Beautiful, anticipazioni episodio di oggi 30 dicembre: una brutta sorpresa per Ridge
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Beautiful, anticipazioni episodio di oggi 30 dicembre: una brutta sorpresa per Ridge
Nel tumulto emotivo della soap opera Beautiful, la puntata del 30 dicembre 2023 si preannuncia carica di tensioni e rivelazioni. Ridge, il protagonista tormentato, dovrà affrontare una dura realtà che rischia di scuotere le fondamenta del suo mondo. Le anticipazioni ci svelano un intricato intreccio di emozioni, inganni e cuori infranti.
Beautiful, anticipazioni puntate fino al 6 gennaio: Steffy dichiara guerra a Brooke
Beautiful, anticipazioni episodio di oggi 30/12: Ridge e la Brutta Sorpresa
Le anticipazioni di Beautiful relative alla puntata di oggi rivelano una terribile sorpresa per Ridge: il ritorno a casa di Ridge si trasforma in un incubo quando scopre Brooke tra le braccia di Bill. Un momento sconvolgente che getta un’ombra sulla stabilità della loro relazione. Ridge, già tormentato dalle parole di Taylor, sembra finalmente cedere alla convinzione che sua moglie possa tradirlo. Ma le apparenze, come spesso accade, potrebbero essere ingannevoli.
La Disperazione di Bill e la Richiesta di Aiuto a Brooke
Nel frattempo, Bill si rivolge a Brooke con il cuore in mano, implorando il suo aiuto per riconquistare Katie. La disperazione nell’animo di Bill è palpabile, e Brooke si ritrova coinvolta in una situazione complessa. Bill confida a Brooke il suo desiderio di ricomporre la sua famiglia, ma il percorso sembra irto di ostacoli. La Logan, sempre comprensiva, offre consigli preziosi su come riavvicinarsi a Katie.
Beautiful, trama episodio di oggi, Brooke e Bill: Ricordi e Confessioni
Il passato torna a galla quando Bill e Brooke si lasciano andare ai ricordi. La Logan, con saggezza, consiglia a Bill di avere pazienza e di lasciare che il tempo faccia il suo corso per riconquistare il cuore di Katie. Mentre parlano del loro passato, si creano momenti intensi e confidenziali tra i due. Bill riconosce il ruolo significativo di Brooke nella sua vita, confessando che è grazie a lei se ha imparato ad amare Katie. Il legame tra loro due, sebbene complicato, sembra indelebile.
Tutte le anticipazioni sulla puntata di oggi di Beautiful: La Visione Sbagliata di Ridge
Ridge, però, giunge nel momento sbagliato e assiste alla scena tra Brooke e Bill. La sua interpretazione errata di ciò che sta accadendo rischia di essere la spinta finale verso la rottura. La sofferenza e la delusione che avverte sembrano confermare le preoccupazioni di Taylor. Ridge potrebbe essere sul punto di credere alle parole della dottoressa, che lo ha messo in guardia dal tornare da Brooke.
In questo intricato intreccio di emozioni, inganni e fraintendimenti, Beautiful continua a tenere il pubblico in ansia. Le relazioni si intrecciano in modo imprevedibile, e il destino di Ridge, Brooke e Bill è incerto. Il cuore della soap opera, pulsante di dramma e passione, promette di regalarci ancora molti colpi di scena. Non ci resta che attendere con trepidazione il prossimo capitolo di questa avvincente storia d’amore e tradimento.
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Scritto da: Giampaolo Roccaforte
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Terra Amara, anticipazioni puntata di oggi 30/12: Fikret apprende della tragica morte
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Terra Amara, anticipazioni puntata di oggi: Fikret apprende della tragica morte di Umit
Se c’è una cosa che Terra Amara ci ha insegnato, è che i segreti sepolti tornano sempre a galla. Nelle prossime puntate in onda il 30 dicembre 2023, la trama si dipana tra misteri scioccanti e colpi di scena che terranno i telespettatori incollati allo schermo.
Terra Amara, anticipazioni puntate fino al 6 gennaio: Hakan pronto a vendicare il fratello
Terra Amara, anticipazioni puntata di oggi: Il Dramma della Morte di Umit
Le anticipazioni di Terra Amara relative all’episodio di oggi puntano gli occhi sul dramma di Umit: l’atmosfera a Cukurova è densa di tristezza quando Fikret apprende della tragica fine di Umit. Il corpo della dottoressa viene ritrovato in fondo a una scarpata, svelando la sua morte in un apparente incidente stradale. La notizia getta un’ombra di tristezza su tutti, e Fikret, sinceramente addolorato, decide di prendere in mano le spese per il funerale. La perdita di Umit crea un vuoto, e il giovane si trova a fare i conti con la sua dolorosa scomparsa.
