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Discussione: Si va alla guerra.

  1. #131
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    Predefinito Re: Si va alla guerra.

    ma che mazzo c'entra la palestina e quelle terre di palta con il rischio di guerra che incendiera' l'Europa...datevi una regolata!!!!

    Inquinate con i vostri post le discussioni dedicate agli straccioni nel deserto ( tutti inclusi e senza distenzioni si intende)
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
    Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....

  2. #132
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    Predefinito Re: Si va alla guerra.

    L'esercito polacco subirà molti cambiamenti nei prossimi anni. Tra questi, non solo l'acquisto di nuove attrezzature, ma anche l'organizzazione delle carriere e delle promozioni dei singoli soldati. Da ampliare anche la riserva, che potrebbe ammontare a circa 150mila soldati.

    La riserva attiva ampliata potrebbe ammontare a circa 150.000 soldati, che, insieme ai soldati di altri tipi di servizio, darebbero fino a 450.000 soldati nelle forze armate polacche, ha annunciato il capo di stato maggiore, generale Wiesław Kukuła.

    Parlando dei cambiamenti che attendono l'esercito polacco, il generale Kukuła ha affermato che si tratta di una trasformazione globale delle forze armate, e non solo di una modernizzazione che consiste principalmente nell'acquisto di equipaggiamenti.
    Il Capo di Stato Maggiore Generale ha presentato una proposta secondo la quale le unità dell'esercito polacco potevano essere suddivise in diverse categorie di prontezza all'azione.
    Fonte: wnp (https://www.wnp.pl/przemysl-obronny/...y,816472.html)

    E così la Polonia, da sempre il maggiore beneficiario netto dell'UE, si avvia a spendere il 5% del PIL (dall'attuale 4,2%) per la propria difesa.

    Gli USA li hanno scelti come nuovo avamposto militare della NATO in funzione antirussa e l'UE si accinge a scucire altri 137 miliardi di Euro (https://www.reuters.com/world/europe...yen-2024-02-23/) al governo ora presieduto da Donald Tusk. Essere una marca di frontiera porta grandi vantaggi. La classe politica italiana della prima repubblica lo aveva capito
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
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  3. #133
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    Predefinito Re: Si va alla guerra.

    certo che c'è da piangere,,, nessuno ci aiuta per salvarci dall'invasione degli africani e simili... però tutto vogliono andare a mandarci ad aaiutare zelensxky che ha fatto morire tutti i suoi soldati per l'ambizione di avere i missili della nato.
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  4. #134
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    Predefinito Re: Si va alla guerra.

    Citazione Originariamente Scritto da anton Visualizza Messaggio
    certo che c'è da piangere,,, nessuno ci aiuta per salvarci dall'invasione degli africani e simili... però tutto vogliono andare a mandarci ad aaiutare zelensxky che ha fatto morire tutti i suoi soldati per l'ambizione di avere i missili della nato.
    Un comunista razzista, a te i terzo mondisti ti piacciono solo a casa loro.

    grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.



    la libertà avanza ...........

  5. #135
    AUT CONSILIO AUT ENSE
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    Predefinito Re: Si va alla guerra.

    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    Un comunista razzista, a te i terzo mondisti ti piacciono solo a casa loro.
    Una persona raziocinante, visto che in Africa i sostenitori dei dittatori, PUtin in testa, vanno per la maggiore.
    Servono magari schiavi, pardon lavoratori, anche a lei?
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  6. #136
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    Predefinito Re: Si va alla guerra.

    Citazione Originariamente Scritto da Spike Spiegel Visualizza Messaggio
    La seconda guerra mondiale è ormai lontana e i flaccidi glutei degli italiani la conoscono solo grazie a qualche epico film, ma l'odore della morte è stato dimenticato.

    Gli opulenti europei che hanno visto la guerra in TV non sono in grado di immaginare cosa significhi avere la casa distrutta da una bomba e magari veder morire le persone care.

