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Discussione: La normofobia

  1. #11
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    Predefinito Re: La normofobia

    Citazione Originariamente Scritto da IlWehrwolf Visualizza Messaggio
    Roberto PECCHIOLI

    Brutti tempi per chi è normale, uomo, figlio, marito, padre. La privazione del padre è particolarmente disastrosa per i bambini, perché questi imparano a diventare uomini buoni imitando un uomo buono. Vale anche – ovviamente- per il ruolo materno, che non è assolutamente intercambiabile con quello paterno, una menzogna diffusa per alimentare la crisi dell’istituzione familiare e attaccare il dimorfismo sessuale.

    La crisi dei bambini contribuisce alla crisi dell’ Occidente, guidata dall’individualismo che ha lasciato uomini e donne disconnessi dalle relazioni, dalla natura umana e dalla verità oggettiva. Non va meglio alle bambine e alle madri: la crisi, devastante per l’universo maschile, non risparmia l’altra metà del cielo. Stiamo dissipando gli ultimi spiccioli di una gigantesca eredità culturale. Insieme con l’odio per la verità e la realtà, avanza una patologia nuova, la normofobia, l’odio per la normalità. Ne parla Mary Harrington, autrice di Feminism against progress ( Il femminismo contro il progresso, 2023). La normofobia è l’opinione- dominante nella cultura e nell’immaginario progressista – secondo cui nemico da odiare è tutto ciò che non è scelta soggettiva, il normale, il dato di natura. “La normofobia inquadra tutto ciò che è convenzionale, medio, dato, presupposto, tradizionale e normativo – sia di origine fisiologica che culturale – come costruito arbitrariamente e coercitivamente per sostenere interessi acquisiti, in particolare quelli degli uomini bianchi, cristiani ed eterosessuali. I normofobi radicali descrivono esplicitamente il loro obiettivo di sradicamento totale di questo dominio , secondo loro artificiale- del naturale, a favore del desiderio individuale libero e senza restrizioni. “



    La famiglia è la più indifesa dalla normofobia. Il consenso normofobico nega ogni argomento legato alla normatività o alla natura associandolo al fascismo. Un chiaro debito nei confronti della “personalità autorità” teorizzata da Theodor W. Adorno. Vale per la morale sessuale e familiare, ma anche per la liceità di ogni eccentrica condotta rivendicata come diritto, elemento di una normalità capovolta. Si illude chi attende la reazione della maggioranza “sana”. Vano sperare in una miracolosa ri-cristianizzazione dell’Occidente nichilista. Troppo avanzato è il processo della bizzarra metafisica materialista, la teologia della menzogna che si è impadronita della narrazione e aggredisce le coscienze svuotate di principi. L’estensione della bugia dominante non modifica la realtà: l’uomo ha una natura e una normalità. Ciò che abbiamo perduto è la cornice comune, il contesto – evidente alle precedenti generazioni- che forniva nome e concretezza alla normalità “naturale”, ai dati invarianti della biologia, trasformandoli in sostrato comune.



    Uno dei primi “normofobi” fu Wilhelm Reich, sostenitore di un pansessualismo malato, teorico di un’inesistente “energia orgonica” legata alla tensione erotica. Emblematico è un suo brano. “Dal punto di vista dello sviluppo sociale, la famiglia non può essere considerata la base dello Stato autoritario, ma solo una delle istituzioni più importanti che lo sostengono. Ma la sua cellula germinale reazionaria centrale è il luogo più importante di riproduzione dell’individuo reazionario e conservatore. Essendo essa stessa causata dal sistema autoritario, la famiglia diventa l’istituzione più importante per la sua conservazione.” La devastazione della famiglia, la tremenda inversione rappresentata dal matrimonio omosessuale è l’atto di più potente normofobia cui assistiamo. Nel 2024 gli Stati Uniti, proprio nel giorno di Pasqua- la resurrezione che fonda la nostra civiltà- hanno proclamato il giorno della “visibilità transessuale”, un atto di violento odio per la normalità e di promozione di una condizione psicofisica ed esistenziale appartenente al campo delle devianze, alla quale accostarsi con rispetto, cura e accoglienza, ma non come modello o “normalità”.



