SOMALIA Uccisi a Mogadiscio una suora missionaria e un suo collaboratore
Si sparge ancora il sangue dei testimoni del Vangelo
NAIROBI, 18.
È giunta ieri sera a Nairobi, in Kenya, dove verrà tumulata giovedì 20, la salma di suor Leonella, la sessantaseienne religiosa delle Missionarie della Consolata colpita a morte ieri a Mogadiscio, mentre attraversava la stradina che congiunge l'"Sos Hospital", il nosocomio soprattutto pediatrico nel quale forniva il suo servizio, e la scuola della quale pure si occupava. La religiosa è caduta in un agguato tesole mentre si recava a pranzo insieme con due suoi collaboratori, uno dei quali ucciso sul colpo. Suor Leonella è deceduta poco dopo in ospedale. Una sua consorella, suor Marzia, ha riferito alla Misna, l'agenzia internazionale delle Congregazioni missionarie, che suor Leonella si è spenta pronunciando per tre volte la parola "perdono".
Le circostanze dell'omicidio - perpetrato, sembra, da due o tre sicari nascosti dietro un'automobile - farebbero pensare ad una premeditazione. Con ogni evidenza, infatti, gli assassini sapevano che attaccare in quel tratto di strada sarebbe risultato più facile che farlo all'interno dell'ospedale o della scuola, sottoposti a continua vigilanza. Fonti delle corti islamiche che controllano Mogadiscio hanno riferito di un arresto, senza aggiungere particolari. Non ci sono ancora, dunque, notizie certe dell'identità né dei moventi degli autori del crimine, perpetrato in un clima reso pesante dalle pretestuose interpretazioni del discorso del Papa all'Università di Regensburg.
Suor Leonella, al secolo Rosa Sgorbati, nata a Piacenza nel 1940, aveva passato gli ultimi vent'anni in missione tra Kenya e Somalia. A Mogadiscio era rientrata il 28 agosto proprio dalla capitale kenyana Nairobi, dove aveva trascorso alcuni mesi, rimanendovi molto più del solito, poiché le corti islamiche avevano tardato a darle il permesso di rientro. Il vice responsabile della sicurezza delle stesse corti islamiche, Mukhtar Robow, ha condannato l'accaduto come un "atto barbarico".
La morte di suor Leonella e del suo collaboratore ha suscitato dolore profondo tra le consorelle Missionarie della Consolata, nelle comunità ecclesiali del Corno d'Africa e nella Chiesa tutta. Il cordoglio è stato unanime anche in Italia. Il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, si è detto "profondamente addolorato per quest'atto crudele" che ha colpito "una donna che aveva dedicato la sua vita al servizio dei più deboli, dei più indifesi e dei più bisognosi, al di là di ogni distinzione etnica o religiosa, offrendo un'esemplare testimonianza di amore e di dedizione alla causa della solidarietà e della pace tra i popoli".




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