    Ecco perché di fronte ad un nuovo conflitto sembra quasi che si liberi una sorta di libido violenta, perché si identifica un "cattivo" e ci sono i "buoni" ad eliminarlo.
    È stato così con Saddam, con Milosevic , con Gheddafi. Ora lo sarà con Putin e i palestinesi.

    Chissà come mai noi siamo sempre tra i "buoni"... Ma guarda che gran culo abbiamo...

    Vi conviene sperare di continuare ad avere culo e non scoprire mai cos'è veramente la guerra.
    Parli per se, dottò.
    Io la guerra non l'ho annusata solamente, l'ho vista di prima mano.
    NON mi piace proprio per questo.
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

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  7. #137
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    Predefinito Re: Si va alla guerra.

    le truppe franzose saranno dislocate ad Odessa sembrerebbe.
    Evidentemente memori dell'invasioni di secoli orsono.

    I simpatici resistenti hanno gia' preparato divertenti manifesti

    Soldato francese se non vuoi combattere ed arrenderti chiama il numero

    149.200

    seguono le traduzioni da comunicare in russo per la resa:

    io mi voglio arrendere...come posso raggiungere le posizioni russe?
    mi arrendo...non sparate
    voglio restare in vita
    Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
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  8. #138
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    Predefinito Re: Si va alla guerra.

    Citazione Originariamente Scritto da occidentale Visualizza Messaggio
    Una persona raziocinante, visto che in Africa i sostenitori dei dittatori, PUtin in testa, vanno per la maggiore.
    Servono magari schiavi, pardon lavoratori, anche a lei?
    Anton è raziocinante ?

    E' un rancoroso che piace tutto cio che è antioccidentale.

    Paradosso che il più antioccidentale sei tu.

    grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.



    la libertà avanza ...........

  9. #139
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    Predefinito Re: Si va alla guerra.

    Truppe UE-Nato in Ucraina? La Russia chiarisce le opzioni che si aprono
    di Marinella Mondaini

    Nell’ambito della Nato si svolgono discussioni sul possibile invio di contingenti militari in Ucraina. L’inaspettata dichiarazione di Emmanuel Macron che ha aperto tale scenario, ha provocato una dura reazione da parte della Russia, ma anche una reazione contrastante da parte dei membri dell’alleanza Nato. In seguito, il ministro degli Esteri ucraino, Dmitrij Kuleba ha tentato di giustificare Macron, dicendo che il presidente francese quando parlava di mandare i soldati francesi in Ucraina, intendeva gli istruttori francesi per addestrare i soldati ucraini secondo gli standard Nato, mentre nel governo francese hanno ventilato l’ipotesi che le truppe militari francesi potrebbero partecipare “senza varcare la soglia della guerra”, cioè svolgere compiti come lo sminamento, l’addestramento dei soldati ucraini o la lotta alle minacce alla sicurezza informatica.

    Tuttavia, in Russia prendono molto sul serio le dichiarazioni bellicistiche di Macron sull’invio di truppe francesi a combattere contro la Russia, perché “non bisogna permettere che la Russia vinca”, la sconfitta della Russia sembra essere lo scopo esistenziale, perciò è indispensabile mandare le legioni francesi sul Mar Nero perché per la Nato esso è un punto chiave.

    Certo, è chiaro, senza il Mar Nero l’Ucraina perde tutto il suo interesse. Infatti nei reportage francesi discutono seriamente di come i soldati francesi andranno a Odessa. I russi li aspettano a braccia aperte, specialmente Dmitrij Medvedev, che poco tempo fa ha dichiarato che Odessa è una città russa.