    Vengono negate anche le implicazioni etiche delle tecnologie della “fertilità “ umana, sganciate dalla normalità dell’incontro tra uomo e donna. Dietro a tutti queste problematiche c’è la questione della natura umana. Pensando alla famiglia ci ritroviamo a inciampare nella domanda su che cosa sia una famiglia, quali siano i suoi modelli normativi e perché. Che cos’è , chi è una persona? Abbiamo una natura? Esiste la normalità? Agli albori della modernità, Francis Bacon si proponeva di mettere in discussione la natura. La rivoluzione scientifica ha consentito un’esplosione di innovazione e commercio, insieme alla crescente sensazione di non essere più vincolati dai dati della creazione ( o dell’evoluzione) ma di avere la missione di dominarla.



    La fede nel progresso deriva dal rapporto malsano con la natura fatto di sfruttamento e dominio. Questa relazione è stata elaborata nel rigetto di ogni limite non scelto dall’uomo, in nome della libertà. Un’ elaborazione giustificata dalla convinzione che abbiamo il diritto di utilizzare qualsiasi mezzo per trascendere la natura, raddrizzare “il legno storto” (I. Kant) correggere i difetti del mondo ( l’antica tentazione gnostica) . Dalla metà del XX secolo la spinta a modificare la realtà si è rivolta all’ interno, verso i corpi, le culture e i legami umani, suscitando un’ulteriore esplosione di innovazione e nuove opportunità di commercio. Si è diffusa la sensazione che i dati del nostro corpo e delle nostre relazioni non dovevano più legarci. Oppure che tali dati non esistono affatto, matrici di modelli contingenti, costruiti culturalmente. Questa narrazione considera l’oggi, la sua distruzione creativa, programmaticamente migliore di ieri, fonte di scarsità, autoritarismo, primitivismo. Sostenere che abbiamo una natura, una normalità, significa opporsi al progresso, essere dalla parte sbagliata della storia.

    Questa visione è tipica della cultura anglofona, la cui colonizzazione rende il fenomeno difficile da contrastare. Tuttavia le strutture centrali della famiglia, luogo della nascita e della formazione dei figli, si fondano sulla non-scelta, come ha mostrato l’ antropologo-icona Claude Lévy-Strauss. Allorché dichiariamo guerra alla normalità e alla natura, diventiamo incapaci di pensare in termini di famiglia, comunità, rispetto per la biologia.

    E’ l’ ideologia perniciosa- la gabbia in cui rinchiudiamo la realtà- che rende nemico ciò che non è stato scelto, che è così per natura; un bigottismo che ha paura e odio per la normalità e la “datità” finendo per negare entrambe: normofobia. La “datità” dei modelli familiari, delle identità personali, comunitarie, sessuali diventa limitazione del desiderio, delle possibilità, quindi- nel paradigma del progresso come libertà- autoritarismo nella forma più insopportabile per il normofobo, quella della natura biologica, della non-scelta, del solido anziché del fluido, del movimento continuo anziché dell’omeostasi, condizione di stabilità, conservazione e autoregolazione dei viventi.

    Ci si imbatte nella normofobia specialmente nel campo dell’identità sessuale. I modelli diventano l’androgino, il trans, l’omosessuale, le Drag Queen, lo stile di vita queer (bizzarro, estraneo alla normalità). Vivere in modo queer è definito dall’accademico americano Harper Keenan “una resistenza politica incarnata ai costrutti limitanti di genere e sessualità così come sono prodotti dalle istituzioni e dalle relazioni sociali che governano le nostre vite”. Lo scopo è una pedagogia indirizzata a inculcare il disgusto per le norme fisiologiche, sociali, morali e istituzionali. In altre parole, la creazione di una generazione di normofobi ( e di spostati). L’avanguardia normofobica marcia di pari passo con un’ insidiosa variante , predominante tra la classe intellettuale, presente anche tra certi “conservatori”.

