian_Maria Visualizza Messaggio
    Poi quando hai finito tira lo sciacquone, per favore.
    Sì, in testa ai comunisti.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #9
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    Predefinito Re: Odio l’uomo bianco

    Citazione Originariamente Scritto da Gian_Maria Visualizza Messaggio
    Poi quando hai finito tira lo sciacquone, per favore.
    Con te dentro, ovviamente.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  10. #10
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    Predefinito Re: Odio l’uomo bianco

    Citazione Originariamente Scritto da IlWehrwolf Visualizza Messaggio
    Con te dentro, ovviamente.
    Io sto alla larga da certe schifezze.
    Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
    Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.

 

 
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