    Nei due anni passati di Operazione Speciale Militare russa in Ucraina, il presidente francese Emmanuel Macron sosteneva che non era necessario umiliare troppo la Russia, che bisognava mantenere l’opportunità di dialogo, ora invece ha cambiato bruscamente questa posizione in quella opposta. Viene naturale chiedersi perché. Il fatto è che vuole assicurarsi una posizione di leadership nella discussione e risoluzione del problema ucraino, è molto importante per lui mostrare a tutti che è stata la Francia la prima a sollevare pubblicamente la questione dell’invio di un contingente militare per aiutare l’Ucraina. Macron all’interno del blocco Nato non brilla certo per un proprio punto di vista originale o pensiero indipendente, ma per cercare di superare gli altri membri della Nato in “atlantismo”. E questa non è certo l’eredità di De Gaulle! Dopo essere stata spesso rimproverata in seno alla Nato per la sua insufficiente partecipazione al conflitto in Ucraina perché fornisce troppo poco equipaggiamento, la Francia sta lottando per uno status privilegiato di leadership all’interno della Nato e dell’UE, una sorta di “difensore dell’Europa”, come unica potenza nucleare all’interno dell’Ue. Macron non è libero, dicono a Mosca, ma dà voce a ciò che i suoi padroni d’Oltreoceano gli impongono di dire. Idem per l’Ue, che ieri ha tenuto “un vertice drammatico, mettendo le economie europee sul piede di guerra”.

    Dagli Usa le dicono infatti che “la Ue non può escludere le truppe da mandare in Ucraina”. La Von Der Leyen, che non ha bisogno di essere incalzata dagli Stati Uniti nel suo bellicismo contro la Russia, dichiara che “non c’è più spazio per le illusioni, sappiamo che le ambizioni di Putin non si fermano all’Ucraina”. Ma “sappiamo” da chi e da cosa? Mai menzogna è stata più eclatante, perché Putin non ha mai fatto dichiarazioni o atti di aggressione agli Stati dell’Ue, semmai è tutto il contrario e cerca di fermare la guerra in Ucraina, alimentata proprio da Ue-Usa-Gran Bretagna.

    Macron ha affermato che l’Ue ha accettato di creare una “nona coalizione per attacchi profondi”, fornendo all’Ucraina missili a medio e lungo raggio. La Francia farà di tutto per impedire alla Russia di vincere questa guerra, “non ha limiti, né linee rosse” sugli aiuti all’Ucraina. “I leader dei paesi occidentali hanno discusso della possibilità di inviare le truppe in Ucraina, il consenso non è stato ancora raggiunto, ma non si può escludere nulla”. Il vice capo vice ministro degli esteri russo Aleksandr Gruško, commentando le parole del presidente francese, ha affermato: “La Russia non consiglia a nessuno di tastare il terreno e mettere alla prova la sua prontezza a una risposta adeguata e dura”.

    I rischi di un’escalation del conflitto aumenteranno significativamente se i paesi europei “cercheranno di entrare apertamente in Ucraina individualmente o come parte di una coalizione”. La Russia ritiene quindi suo diritto morale considerare i militari europei in Ucraina come obiettivi legittimi nell’ambito dell’Operazione Speciale russa, che persegue due obiettivi fondamentali: la demilitarizzazione e la denazificazione dell’Ucraina e i soldati Nato o francesi che siano, compreso la moltitudine dei mercenari già presenti, costituiscono fonte di alimentazione della militarizzazione e fonte di difesa del nazismo ucraino. E qui si aprono diversi scenari di sviluppo.

