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Discussione: Termometro Sondaggi

  1. #131
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Tecné, M5S in crescita


    In leggera ripresa la fiducia nel Governo
    Tra i dati salienti dell’ultima settimana sul versante delle intenzioni di voto, secondo gli ultimi sondaggi elettorali di Tecné, c’è l’andamento positivo del Movimento 5 Stelle, che in un mese ha guadagnato lo 0,6%, di cui uno 0,2% negli ultimi giorni. Ora è all’11,2%, meno lontano dagli alleati/avversari del Pd, che invece rispetto a gennaio hanno perso mezzo punto e sono al 22,5%.
    All’opposizione risultano in calo anche Verdi e Sinistra, che perdono lo 0,2%, mentre Azione e +Europa sono stabili rispetto a un mese fa rispettivamente al 2,8% e al 2% e Italia Viva sale di due decimali al 2,4%.
    Nella maggioranza di governo i movimenti sembrano più lievi che nel centrosinistra. Fratelli d’Italia e Forza Italia rispetto a gennaio hanno guadagnato solo uno 0,1% a testa, andando al 29,6% e all’11,4%, con un dato dei forzisti come sempre molto più alto della media degli altri istituti. La Lega, invece, è in calo dello 0,2% all’8,3%. Nel complesso quindi il centrodestra è stabile, mentre i partiti minori sono al 3,9%.
    Sondaggi elettorali Tecné, il leader del M5S guadagna mezzo punto

    I dati sul gradimento del Governo e dei principali leader sono piuttosto coerenti, come altre volte, con i numeri delle intenzioni di voto. La fiducia nell’esecutivo si è ripresa dello 0,2% nell’ultimo mese, tornando al 42%, anche se la maggioranza degli italiani, il 50,6%, continua a dare l’insufficienza a Meloni e al suo Governo.
    Secondo gli stessi sondaggi elettorali, alcuni leader, come quello del M5S Giuseppe Conte, poi, vedono salire la fiducia. Nel suo caso in un mese è cresciuta dello 0,5%, consentendogli di tornare dopo qualche tempo al 30% e accorciando le distanze con Elly Schlein, che invece è scesa dello 0,7% al 30,8%. Più in alto sempre prima, stabile al 46,1%, è Giorgia Meloni, seguita da Antonio Tajani, in leggero aumento al 30,8%.
    Dietro Conte, invece, ci sono Matteo Salvini, al 26,7%, giù di un decimale in un mese, e Emma Bonino che recupera lo 0,3% e arriva al 20,4%. Tra i leader che hanno perso gradimento da gennaio ci sono anche Calenda, -0,3%, ora al 18,8%, e Bonelli e Fratojanni, entrambi in discesa di tre decimali ed adesso al 16,1% e al 16%. Sempre ultimo Matteo Renzi, al 14,1%.
    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati tra il 19 e il 20 febbraio con metodo Cawi su 1.000 soggetti
    L'articolo Sondaggi elettorali Tecné, M5S in crescita proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  2. #132
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, gli italiani a favore dell’esercito europeo


    Fratelli d’Italia supera il 30%
    L’ultima settimana è stata positiva per il centrodestra secondo gli ultimi dati dei sondaggi elettorali di Swg, che si occupano come sempre sia delle intenzioni di voto che di altri temi di attualità, come l’ipotesi di un esercito europeo.
    A godere di un aumento, però, è stata quasi solo Fratelli d’Italia, che è arrivata al 30,2%, aumentando dello 0,4%. Forza Italia e Lega infatti, sono in calo dello 0,1% e dello 0,2% e scendono rispettivamente al 9,2% e all’8%. Meglio va a Noi Moderati, che guadagnano un decimale e sono all’1,1%.
    Nel centrosinistra è in ripresa il Pd che aumenta dello 0,2% al 22,2%, ma il Movimento 5 Stelle fa meglio, crescendo dello 0,3% al 12,2%, uno dei dati migliori dell’ultimo mese. Al contrario, Verdi e Sinistra sono in discesa di un decimale al 6,5%, ancora peggio va a Italia Viva e +Europa, giù dello 0,2% al 2,8% e all’1,9%, mentre Azione sale di uno 0,1% al 3,2%.
    Le liste più piccole, infine, perdono lo 0,3% e sono complessivamente al 2,7%


    In sei anni in crescita dell’11% i favorevoli all’esercito europeo

    Visto il momento storico il sondaggio verte anche sui temi di politica estera. Emerge come siano diventati la maggioranza, il 57%, coloro che sono molto o abbastanza d’accordo con la creazione di un esercito europeo. Nel 2019 erano il 46%. Allo stesso tempo sono diminuiti proprio dell’11%, quanti sono in disaccordo, ovvero il 30%. Gli indecisi in questo caso sono il 13%.

