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  1. #511
    Viva la piadina!!!
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Citazione Originariamente Scritto da IlWehrwolf Visualizza Messaggio
    Giacomo Gabellini - Economia Usa: una grande recessione alle porte?

    Nei giorni scorsi, gli economisti di Deutsche Bank hanno condotto uno studio focalizzato su 34 recessioni verificatesi in passato negli Stati Uniti, e sono approdati a una conclusione piuttosto amara: gli Usa si trovano presumibilmente nell’imminenza di una grave recessione.

    Ne parla Giacomo Gabellini in un video editoriale disponibile per i nostri abbonati Youtube qui. ù

    https://www.youtube.com/watch?v=hYzpvGc0gSE

    Qui vi presentiamo una breve anticipazione:

    https://www.lantidiplomatico.it/dett...orte/11_51206/
    Ah si?

    Ok


    Per ora il GDPNOW e’ al +5.1%

    https://www.atlantafed.org/cqer/research/gdpnow



    Nel caso poi la DB ha indicato che in base a 4 fattori a se stanti nel passato la recessione si è presentata dal 45 al 74% dei casi (in base ai fattori), solo che rispetto al passato sono cambiate anche le condizioni….esempio, vi è un record d’investimento nel settore manifatturiero, record dagli anni 50…ecc ecc..

    Non a caso, GDPNow +5,1%
    Globalizzazione..... si grazie.

  2. #512
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  3. #513
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    A dangerous game’: Republican chaos and indecision as crises shake the world

    Guerra In Ucraina - Commenti e Valutazioni (e Cazzeggio)
    Mi hanno detto che sei fascia, che sei amica di Salvini,
    Ma io so che invece sei normale e quelli sono dei cretini...

  4. #514
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    A new survey conducted by the Chicago Council on Global Affairs shows that nearly two-thirds of those polled (63 percent) support sending additional arms and military supplies to Ukraine, and 61 percent support providing economic assistance.

    Guerra In Ucraina - Commenti e Valutazioni (e Cazzeggio)
    Mi hanno detto che sei fascia, che sei amica di Salvini,
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  5. #515
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
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  6. #516
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    VIVERE PER CONSUMARE

    Proprio perché vive solo nell’attimo presente, l’Americano, ancor più che di possedere del denaro si preoccupa di poterlo spendere. Il suo standing è proporzionale ai suoi guadagni; egli intende consumare quel che ha guadagnato, non conservarlo per coloro che verranno dopo di lui, non trasmetterlo ai suoi eredi. (Il concetto di erede è alquanto mal visto, in quanto si oppone all’immagine del self made man, dell’uomo che è partito da zero, senza antenati). Questa febbre del consumo dà luogo a una specie di corsa contro il tempo. Perché aumenti la domanda, i prezzi calano (relativamente) - a detrimento della qualità, quindi della durata. La moda, vera istituzione, consente di giustificare il carattere effimero della produzione che, in altre condizioni, apparirebbe scandaloso: poco importa che occorra sostituire spesso quello che si è comprato, poiché, in ogni caso, l’acquistare passa di moda nel giro di qualche tempo. In altri termini, la moda consente di far scadere le cose ancor prima che scadano da sole. Questo meccanismo, approntato consapevolmente, ha un nome: il «disuso premeditato» (planned obsolescnce).

    La qualità è quello che dura. Negli Stati Uniti l’accento è posto sulla rapidità e sulla quantità: si consuma e si butta via (usa e getta, ndc). (°)

    Già nel secolo scorso, scrive H. S. Commager, «l’agricoltore americano aveva più successo rispetto a quello del resto del mondo, ma le sue colture erano "gargantuesche” più che intensive, e l’agricoltura scientifica era in ritardo di almeno una generazione rispetto a quella europea. La costruzione delle strade transcontinentali fu uno degli aspetti più spettacolari della tecnica moderna, ma le linee ferroviarie (come le strade) dovevano venire rifatte in capo a qualche anno. Ogni borgata, ogni città presentava le stesse caratteristiche: interi quartieri incompiuti, case che crollavano nel giro di dieci anni, piani ambi­ziosi rimasti sulla carta. Molti aspetti di questa civiltà aveva­no qualcosa di sommario e di incompleto. Gli Americani ini­ziarono la realizzazione del programma educativo piu vasto di tutta la storia, ma tutti furono d'accordo nel riconoscere che l'i­struzione, in America, era più eclettica che approfondita. La sua lingua tradiva l’impazienza: articolava male le parole, non finiva le frasi, e dilatava al massimo le potenzialità del gergo (...) Aspettandosi raramente dì rimanere stabile, l’Americano non intravedeva alcun interesse nel costruire per il futuro. Era per lui più facile profittare rapidamente delle ricchezze del suolo (foreste e miniere) o di investimenti vantaggiosi che non passare a qualche cosa di nuovo» (op. cit.).