Intrighi e Ambizioni
Mentre la morte di Umit getta una lunga ombra su Cukurova, le ambizioni di Betul per l’azienda Yaman non conoscono soste. Nonostante il suo piano per ottenere il controllo completo della compagnia, Ercan comincia a fiutare qualcosa di losco. Nel frattempo, i pettegolezzi su una presunta tresca tra Fikret e Zuleyha si diffondono come un fuoco incontrollato.
Lutfiye, informata dei maligni pettegolezzi, si unisce a Fekeli per porre fine a questi chiacchiericci. In un piccolo villaggio come Cukurova, la voce si sparge rapidamente, ma Lutfiye e Fekeli sono pronti a mettere a tacere gli sguardi indiscreti.
Terra Amara, trama episodio di oggi, Fikret e Betul: Una Connessione Inaspettata
Tra i momenti drammatici, Terra Amara ci sorprende con una connessione inaspettata tra Fikret e Betul. Dopo che Betul ha rischiato la vita per salvare il piccolo Kerem Ali durante un incendio, Fikret decide di mostrarle la sua gratitudine con un regalo. Questo gesto dà il via a una giornata passata insieme, in cui i due scoprono di avere più cose in comune di quanto avrebbero mai immaginato.
Il sentimento tra Fikret e Betul è palpabile, e la chimica tra loro è evidente. Ma quando Betul condivide la sua gioia con Sermin, la madre la avverte di rimanere concentrata sugli obiettivi prefissati e di non farsi distrarre dagli uomini. Il destino di Cukurova è ancora incerto, ma l’intrigo tra questi personaggi promette emozioni e sorprese.
In un intreccio di dramma e intrighi, Terra Amara continua a tenere i suoi telespettatori sulle spine. Le vite dei personaggi si intrecciano in modi imprevedibili, e ogni puntata rivela nuovi dettagli sul passato e sul presente della tenuta Yaman. Con la morte di Umit, l’ascesa di Betul e la connessione crescente tra Fikret e Betul, le puntate future promettono di essere ricche di emozioni e colpi di scena. Non possiamo fare altro che aspettare con trepidazione le prossime avventure nella terra di Terra Amara.
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Scritto da: Giampaolo Roccaforte
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Pagamento Ires 2024: a chi tocca e quando? Come si calcola l’importo (aggiornamento 3
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Ultime notizie Pagamento Ires 2024: a chi tocca e quando? Come si calcola l’importo (aggiornamento 30 Dicembre)
Pagamento Ires 2024: a chi tocca, quando e importo Pagamento Ires 2024: una panoramica veloce sulle informazioni più importanti riguardanti il versamento dell’imposta sul reddito delle società, l’Ires appunto. A chi tocca pagarla? Entro quando bisogna effettuare il pagamento? Come si calcola l’importo da pagare?
Scadenze fiscali 2024: quali cambieranno? Le nuove date
Pagamento Ires 2024: a chi tocca e come si calcola l’importo?
Pagamento Ires 2024: sono passati ormai 20 anni da quando l’imposta sul reddito delle società (l’Ires, appunto) ha sostituito l’Irpeg, l’imposta sul reddito delle persone giuridiche. In pratica, si tratta di una tassa applicata ai redditi delle società di capitali (non a quelli delle società di persone fisiche): redditi fondiari, di capitale, di impresa e così via. Si calcola a partire da una base imponibile che dipende, innanzitutto, dalla natura del soggetto: società di capitali, ente commerciale o non commerciale, residente o non residente.
Tale base, però, può aumentare o diminuire in base alle spese sostenute dalla società: per esempio, aumenta a causa di costi del tutto o parzialmente indeducibili (di solito quelli non strettamente connessi all’attività di impresa), oppure diminuisce in virtù di ricavi non imponibili o costi non dedotti precedentemente. L’aliquota è pari al 24%, percentuale che aumenta del 3,5% per gli enti creditizi e finanziari: a differenza dell’Irpef, quindi, che è una tassa progressiva, l’Ires è una tassa proporzionale (con un’aliquota fissa, in poche parole).
Nuova sanatoria fiscale in arrivo nel 2024. Cosa si sa al momento?
Quando bisogna effettuarlo?