    Più incerto di quello della domanda sull’esercito europeo è l’esito della domanda sulla maggiore autonomia del Vecchio Continente rispetto agli Usa. A essere per un’indipendenza militare europea è il 40%, con un picco del 55% tra gli elettori di centro e uno del 53% tra quelli di centrosinistra.
    Però non sono molti meno quelli che pensano che si debba fare rimanere gli Usa nella Nato e a difesa dell’Europa, il 36% in totale e il 47% tra chi vota per il centrodestra. Molti, il 42%, gli indecisi.

    Questi sondaggi sono stati realizzati tra il 18 e il 21 febbraio con metodo Cawi su 800 soggetti, e tra il 19 e il 24 febbraio con metodo Cati-Cami-Cawi su 1.200.
    L'articolo Sondaggi elettorali Swg, gli italiani a favore dell’esercito europeo proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  3. #133
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Ixè, balzo di Fratelli d’Italia, giù Pd e Lega


    Risale al 42% la fiducia nel governo
    Era da dicembre che Ixè non realizzava sondaggi elettorali ed è per questo che ora questi mostrano bene l’evoluzione di medio periodi delle intenzioni di voto ai partiti. Il dato più eclatanti è il balzo del 3,3% di Fratelli d’Italia, che arriva al 30,4%, un livello mai toccato di recente dal partito di Meloni. Per gli alleati invece ci sono prevalentemente dei cali, quello di Forza Italia è limitato, di due decimali all’8,6%, mentre quello della Lega è dell’1,2% e fa arretrare il partito di Salvini all’8,2%. Noi Moderati invece è stabile all’1%. Questi cali di Forza Italia e Lega tuttavia non compensano l’aumento di Fratelli d’Italia, nel complesso la maggioranza sale dell’1,9%.
    All’opposizione subisce un netto arretramento il Pd che perde l’1,4% ed è al 21,9%. Diminuisce il vantaggio sul Movimento 5 Stelle che sale di due decimali al 12,3%, in ripresa rispetto al pessimo dato delle europee. A compensare il calo del Pd c’è la crescita dello 0,8% di Verdi e Sinistra, che arrivano a un ottimo 7,6%. Al centro Azione ha un netto balzo in avanti dello 0,9% ed è al 3,3%, mentre +Europa guadagna un decimale e va al 2,4%. Italia Viva, invece, vede un arretramento di tre decimali, all’1,9%.
    Netto calo, infine, per i partiti minori, che dimezzano al 2,4%

    Sondaggi elettorali Ixé, è sempre fortissima la fiducia in Mattarella

    Come sempre i sondaggi elettorali di Ixé si occupano anche della fiducia nelle istituzioni politiche. Quella verso il Governo, coerentemente con quanto registrato da altri istituti, è vista in crescita al 42%, un livello che non veniva toccato da un anno. Sono gli anziani quelli che mostrano il gradimento maggiore, del 53%, mentre tra gli under 35 è solo al 29%. Tra gli uomini sale al 44%, mentre scende al 39% tra le donne.
    Tra i leader è sempre in testa Draghi, con il 56%, ma il gradimento di Meloni è in netto aumento, ed è arrivato al 44%, come quello di Tajani, che ha toccato il 40%. Scende di poco, invece, quella in Schlein, al 28%, lo stesso livello di fiducia che c’è per Conte, che è in ascesa e supera di 4 punti Salvini, al 24%.
    Sempre altissima, al 74%, la fiducia nel Presidente della Repubblica Mattarella, in aumento di due punti rispetto a novembre e molto più alto che prima del Covid, considerando che nel febbraio 2018 arrivava solo al 10%.
    Questi sondaggi elettorali di Ixé sono stati realizzati dal 21 al 27 febbraio con metodo Cati-Cami-Cawi su 1.000 persone
    L'articolo Sondaggi elettorali Ixè, balzo di Fratelli d’Italia, giù Pd e Lega proviene da Termometro Politico.


