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Discussione: Cronache dai BRICS

  1. #271
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    Predefinito Re: Cronache dai BRICS

    Citazione Originariamente Scritto da markk Visualizza Messaggio
    L'URSS era un'unione di repubbliche, con una moneta comune, un economia comune, una costituzione, dei confini comuni, un esercito comune. Questi in comune non hanno niente, zero, nisba.
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  2. #272
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    Predefinito Re: Cronache dai BRICS

    Citazione Originariamente Scritto da Trasversalista Visualizza Messaggio
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  3. #273
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    Predefinito Re: Cronache dai BRICS

    Iran inaugura un grande megaprogetto del gas

    Teheran, 28 ago (Prensa Latina) Il presidente iraniano, Seyed Ebrahim Raisi, ha inaugurato un megaprogetto del gas nella zona di Pars del Sud, considerato il più grande giacimento di questo combustibile nel Golfo Persico e nel mondo.
    28 Agosto 2023
    15:24




    Secondo l’agenzia di stampa Irna, durante una visita al porto di Asaluyeh, nella provincia meridionale di Bushehr, il presidente persiano ha sottolineato che, nonostante le sanzioni economiche occidentali, i giovani specialisti di questo paese hanno svolto un lavoro notevole completando la fase 11 del megaprogetto sopra menzionato.

    Ha anche affermato che questo programma di sviluppo, costruito in 20 anni, è stato portato avanti in mezzo a molte difficoltà, come il ritiro delle imprese straniere.

    A pieno regime, l’attuale fase 11 a Pars del Sud produrrà 56 milioni di metri cubi di gas, un milione di tonnellate di etano ed un milione di tonnellate di gas liquefatto ogni giorno, hanno riferito i media locali.

    Secondo fonti economiche, Pars del Sud si estende su una superficie di 9.700 chilometri quadrati, di cui circa 3.700 si trovano nelle acque territoriali iraniane e 6.000 nelle acque del Qatar, nel Golfo Persico.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #274
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    Predefinito Re: Cronache dai BRICS

    I Brics e la rivoluzione finanziaria
    di Domenico De Simone - 29/08/2023

    I Brics e la rivoluzione finanziaria

    Fonte: Sinistra in rete

    La rivolta del mondo contro il dominio occidentale sta compiendo un passo decisivo proprio in questi giorni. Si tratta di oltre l’80% della popolazione del mondo, di circa il 50% del PIL del mondo, e di oltre il 73% del PPPA, ovvero del PIL Per Potere di Acquisto, che poi è il dato che conta davvero. [Un veloce esempio per chi non ricordasse la differenza tra PIL e PPPA: un operaio in Svizzera prende 3.000 franchi al mese, mentre in Italia ne guadagna 1.000 (semplifico per facilitare la comprensione dei conti). Si dirà, accidenti, gli operai in Svizzera sono ricchi tre volte quelli italiani! Il problema è che poi un caffè a Lugano costa 3 franchi e a Roma ne costa 1. E una simile proporzione esiste, ovviamente, per un largo paniere di beni necessari per vivere. In altri termini, per campare decentemente in Svizzera 3.000 franchi sono a mala pena sufficienti, così come lo sono mille franchi in Italia e 500 franchi in Bulgaria, dove la vita costa più o meno la metà di qui, oppure in Cina, dove con 500 euro al mese vivi dignitosamente. Ci sono quindi metodi di misurazione del Prodotto Interno di un paese che depurano i dati dalle distorsioni monetarie e lo ancorano all’importo effettivo necessario per vivere.

    Che poi è la funzione del Prodotto Interno, ovvero la quantità di ricchezza che viene prodotta in un paese dai suoi abitanti per soddisfare le loro necessità].

