



Nessuno, nemmeno un filosofo, è moralmente obbligato a vivere come se il mondo fosse come lui vorrebbe che fosse. Robert Nozick paga le tasse e ha il diritto di godere dei benefici del governo che finanziano, anche dei benefici che pensa non dovrebbero esistere. Forse non ci si dovrebbe aspettare che il filosofo libertario si ritiri volontariamente dal controllo degli affitti. Ma dovrebbe inseguire il suo padrone di casa attraverso il labirinto dei regolamenti sul controllo degli affitti come un uomo posseduto? E dovrebbe usare la sua capacità di darsi fastidio ai sensi di questi regolamenti per una semplice, seppur lecita, estorsione in denaro?
Dicono che i poliziotti siano i migliori ladri. Dopo alcuni anni di lavoro, conoscono tutti i trucchi. La stessa cosa sembra valere per i filosofi. Se stai cercando qualcuno che manipoli un'ordinanza sul controllo degli affitti, trova un sostenitore del libero mercato.
William Tucker, "Anarchy, State, and Rent Control", The New Republic (22 dicembre 1986)
“L'essere umano sarebbe felice se tutto l'ingegno che gli uomini pongono nel riparare le loro idiozie, lo impiegassero nel non farle.”
George Bernard Shaw




Credi che gente come Falcone e Borsellino avrebbero fatto una compagnia di protezione e giutizia privata? e comunque avrebbero sconfitto una compagnia come il Gruppo Wagner?
Storia dello stato sociale in Italia: l'età liberale (1861-1921)
Lo Stato aveva un ruolo assistenziale marginale: attraverso il Ministero dell’Interno, si occupava di medicina preventiva e delegava l’assistenza alle autorità locali. Le leggi consideravano la povertà un problema di ordine pubblico e includevano norme punitive e restrittive per “oziosi” e “vagabondi”. Nel 1862 una legge di riforma introdusse un blando controllo statale sulle Opere Pie, applicando un approccio che già esisteva in Piemonte. La legge delegò le funzioni di controllo a province e comuni, incaricati di assistere i poveri attraverso le Congregazioni di carità e gli Uffici pubblici di beneficenza.[5]L’assistenza sanitaria e sociale era limitata e indirizzata a poche categorie vulnerabili: fanciulli abbandonati, malati di mente e alcuni portatori di handicap.[14]
Nascita dello stato sociale in Italia
Riflessione politica e culturale sulla questione sociale
Più filoni di pensiero e pressione politica influenzarono la nascita delle politiche sociali. I governi liberali erano espressione di elite urbane, agrarie ed industriali. A fronte dei cambiamenti sociali ed economici e della crescita dei movimenti socialisti e operai, essi promossero gradualmente politiche più inclusive.[15]
L'enciclica Rerum Novarum del 1893 di Leone XIII rappresentò la prima presa di posizione organica della Chiesa Cattolica sulla questione sociale. Essa promosse idee di conciliazione tra gli interessi sociali contrapposti, per costruire una visione alternativa alla lotta di classe di ispirazione marxista.
Avvio delle politiche sociali dei governi liberali
“L'essere umano sarebbe felice se tutto l'ingegno che gli uomini pongono nel riparare le loro idiozie, lo impiegassero nel non farle.”
George Bernard Shaw


Guarda che quella provincia è casa sua, mica lo puoi espellere ma che credi…se una provincia secede, lo stato italiano diventa per lui ESTERO ….e poi con quale forza coercitiva, visto che un esercito non ce l’hai ?
Comunque dal niente tasse all’espulsione forzata se non si pagano le tasse non è male come epilogo![]()
Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"




Per tutto il tempo dell’esperimento avrà uno statuto speciale.
Ci sarà la polizia.
Novis, se una persona dopo aver letto e firmato accordo non vuole pagare le rate, non vuole provvedere alle sue spese, cosa si deve fare?
Chi lo deve mantenere? Gli altri? Perché mai?
Che torni dove sta(va) meglio.
O ci va da solo o lo restituiamo.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Come avevo detto all'inizio, non si può secedere e restare a far parte dello stato italiano contemporaneamente... quindi non vi sarebbe nessuno statuto speciale, ma uno stato autonomo con le sue regole. È chiaro infatti che lo stato italiano non può tollerare di avere sotto di sé un territorio che non può presidiare direttamente.
Ah già, la famosa polizia privata che interverrebbe assumendo compiti di fatto pubblici : questo ti stupirà, ma è molto realistico... è proprio quello che avverrebbe.
Ah guarda, dovete pensarci voi...ma certo non pensando di trasferire il vostro riottoso in uno stato estero...se non siete capaci o non volete fare rispettare le vostre regole sono fatti vostri.
Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"


E allora che si fa? Non si può fare questo, non si può fare quello….
Se lo stato vuole continuare a comandare come si fa a far partire questo esperimento?
È pagata per farlo.
Noi ci tenteremo.
Dimmi, Novis, secondo te quante persone in Italia rispettano le regole?
1. Tutte
2. Tante
3. Abbastanza
4. Poche
5. Pochissime
6. Dipende dalle regole
7. Dipende da cosa si ha in cambio
8. Dipende dalla punizione
9. Nessuno
10. Nemmeno chi scrive le regole le rispetta
11. Altro ( specificare )
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Non si può far partire infatti 😄
La riposta credo sia tante; ma in ogni caso, lo stato italiano come tutti gli stati ha degli strumenti per farle rispettare anche a chi non vuole, strumenti che si finanziano con le tasse...uno stato senza tasse non può che accettare che chi non si vuole adeguare alle sue norme sia libero di farlo ( e costituisca in un certo senso uno stato a sé)
Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"