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  4. #134
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    Lightbulb Sondaggi politici TP, quasi 1 italiano su 2 vede l’UE come principale alleato


    Sondaggi politici TP, quasi 1 italiano su 2 vede l’UE come principale alleato
    Bentornati con l’ultimo sondaggio del mese di Termometro Politico. Ancora una volta la politica internazionale la fa da padrona. Torniamo a parlare della guerra in Ucraina e del nostro ruolo sullo scacchiere internazionale. Inoltre, focus sulle elezioni in Germania, che hanno visto la vittoria dei conservatori e il buon risultato dell’estrema destra di AfD (che, però, risulta tagliata fuori da ogni discorso sulla formazione del prossimo governo). Cominciamo proprio da qui.
    Sondaggi TP: l’analisi e la soddisfazione sull’esito delle elezioni tedesche

    Abbiamo chiesto ai nostri lettori cosa ne pensino del risultato delle elezioni in Germania con un lungo set di risposte. Quella più gettonata (30%) è quella che afferma che si tratta di un “esito abbastanza buono, anche se la maggioranza non è ampia e dovrà scendere a compromessi. Il forte aumento di AfD è una brutta notizia”. Proprio la risposta che segue, invece (19%) afferma che avrebbe “preferito che AfD fosse prima e andasse al governo per imprimere una svolta alla Germania”. Si segnala anche il dato, abbastanza notevole (al 13,7%) di chi sostiene che “Non credo il voto abbia molta importanza, la Germania è ormai un Paese in declino anche a causa delle politiche scellerate degli ultimi anni”.
    Sondaggi politici elettorali TP 28 febbraio 2025, l’analisi del voto delle elezioni in GermaniaSondaggi politici TP, soldati all’Ucraina in tempo di pace ma solo a una condizione

    Passando al conflitto ucraino, abbiamo chiesto se dopo la fine dei combattimenti l’Italia debba inviare un contingente di soldati. Per il 44% la risposta è affermativa “ma solo in caso di vero accordo di pace e sotto egida ONU, con approvazione di tutte le parti e garanzie anche dagli USA”. Un altro 15,3% ritiene che sia importante garantire protezione all’Ucraina ed evitare altri tentativi di invasione. Nel complesso quindi è più sì che no. C’è comunque una persona su quattro che sostiene di No: “l’Italia, l’Europa e gli USA hanno già interferito troppo, non è la nostra guerra, non dobbiamo inviare né armi né soldati né oggi né domani”
    Sondaggi politici elettorali TP 28 febbraio 2025, gli aiuti all’Ucraina dopo la guerraQuanto destinare alla difesa?

    Toccando un tema tangente, abbiamo chiesto anche se dovremmo aumentare le spese per la difesa come chiedono gli USA. C’è una varietà di risposte, ma quella che va per la maggiore e scelta da oltre un terzo del campione afferma che “dovremmo arrivare al 2% del PIL, come altri Paesi europei, ma non oltre, non possiamo permettercelo”. Segue, a una distanza di circa dieci punti (27,1%) la risposta per cui “No, la spesa attuale va bene, dobbiamo impiegare le nostre risorse in sanità, istruzione, competitività e per favorire la crescita”.
    Tra chi andrebbe a variare il budget in maniera più sostanziosa, c’è il 14,7% che sostiene di “Sì, fino al 4% o 5% del Pil, gli Usa non vogliono più spendere al posto nostro e non dobbiamo dipendere da loro per la difesa”. Poi, il 16,8% per cui “la spesa in armi andrebbe ridotta, il riarmo in atto in Europa e nel mondo è molto pericoloso”.
    Scelta meno gettonata di tutte quella per cui l’Italia non rischia di essere attaccata da nessuno e non c’è motivo ormai di avere un esercito (3,9%).
    Sondaggi politici elettorali TP 28 febbraio 2025, fondi per la DifesaSondaggi politici TP, l’Italia sullo scacchiere internazionale: quasi uno su due per UE come principale alleato

    E con tante fibrillazioni e stravolgimenti, abbiamo chiesto “alla luce degli ultimi avvenimenti, quale dovrebbe essere secondo lei il collocamento internazionale migliore per l’Italia?”
    E qui c’è una risposta che spicca più delle altre: “Dopo l’allontanamento di Trump dall’Europa dobbiamo essere ancora più vicini ai partner dell’UE e ai Paesi europei”. Sceglie così il 47,4% del campione.
    Segue, poi, la proposta votata dal 24,1% di “avvicinarci agli Stati Uniti, con Trump come presidente possono essere un aiuto per non subire i diktat dell’UE”.
    Meno battute, invece, le strade che portano a una alleanza strategica con i BRICS e resto del mondo (11,6%) e a quella che vuole un’Italia maggiormente autonoma, lontana e libera (13,8%).
    Sondaggi politici elettorali TP 28 febbraio 2025, l’Italia sullo scacchiere internazionaleSondaggi politici elettorali TP 28 febbraio 2025, intenzioni di voto:

