Buonasera, lettori.
Buonasera, dottor Garat, e buonasera cari lettori ! Grazie per l'invito
Stasera conosceremo le posizioni del candidato del centrosinistra, Manfr.
Forumista storico, brunikiano della primissima ora, socialista DOC, Co-fondatore di LILLA, dirigente del PDS, uomo del dialogo.
Socialista DOC e brunikiano della primissima ora sono le due definizioni che mi onorano di più
Alcuni l'hanno definito "un ritorno".
Mi è molto piaciuta la definizione del senatore Occidentale: io e Brunik saremmo un "usato garantito". Beh, sono fiero di dire che è proprio così. Vogliamo rappresentare il ritorno a una concezione più rilassata di questo gioco, che è giunto a livelli di bile paragonabili a quelli della vecchia POL, ma ancor più motivati da sterili ripicche personali rispetto all'epoca. Spero sapremo essere sia una "forza tranquilla", in stile mitterandiano, sia una "forza svakkatrice" adeguata
Le prime domande le ha poste Tolomeo "littorio" Feltri de Il Giornale pirriano
1. ti ritieni - a) pienamente soddisfatto b) moderatamente soddisfatto c) non avevo scelta, purtroppo - delle tue scelte in merito
ai tuoi alleati politici e al co-candidato?
Mi ritengo assolutamente soddisfatto sulla scelta del mio candidato vicepresidente, il Sommo Presidente Buono Brunik. E' a lui che devo la mia entrata in un gioco che lui stesso ha creato e per me, che assieme a Danny sono paradossalmente il vecchierello di questa simulazione, è un grande onore poterlo avere al mio fianco. E' un simbolo di come vorremmo questo gioco.
Sulle alleanze confesso di essere moderatamente soddisfatto: abbiamo ottenuto un caldo e sincero appoggio da parte del Movimento 5 Stelle e del Partidu Natzionali Sardu, ma sarei stato molto felice se avessero deciso di scendere direttamente in campo con dei candidati in UPP. Comunque, credo che la coalizione sia più forte che mai. Ovviamente, non sono felice si sia rotta l'alleanza con l'ex LILLA, e questo rimane un mio cruccio, ma troppe differenze politiche erano state sottovalutate, da noi come da loro, per vincere le scorse elezioni: è un errore che abbiamo dolorosamente imparato e che non commetteremo più. Prima i programmi, poi il resto !
2. In una battaglia politica e' per te piu' importante a) vincere a tutti i costi b) perdere con dignita' come strategia per un futuro ?
Immagino dipenda da ciò che si ha a disposizione. In generale, vincere a tutti i costi non è una frase che mi appartiene: sono un realista politico, ma ci sono dei paletti oltre i quali non posso andare. Allo stesso modo, non accetto di partire pensando alla minimizzazione del danno. Lavoriamo per vincere restando onesti con noi stessi: da lì si ripartirà in ogni caso !
3. Come ti posizioneresti di fronte ad una agguerrita maggioranza di post-comunisti nella tua coalizione in merito ad una scelta politica
del tipo: Pomigliano, anti-Marchionne pro-Fiom-Cgil ?
In merito alla vicenda limitata di Pomigliano, non ho alcun problema a dire che sto con la FIOM-CGIL, che in questa occasione ha saputo essere propositiva e non tirarsi indietro, ma ha chiaramente contestato scelte che riteneva devastanti per il nostro modello di relazioni industriali. Detto ciò resto un riformista: e prima che la legittima protesta diventi demagogia, è necessario dare una risposta. In questo caso, credo che si debba pensare a incentivare la ricerca e sviluppo, e a un nuovo sistema di relazioni industriali, segnato dalle parole d'ordine cogestione - partecipazione azionaria -referendum vincolanti sugli accordi.
Seguono le domande di G. Cascista Ferrara di forumisti cristiani.
1) Manfr, lei è tradizionalmente noto come un politico acceso sostenitore del presidenzialismo tanto che nel lontano passato lei (e John Galt) non esitò a collaborare nella vecchia Camera con Ronnie e Giò91 per varare una costituzione presidenzialista. Questo fatto le è sempre stato rimproverato da Supermario e in genere dagli esponenti di Lilla: se ne è mai pentito? e non prova imbarazzo ad essere presidenzilista anche se nel suo partito molti sono parlamentaristi?
Intendo anzitutto dire una cosa che sento profondamente mia: Ronnie Dio !
Tornando seri, no, non me ne sono mai pentito. Non rinnego la scelta presidenzialista, che ritengo più consona e anche più divertente che i ritmi pesanti della politica politicante. Tuttavia, mi rendo conto come presidenzialismo e parlamentarismo siano temi trasversali. Questo mi porta a due considerazioni: non polarizzare l'agenda di una coalizione su questi temi; e sopratutto ricordare che le regole del gioco debbono valere per tutti, e quindi da tutti essere accettabili. Concettualmente, col Sartorum abbiamo raggiunto il miglior livello possibile di sintesi: nel pratico, ora dobbiamo realmente implementarlo oltre i guasti formali della Costituzione.
2) Manfr, lei è dato da molti come il candidato presidenziale più favorito che passerà senz'altro il ballottaggio: lei però non crede che la troppa sicurezza nuocia nelle elezioni?