    Ai nostri giorni la situazione si è piuttosto aggravata. (L’Autore scriveva alla fine degli anni ’70, cosa avrebbe detto ai tempi d’oggi? ndc) L’America intende vivere in fretta, più che mai. L’instabi­lità socioprofessionale e familiare (malgrado la mobilita­zione permanente degli analysts e dei «consiglieri matri­moniali») batte in questa nazione tutti i record. La gastro­nomia si limita al fast food, come la cultura si riduce ai digests (quanti di noi non ricordano la rivista Reader's Digest che era venduta in edicola e spedita in abbonamento?): e la letteratura ai comics. (Discorso diverso dovrebbe essere fatto nei riguardi dei film prodotti ad Hollywood, in alcuni casi veri capolavori, ndc) Lo stesso linguaggio è osses­sionato dalla velocità. Il lessico abbonda di nuove parole, come bike, (per bicycle) con (per confidence), coke (per coca-cola) vamp, co-ed, memo, phone, etc. senza dimenticare il women's lib (movimento di liberazione della donna) ed i G. Is. (soldati americani) reduci dal ‘Nam (Vietnam). L'e­spressione O.K. è adoperata persino come verbo (he O.K.’s, «approva» è d’accordo). (Sull’uso dell’o.k che ha sostituito l’italiano “va bene” nel nostro linguaggio corrente, non mi esprimo perché è noto a tutti, ndc).

    Questa perenne fuga in avanti spiega il modo con cui gli Americani hanno saputo spesso anticipare (o creare) gli avvenimenti, la rapidità con cui si adattano alle situa­zioni nuove e cambiano i loro metodi in funzione delle circostanze. Ma spiega anche perché il pensiero america­no è privo di profondità, perché quello che si fa in America è grande senza essere potente. Essa è all’origine di quel nervosismo così caratteristico delle società meccanizzate (tecnomorfiche), che a sua volta genera lo stress e l’esaurimento nervoso (ed aggiungo: il ricorso smodato che se si fai nella società americana ai cosiddetti “analisti” i quali altro non sono che psicanalisti o psichiatri, il che significa che ci troviamo di già in presenza di una società ammalata psichicamente) (ndc): perché prima o poi giunge il giorno in cui, come in una terra che non è stata mai messa a riposo, la popolazione produce solo artificialmente (sempre più artificialmente), la sostanza non si rinnova più, il mercato si esaurisce e la società muore, slittando nel vuoto da essa stessa creato.

    Estratto da “Il male americano” di Giorgio Locchi ed Alain de Benoist, Edizioni LEDE, 1976



    (°) Questo concetto è stato molto bene evidenziato e commentato da René Guénon nel libro "Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi":