    Uno lo ha espresso molto chiaramente il vice capo del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitrij Medvedev: “In effetti, per il bene della questione, sarebbe bello se gli irrequieti francesi mandassero un paio di reggimenti a Banderland (l’Ucraina – N.d.T.) Nascondere un tale numero di militari è assai problematico, quindi la questione della loro sistematica distruzione non sarà il compito più difficile, ma quello estremamente importante. Ma che vantaggio sarebbe! Con tale numero di bare, che saranno consegnate alla Francia da un lontano paese straniero, nascondere la morte di massa del personale militare professionista è impossibile. Inoltre, qui non te la cavi facendo forza sul fatto che sono i mercenari a scegliersi da soli il proprio destino e a disporre del diritto alla vita. Questi sfortunati diventeranno combattenti a pieno titolo come parte del contingente di intervento. La loro distruzione sarà il compito prioritario e glorioso delle nostre Forze Armate. Ma per i galli della leadership francese ciò equivarrà a una ghigliottina. Verranno fatti a pezzi dai parenti furiosi e rappresentanti incattiviti dell'opposizione, ai quali è stato detto che la Francia non è in guerra con la Russia. E per gli altri idioti irrequieti d'Europa sarà una bella lezione. Ancora una volta sono attuali le immortali rime di Puškin:

    Ebbene, parolai, mandateceli,

    I vostri adirati figli:

    Per loro il posto c’è nei campi della Russia,

    Fra le bare, a loro non aliene”

    Queste rime sono tratte dalla poesia di Aleksandr Puškin “Ai calunniatori della Russia”, scritta nel 1831. La scelta di Medvedev non è a caso: il poeta russo nella poesia ricorda la vittoria dell’esercito russo su Napoleone nel 1812 e avverte che la Russia ha abbastanza forza per combattere e vincere se sarà sfidata dai paesi europei.

    Anche stavolta i giornali italiani diranno che “Medvedev straparla dopo aver bevuto il suo vino italiano”? Il vino toscano all’origine delle invettive? La verità è che qualcuno, ovvero il sito indipendente russo The Insider, collegato a Navalnij, ha detto che nonostante le sanzioni, il vino italiano continua ad arrivare in Russia. Questa è la preoccupazione dei giornali. Con un’Europa già sui binari della guerra, c’è chi pensa a come fermare le consegne del vino italiano in Russia, sfuggite alle “democratiche sanzioni” del “giardino Ue”.
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  10. #140
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    Predefinito Re: Si va alla guerra.

    Cerca

    È guerra: il vero tritacarne inizia adesso
    Niente più giochi di ombre. Ora è alla luce del sole. Senza esclusione di colpi.



    Prova 1: Venerdì 22 marzo 2024. È guerra. Il Cremlino, tramite Peskov, finalmente lo ammette, in via ufficiale.

    La frase più importante:

    “La Russia non può permettere l’esistenza ai suoi confini di uno Stato che ha l’intenzione documentata di utilizzare qualsiasi metodo per sottrarle la Crimea, per non parlare del territorio di nuove regioni”.

    Traduzione: il bastardo di Kiev costruito dall’Egemone è condannato, in un modo o nell’altro. Il segnale del Cremlino: “Non abbiamo ancora iniziato”, inizia ora.

    Prova 2: venerdì pomeriggio, poche ore dopo Peskov. Confermato da una seria fonte europea – non russa -. Il primo contro-segnale.

    Truppe regolari da Francia, Germania e Polonia sono arrivate, per ferrovia e per via aerea, a Cherkassy, a sud di Kiev. Una forza consistente. Non sono trapelati i numeri. Sono alloggiati nelle scuole. A tutti gli effetti, si tratta di una forza della NATO.

    Questo significa: “Che i giochi abbiano inizio”. Dal punto di vista russo, i biglietti da visita del signor Khinzal saranno molto richiesti.

    Prova 3: Venerdì sera. Attacco terroristico a Crocus City, un locale dove si fa musica a nord-ovest di Mosca. Un commando addestrato spara a vista, a bruciapelo, a sangue freddo, e poi dà fuoco alla sala concerti. Il controsegnale definitivo: con il crollo del campo di battaglia, a Mosca non resta che il terrorismo.

    E proprio mentre il terrorismo colpiva Mosca, gli Stati Uniti e il Regno Unito, nel sud-ovest dell’Asia, bombardavano Sana’a, la capitale yemenita, con almeno cinque attacchi.