Pagamento Ires 2024: entro quando deve essere effettuato? La dichiarazione dell’Ires deve essere inoltrata attraverso il Modello Redditi Sc entro il 30 novembre di ciascun anno. Quindi, il versamento deve essere effettuato, via modello F24 (andrà inserito un’apposito codice tributo a seconda della natura del pagamento: saldo, acconto, addizionale etc…), entro il 30 giugno (saldo dell’anno precedente e acconto della prima rata, pari al 40% dell’imposta dovuta) e poi entro il 30 novembre (acconto seconda rata – il restante 60% dell’imposta – oppure pagamento in un’unica soluzione).
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Scritto da: Guglielmo Sano
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Sondaggi TP: cosa si aspettano gli italiani per questo 2024
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Sondaggi TP: cosa si aspettano gli italiani per questo 2024
Una carrellata di domande riguardante gli ultimi avvenimenti del 2023 e le prospettive per il 2024. Da Termometro Politico chiudiamo l’anno così, facendo una panoramica tra passato recente e futuro prossimo.
Secondo gli italiani, il governo Meloni non è in pericolo
La prima domanda riguarda la nostra politica interna: “Cosa crede succederà in politica il prossimo anno?”
Vediamo che appena un 9,3% (la risposta di gran lunga meno gettonata) crede che ci possa essere una crisi di maggioranza o anche un semplice rimpasto. Insomma, secondo la maggior parte degli italiani e indipendentemente dal colore politico, il governo Meloni viene visto e percepito come stabile. Una gran parte dei rispondenti (36,9%) sostiene che ci sarà una graduale perdita del consenso per il centrodestra, mentre il 22,8% sostiene l’opposto, con le opposizioni a perdere quota. Infine, un buon 29,2% crede che non vi sarà alcun cambiamento sostanziale.
https://www.termometropolitico.it/ne...ine-anno-2.jpgSondaggi europee 2024: tutti credono che vincerà la destra (e lo dice anche chi è di sinistra)
In questo 2024 alle porte, ci saranno due appuntamenti elettorali chiave per il futuro: le presidenziali statunitensi e le elezioni europee. Proprio su queste ultime abbiamo chiesto come queste elezioni cambieranno il volto dell’UE. I risultati sono paradigmatici ed esemplificativi di quanto la destra e il fronte conservatore venga percepito come favorito. Il 33,4% crede che sovranisti e conservatori aumenteranno i consensi (seppur non al punto da cambiare gli equilibri politici), mentre un 31,9% è propriamente convinto di un rovesciamento di forze e che il prossimo Europarlamento e la prossima Commissione Europea svolteranno a destra. Poi, un 20,5% crede in una tenuta degli equilibri e solo un 10,3% crede che, a guadagnare voti, saranno liberali e progressisti. Ciò mostrerebbe come anche tra gli stessi sostenitori di sinistra o i moderati liberali vi sia forte sfiducia nel proprio schieramento e nelle sorti delle prossime elezioni.
https://www.termometropolitico.it/ne...ine-anno-3.jpgTra MES e nuovo Patto di Stabilità: l’opinione degli italiane sulle ultime decisioni del governo Meloni in Europa
Tra le ultime notizie politiche rilevanti dell’anno vi è la mancata ratifica del MES da parte dell’Italia e l’accettazione del nuovo Patto di Stabilità, che potrebbe aprire ad una nuova stagione di austerità.
Per quanto concerne il MES, la gran parte dei rispondenti (42,5%) è d’accordo con la decisione presa: “ha mandato un segnale all’Europa che non siamo disposti ad agire contro i nostri interessi”. Poi, un altro 12,3% conferma la bontà della decisione presa, ma crede che sia un riflesso del nuovo compromesso – quello, sì, accettato – sul nuovo patto di stabilità.
Solo il 21,2% crede che bocciare il MES ci renda poco affidabili nei confronti di partner europei e dei mercati, mentre un 16,5% si dimostra contrario alla mancata ratifica per la bontà di per sé dello strumento (paracadute in caso di crisi bancarie).
Tornando sul nuovo Patto di Stabilità, abbiamo chiesto agli italiani se ritengono questo accordo come fautore di un ritorno dell’austerity o se, dall’altra parte, favorirà gli investimenti e il rientro dal debito. Qui c’è una estrema eterogeneità nelle risposte, dove nessuna spicca sulle altre. La risposta più frequente (27%) è positiva: questo nuovo patto “Ci aiuterà a evitare un aumento indiscriminato del debito e farà aumentare la fiducia degli investitori”. A seguire, un 24,8% ritiene positivo la frenata sull’incremento di debito ma si mostra scettica per quanto riguarda le limitazioni che riguarderanno gli investimenti sul welfare.