    L’insoddisfazione verso il sistema finanziario mondiale e le sue istituzioni era palese e diffusa ovunque nel mondo già da alcuni decenni, soprattutto a seguito delle gravi crisi finanziarie e le conseguenti ricadute economiche che hanno caratterizzato i primi venti anni di questo secolo. Ma la necessità di una rivoluzione del sistema si è manifestata con urgenza dopo l’improvvida decisione occidentale di sequestrare i fondi della Banca Centrale Russa depositati presso le istituzioni bancarie internazionali, come avvisavo in questo mio articolo del settembre scorso. La presuntuosa arroganza degli USA e dei loro lacchè occidentali di usare le istituzioni finanziarie come uno strumento politico ha scatenato il panico nei paesi non occidentali e le conseguenze si sono viste subito. A partire dal fallimento della Silicon Valley Bank, dalla quale sono stati ritirati di colpo decine di miliardi di depositi di arabi, indiani e cinesi, al fallimento di Credit Suisse, che la Banca Centrale Saudita si è rifiutata di supportare ulteriormente dopo aver ritirato decine di miliardi di depositi dalla sera alla mattina causandone il crollo per mancanza di liquidità. Due segnali precisi mandati al sistema finanziario dominante per esprimere il proprio disaccordo sulla gestione politica della finanza e congelare la situazione in attesa di sviluppi. E poi le vendite continue dei titoli del debito pubblico USA che Standard & Poor è stata costretta a declassificare dalla sua storica tripla A, a causa dei continui rialzi di interesse che il Tesoro americano è stato costretto a promuovere per vendere questi titoli nel mondo cercando di evitare la finanziarizzazione del proprio debito pubblico. I ripetuti e ridicoli inchini della Yellen davanti a Xi Ping, stigmatizzati da tutta la stampa americana, erano l’iconografia delle preghiere americane alle autorità monetarie cinesi di smettere di vendere titoli del debito pubblico USA sul mercato, in un contesto in cui anche la tradizionale idrovora degli investitori giapponesi si sta inaridendo per il recente rialzo dei tassi di interesse operato dal governo giapponese. Non ne sappiamo molto, ma pare che sia andata malissimo, visto che la Cina continua bellamente ad acquistare sul mercato meno titoli del debito Usa di quelli che vende. Persino il centenario Kissinger è volato a Pechino, dove è stato ricevuto con tutti gli onori, per cercare di perorare la causa del suo paese, ma senza molti risultati. D’altra parte, gli Usa hanno dichiarato guerra economica, con sanzioni limitazioni commerciali e attacchi palesi alle loro esportazioni, e minacciato ripetutamente guerra reale alla Cina, ed è quanto meno paradossale pretendere che poi i cinesi supportino finanziariamente la guerra contro di loro.

    Che la necessità di costruire un’alternativa al dollaro e al FMI fosse diventata un’urgenza indifferibile è stato palese quando a dicembre scorso si è svolto a Riyad un vertice tra il Presidente cinese Xi Ping e i ventidue paesi della Lega Araba proprio per discutere dell’argomento e adottare provvedimenti urgenti per negoziare gli scambi non più in dollari ma in Yuan e monete arabe, in attesa di disegnare un diverso sistema di regolazione degli scambi tra i paesi. Si è trattato di un evento epocale che, ovviamente, il sistema mediatico occidentale a completamente ignorato, manco fosse una rimpatriata tra vecchi compagni di scuola. Ne ho scritto in questo mio articolo al quale rimando per un approfondimento. Un’altra classe politica avrebbe preso molto sul serio questo vertice, e avrebbe cercato di porre qualche argine alla fuga di capitali e di risorse dall’occidente che si sta delineando nel mondo, ma a parte qualche rara voce preoccupata, l’arroganza e la stupidità dei massimi dirigenti politici del mondo occidentale ha completamente ignorato questi eventi. Della scarsa qualità delle classi politiche occidentali ne parlerò in un prossimo articolo, è un argomento sul quale è necessario riflettere seriamente poiché la cultura è l’elemento decisivo in queste situazioni di conflitto.

    Arriviamo così al vertice dei BRICS in Sudafrica di questi giorni. Vertice al quale partecipano, oltre ai cinque paesi fondatori, anche un’altra cinquantina di paesi del mondo di cui alcuni hanno chiesto di aderire all’organizzazione e gli altri lo faranno a breve. Sia perché il BRICS hanno nel frattempo lanciato la loro Banca, in aperta e palese concorrenza con la Banca Mondiale, banca che in pochi mesi ha già erogato una quindicina di miliardi di dollari di finanziamenti in monete locali, sia perché sono tutti alla ricerca di un’alternativa al dominio del dollaro per le ragioni che ho ricordato sopra. L’obiettivo dell’incontro è disegnare un sistema di scambi che adotti una moneta diversa dal dollaro (così come dall’euro e dalla sterlina), promuovendo – forse – una nuova moneta e certamente un nuovo SWIFT.