    Un’ottima coordinazione. Lo Yemen ha appena concluso un accordo strategico in Oman con Russia-Cina per una navigazione senza problemi nel Mar Rosso, ed è tra i principali candidati per l’espansione del BRICS+ al vertice di Kazan del prossimo ottobre.

    Non solo gli Houthi stanno sconfiggendo in modo spettacolare la talassocrazia, ma hanno dalla loro parte la partnership strategica Russia-Cina. Assicurare a Cina e Russia che le loro navi possono navigare senza problemi attraverso Bab-al-Mandeb, il Mar Rosso e il Golfo di Aden viene scambiato con il totale sostegno politico di Pechino e Mosca.
    Gli sponsor rimangono gli stessi

    Notte fonda a Mosca, prima dell’alba di sabato 23. Praticamente nessuno sta dormendo. Le voci danzano come dervisci su innumerevoli schermi. Naturalmente nulla è stato confermato – ancora. Solo l’FSB avrà delle risposte. È in corso un’indagine massiccia.

    La tempistica del massacro di Crocus è piuttosto intrigante. Un venerdì durante il Ramadan. Dei veri musulmani non penserebbero nemmeno di perpetrare un omicidio di massa di civili disarmati in un’occasione così sacra.

    Confrontatelo con l’identità dell’ISIS che viene freneticamente brandita dai soliti sospetti.

    Andiamo a fare pop. Per citare i Talking Heads: “This ain’t no party/ this ain’t no disco/ this ain’t no fooling around”.

    Oh no; è più un’operazione psichiatrica tutta americana. L’ISIS è un cartone animato di mercenari/goon. Non sono veri musulmani. E tutti sanno chi li finanzia e li arma.

    Questo porta allo scenario più possibile, prima che intervenga l’FSB: I sicari dell’ISIS importati dal campo di battaglia della Siria – allo stato attuale, probabilmente tagiki – addestrati dalla CIA e dall’MI6, che lavorano per conto dell’SBU ucraino. Diversi testimoni al Crocus hanno parlato di “wahhabiti” – come se gli assassini del commando non avessero l’aspetto di slavi.

    È toccato al serbo Aleksandar Vucic andare al sodo. Ha collegato direttamente gli “avvertimenti” dell’inizio di marzo da parte delle ambasciate americane e britanniche, rivolti ai loro cittadini di non recarsi in luoghi pubblici a Mosca, con l’intelligence della CIA/MI6 che aveva informazioni interne su un possibile terrorismo, e non le aveva rivelate a Mosca.

    La trama si infittisce quando si scopre che Crocus è di proprietà degli Agalarov: una famiglia miliardaria azero-russa, amica intima di…

    … Donald Trump.

    Si tratta di un obiettivo puntato dallo Stato profondo.

    Spin-off dell’ISIS o banderisti: gli sponsor restano gli stessi. Il buffonesco segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa dell’Ucraina, Oleksiy Danilov, è stato abbastanza stupido da confermare virtualmente e indirettamente che sono stati loro a farlo, dicendo alla TV ucraina: “Daremo loro [ai russi] questo tipo di divertimento più spesso”.

    Ma è toccato a Sergei Goncharov, un veterano dell’unità antiterrorismo d’élite Russia Alpha, avvicinarsi a svelare l’enigma: ha detto a Sputnik che la mente più probabile è Kyrylo Budanov – il capo della Direzione principale dell’intelligence del Ministero della Difesa ucraino.

    Il “capo spia” che si dà il caso sia la principale risorsa della CIA a Kiev.
    Deve andare avanti fino all’ultimo ucraino.

    Le tre prove di cui sopra confermano ciò che il capo del comitato militare della NATO, Rob Bauer, ha detto in precedenza a un forum sulla sicurezza a Kiev: “Non bastano le granate, servono persone che sostituiscano i morti e i feriti. E questo significa mobilitazione”.

    Traduzione: La NATO sta dicendo che questa è una guerra fino all’ultimo ucraino.