Sono talmente convinto che la troppa sicurezza nuoccia da non essere affatto convinto di essere il candidato favoritoSarà una bella battaglia, perchè tutti i candidati sono di grande valore, e anche il dibattito mi sembra di ottimo livello. Saranno elezioni combattute, anche se credo che il centrosinistra abbia tutte le carte in tavola per vincerle
Poi abbiamo le domande poste da "Pannellaboy" Morris, noto blogger radicale:
1) Come la pensa su legalizzazione delle droghe?
A livello personale, io sono quasi un puritano: senza nemmeno toccare il discorso droghe, non fumo e sono quasi astemio (ho una passione per la grappa e il whisky invecchiato, ma molto contenuta). A livello politico, tuttavia, non posso non rendermi conto che nell'immaginario della mia generazione le droghe leggere non sono qualcosa di diverso dalle sigarette. La repressione portata avanti sinora è servita egregiamente a cartelli criminali internazionali per ingrassare i loro già non trascurabili profitti: date le ricerche mediche, credo che una controllata liberalizzazione delle droghe leggere possa essere una soluzione da prendere in considerazione, laddove per quanto riguarda l droghe pesanti penserei più alle note "stanze del buco" che a una utopica, e francamente molto dannosa per la salute pubblica, liberalizzazione. Detto ciò, questi sono temi che toccano dal vicino l'etica e il vissuto di ciascuno di noi: al di là di quanto sarà eventualmente concordato nel programma comune di UPP-PCV, credo che il Governo farà meglio il suo mestiere se lascerà al Parlamento il compito di legiferare in materia, e che a loro volta i Partiti faranno meglio il loro mestiere se affronteranno questa spinosa issue in laico spirito di libertà. Coerentemente con questi assunti, la nostra coalizione lascerà libertà di coscienza ai suoi membri, posto che comunque molti componenti della stessa sono a favore di una liberalizzazione.
2) Che ne pensa del drammatico problema delle carceri e della legge Gozzini?
La situazione carceraria italiana è a dir poco vergognosa, e intendo ringraziare gli amici della Rosa Bianca che hanno portato nel nostro programma una forte attenzione su questo punto. Sarò un inguaribile ottimista nell'Uomo, ma credo che solo i delitti più efferati non possano essere "guariti". Sono perciò a favore di una piena applicazione del principio delle misure alternative al carcere, che stanno dando ottima prova di sè laddove applicate nel restituire alla società membri funzionali. Ciò ovviamente non vuol dire essere soft nella prevenzione e repressione del crimine: abbiamo bisogno di garantire sicurezza, specialmente nelle periferie dei grandi centri urbani, cosa che è ottenibile solo alternando efficaci misure di riqualificazione sociale a un più capillare intervento delle forze di sicurezza, che vanno rifinanziate e liberate del peso di mille incombenze amministrative, tranquillamente affidabili agli enti locali.
3) Come la pensa sulla responsabilità sociale d'impresa?
L'idea che l'impresa non abbia una responsabilità sociale non mi ha mai convinto e, nonostante sia tornata in grande spolvero nei tempi ruggenti della globalizzazione economica, continua a essere per me falsa. Non solo l'impresa ha un dovere nei confronti dei suoi consumatori e dei suoi dipendenti, ma dobbiamo allargare la platea dei "doveri" alle comunità locali che offrono spesso incentivi e terreni,a governi che oramai si affamano nel "beggar thy neighbour", nel fare concorrenza al ribasso, all'ambiente che oramai non possiamo più ignorare ... del resto gli shareholders oggi sono molto diversi da quelli degli anni '80: accanto agli yuppies, oramai, sempre più risorse vengono dai sudati fondi pensione dei lavoratori, spesso degli stessi lavoratori dell'azienda. Solo se saprà sviluppare un rapporto corretto con tutti questi compositi interessi che le garantiscono un mercato sicuro, un quadro regolativo, incentivi, lavoro e sbocchi, una azienda potrà essere realmente un "valore aggiunto". Altrimenti, dispiace dirlo, ma ci troviamo davanti a un caso di pirateria: arrivo, mi faccio pagare per produrre, entro tot anni minaccio di andarmene se non mi pagano ancora, poi riparto verso altri lidi di compressione salariale.
E per chiudere quelle dell'intervistatore di Peer to Peer.
1) Manfr, potrebbe esporci brevemente le sue proposte per rilanciare l'economia del paese?
Consentitemi di tornare domani sera su questo punto, che sarà il più corporso del mio intervento
2) A quali partiti ritiene che il PDS ed il centrosinistra in generale debba rivolgersi per cercare interlocutori necessari alla realizzazione del suo programma?
A tutte le forze politiche che, volta in volta, saranno disposte a condividere i nostri spunti programmatici. Senza nessuna preclusione.






Sarà una bella battaglia, perchè tutti i candidati sono di grande valore, e anche il dibattito mi sembra di ottimo livello. Saranno elezioni combattute, anche se credo che il centrosinistra abbia tutte le carte in tavola per vincerle

Onestamente non ricordavo ... probabilmente, comunque, decisi anche per la scarsa partecipazione che da parte dei nostri membri era venuta rispetto al nuovo partito. Insomma, temo che l'idea di creare un partito di sinistra liberale di massa non sia lievitata, e abbia costretto LILLA ad allargarsi a destra, con i problemi che ne sono derivati per costruire una forte alleanza progressista. Vedremo in futuro 