Dall’altro lato, circa un 40% crede che ci sarà un ritorno delle politiche di austerità. Il 21,2% crede che ciò sia legato alla poca fiducia delle istituzioni europee nei nostri confronti, mentre un 18,6% si dimostra, a prescindere, radicalmente contrario, in quanto questo patto porterà a minor crescita e maggiore povertà.
https://www.termometropolitico.it/ne...ine-anno-5.jpghttps://www.termometropolitico.it/ne...ine-anno-6.jpgSondaggi TP: l’anno che verrà nel mondo
Infine, per quanto riguarda la politica internazionale, chiediamo ai nostri lettori cosa succederà nel 2024 per i due principali fronti di guerra: quello russo-ucraino e quello israelo-palestinese. La risposta più frequente denota sfiducia. Il 26,2% crede che queste due guerre manterranno lo stesso livello di intensità. Un 15,3% che si intensificheranno entrambi i conflitti. Poi, un 22,7% vede una normalizzazione della situazione in Ucraina ma un peggioramento della crisi in Medio Oriente. Solo il 10,2% invece crede in una recrudescenza del conflitto in Ucraina e una de-escalation in Palestina. Infine, un 17,5% si dimostra ottimista, credendo in una diminuzione delle violenze rispetto a oggi, sia in Medio Oriente che in Ucraina.
https://www.termometropolitico.it/ne...ine-anno-4.jpgFiducia stabile nella premier Meloni
Infine, chiudiamo con la grafica relativa alla fiducia in Giorgia Meloni. Anche per questa settimana, non si apprezzano variazioni significative rispetto alla passata rilevazione.
https://www.termometropolitico.it/ne...ine-anno-1.jpgNota metodologica sondaggi TP
Sondaggio realizzato con metodo CAWI, 3.600 interviste raccolte tra il 27 e il 29 dicembre 2023. Campione rappresentativo della popolazione nazionale.
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Scritto da: Alessandro Faggiano
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Successione 2024: quante tasse si pagano? I beni esclusi
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Successione 2024: quante tasse si pagano? I beni esclusi
Successione 2024: di cosa si parla esattamente quando ci si riferisce alla tassa di successione? A quanto ammontano le imposte per chi riceve un’eredità? Entro quali limiti è possibile ottenere delle agevolazioni e pagare meno? Una panoramica delle informazioni più importanti sull’argomento.
Pensione 2024: torna la Legge Fornero. In quali casi?
Successione 2024: Quante tasse si pagano?
Successione 2024: la tassa di successione, in breve, è una quota di imposte applicata al patrimonio che si riceve in eredità (ma di fatto anche a quello che si riceve a seguito di una donazione). Il suo ammontare è variabile: in pratica, cambia a seconda della tipologia di beni ereditati nonché del grado di parentela in essere tra gli eredi e l’autore del lascito. Sono previsti anche dei limiti riguardanti il valore del patrimonio al di sotto dei quali sono previste delle agevolazioni o, addirittura, l’esonero.
Scendendo più nel dettaglio, l’imposta di successione è dovuta per qualsiasi tipo di immobile anche se in misura, come si diceva, variabile a seconda dei casi. Per esempio, se coniuge, figli, genitori e nipoti ricevono in eredità dal defunto una casa si pagherà una percentuale del 4% sul valore dell’immobile eccedente il milione di euro (sulla parte eccedente il milione e mezzo di euro in caso di erede disabile), invece, fratelli e sorelle pagano il 6%. Man a mano che il legame di parentela diventa meno stretto aumenta la percentuale di trattenuta (al massimo 8%).
I beni esclusi dall’applicazione dell’imposta
Successione 2024: la tassa di successione si applica anche a beni mobili come automobili e gioielli, opere d’arte e prodotti di investimento, quote societarie e denaro depositato su conto corrente (in caso di conto cointestato, solo la parte dell’intestatario autore del lascito viene tassata). Diametralmente non sono sottoposti ad applicazione dell’imposta il premio delle polizze vita e i titoli di stato (che però vengono tassati in caso di donazione).
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Scritto da: Guglielmo Sano
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Cosa vedere a Firenze in 3 giorni: musei, monumenti ed eventi (aggiornamento 31 DICEM
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Cosa vedere a Firenze in 3 giorni: musei, monumenti ed eventi Cosa vedere a Firenze in 3 giorni? La guida per tutti Firenze è una delle città più amate e visitate d’Italia. In 3 giorni a Firenze potrete ammirare tanti dei patrimoni artistici più importanti d’Europa. Fare un viaggio in quell’epoca straordinaria che è stata il Rinascimento italiano.