    Chiudiamo con le intenzioni di voto e con la fiducia in Giorgia Meloni. Rispetto al nostro ultimo sondaggio (21 febbraio 2024) si osserva l’ulteriore calo di FdI per la seconda settimana consecutiva e il nuovo minimo raggiunto da AVS (che passa dal 6,3 al 6,1%). Salgono, invece, M5S (11,6%) e PD (22,4%) entrambi su di un decimo. Rimane così stabile la coalizione progressista. Nella lotta interna al centrodestra, forzisti e leghisti tornano alla pari (8,6%) mentre Calenda e Renzi continuano la rincorsa alla soglia del 3% ed entrambi recuperano un decimale.
    intenzioni di voto 28 febbraio 2025Chiudiamo con la fiducia in Giorgia Meloni, che vede variazioni leggerissime. Il dato di “Molta + abbastanza fiducia” è al 42,5%. Il dato di chi non ha minimamente fiducia è, da solo, più alto, raggiungendo il 48,2%, mentre chi ha poca fiducia è il 9,1% del campione.
    Sondaggi politici elettorali TP 28 febbraio 2025, fiducia in Giorgia MeloniNota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 3.000 interviste raccolte tra il 25 e il 27 febbraio 2025
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    Scritto da: Alessandro Faggiano
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  5. #135
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Tecné, Fratelli d’Italia vicina al 30%


    Continua il recupero del Movimento 5 Stelle
    Da quando Tecné nei propri sondaggi elettorali si è premunita di inserire il confronto con le intenzioni di voto di un mese prima, oltre che di una settimana prima, è più chiaro il trend complessivo dei partiti italiani. Che vede ultimamente un recupero del Movimento 5 Stelle, che è salito all’11,3%, lo 0,6% in più che a fine gennaio, a spese del Pd, che ha perso invece mezzo punto, andando al 22,3%. Il partito di di Elly Schlein è sceso di due decimali anche nell’ultima settimana, allontanandosi da Fratelli d’Italia, che invece è in aumento, negli ultimi sette giorni dello 0,2%. Ora il partito di Giorgia Meloni sfiora il 30%, con il 29,8%, ma non va altrettanto bene ai suoi principali alleati. Forza Italia perde un decimale anche se è sempre stimata sempre molto forte da Tecné, che la vede all’11,3%, mentre la Lega nell’ultimo mese ha perso lo 0,4%, cosa che l’ha fatta arretrare all’8,2%.
    Tra le altri forze Verdi e Sinistra risalgono al 6% grazie all’aumento di un decimale. Segno più anche per Azione e Italia Viva che in un mese hanno guadagnato lo 0,2% e sono rispettivamente al 2,9% e al 2,5%, mentre +Europa non si è mossa dal suo 1,9%.
    Tutta le altre forze minori, insieme, sono al 3,8%, due decimali in meno rispetto a gennaio.
    Sondaggi elettorali Tecné, fiducia in Schlein in netto calo

    Come ogni settimana i sondaggi elettorali di Tecné si occupano anche della fiducia degli italiani nel Governo e nei principali leader politici. Quella nell’esecutivo non si è mossa molto, solo di un decimale in un mese ed è al 42%, mentre sono di più, il 50,4%, quelli che danno un voto insufficiente al Governo Meloni. Tuttavia questi ultimi hanno visto un calo dello 0,3% nell’ultimo mese. Sono saliti, dello 0,4%, gli indecisi, ora il 7,6%.
    Anche la popolarità del Presidente del Consiglio Meloni, parallelamente, si muove poco, è cresciuta dello 0,1% nell’ultima settimana, ma è scesa, sempre di un decimale, nell’ultimo mese ed è al 46,2%.
    Dietro di lei è stabile quella di Antonio Tajani, al 39,1%, mentre è crollata rispetto a gennaio quella di Schlein, che ha perso lo 0,7%, ora Giuseppe Conte è più vicino, il suo gradimento è salito di mezzo punto nello stesso periodo di tempo, arrivando al 30,1%. In diminuzione è anche Salvini, che è arretrato in un mese dello 0,4%, al 26,5%. A distanza segue Emma Bonino, in aumento dello 0,3% negli ultimi 30 giorni, al 20,3%, e Calenda, che però è sostanzialmente stabile, al 18,9%.
    Alla pari al 16% ed entrambi in calo dello 0,2% rispetto a gennaio sono poi Bonelli e Fratojanni e sempre ultimo, stabile al 14% è Matteo Renzi.
    Questi sondaggi elettorali di Tecné sono stati realizzati tra il 26 e il 27 febbraio con metodo Cati e Cawi su 1.001 soggetti
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, solo il 25% ha fiducia in Trump