    Sul funzionamento del BRICS allargato, ovviamente, ci sono molte divergenze e problemi da risolvere: la proposta che sembra andare per la maggiore è di creare una nuova moneta fondata si un paniere di monete dei paesi aderenti al sistema e in qualche modo ancorata all’oro, i cui i paesi che aderiscono al BRICS sono produttori e detentori in grande quantità. Non sarebbe una grande novità il ripristino del Gold Standard, al quale dobbiamo, purtroppo, due guerre mondiali e che, temo, non risolverebbe alcun problema. Alla fine un paese dominante uscirebbe necessariamente fuori, così come gli USA vennero fuori come dominanti negli anni della grande crisi perché avevano concentrato il possesso di “tutto l’oro del mondo“.

    Ma sono convinto che alla fine verranno fuori altre alternative decisamente più funzionali e praticabili. D’altra parte già una quindicina di anni fa il Governatore della Banca Centrale cinese proposte al FMI di adottare un meccanismo simile al “Bancor” proposto da Keynes a Bretton Woods e rifiutato dagli americani che, ovviamente, pretesero di imporre il dollaro come moneta di riferimento per il gold standard di allora. In questo modo “aiutarono” i paesi europei alla ricostruzione, e imposero il proprio dominio sul resto del mondo semplicemente stampando dollari. Per tornare al Governatore della Banca Centrale di Cina, si trattava di Zhou Xiaochuan, che nel marzo del 2009 scrisse un breve saggio nel quale scriveva testualmente “The desirable goal of reforming the international monetary system, therefore, is to create an international reserve currency that is disconnected from individual nations and is able to remain stable in the long run, thus removing the inherent deficiencies caused by using credit-based national currencies“, e citava esplicitamente la proposta del Bancor di Keynes “Back in the 1940s, Keynes had already proposed to introduce an international currency unit named “Bancor”, based on the value of 30 representative commodities“. Era l’indomani della crisi dei subprime americani e il mondo stava cercando in qualche modo di rimediare ai crolli finanziari che hanno devastato l’economia e la finanza di quegli anni e di quelli successivi.

    Il Bancor è sostanzialmente una proposta di una moneta con un meccanismo a tasso negativo. Le monete considerate nel paniere oscillano tra di loro in funzione di diversi parametri tra cui il principale è la bilancia dei pagamenti: quando una moneta “cresce troppo” rispetto alle altre, scatta una specie di tassa, che Keynes riferiva al meccanismo a tasso negativo proposto da Gesell, che riduce il peso di quella moneta nel paniere. L’equilibrio è garantito in questo modo, senza la necessità di svalutazioni delle monete né del lavoro o dei prezzi. Se davvero la proposta è quella di creare un sistema decentralizzato senza una moneta guida, com’è stato il dollaro da Bretton Woods in poi (e dopo il 1971 il petroldollaro), alla fine questa è l’unica via per garantire un meccanismo realmente egualitario ed equilibrato che potrà indurre sviluppo e finanza alla nuova idea di globalizzazione che i paesi del resto del mondo stanno cercando di costruire.

    Della necessità di introdurre il tasso negativo per sfuggire alla stretta mortale del potere finanziario ne scrivo da oltre vent’anni, e la proposta del Bancor di Keynes è un primo passo in quella direzione. Direzione che è necessaria se si vuole evitare che la situazione precipiti in un conflitto devastante per il mondo intero e che potrebbe essere l’ultimo ad essere combattuto. Speriamo che non sia troppo tardi.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  5. #275
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    Predefinito Re: Cronache dai BRICS

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Nota curiosa.

    Parlando del Brasile, a fine 2022 lo Yuan ha sorpassato l' Euro nella composizione delle riserve valutarie Brasiliane.

    Infatti a fine 2022 l' Euro pesa per il 4.74% delle riserve, l Yuan per lo 5.37%.
    Il Dollaro per l 80.42%..

    Auguri...
    Lula comunque non mi pare molto più sveglio di quello che lo ha preceduto. D'altro canto se in brasile stanno come stanno è anche perchè votano gente come quella.