Cosa vedere a Firenze in tre giorni? Musei, piazze, giardini, palazzi e monumenti di grande bellezza! Potrete gironzolare tra i luoghi simbolo e stradine che hanno accolto i più grandi artisti della storia dell’arte italiana.
La città di Firenze, in tre giorni, si può visitare a piedi, da un lato perché gran parte del centro storico è chiuso al traffico e ai mezzi; dall’altro perché così avrete modo di scoprire dettagli, di questa straordinaria città, che altrimenti vi potrebbero sfuggire.
3 giorni a Firenze: cosa vedere il primo giorno
Un itinerario tipo – da fare a piedi – per il primo giorno da passare nel capoluogo toscano, per scoprire i posti più belli, monumenti, chiese e musei, potrebbe partire da Piazza della Signoria. Una delle piazze più importanti della città, ritrovo della vita fiorentina.
Dalla piazza è già visibile la struttura imponente di Palazzo Vecchio, da sempre palazzo del potere. Tra il 1865 e il 1871 – anni in cui Firenze è stata capitale d’Italia – ha ospitato il Parlamento Italiano. Sede, per secoli, del Granducato di Toscana e della Signoria dei Medici.
A Piazza della Signoria potrete iniziare a familiarizzare con uno dei capolavori della scultura mondiale e simbolo del Rinascimento, infatti, c’è una delle copie del David di Michelangelo (l’altra è a Piazza Michelangelo). Da qui potreste proseguire verso via dei Calzaiuoli – strada dello shopping – e fare una visita alla Chiesa di Orsanmichele: chiesa delle arti e i mestieri fiorentini, le antiche corporazioni. Una delle costruzioni due-trecentesche più importanti della città.
Oppure, potreste proseguire verso il fiume e recarvi alla vicina Galleria degli Uffizi. Uno dei musei più antichi d’Europa. Al suo interno accoglie una dell più ricche collezioni di pittura al mondo. Potrete ammirare e rimanere magicamente incantati da opere di: Leonardo, Michelangelo, Botticelli, Paolo Uccello e Piero della Francesca, solo per menzionarne alcuni.
La visita agli Uffizi vi terrà piacevolmente impegnati per almeno due ore.
Cosa vedere il primo giorno a Firenze: Piazza Duomo e la Cattedrale di Santa Maria del fiore
Dopo la estasiante esperienza museale, potreste ripassare per Piazza della Signoria e sempre continuando sulla via dei Calzaiuoli, arrivare in Piazza Duomo. Qui, si erge maestosa la Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Assolutamente da visitare: la Cupola del Brunelleschi, il Campanile di Giotto, il Battistero di San Giovanni e la Porta del Paradiso.
Santa Maria del Fiore, sarà uno dei luoghi che vi affascinerà del capoluogo toscano. La Cupola del Brunelleschi, con la sua altezza straordinaria e l’avanguardia della tecnica costruttiva, è uno dei must dell’architettura rinascimentale da vedere.
Il Campanile di Giotto, slanciato ed elegante nella decorazione, che termina con una grande terrazza, vi permetterà di godere di un panorama estremamente suggestivo. Anche la Cupola (per visitarla è obbligatoria la prenotazione), con i suoi 463 scalini, vi offrirà una vista da lasciare senza parole..
Al tramonto o la sera, è d’obbligo una passeggiata a Ponte Vecchio, il ponte più famoso di Firenze. Ospita, oggi, moltissimi negozi di oreficeria e gioielleria, un tempo era il luogo delle botteghe dei macellai, localizzati tutti qui per evitare che il sangue e gli scarti delle carni spargessero per le vie del centro un cattivo odore.
Cosa vedere a Firenze, Giorno 2: Cappelle Medicee, Basilica di Santa Maria Novella e la Galleria dell’Accademia
Il secondo giorno, dei vostri tre giorni a Firenze, potrebbe cominciare da Piazza San Marco. Dalla piazza, camminando su via Ricasoli, verso il fiume, a pochi passi troverete la Galleria dell’Accademia (civico 60). Qui potrete farvi rapire dall’imponenza dell’autentica statua del David di Michelangelo: simbolo dell’arte scultorea del Rinascimento e ormai icona dell’arte italiana.
La Galleria, oltre al David, ospita altre importantissime sculture del genio Michelangelo: i Prigioni e il San Matteo incompiuto; e una collezione di dipinti del Trecento e del Quattrocento.
Non molto lontano della galleria, direzione via degli Alfani, se siete interessati all’arte del restauro c’è l’Opificio delle pietre dure, uno degli edifici di restauro più importanti al mondo.
Muovendovi verso Piazza San Marco, invece, potreste visitare il Museo di San Marco, di fianco alla chiesa, qui potrete soffermarvi davanti ai meravigliosi affreschi del Beato Angelico.
