
Originariamente Scritto da
adry73
Arabia Saudita a tutto BRICS
Basterebbe partire da qui: nell’area MENA, l’Arabia Saudita è il primo partner commerciale dei Paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) ed è ora candidata a farne parte, come Iran ed Emirati Arabi Uniti (EAU). Il probabile ingresso del regno saudita nei BRICS è favorito da una relazione economico-commerciale sempre più forte con la Cina
Nel 2023, l’Arabia Saudita è entrata ufficialmente nella SCO come dialogue partner e ha fatto richiesta formale per l’ingresso nei BRICS, come hanno fatto Iran, Emirati, Egitto, Bahrein e molti altri Paesi: decisione che verrà probabilmente presa nel vertice dell’organizzazione del prossimo agosto.
Sono due i fattori che stanno accelerando l’avanzata di Riyadh verso i BRICS: la Cina e l’Iran. La partnership tra Arabia Saudita e Cina è sempre più stretta. La decima edizione dell’Arab-Chinese Business Conference, svoltasi a Riyadh l’11-12 giugno 2023 con il titolo evocativo di “Collaborating for Prosperity”, ha messo in evidenza quanto, tra Arabia Saudita e Cina, non sia più una questione di promesse economiche, ma di numeri reali. La conferenza, che ha ospitato rappresentanti governativi e del settore privato, si è concentrata su energie rinnovabili, tecnologia, intelligenza artificiale (AI), costruzioni, agricoltura e minerali strategici: gli accordi firmati tra sauditi e cinesi ammontano a 10 miliardi di dollari. Alcuni di questi temi, come le tecnologie, AI e i minerali strategici, si inseriscono in quella sottile linea di (non) confine tra economia, sicurezza e difesa che provoca crescenti preoccupazioni negli Stati Uniti. D’altronde, la direzione strategica di Riyadh verso Oriente non è al momento un processo negoziabile. Washington non può che prenderne atto, cercando di contenere lo scivolamento – per certi versi inesorabile – di sauditi e cinesi dalla cooperazione economico-commerciale a quella di difesa e sicurezza.
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