    Fratelli d’Italia rimane al 30%
    Che i sondaggi elettorali ormai si occupino di Donald Trump quasi quanto delle intenzioni di voto dei partiti italiani è piuttosto comprensibile, lo fa anche Swg, che nell’ultima rilevazione esamina il sentiment della popolazione verso il presidente americano, oltre allo stato di salute delle formazioni politiche.
    Riguardo a quest’ultimo è degno di nota il piccolo aumento del centrodestra, che però questa volta dipende dai progressi di Forza Italia e Lega, che salgono rispettivamente di due e tre decimali al 9,4% e 8,3%. Al contrario Fratelli d’Italia è in discesa dello 0,2%, ma rimane fortissimo al 30% esatto. Giù anche Noi Moderati, dello 0,1%, all’1%.
    All’opposizione il Pd recupera tre decimali e sale al 22,5%, comunque un livello inferiore di quello delle europee, mentre per il Movimento 5 Stelle c’è una discesa dello 0,2%, che lo porta al 12%, più che nello scorso giugno, ma molto meno delle percentuali storiche degli ultimi 10 anni.
    Sono stabili, invece, Verdi e Sinistra, al 6,5%, mentre al centro appaiono in calo sia +Europa che Italia Viva, rispettivamente di uno e due decimali. Ora sono all’1,8% e 2,6%. Su dello 0,2%, invece, Azione, al 3,4%, la stessa percentuale delle europee.
    Le formazioni sotto l’1% nel complesso scendono dal 2,7% al 2,5%.

    Sondaggi elettorali Swg, il 53% boccia l’atteggiamento di Trump

    I sondaggi elettorali di Swg si occupano molto di Trump, si diceva. L’esito di quello che è accaduto nelle ultime settimane è un calo della fiducia degli italiani in lui, che da un picco del 31% al momento dell’insediamento è diminuita al 25%. Arriva però al 59% tra i leghisti e al 50% tra chi vota Fratelli d’Italia, mentre tra i forzisti è al 43%. Dato in linea con la media tra chi sceglie i partiti di centro, ma scende al 15% tra i pentastellati e al 10% fra i democratici.
    Secondo questi sondaggi elettorali Trump ha un atteggiamento inadeguato per un presidente degli Stati Uniti o arrogante e senza stile. La pensa così il 53% degli italiani, che diventa il 76% tra chi vota centrosinistra. Meno, il 36%, ritiene che il suo sia un comportamento diretto e pragmatico o un nuovo modo di comunicare e agire che dovrebbero avere anche altri politici. Questo è il pensiero del 61% di chi vota centrodestra, mentre l’11% è indeciso.
    Questi sondaggi elettorali su Trump sono stati realizzati tra il 26 febbraio e il 3 marzo su 1.200 soggetti con metodo Cawi, mentre quelli sulle intenzioni di voto con metodo Cati-Cami-Cawi
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    Lightbulb Sondaggi politici, il 59% vorrebbe più poteri per l’Europa


    A volere staccarsi almeno in parte dall’Ue sono il 15%, il 61% tra i leghisti
    Solo una minoranza degli italiani, il 30%, vuole gli Stati Uniti d’Europa con leggi e governi comuni. Sono il 5% in più rispetto al 2020, ma anche il 5% rispetto al 2016. Tuttavia c’è anche un altro 29%, un aumento di 4 punti in cinque anni, che è a favore alla messa in comune tra Stati indipendenti della politica estera e della difesa. Nel complesso, secondo i sondaggi politici di Analisi Politica sul futuro dell’Europa, il 59% è per dare più poteri all’Ue rispetto ad oggi. Al contrario il 19% vorrebbe le cose rimanessero come oggi, solo con facilitazioni commerciali tra i Paesi e il 15%, è per un distacco, anche solo parziale, dall’Europa. Nel 2020 erano il 21%, mentre nel 2016 solo il 5%. In discesa, al 7%, gli indecisi
    Sondaggi politici sull’Europa, elettori di centrodestra molto divisi