Il Museo delle opere di Fra’ Angelico, o Museo di San Marco è ospitato all’interno del convento dei Domenicani, ed è un tipico esempio di convento quattrocentesco. Fu ampliato da Michelozzo nel 1396 e conserva importanti dipinti nell’antico ospizio per i pellegrini.
Assolutamente da vedere: la Crocifissione con Santi nella sala capitolare, le Tre Marie alla Tomba, l’Annunciazione, la Deposizione dalla Croce e il Giudizio Universale. Spettacolare anche l’Ultima Cena realizzata dal Ghirlandaio. Le celle sotterrane, invece, ospitano una collezione rara di campane e alcune preziose reliquie.
Tre giorni a Firenze: camminare nella città dei Medici, un’esperienza indescrivibile!
Percorrendo via Cavour, direzione Arno, potrete ammirare Palazzo Medici Riccardi, opera di Michelozzo, prima casa dei Medici e palazzo rinascimentale per eccellenza. Proseguendo verso la Basilica di San Lorenzo, su via de’ Pucci, arriverete alle Cappelle Medicee.
Alle Cappelle, dove sono conservati i resti mortali della famiglia più importante nella storia di Firenze: i Medici, si accede dalla chiesa, poiché le cappelle sono strutturate come prolungamento della parte absidale della Basilica.
La cappella dei Principi ha una forma ottagonale ed è coperta da una grande cupola. Il rivestimento interno è di una ricchezza indicibile ed è proprio durante questi lavori che venne creato l’Opificio delle pietre dure, appunto specializzato in pietre preziose e marmi rari proveniente da tutto il mondo.
Tre giorni a Firenze, giorno 2: Santa Maria Novella e Piazza Santa Croce
Per rendere davvero eccezionale la vostra visita alla città medicea, non può mancare una visita alla Piazza e alla Basilica di Santa Maria Novella, la chiesa di marmi verdi e bianchi, affrescata dal Ghirlandaio
Santa Maria Novella è una delle più importanti chiese della città. Su commissione della famiglia Rucellai, nel Quattrocento, Leon Battista Alberti disegna il grande portale centrale, la trabeazione e il completamento superiore della facciata.
Un secolo dopo, successivamente al Concilio di Trento, tra il 1565 e il 1571 la chiesa fu rimaneggiata ad opera di Giorgio Vasari, con la rimozione del recinto del coro e la ricostruzione degli altari laterali, che comportò l’accorciamento delle finestre gotiche.
Un’altra tappa del secondo giorno a Firenze, a pochi passi della Basilica, si potrebbe fare al Museo del Novecento. Per gli amanti della moda, invece, a qualche isolato più in là, non molto lontano da Ponte Santa Trinità, c’è il Museo di Salvatore Ferragamo.
Il terzo giorno a Firenze: cosa vedere
Il terzo giorno a Firenze si può scegliere di rimanere in città o fare una gita fuori porta in una delle vicine località del Chianti. Se deciderete di fare un’atra passeggiata tra le meraviglie della città, sono assolutamente da visitare: Piazza Santa Croce e la sua chiesa, in cui furono sepolti Galileo e Michelangelo; Piazzale Michelangelo, una tra le zona più panoramiche dell’intera città.
Oppure potreste programmare una visita nella zone dell’Oltrarno, riva sinistra del fiume Arno. Potreste partire da Piazza del Carmine e visitare la Cappella Brancacci, ospitata dalla Chiesa di santa Maria del Carmine. Nella Cappella si rimarrà stupefatti dagli affreschi di Masaccio, Masolino, Filippino Lippi.
Tra gli affreschi più importanti: la Cacciata dal Paradiso terrestre e il celebre Pagamento del tributo del Masaccio.
Tra le cose da visitare a Firenze in tre giorni, non può mancare Palazzo Pitti, tra i più importanti palazzi del potere della città. All’interno del Palazzo ci sono i magnifici Giardini di Boboli, il primo esempio di giardino all’italiana.
I giardini si estendono sulla collina di Boboli tra Palazzo Pitti, il Forte del Belvedere e la porta Romana, e occupano 45.000 metri quadrati. Questo spazio ospita numerosissime opere di scultura di ogni epoca e alcune costruzioni in vario stile, come: la fontana del Carciofo, la Grotta del Buontalenti, la fontana di Bacco e l’obelisco egiziano, tra le tante meraviglie.
