



"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


Di tutte le possibili reazioni ad un insulto, la più efficace è il silenzio - Santiago Ramòn y Cajal
A paraulas maccas uriga surda
Tessera N° 29 Fronda ForumerZ di POL
Segretaria liquidatrice di Italia Morta


Il segretario americano alla Difesa Usa Austin ancora in ospedale, trasferiti poteri e funzioni alla vice
https://www.ilfattoquotidiano.it/202...-vice/7443540/
"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf


“Troppi lapsus, Biden si sottoponga a un test cognitivo”: la lettera di 38 legislatori repubblicani
https://www.ilprimatonazionale.it/ap...licani-224079/
"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf


Di tutte le possibili reazioni ad un insulto, la più efficace è il silenzio - Santiago Ramòn y Cajal
A paraulas maccas uriga surda
Tessera N° 29 Fronda ForumerZ di POL
Segretaria liquidatrice di Italia Morta


“Al Sisi presidente del Messico”: le tue gaffe ci sono mancate, caro Joe
Roma, 9 feb – Il presidente statunitense Joe Biden non verrà incriminato per il caso dei documenti riservati, ma nel rapporto del procuratore speciale Robert Hur viene descritto come “un uomo anziano con problemi di memoria”. E intanto in conferenza stampa scivola sull’ennesima gaffe, confondendo l’egiziano Al Sisi con il presidente del Messico.
Le parole del procuratore su Biden: “Un uomo anziano con problemi di memoria”
L’attuale inquilino della Casa Bianca era accusato di conservare a casa documenti classificati come top secret risalenti al periodo in cui era vicepresidente insieme a Barack Obama. Un caso che ricorda da vicino quello dell’ex presidente Donald Trump, anche lui indagato per non aver riconsegnato documenti riservati. Tuttavia il procuratore speciale Hur non raccomanda alcuna azione penale contro Biden, in quanto la sua incriminazione “non è richiesta anche sulla base della considerazioni di aggravanti ed attenuanti”. Questo nonostante l’indagine “ha scoperto prove che il presidente Biden volontariamente conservò materiale classificato dopo la sua vicepresidenza quando era un privato cittadino”. Il materiale in questione sarebbe costituito da “documenti sulla politica militare ed estera in Afghanistan” e “appunti scritti a mano su questioni di sicurezza nazionale e politica estera che coinvolgevano fonti e metodi segreti di intelligence”. Nelle pagine del rapporto si legge di un Biden apparso al procuratore durante il loro colloquio come “un uomo anziano, disponibile e ben disposto, con problemi di memoria”.
“So cosa sto facendo”. Ma intanto confonde Al Sisi con il presidente del Messico
Insomma, Biden ha poco da festeggiare per la mancata incriminazione e anzi le parole di Hur sembrano aver colpito nel segno. Infatti, il presidente in conferenze stampa ha commentato duramente le dichiarazione del procuratore: “Sono un uomo con buone intenzioni. E sono un uomo anziano. So cosa sto facendo. Sono stato presidente, ho rimesso in piedi questo paese. Non ho bisogno dei suoi consigli”. Salvo poi dare segni di scarsa lucidità durante la stessa conferenza stampa. Rispondendo a una domanda sugli aiuti umanitari alla popolazione della Striscia di Gaza, ha parlato dell’egiziano Al Sisi come il “presidente del Messico”. Magari godrà anche di buona memoria, ma di certo la geografia non è il suo forte.
Michele Iozzino
"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
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MEDIO ORIENTE/ Attacchi in Siria e Iraq, fronte comune contro le bugie di Washington
Gli Usa hanno detto di aver comunicato l'attacco dopo i militari americani, ma non è vero. Del loro unilateralismo tutti sono stanchi
https://www.ilsussidiario.net/news/m...ngton/2661416/
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Quel processo a Milosevic che sancì l’arroganza imperiale degli Usa