    Citazione Originariamente Scritto da Marximiliano Visualizza Messaggio
    Difatti le economie europee e quella italiana prima di tutti sono decenni che segnano il passo
    Beh, in realtà ci vuole davvero poco a non segnare il passo. E anche a fare il 10% l'anno. E anche più se toglie tutte le garanzie sociali e fai come in Cina schizziamo al volo anche al 15%.

    Citazione Originariamente Scritto da m96m Visualizza Messaggio
    Beh, i Cinesi hanno avuto buon gioco a presentarsi come un elemento equilibratore, ma bisogna vedere se riusciranno a reggere alla fine.
    Equilibrante de che? E dove? Come la bufala del loro presunto progetto di pace inesistente e su cui si sono buttati tutti i giornalisti che vedono il Putin il sol dell'avvenir insieme a molti forumisti?
    E' fuffa. La Cina non è affatto equilibrante esattamente come non aveva un progetto di pace degno di tale nome. Erdogan al confronto è una cima. Ma d'altro canto è la Cina, cosa ti vuoi aspettare lì?

    Citazione Originariamente Scritto da markk Visualizza Messaggio
    Ma 'sti brics cosa sarebbero? Un'alleanza, un unione economica, un'amicizia, una festa, un trattato, cosa?
    Propaganda.

    Citazione Originariamente Scritto da markk Visualizza Messaggio
    L'URSS era un'unione di repubbliche, con una moneta comune, un economia comune, una costituzione, dei confini comuni, un esercito comune. Questi in comune non hanno niente, zero, nisba.
    Alcuni hanno in comune l'idea di far fuori le democrazie e ridurre tutti i paesi a dittature che si fanno la guerra fra loro come ai bei tempi di quando c'era lui. Altri vogliono vedere come va. Altri ancora vogliono vedere se ci guadagnano.
    Raccogliere in giro tutta la rumenta del mondo non fa si che tutta sta spazzatura si trasformi in oro.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  6. #276
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    Predefinito Re: Cronache dai BRICS

    Citazione Originariamente Scritto da Trasversalista Visualizza Messaggio
    Dagli tempo
    quanto? 400 anni? Forse nascerà prima la federazione interstellare di star trek.
    Discutere con i dementi non è inutile, è dannoso
    La guerra russa in Ucraina dal 2014, non dal 2022 -> LINK
    Donald Trump concede grazie presidenziali a criminali
    in cambio di contributi elettorali
    ->LINK

  7. #277
    Vecchia Guardia
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    Predefinito Re: Cronache dai BRICS

    Citazione Originariamente Scritto da markk Visualizza Messaggio
    Ma 'sti brics cosa sarebbero? Un'alleanza, un unione economica, un'amicizia, una festa, un trattato, cosa?
    @markk

    Un'amicizia fra soggetti con un obiettivo comune.
    Puoi rispondermi solo se mi tagghi, grazie.

    Utenti non taggabili: the fool, pippo palla e pertica, Querion, Scipione

  8. #278
    AUT CONSILIO AUT ENSE
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    Predefinito Re: Cronache dai BRICS

    Citazione Originariamente Scritto da Trasversalista Visualizza Messaggio
    Sono la nuova Unione Sovietica ,un po più grande e di religione islamica, un mostro in contrapposizione all'altro mostro angloeuroamericano neoliberista e arcobaleno.
    Religione islamica?
    Ma dove?
    Ma quando?
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  9. #279
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    Predefinito Re: Cronache dai BRICS

    Citazione Originariamente Scritto da Narel Jarvi Visualizza Messaggio
    @markk

    Un'amicizia fra soggetti con un obiettivo comune.
    Ma neanche, amicizia poca, sincera zero. Obiettivi comuni non ne hanno, e realisticamente ne perseguono nessuno.
    Discutere con i dementi non è inutile, è dannoso
    La guerra russa in Ucraina dal 2014, non dal 2022 -> LINK
    Donald Trump concede grazie presidenziali a criminali
    in cambio di contributi elettorali
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  10. #280
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    Predefinito Re: Cronache dai BRICS

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    cagate
    Tranquillo, dottò.
    Stravincerete.




    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


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    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

 

 
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