Sì, c’era una volta la Repubblica, quella che non piaceva e non piace tuttora a quelli che vengono da destra. Ma io parlo della Repubblica di Scalfari e di Mauro, quella che aveva dei giornalisti veri, che potevi leggere anche se non ne condividevi le idee. Il contraltare di personaggi come Montanelli, uno che sapeva scrivere e rendersi interessante, anche se a me faceva incazzare undici volte su dieci. Ma anche quella di fare incazzare l’avversario (non il nemico) è una capacità.
E c’erano gli inserti, il Venerdì prima di tutto, ma poi anche D, la Repubblica delle Donne, quella di Daniela Hamaui, che non era solo un magazine “femminile” tra virgolette.
La Repubblica c’è anche oggi, ma un po’ diversa a parte Michele Serra e Augias. Concita? Si, vabbè, facciamocela andare bene comunque, come diceva quello che mangiava le uova di lompo al posto del caviale. E c’è anche D, la repubblica delle Donne. Anche questa non è mica quella della Hamaui, quando di musica scriveva magari Gino Castaldo. Adesso di musica scrive una tal Magnanini Carlotta, che nel numero del 22 luglio scorso ci parla di una band svedese che ha una frontwoman che si chiama Yukimi Nagan, mezza giapponese, che abita a Goteborg, “città che difficilmente il mondo conoscerebbe se non fosse che lì è stata inventata la stampa”.
Ho dovuto leggerla due volte poi tre, poi non ero ancora sicuro e l’ho letta una quarta volta. Ebbene sì: secondo la Magnanini la stampa è stata inventata a Goteborg.
Ora, non è che confondere la città di Goteborg (Svezia) con il signor Giovanni Gutenberg di Magonza (Germania) sia proprio uno strafalcione da poco, ma di fronte a questa cosa io in fondo io seguo l’esempio del grande Petrolini.
Che una volta disse a chi lo fischiava: “Io nun ce l’ho co’ te, ma co’ quelli che te stanno vicini e nun t’hanno buttato de sotto!”
Ecco: qui io non riesco a prendermela con la povera Carlotta, che in fondo è una che scrive per rimediare le sue quattro paghe per il sushi, ma con il suo Direttore che, una volta letto il pezzo (almeno spero che lo abbia letto, altrimenti che cavolo di direttore è), non ha preso la Carlotta e non la ha immediatamente nominata Responsabile per la Raccolta Differenziata di tutte le testate del gruppo.




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