    Ma chi, secondo questi sondaggi politici, vuole più competenze per l’Europa? Per Analisi politica si tratta, forse un po’ a sorpresa, soprattutto degli elettori di Forza Italia. Tra loro il 46% vorrebbe una politica estera e della difesa comune, e a essi si deve aggiungere il 38% che sogna gli Stati Uniti d’Europa.
    Tra chi vota Pd e Verdi e Sinistra questi ultimi salgono al 42% e al 44%, ma coloro che invece chiedono solo politiche comuni per difesa ed esteri scendono al 27% e al 34%. I numeri dei sostenitori di una maggiore integrazione europea sono altissimi anche tra gli elettori di Fratelli d’Italia, e forse è questa la vera novità: tra questi il 35% è per gli Stati Uniti d’Europa e il 38% è per una difesa e una politica estera comune.
    Totalmente opposto è il sentiment di chi vota la Lega, ben il 61% di essi vorrebbe un distacco dall’Europa, almeno parziale, e solo il 29% è per maggiori competenze all’Ue. C’è quindi una differenza molto ampia tra le opinioni dei diversi elettorali del centrodestra italiano.
    Questi sondaggi politici sull’Europa sono stati realizzati da Analisi Politica tra il 3 e il 5 febbraio con metodo su mille persone con metodo Cati-Cawi
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    Lightbulb Sondaggi politici TP, scontro Trump-Zelensky: maggioranza sta con il presidente ucrai


    Sondaggi politici TP, scontro Trump-Zelensky: maggioranza sta con il presidente ucraino
    Bentornati con il consueto sondaggio di Termometro Politico in pubblicazione al venerdì. Oggi, lungo focus sulla politica internazionale e la guerra in Ucraina, a partire dallo scontro alla Casa Bianca tra Trump e Zelensky fino alla proposta di riarmo europeo lanciata da Ursula von der Leyen. Cominciamo.
    Sondaggi politici TP: lo scontro Trump-Zelensky e lo stop alla fornitura di armi USA

    Cominciamo da quello che è stato l’evento chiave della settimana politica: il confronto-scontro tra il presidente ucraino Zelensky e il duo della Casa Bianca Trump-Vance. Abbiamo chiesto ai nostri lettori di chi fosse la colpa del fallimento dell’incontro. Per oltre uno su tre (36,8%) la colpa è di Trump “che ha dimostrato di essere un bullo e prevaricatore”. Un 16,3% sostiene sempre questa tesi ma crede che il presidente ucraino avrebbe dovuto evitare di reagire.
    Dall’altro lato, un 22,8% afferma che la colpa sia di Zelensky perché “ha ottenuto centinaia di miliardi e ha mostrato arroganza invece di essere riconoscente per tutto l’aiuto che gli è stato già dato”. Infine, poco più di uno su cinque (20,8%) considera che “era colui che aveva più da perdere e sarebbe dovuto essere più diplomatico e abile per non irritare Trump, anche perché era alla Casa Bianca”.
    Nel complesso, c’è una maggioranza (con scarto di circa 10 punti) che attribuisce più colpe a Trump che a Zelensky.
    Sondaggi politici TP, 7 marzo 2025, scontro Trump-ZelenskyE gli effetti della tesissima situazione alla Casa Bianca si sono riflessi nello stop all’invio di armi da parte degli USA. A differenza della domanda precedente, qui c’è molta più frammentazione e non prevale alcuna posizione. Quasi il 30% crede che si tratti d un atto scellerato che aiuta solo la Russia. Un altro 27% la considera, invece, la mossa giusta, perché costringe Zelensky a sedersi al tavolo delle trattative. Un altro 22,9% ritiene invece che non solo sia giusto, ma che questo sarebbe dovuto accadere fin dall’inizio, in quanto l’invio di armi ha allungato la guerra. Infine, per il 17,6%, si tratta di una mossa che non porterà alla fine dei combattimenti e dividerà ancor di più l’Occidente.
    Sondaggi politici TP, 7 marzo 2025, scontro Trump-Zelensky, stop invio armi USASondaggi politici TP, oltre uno su tre giudica molto negativamente ReArm Europe

