Sul lago, al tramonto
A volte opaco, del lago il richiamo
all’imbrunire diventa più forte
come un gracchiare di maniglie storte
su porte che dietro celano il gramo.
Assieme alle tinte immersi in cui siamo
le sfumature hanno un’ombra di morte,
fossero esse delle trappole accorte
per raggelare anche l’ultimo «ti amo».
Scivola e annega il giorno all’orizzonte
che l’acqua rende un sudario perfetto,
ignoto dove le preci son pronte;
il sole rosso, d’un rosso ch’è infetto,
un foro pare al cielo aperto in fronte
che a sé ci chiami, a un destino non detto.




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