    E la “leadership” di Kiev non l’ha ancora capito. L’ex Ministro delle Infrastrutture Omelyan: “Se vinciamo, ci ripagheremo con petrolio, gas, diamanti e capi di abbigliamento russi. Se perdiamo, non si parlerà di soldi – l’Occidente penserà a come sopravvivere”.

    Parallelamente, il debole “giardino e giungla” Borrell ha ammesso che sarebbe “difficile” per l’UE trovare 50 miliardi di euro in più per Kiev se Washington stacca la spina. La leadership con la felpa imbottita di cocaina crede davvero che Washington non stia “aiutando” sotto forma di prestiti, ma sotto forma di favori gratuiti. E lo stesso vale per l’UE.

    Il Teatro dell’Assurdo è ineguagliabile. Il Cancelliere tedesco crede davvero che i proventi dei beni russi rubati “non appartengano a nessuno”, per cui possono essere utilizzati per finanziare ulteriori armamenti di Kiev.

    Chiunque abbia un cervello sa che utilizzare gli interessi dei beni russi “congelati”, in realtà rubati, per armare l’Ucraina è un vicolo cieco – a meno che non rubino tutti i beni della Russia, circa 200 miliardi di dollari, per lo più parcheggiati in Belgio e in Svizzera: ciò farebbe crollare definitivamente l’Euro e l’intera economia dell’UE.

    Gli eurocrati farebbero meglio ad ascoltare la principale ” disturbatrice” – disrupter – (terminologia americana) della Banca Centrale Russa, Elvira Nabiullina: la Banca di Russia prenderà “misure appropriate” se l’UE farà qualcosa sui beni russi “congelati”/rubati.

    Va da sé che le tre prove di cui sopra annullano completamente il circo “La Cage aux Folles” promosso dal gracile Petit Roi, ora conosciuto nei suoi domini francesi come Macronapoleon.

    Praticamente l’intero pianeta, compreso il Nord globale di lingua inglese, aveva già deriso le ‘imprese’ della sua Armata Can Can Moulin Rouge.

    Così i soldati francesi, tedeschi e polacchi, come parte della NATO, sono già nel sud di Kiev. Lo scenario più probabile è che rimangano lontani, molto lontani dalle linee del fronte – anche se rintracciabili dalle attività commerciali del signor Khinzal.

    Anche prima dell’arrivo di questo nuovo manipolo della NATO nel sud di Kiev, la Polonia – che funge da corridoio di transito principale per le truppe di Kiev – aveva confermato che le truppe occidentali sono già sul terreno.

    Quindi non si tratta più di mercenari. La Francia, tra l’altro, è solo al settimo posto in termini di mercenari sul campo, con un distacco notevole da Polonia, Stati Uniti e Georgia, per intenderci. Il Ministero della Difesa russo ha tutti i dati precisi.

    In poche parole: ora la guerra si è spostata da Donetsk, Avdeyevka e Belgorod a Mosca. Più avanti, potrebbe non fermarsi solo a Kiev. Potrebbe fermarsi solo a Lviv. Il Signor 87%, che gode di una massiccia quasi unanimità nazionale, ha ora il mandato per andare fino in fondo. Soprattutto dopo Crocus.

    C’è la possibilità che le tattiche di terrore dei sicari di Kiev spingano finalmente la Russia a riportare l’Ucraina ai suoi confini originali del XVII secolo, privi di sbocchi sul mare: priva del Mar Nero e con Polonia, Romania e Ungheria che reclamano i loro precedenti territori.

    Gli ucraini rimanenti inizieranno a porsi serie domande su cosa li abbia portati a combattere – letteralmente fino alla morte – per conto del Deep State degli Stati Uniti, del complesso militare e di BlackRock.

    Allo stato attuale, il tritacarne dell’autostrada per l’inferno è destinato a raggiungere la massima velocità.



    Di Pepe Escobar, strategic-culture.su

    23.03.2024
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