    E se gli USA tirano i remi in barca per quanto riguarda gli aiuti militari all’Ucraina, la presidente della Commissione UE rilancia: 800 miliardi per la difesa europea. Il ReArm Europe divide i lettori, anche se c’è una risposta che prevale sulle altre. Il 35% (quindi oltre uno su tre) giudica il ReArm “Molto male, se c’è bisogno di risorse per welfare, pensioni, sanità la Ue chiede austerità, mentre per le armi il denaro si trova sempre “. Per un 16,4% la via non è quella delle armi ma quella della diplomazia.
    Dall’altro lato, il 19,3% considera molto positivamente la proposta e che questo riarmo sarebbe dovuto succedere già da tempo ed essere indipendenti dagli USA. Infine, il 26,5% valuta positivamente la scelta, in quanto costretti dalle contingenze internazionali.
    Sondaggi politici TP, 7 marzo 2025, ReArm EuropeC’è da temere il fronte baltico?

    Chiudiamo con i possibili sviluppi sul fronte baltico e gli eventuali rischi di conflitto nell’area. In definitiva: se la Russia possa attaccare l’Europa in futuro. Qui, le risposte maggioritarie sono quelle estreme. Per il 34% la risposta è affermativa e “Putin punta a espandersi negli ex territori URSS”. Dall’altro lato, con una percentuale molto simile (33,7%), si tratta di “allarmismo diffuso da chi è contro la Russia”. Poi, un 21,8% del campione crede che la resistenza mostrata dall’Ucraina funga da deterrente per ulteriori invasioni. Infine, l’8,2% crede che sia possibile ma che la colpa sarebbe da attribuire sopratttutto a chi ha voluto espandere la NATO fino ai confini del territorio russo.
    Sondaggi politici TP, 7 marzo 2025, il fronte balticoSondaggi elettorali TP, intenzioni di voto 7 marzo 2025: Azione torna sopra la soglia di sbarramento

    Chiudiamo con le intenzioni di voto e con la fiducia in Giorgia Meloni. Rispetto al nostro ultimo sondaggio (28 febbraio 2024) si rilevano poche variazioni, tutte davvero minime, nell’ordine di uno o due decimi. Crescono sia Lega che Fratelli d’Italia, mentre perdono un decimale sia PD che M5S. Si segnala, infine, anche il ritorno alla soglia di sbarramento del 3% per Azione di Calenda.
    Fratelli d’Italia 29,3%
    PD 22,3%
    Movimento 5 Stelle 11,5%
    Lega 8,8%
    Forza Italia 8,7%
    Alleanza Verdi Sinistra 6,2%
    Azione 3,0%
    Italia Viva 2,4%
    Più Europa 1,9%
    Democrazia Sovrana Popolare 1,3%
    Pace Terra Dignità 1,2%
    Noi Moderati 1,2%
    Altri 2,2%
    Fiducia in Giorgia Meloni al 7 marzo 2025

    Chiudiamo con la fiducia in Giorgia Meloni e la variazione rispetto alla scorsa settimana. Per la premier, calo abbastanza marcato nel dato di chi ha molta fiducia, in cui perde l’1,6%. Nel complesso, la leader di FdI ottiene un parere positivo dal 42,1% del campione. Il dato aggregato di chi non ha fiducia cresce leggermente, arrivando fino al 58,6%.
    Nota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.900 interviste raccolte tra il 4 e il 6 marzo 2025
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    Scritto da: Alessandro Faggiano
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, in crescita il Movimento 5 Stelle


    Meloni rimane la leader più popolare come nel 2024
    I sondaggi elettorali di Swg questa settimana premiano il Movimento 5 Stelle, che sembra recuperare terreno rispetto al dato molto deludente delle europee, anche se i valori storici del partito rimangono assai lontani.
    Il M5S sale dello 0,4% arrivando al 12,4% e riducendo le distanza rispetto al Pd, che invece lascia sul terreno un decimale e diminuisce al 22,4%. Giù, tra i partiti di opposizione, anche Verdi e Sinistra, in discesa di due decimali al 6,3%, e Italia Viva, che perde lo 0,2% e va al 2,4%.
    A crescere, al centro, sono invece Azione, che sale dello 0,1% al 3,5% e +Europa, che aumenta dello 0,2% e ritorna al 2%.
    Nella maggioranza Fratelli d’Italia allunga il passo, sale dello 0,2 e va al 30,2%, ma gli alleati non condividono gli stessi dati positivi, Forza Italia e Lega perdono rispettivamente due e tre decimali e sono al 9,2% e all’8%, un dato quest’ultimo, particolarmente negativo per il Carroccio. Stabile all’1% Noi Moderati, invece. Le liste sotto l’1% sono in calo di un decimale al 2,6%.