    […] l'uniformità, per essere possibile, supporrebbe esseri sprovvisti di qualsiasi qualità e ridotti a semplici «unità» numeriche; ed è perciò che un'uniformità del genere non è mai realizzabile di fatto, e che tutti gli sforzi compiuti a tal fine, specie nell'àmbito umano, possono avere l'unico risultato di spogliare più o meno completamente gli esseri delle qualità loro proprie, e di fare di essi qualcosa che assomiglia al massimo a semplici macchine, in quanto la macchina, prodotto tipico del mondo moderno, è appunto ciò che rappresenta, al più alto grado finora raggiunto, la predominanza della quantità sulla qualità. Proprio a questo tendono, particolarmente dal punto di vista sociale, le concezioni «democratiche» ed «egualitarie» secondo cui tutti gli individui si equivalgono, supposizione assurda la quale induce a ritenere che tutti debbano essere ugualmente adatti a non importa cosa; questa «uguaglianza» non trova alcun esempio in natura, proprio per le ragioni da noi indicate, perché non rappresenterebbe altro che una similitudine completa fra gli individui; ma è evidente che, in nome di questa pretesa «uguaglianza», uno degli «ideali» alla rovescia più cari al mondo moderno, si cerca effettivamente di rendere gli individui tanto simili tra loro quanto la natura lo permette, e questo in primo luogo pretendendo di imporre a tutti una educazione uniforme. Ma poiché, nonostante tutto, non si riesce a sopprimere completamente la differenza delle attitudini, è fuori questione che tale educazione non darà per tutti esattamente gli stessi risultati; ed è un fatto fin troppo vero che, nell'incapacità di dare a certi individui qualità che non hanno, essa è per contro altamente suscettibile di soffocare negli altri tutte le possibilità che superano il livello comune; in tal modo il «livellamento» si effettua sempre dal basso, e d’altronde non può essere diversamente poiché questo stesso livellamento non è che una espressione della tendenza verso il basso, cioè verso la quantità pura che si situa al di sotto di ogni manifestazione corporea, non soltanto al di sotto del grado occupato dai più rudimentali esseri viventi, ma ancora al di sotto di quella che i nostri contemporanei hanno convenuto di chiamare «materia bruta» la quale peraltro, manifestandosi ai sensi, è ancora lungi dall'essere interamente sprovvista di qualità.

    “L'occidentale moderno, del resto, non si accontenta di imporre a casa sua un tal genere di educazione; egli vuole imporlo anche agli altri, unitamente a tutto il complesso delle sue abitudini mentali e corporee, al fine di uniformizzare il mondo intero di cui contemporaneamente uniformizza l'aspetto esteriore mediante la diffusione dei prodotti della sua industria Ne deriva la conseguenza, solo in apparenza paradossale, che il mondo è tanto meno «unificato» nel senso reale del termine, quanto più diviene uniformizzato; ciò è assolutamente naturale in fondo, poiché, come abbiamo già detto, il senso in cui viene condotto è quello di una «separatività» sempre più accentuantesi; ma qui vediamo apparire il carattere «parodistico» che così spesso si incontra in tutto ciò che è specificamente moderno.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  7. #517
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    C'ERA UNA VOLTA L'AMERICA

    Che l'Europa potesse un giorno avere come unica aspirazione quella di essere governata da una commissione di controllo americana, Paul Valéry l’aveva già previsto, con una sorta di «malinconico diletto». Molto prima di lui, Friedrich Nietzsche aveva denunciato nell’«americanismo» un pericolo mortale per l’Europa. Riferite alla loro epoca, queste profezie non cessano di meravigliarci per la loro lucidità, perché al tempo di Nietzsche, ed anche di Valéry, le nazioni europee vivevano ancora nell’illusione di esercitare una dominazione incrollabile sul mondo e sul loro avvenire: excelsior! Oggi questi discorsi non descrivono che una banale realtà. L’Europa non aspira più ad altro che a lasciarsi guidare e fagocitare dall’America: e chiama ciò, pudicamente, “atlantismo”. Non ha altro fine che scaricate sugli Stati Uniti le responsabilità che essa ha verso sé stessa, e talvolta si arrabbia dì non poterlo fare così presto e così completamente come vorrebbe.

    C'è qualcosa di più sorprendente. Quegli stessi che si gloriano di difendere la tradizione di un’Europa imperiale e padrona della propria storia non intravedono altra via d’uscita al loro combattimento che all’ombra (o con l’appoggio) degli Stati Uniti. L’equivoco non potrebbe essere più profondo. Esso dimostra la debolezza spirituale d’un’Europa pronta (persino nei suoi migliori elementi) a rifugiarsi dietro le apparenze fallaci di un preteso «Occi­dente» o di un’inesistente solidarietà delle «razze bianche» *.