    Un deputato Tory britannico, Matt Hancock, ripreso dal video in una relazione extraconiugale con l’assistente, sposata e madre di tre figli, rispondendo alla difesa della “famiglia normativa” di un collega di partito, ne ha denunciato le argomentazioni “offensive” e “sbagliate”, e stigmatizzato la volontà politica di dare priorità ai matrimoni eterosessuali stabili. Il presupposto è chiaro: non esiste un modello di famiglia.

    Questo è semplicemente falso. Se i governi fossero davvero interessati a una politica basata sull’evidenza, farebbero ogni sforzo per sostenere i matrimoni eterosessuali stabili. Numerosi studi hanno dimostrato che l’assenza del padre è collegata a un rischio maggiore che i figli crescano in povertà, sperimentino ansia e depressione, abbiano scarso rendimento scolastico, si uniscano a bande criminali, abusino di droghe e subiscano abusi sessuali. Perché questi dati inoppugnabili vengono ignorati? La risposta è che la normofobia è la tendenza fondamentale delle élite occidentali perché soddisfa i loro interessi e i loro comodi.

    A partire dall’ opera del teorico liberale del secolo XIX John Stuart Mill, le preoccupazioni morali del popolo sono state oggetto di una continua rivoluzione dall’alto. I modelli vincenti, alla lunga, sono i comportamenti delle classi dominanti: la normofobia diventa fenomeno di massa. Ciò è chiaro nel campo “societale” ( le norme di vita introiettate ) e nel delicato ambito della libertà sessuale, in cui la dissoluzione di principi “forti” ha prodotto vantaggi soprattutto ai ricchi e potenti. Le donne delle classi medie e alte hanno guidato la battaglia contro le vecchie norme riguardanti la continenza sessuale e le aspettative comportamentali in una trasformazione morale che ha cambiato status e opportunità per il loro sesso ma innanzitutto per la loro classe sociale. Il maggiore consenso alla normofobia proviene dal mondo progressista, ma anche i conservatori hanno grandi responsabilità, poiché il loro unico credo riguarda l’aspetto economico, la ricchezza, la volontà di fare mercato di ogni follia o capriccio, se genera profitti.



    L’ abolizione della normalità produce dividendi asimmetrici: libertà per le élite, caos per il resto della società. I popoli, le persone comuni rischiano di affondare, private di chiari confini tra normalità e capriccio, giusto e sbagliato, coscienza dei limiti. Donne incarcerate si ritrovano a condividere le celle con uomini trans-identificati perché non esiste la normalità sessuale e l’autopercezione non è soggetta al tribunale della realtà. Dipendenze che portano al disagio sociale o alla morte diventano consumi di massa perché non è più normale astenersi da abitudini pericolose. Le famiglie e i singoli sono distrutti dalle dipendenze ( droga, gioco, alcool, sesso, farmaci) perché non è consentito distinguere il bene dal male.

    In Germania è divenuto legale l’uso della cannabis, nonostante l’ opposizione di medici e operatori specializzati. A fare le spese della normofobia dilagante sono soprattutto le ultime generazioni. Finisce la trasmissione dei valori, dei costumi, dei modi di essere delle comunità spappolate, rendendo la vita senza direzione. Innaturale, normofobica al massimo è l’inversione della relazione di accudimento tra adulti e bambini, a cui è imposto di vivere in modo innaturale in nome dei desideri degli adulti. Il punto zero di questo rapporto invertito è il privilegio legale del desiderio di libertà della donna sulla vita dell’essere non ancora nato. Un altro esempio è l’assistenza all’infanzia da parte di estranei, che richiede ai bambini e talvolta ai neonati di sacrificare il loro bisogno di presenza materna per necessità economica, ma spesso per l’ autorealizzazione della madre. Un caso futuristico è la “riproduzione assistita” mediante la maternità surrogata, una pratica dai risvolti morali normofobici, poiché indirizza i trattamenti non solo agli eterosessuali, ma a coppie omosessuali o a singoli in nome di un concetto inventato, l’ “infertilità situazionale”. Sebbene sanitari e psicologi sottolineino l’importanza del legame prenatale per la salute psichica dei bambini e delle madri, gli appelli vengono ignorati in nome dell’ “uguaglianza della fertilità”. Obbligano ogni bambino nato surrogato a sacrificare la continuità del suo legame materno, dalla gestazione alla prima infanzia, per soddisfare la volontà degli adulti committenti.