    Sondaggi elettorali Swg, in discesa, però il gradimento del leader del Movimento 5 Stelle Conte

    A distanza di un anno come è cambiata la fiducia degli italiani nei vari politici? Secondo i sondaggi elettorali di Swg è il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte quello che ha sofferto maggiormente un declino del gradimento, questo è sceso del 4% al 25% in dodici mesi.
    È sceso al di sotto di quello di Elly Schlein, in diminuzione di un punto al 26%, ma in testa ci sono Giorgia Meloni e Antonio Tajani, come nel 2024. La Presidente del Consiglio è stabile al 37%, mentre il leader di Forza Italia è cresciuta dell’1% al 32%. Tra gli alleati Matteo Salvini è più indietro, al 22%, in aumento di un punto, ed è raggiunto da Carlo Calenda, in progresso di ben 4 punti, al 22%.
    Dietro è fermo al 19%, Maurizio Lupi, mentre Angelo Bonelli, dei Verdi, sale del 2% al 18% e supera l’alleato Nicola Fratoianni, in discesa di un punto al 17%. Sempre ultimo, stabilmente all’11%, Matteo Renzi.

    Il gradimento dei leader naturalmente è massimo all’interno dei propri schieramenti, ma mentre Meloni ottiene l’89% tra chi vota centrodestra, Schlein arriva solo al 53% tra chi è per l’opposizione. E secondo questi sondaggi elettorali il leader del Movimento 5 Stelle Conte non va oltre il 44% tra questi ultimi. Molto meglio Tajani, al 67% tra chi è di centrodestra, e Salvini, al 59%.

    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati dal 5 al 10 marzo su 1.200 persone con metodo Cawi, mentre quelli sulle intenzioni di voto con metodo Cati-Cami-Cawi.
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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Euromedia, in discesa il centrodesta


    Ma è in calo anche il Pd, di mezzo punto
    Se Atene piange, Sparta non ride, questo sembra il riassunto degli ultimi sondaggi elettorali di Euromedia, che mostrano un centrodestra in calo e un’opposizione anch’essa in arretramento, a vantaggio dei partiti minori.
    Fratelli d’Italia torna sotto il 30%, scendendo dello 0,7%, ma gli alleati non ne approfittano molto: Forza Italia perde due decimali ed è al 9,1%, mentre la Lega è ferma all’8,7%. Solo Noi Moderati sale, dello 0,2%, ed è allo 0,9%
    Nel centrosinistra c’è un brusco arretramento per il Pd, che in due settimane perde mezzo punto ed è al 23%. Giù di due decimali, poi, sia Verdi e Sinistra, al 5,5%, che Azione, al 2,8% e ancora peggio va a Italia Viva, in discesa dello 0,3% al 2,5%. Buone notizie, invece, per Movimento 5 Stelle e +Europa, entrambi in aumento dello 0,3% al 23% e al 2,1%.
    Come si diceva l’incremento maggiore è quello dei partiti minori fuori dagli schieramenti, hanno visto un aumento dell’1,3% al 3,8%


    Sondaggi elettorali Euromedia, il campo larghissimo molto vicino al centrodestra

    Secondo questi sondaggi elettorali di Euromedia, dunque, il centrodestra è al 48,5%, ovvero lo 0,7% in meno rispetto a metà febbraio, ma anche il centrosinistra, ovvero Pd, Verdi e Sinistra e +Europa, sono in arretramento, dello 0,4%, e sono al 30,6%. Il Campo Largo, che comprenderebbe anche Italia Viva e Movimento 5 Stelle, sarebbe in discesa di quattro decimali, ma raggiungerebbe il 44,9%. Con Azione la coalizione del campo “larghissimo” arriverebbe al 47,7%, ovvero sei decimali in meno rispetto ala precedente rilevazione, ma anche solo lo 0,8% in meno rispetto al centrodestra.

    Tuttavia se quest’ultimo è già maggioranza di governo e alleanza da molto tempo, per un campo larghissimo potrebbe valere il detto che due più due un politica non fa quattro. Si tratta di forze politiche che non hanno mai costituito una coalizione organica e che si sono sempre combattute. Se mettessero insieme le forze riuscirebbero a conservare tutto il consenso?
    Questi sondaggi elettorali di Euromedia sono stati realizzati il 5 marzo su 1.000 persone con metodo Cati-Cami-Cawi
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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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