    Ma, dopotutto, questo non è forse così sorprendente. Dopo essere morto (e ben morto), il grande dio ipocrita e mascherato che regnava sull’Europa si è reincarnato nell’ «Asino-che-fa-I-A» (Nietzsche), ed era fatale che l’Eu­ropa si votasse alla sua adorazione: Asino bicefalo, le cui due teste si perdono in uno stesso cielo, l’una fra le nuvo­le del sogno americano, l’altra fra le nebbie dell’utopia marxista. Questo sogno e questa utopia non sono forse i rifiuti ideologici della vecchia civiltà europea e giudeo­cristiana, schizofrenica da sempre? Del resto, se l’«ideologia americana» è uno dei rifiuti della civiltà europea, l’A­merica è essa stessa il rifiuto materiale dell’Europa. Tutto quello che l’Europa non sopportava, tutto quello che in Europa non sopportava l’Europa e non si sopportava: pu­ritani alle prese con l’anglicanismo, cattolici perseguitati dai protestanti, protestanti perseguitati dai cattolici, ebrei vittime dei pogrom, affamati che avevano preso in orrore la loro terra, asociali e spostati di ogni sorta - tutto ciò ha dato nascita al popolo americano. Sin dalla sua origine, l’America nasce da un rifiuto dell’Europa, anzi da un odio dell’Europa, da un desiderio di vendetta e di rivincita sul­l’Europa.

    * La razza è solo il materiale della storia, di cui costituisce la condizione e il presupposto biologico. Al livello propriamente storico, che è quello esclusivo dell’uomo, l’elemento più importante è la cultura, ossia quanto gli uomini, af­fermandosi e creando un tipo nello spazio-tempo storico, fanno di quella che era la loro razza d’origine. La razza è il supporto della cultura, allo stesso modo in cui il corpo è il supporto dell’anima, ma sarebbe inesatto dire che la seconda è il «prodotto» della prima, perché bisogna che una cultura «trascini» la sua razza, cosi come l’anima «trascina» (o non trascina) il corpo... come una struttura.



    “C’era una volta l’America” dal libro “Il male americano” di Giorgio Locchi e Alain de Benoist, LEDE Edizioni, 1976
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  8. #518
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Proprio perché vive solo nell’attimo presente, l’Americano, ancor più che di possedere del denaro si preoccupa di poterlo spendere. Il suo standing è proporzionale ai suoi guadagni; egli intende consumare quel che ha guadagnato, non conservarlo per coloro che verranno dopo di lui, non trasmetterlo ai suoi eredi

    Gli eredi normalmente a 18 anni gia cominciano ad entrare nel mercato del lavoro....non stanno in casa fino a 40anni...

  9. #519
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    La plutocrazia ed il totalitarismo finanziario
    di Fabrizio Pezzani - 17/10/2023

    La plutocrazia ed il totalitarismo finanziario

    Fonte: Fabrizio Pezzani

    La rivoluzione finanziaria avviata nel 1971 con la fine del “gold exchange stadard “che vincolava la stampa della carta moneta ad un vincolo sottostante reale come l’oro consentì di stampare carta moneta all’infinito slegata da un sottostante reale. L’economia da scienza sociale basata sull’emozionalità dell’uomo diventava innaturalmente scienza esatta basata su numeri astratti slegati dal reale contro la realtà ma in funzione di interessi superiori e contro la scienza la finanza diventava razionale. Lucas, Nobel nel 1974, affermava in modo incontrovertibile che i mercati finanziari sono razionali e non sbagliano mai nell’allocazione delle ricchezze così perfino la bolla speculativa ed emozionale di Lemhan diventò solo un incidente di percorso.
    Il cammino senza ostacoli della finanza ha radicalmente cambiato la modalità di accumulazione della ricchezza e della sua distribuzione , fino al 1971 il quintile più povero negli Usa cresceva più del quintile più ricco, dopo, la rivoluzione finanziaria ha consentito di creare la maggiore concentrazione di ricchezza della storia e quindi ha insediato al potere una plutocrazia che a sua volta ha dato posto al totalitarismo finanziario non meno pericoloso e non meno antidemocratico di quello politico e di quello militare che in forma diverse consentono agli interessi di pochi di determinare ed influenzare la vita di tutti.
    I padri costituenti avevano già allora ben chiaro il dramma della concentrazione della ricchezza come scriveva Toma Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti, principale autore della dichiarazione di indipendenza e presente sul monte Rushmore accanto a George Washington, Abraham Lincoln e Theodore Roosevelt:
    “Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti. Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l’emissione del denaro, dapprima attraverso l’inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno alle banche priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato.”