Inoltre, sempre all’interno di Palazzo Pitti, potete visitare diversi musei: la Galleria Palatina, la Galleria d’Arte Moderna, il Museo degli argenti, il Museo del Costume, il Museo delle Porcellane e il Museo delle Carrozze.
Insomma, le cose da vedere a Firenze in tre giorni sono davvero tante, di straordinaria bellezza, emozionanti e cariche di storia.
Scadenze fiscali 2024: approvato nuovo calendario. Cosa cambia? (aggiornamento 31 DIC
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Ultime notizie Scadenze fiscali 2024: approvato nuovo calendario. Cosa cambia? (aggiornamento 31 Dicembre)
Scadenze fiscali 2024: via libera al nuovo calendario. Cosa cambia? Scadenze fiscali 2024: con l’approvazione del Decreto adempimenti, strada spianata al nuovo calendario degli appuntamenti con il fisco. Una misura che promette di razionalizzare la selva di scadenze relative ai versamenti. Come cambierà nello specifico l’agenda tributaria? Uno sguardo veloce alle modifiche previste.
Superbonus 2024: scende al 70%. Come funzionerà? Le ultime modifiche
Scadenze fiscali 2024: obiettivo semplificazione e razionalizzazione
Scadenze fiscali 2024: una misura attesa da tempo quella contenuta nel Decreto Adempimenti, solo nel 2023 il calendario dei versamenti tributari ha contato migliaia di appuntamenti. Le modifiche previste proprio in un’ottica di razionalizzazione e semplificazione di tale selva di scadenze. Principalmente due i perni su cui si basa il riassetto dell’agenda fiscale: innanzitutto, la pausa estiva e natalizia (quindi, nei mesi di agosto e dicembre) per quanto riguarda l’invio di lettere di compliance e avvisi bonari (in pratica, memorandum di pagamento da parte dell’AdE). Poi l’unificazione della data ultima per l’invio della dichiarazione dei redditi: per tutti diventerà quella del 30 settembre.
Approvato nuovo calendario: come cambierà?
Scadenze fiscali 2024: scendendo più nel dettaglio, come cambierà il calendario nel 2024? Probabilmente la novità più importante per i lavori autonomi, chiaramente quelli più interessati dalla determinazione del calendario fiscale, lo slittamento del versamento dell’acconto delle imposte di novembre. Infatti, questo appuntamento viene posticipato al 16 gennaio: data in cui si potrà versare il dovuto in un’unica rata oppure versare la prima rata di 5 (previste per lo stesso giorno dei 4 mesi successivi, da febbraio a maggio).
Altra importante novità per le partite Iva – strettamente legata alle modifiche del calendario fiscale – il lancio sperimentale del concordato preventivo biennale. In pratica, una sorta di accordo tra lavoratore autonomo e fisco sulle imposte da pagare nei due anni successivi a prescindere dai guadagni. Sottoscrivendo l’accordo si potrà usufruire di un trattamento di favore. Nel 2024 sarà riservato solo alle Partite Iva più “piccole” ma potrebbe essere presto allargato a tutte le altre.
Previste anche qui delle scadenze: entro il 30 aprile 2024 l’AdE metterà in campo le proprie proposte di concordato, entro il 21 luglio il contribuente potrà comunicare i propri dati per permettere all’Agenzia di personalizzare la proposta di accordo, quindi, entro il 26 luglio l’AdE farà la propria proposta. A quel punto si avranno 5 giorni per accettare: infine, entro il 31 luglio il contribuente dovrà versare saldo Irpef 2023 (più acconto 2024, se soggetto Isa) per aderire.
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Scritto da: Guglielmo Sano
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Patto di attivazione digitale: cos’è e quando è necessario (aggiornamento 31 DICEMBRE
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Ultime notizie Patto di attivazione digitale: cos’è e quando è necessario (aggiornamento 31 Dicembre)
Patto di attivazione digitale: fondamentale per ricevere i sussidi post RdC. Patto di attivazione digitale: di cosa si tratta? La sottoscrizione uno dei passaggi fondamentali per ricevere l’Assegno di Inclusione ma anche il Supporto Formazione Lavoro, i sussidi che andranno a sostituire il Reddito di Cittadinanza da gennaio 2024. A cosa serve? Dopo aver sottoscritto il PAD il nucleo familiare beneficiario dell’AdI parteciperà a un percorso di inclusione sociale ed eventualmente di riqualificazione lavorativa. Uno sguardo alle informazioni fondamentali sull’argomento.
Domande assegno di inclusione: da quando, requisiti, come si fa
Patto di attivazione digitale: di cosa si tratta?
