La Regione Piemonte formerà i volontari pro-vita
Fin dalla sua approvazione la legge 194 è stata fortemente osteggiata dai cattolici che si battono per la difesa della vita
Maurizio Tropeano
Torino
La Regione provvederà a formare il personale qualificato delle associazioni pro-vita che opereranno nelle strutture ospedaliere. L’annuncio di Roberto Cota fa scattare l’ennesima standing ovation dei militanti delle associazioni cattoliche che si battono contro l’aborto chiamati a raccolta da Federvita Piemonte. Un pubblico che sa di avere nel governatore del Piemonte un «alfiere del popolo della vita», come spiega dal palco Maria Grazia Tripoli. Cota e l’assessore regionale alla Salute, Caterina Ferrero, sono venuti nella sala conferenze del Cottolengo per confermare la validità del patto elettorale firmato con queste associazioni.
Parole che rimbalzano a Palazzo Lascaris dove si sta svolgendo organizzato dalla lista Insieme per Bresso un convegno in difesa della legge 194. E l’ex presidente commenta: «La nostra preoccupazione è che si voglia mettere in discussione il ruolo di informazione neutra alle donne prevista dalle legge. Spero che la regione piemonte non voglia garantire una formazione ideologica perché ci sarebbe un uso distorto della norma di legge».
I temi etici, dunque, accendono il confronto politico regionale. Al Cottolengo si sono svolti quelli che si potrebbero definire gli stati generali dei volontari che si battono contro l’aborto anche per festeggiare la sconfitta della Bresso. Il convegno sponsorizzato dalla Regione Piemonte nasce con l’obiettivo di «rafforzare la rete delle associazioni di volontari in difesa della vita». Tripoli se la prende con l’inventore della Ru486 e aggiunge: «Non ci rassegniamo alla legge 40, né ad ogni altra forma di aborto». Se potessero cancellerebbero con un colpo di spugna la 194 perché «non esistono leggi di morte buone».
Poi tocca all’assessore Ferrero che promette di «continuare a lavorare insieme a voi per difendere i nostri valori». Ed ecco Cota: «Sono qui non solo per mantenere un impegno preso in campagna elettorale ma perché credo nei nostri valori». E aggiunge: «Noi vogliamo applicare le leggi ma nell’applicazione di questa legge vogliamo valorizzare la cultura della vita che non va relegata nei sottoscala».
La Regione formerà i volontari pro-vita- LASTAMPA.it
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