No, quella frase è fuorviante se viene usata per dire che “la NASA non è mai andata sulla Luna” o che oggi sarebbe impossibile rifarlo.
La frase nasce da una vecchia intervista dell’astronauta Donald Pettit, che disse: “We used to but we destroyed that technology…”
Molti l’hanno interpretata male. Pettit non intendeva dire che la fisica o il sapere scientifico sono stati “dimenticati”. Intendeva che:
il programma Apollo è stato chiuso negli anni ’70;
le linee produttive del razzo Saturn V sono state smantellate;
molte aziende, macchinari e componenti non esistono più;
gli ingegneri e tecnici dell’epoca sono andati in pensione o morti;
alcuni sistemi erano costruiti con tecnologie e processi non più usati oggi.
In pratica: non puoi semplicemente riaccendere un Apollo del 1969 come fosse un’auto in garage. Bisognerebbe ricostruire tutto quasi da zero. Compreso i macchinari e le competenze delle persone per farlo.
È lo stesso motivo per cui oggi sarebbe difficile ricostruire identico un computer degli anni ’60 o una centrale nucleare progettata 50 anni fa: i progetti esistono, ma la filiera industriale originale no.
Infatti la NASA sta tornando sulla Luna con il programma NASA Artemis, usando tecnologie moderne, non copiando Apollo pezzo per pezzo.
Siamo passati dal era analogica a quella digitale. Dai transistor e valvole ai microchip. Dagli impianti idraulici per muovere le superfici di manovra ai comandi “fly-by-wire” elettronici.





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