    La plutocrazia negli Stati Uniti ha cominciato la sua corsa a ridosso della rivoluzione finanziaria osservando il periodo 1989 – 2021 (dalla pagina web del Consiglio dei Governatori della FED) e dividendo in cinque quintili la popolazione americana dal più ricco al più povero la dinamica della crescita ha contribuito alla concentrazione di ricchezza verso l’alto nella scala retributiva. Il venti per cento più ricco è passato dall’avere il 60,7% della ricchezza totale nel 1989 al 70,6 %del 2021 mentre il quintile più povero è passato dal 2,89 % del totale nel 1989 al 2,75 % del 2021. In altri termini il 20 % del quintile più ricco possiede il 70,6 % della ricchezza totale mentre i restanti quattro quintili possiedono il 29,4 della ricchezza. All’interno del primo quintile più ricco possiamo vedere come l’1% della classe al top passa dall’avere il 17, 2 % del 1989 al 27% del 2021. È evidente come all’interno dei quintili ci sia un’ulteriore frammentazione così si può vedere come nel quintile più povero la fascia più bassa è infinitamente più bassa della parte alta dello stesso quintile, è l’America profonda dei senzatetto, delle tendopoli, dei drogati dei senza fissa dimora, dei disoccupati. Le due realtà così profondamente lontane sono l’espressione di una concentrazione di ricchezza che non ha precedenti nella storia e rappresenta un sistema plutocratico ben lontano dal tanto ipocritamente declamata democrazia.
    Lo spazio temporale 1989-2021 non è casuale ma indicativo del percorso della cultura finanziaria tra accademia, politica e finanza; nel 1989 abbiamo la caduta del muro di Berlino che segna una nuova storia e lascia libertà ai vincitori di imporre le loro regole specie nell’economia e nella finanza che prende il primo premio nobel nel 1990 con Markovitz. Nel 1994 la finanza diventa razionale con Lucas che ne fa una verità incontrovertibile ed alla fine del secolo nel 1999 l’abrogazione della Glass Steagal Act fatta da Roosevelt per disciplinare la finanza le apre campi sterminati in cui tutti prodotti finanziari sono liberi di correre senza limiti promuovendo un totalitarismo finanziario non dissimile da tutti gli altri nei quali la democrazia è un’illustre sconosciuta.
    L’esercizio del potere a tutti i livelli rimane nella sfera decisionale di un ristretto numero di miliardari che controllano e determinano tutti i processi decisionali del paese in una logica di stretto interesse del gruppo plutocratico che ha una ricchezza simile a quella di tutta l’Europa messa insieme. Le politiche estere sono influenzate da loro così come le proposte presentate al Congresso dove l’80 % degli americani non viene rappresentato e determinano anche quelle dei paesi collegati e subordinati privandoli di una loro reale governabilità.
    La concentrazione di ricchezza, in questo modo, ha consentito di costituire un senato virtuale che sta sopra l’ordine di tutti i paesi con le eccezioni delle economie crescenti come la Cina ed i paesi del BRICS, un senato non democraticamente eletto il cui bene da perseguire non è quello comune ma l’interesse interno al loro sistema che diventa un bene assoluto; abbiamo infranto il senso e la speranza di democrazia dichiarata come una foglia di fico.
    La finanza non regolata diventa così una forma di totalitarismo non dissimile da quelli che drammaticamente vediamo ogni giorno e di cui ne siamo prigionieri fisicamente e culturalmente, forse prenderne atto potrebbe consentirci di provare a costruire una società più giusta in cui la disuguaglianza non sia la morte di troppi che, visti come danni collaterali, in tutto il mondo soffrono e muoiono.



    https://www.ariannaeditrice.it/artic...mo-finanziario
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  10. #520
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    Gli eredi normalmente a 18 anni gia cominciano ad entrare nel mercato del lavoro....non stanno in casa fino a 40anni...
    non fate l'università???
    vi fermate alle superiori?
    clash bankrobber

 

 
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