Roma, 12 feb – Slobodan Milosevic sul banco degli imputati. Il principale imputato, per meglio dire. Di un processo, quello del 12 febbraio 2002, avviato al termine di anni in cui l’azione di Washington in Europa – e in particolare nei balcani – si era fatta più assidua. Prima con accordi di pace dopo le guerre jugoslave chiaramente orientati a mettere in difficoltà la “piccante” Serbia. Poi con un intervento diretto ai danni di uno stato sovrano. Contorno appetitoso: la solita criminalizzazione dello sconfitto.
Quando Slobodan Milosevic fu processato
Avevano dettato legge già sette anni prima, nel 1995, a Dayton, Usa. Obbligando la Serbia ad accettare la nascita di una “Repubblica Srpska” abitata da serbi ma non assimilabile alla Serbia già guidata da anni proprio da “Slobo”, come veniva chiamato. Nel 2002 non vi è altro che l’epilogo naturale di quel percorso, con il presidente (ormai ex, ovviamente con la tradizionale “democraticità” di stampo yankee) messo sotto accusa dal “Tribunale penale internazionale per i crimini nell’Ex Jugoslavia” sito all’Aja. Tra i due estremi, vi era stata la rivolta in Kosovo, adeguatamente supportata da Washington, contro la sovranità serba nella regione. Fino a quando, nel febbraio 1998, gli aerei della Nato intervennero su uno stato sovrano, ovviamente puntando sulle violazioni dei diritti umani, sulla presunta pulizia etnica, sulle armi e sul dittatore cattivo, altrettanto ovviamente identificato nello stesso Slobodan Milosevic. Si scrive Nato, si legge Stati Uniti. I presunti alleati (che sarebbe meglio definire sottoposti) non aprirono bocca. Italia in primis. Forse, da un punto di vista tecnico, la guerra in Kosovo rappresenta l’ultimo atto di dominio indisturbato da parte di quella “America unipolare” successiva alla caduta del blocco sovietico, che avrebbe governato il mondo negli anni Novanta (dal decennio successivo, come si vedrà, le cose sarebbero andate un po’ diversamente…).
Quella morte “sospetta”
Pochi anni dopo, Slobodan Milosevic sarebbe morto, ufficialmente di “infarto del miocardio”, come confermò anche dall’autospia. Ma alcune circostanze ponevano ombre sulla questione. Era l’11 marzo del 2006 e quello fu un decesso sui cui dubbi perfino i giornali mainstream non poterono glissare. La stranezza, soprattutto, riguardò le coincidenze inquietanti. Nel gennaio dello stesso anno, Milosevic aveva infatti espresso ai suoi carcerieri il timore di poter essere avvelenato. Non va meglio qualche settimana dopo, quando nelle sue analisi del sangue vengono trovate tracce di un antibiotico, il Rifampicin, solitamente utilizzato per la cura della tubercolosi e della lebbra. Milosevic, da tempo, assumeva farmaci per la pressione alta e la cardiopatia di cui soffriva. E proprio il Rifampicin, chimicamente, era una molecola in grado di annullare quegli effetti, risultando per lui pericoloso. Si diffuse, ovviamente, anche la tesi che l’ex presidente serbo avesse assunto – ovviamente senza autorizzazione dei medici del Tribunale – il farmaco stesso proprio per denunciare il problema e potersi far trasferire in una clinica di Mosca, quindi di un Paese amico come la Federazione Russa. Ipotesi ritenuta improbabile da chi indagò sulla morte del politico serbo, dal momento, che, dopo che nel settembre 2005 Milosevic aveva iniziato ad assumere farmaci regolarmente prescritti ma sempre senza autorizzazione, la stretta su di lui si fece pressante e le perquisizioni per chi andava a recargli visita divennero certosine, il che rese praticamente impossibile recapitargli materiali o sostanze non concesse. Il processo, così, si concluse senza una sentenza ufficiale. Il che – questo è vero – imbarazzò un Tribunale che già sognava la condanna etica. Ma con la morte di Slobo si impedì anche un confronto diretto con l’ex-presidente americano Bill Clinton e il generale che condusse le operazioni in Kosovo, Wesley Clark, richiesto proprio dall’ex presidente serbo pochi giorni prima del suo ufficiale infarto.
Stelio Fergola
https://www.ilprimatonazionale.it/ap...li-usa-274883/
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