Patto di attivazione digitale: la sottoscrizione del PAD sarà un passaggio fondamentale per poter ricevere sia l’Assegno di inclusione che il Supporto Formazione Lavoro, i sussidi che da gennaio 2024 sostituiranno il Reddito di Cittadinanza. Nel caso del Bonus da 350 euro sarà il singolo inoccupato a sottoscriverlo mentre nel caso dell’AdI sarà tutto il nucleo familiare a stipularlo (chiaro però che sarà solo un componente a inoltrare la domanda).
A cosa serve? A seguito della sottoscrizione del PAD, il singolo beneficiario o il nucleo familiare verranno presi in carico o dal Centro dell’impiego competente per territorio oppure dai servizi sociali del Comune di residenza. Ciò servirà ad analizzare la situazione del singolo o della famiglia, individuare i bisogni e le possibilità di inclusione sociale e riqualificazione lavorativa attraverso percorsi personalizzati.
Necessario per ricevere i sussidi
Patto di attivazione digitale: detto questo, dovrebbe essere chiaro che se non si sottoscrive prima il PAD non si potrà ricevere né l’Assegno di Inclusione né il Supporto Formazione Lavoro. Come si sottoscrive il Patto di attivazione digitale? La procedura deve essere svolta online attraverso la piattaforma Siisl dopo aver fatto richiesta di sussidio (anche in un secondo momento).
Quindi, dopo aver inoltrato domanda di sussidio via apposito servizio Inps si potrà accedere (con Spid o Cie) alla Siisl e compilare un modulo con cui ci si impegna a presentarsi ad un colloquio presso Cpi o servizi sociali entro 120 giorni. Dunque, si comincerà a ricevere il sostegno economico dal mese successivo a quello in cui si è sottoscritto il PAD.
Anche se possono sottoscriverlo volontariamente, alcuni beneficiari sono esentati dagli obblighi connessi alla sottoscrizione del PAD. Tra questi over 60, disabili, mancati oncologici, caregiver, vittime di violenza di genere.
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Superbonus 2024: scende al 70%. Come funzionerà? Le ultime modifiche (aggiornamento 3
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Ultime notizie Superbonus 2024: scende al 70%. Come funzionerà? Le ultime modifiche (aggiornamento 31 Dicembre)
Superbonus 2024: verso la fine la tribolata storia dell’agevolazione. Superbonus 2024: con la Legge di Bilancio per il prossimo anno dovrebbe essere messo un punto sulla lunga e tribolata storia dell’agevolazione fiscale dedicata alla riqualificazione energetica degli edifici. Come funzionerà? Quali sono le novità per quanto riguarda gli altri bonus dedicati alle ristrutturazioni? Una panoramica della situazione.
Superbonus 2024: scende al 70%. Come funzionerà?
Superbonus 2024: a meno di sorprese dell’ultimo minuto ormai chiaro il destino dell’agevolazione fiscale lanciata in piena emergenza Covid. Con l’intenzione di mettere un punto all’altalenante storia della misura, il Governo Meloni intende porre con la Legge di Bilancio una diminuzione della detrazione fino al 70% con la prossima Legge di Bilancio.
Percentuale che poi scenderà al 65% nel 2025 (resterà al 110% soltanto per gli edifici localizzati in zone sismiche). Questo sarà l’ultimo anno in cui il Superbonus resterà operativo, in pratica, dal 2026 l’agevolazione sparirà del tutto. Inoltre, negli ultimi anni in cui resterà in vigore potrà essere utilizzato soltanto dai condomini.
E le altre agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie?
Superbonus 2024: quello appena descritto il percorso che porterà alla fine del Superbonus, cosa succede invece alle altre agevolazioni dedicate alla ristrutturazione e alla riqualificazione degli edifici? Nel quadro dei Bonus casa resterà centrale, almeno per tutto il 2024, l’Ecobonus: 70% di detrazione fino a un massimo di 40mila euro per garantire l’isolamento termico delle parti comuni degli edifici. Quindi, via libera anche per il prossimo anno alla detrazione del 50% per le spese fino a 60mila euro relative a sostituzione di serramenti, infissi, schermature solari, caldaie.
Nel 2024 ancora in vigore anche il cosiddetto Bonus Verde: 36% di detrazione per le spese fino a 5mila euro riguardanti la sistemazione di aree verdi e giardini. Confermato fino al 2025 il Bonus dedicato all’abbattimento delle barriere architettoniche: garantisce una detrazione del 75% e comprende l’installazione di ascensori. Infine, da sottolineare le modifiche che riguarderanno il Bonus Mobili e Grandi elettrodomestici: nel 2024 il tetto di spesa si abbassa da 8mila euro a 5mila.
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