    Khloé Kardashian, sorella della più nota Kim, ha riconosciuto questo costo esistenziale dopo aver acquistato un bambino attraverso la maternità surrogata. Ha descritto il fatto di aver preso possesso del piccolo dopo la sua nascita come “un’esperienza transazionale” che “non riguardava lui” e ha ammesso di aver lottato per creare un legame. Per fiacchezza morale ha evitato di trarne conseguenze. “Ciò non significa che sia buono o cattivo. E’ semplicemente molto diverso.” Commissionare un bambino su ordinazione non è solo “diverso”. L

    a nostra natura è flessibile ma non infinitamente malleabile. Il sesso rimane dimorfico; ogni bambino ha una madre, un padre, un percorso di sviluppo normale. La normofobia è un parassita della natura umana; abolisce i dati di fatto in nome del desiderio individuale. Troppi rimangono neutrali, indifferenti, permettendo all’odio per la normalità di diventare base culturale della società. Ben poco, nell’Occidente terminale, vi si può opporre, tranne la figura più resistente all’abolizione: il bambino, i cui bisogni “normali” non sono cambiati solo perché i desideri degli adulti sono diventati folli. Forse per questo la normofobia è arrivata al punto di considerare l’aborto- il rifiuto della trasmissione della vita – diritto universale, pegno della “salute riproduttiva”, espressione del linguaggio – e del mondo- invertito.
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    SONO LE ELITES FINANZIARIE CHE IMPONGONO IL GENDER

    L’adesione da parte di imprese e istituzioni all’ideologia gender non è affatto spontanea, ma è il prodotto di pressioni esercitate attraverso un vero e proprio sistema di credito sociale.

    1) IL GRANDE RESET PASSA PER L’IDEOLOGIA GENDER

    Un numero sempre maggiore di testimonial LGBT si affolla nei video della promozione d’impresa, le amministrazioni si affannano in una corsa ossessiva all’inclusività e le questioni legate all’identità di genere vengono ribadite nei mezzi di comunicazione.
    Com’è stato possibile che le rivendicazioni di percentuali risibili della popolazione mondiale che, secondo i dati OCSE arriva solo al 2,7, siano diventate la stella polare dell’imprenditoria e della politica?
    La risposta la dà il WEF: l’LGBT è uno degli strumenti per imporre il Grande Reset attraverso due strade: la diffusione del capitalismo degli Stakeholders, una dottrina dell’organizzazione aziendale che vincola le attività imprenditoriali al rispetto di specifici valori woke tramite i principi della Responsabilità Sociale (CSR); l’altra è comprendere da chi e con quali strumenti sia stata data così tanta forza ad istanze marginali della società.
    Spesso e volentieri l’introduzione di tematiche, personaggi e testimonial woke provoca un danno economico non solo perché vengono boicottati, ma anche perché le quote per la diversità portano all’assunzione di personale incompetente. Le élite promettono finanziamenti alle aziende che sporcano la propria immagine e contaminano i propri prodotti di ideologia, così che vendendo sempre meno, l’unica forma di sopravvivenza che hanno è proprio la dipendenza finanziaria dai fondi delle élite, che così le hanno in pugno.

    2) CREDITO SOCIALE PER IMPRESE E MUNICIPI

    HRC è un’organizzazione che diffonde l’ideologia gender attraverso l’egemonia culturale in ogni ambito col sostegno finanziario di JP Morgan Chase & Co., Morgan Stanley, Société General de Belgique e Credite Suisse.
    Human Rights Campaign si occupa anche della conduzione di rappresaglie nei confronti di chi non si allinea ai suoi dettami come il sovrintendente alla pubblica istruzione dell’Oklaoma, reo di non consentire ai travestiti la modifica del “genere” nei registri scolastici.
    Per stabilire chi sostenere e chi punire, HRC utilizza il Corporate Equity Index (CEI), elaborato da Credit Suisse, che viene anche usato dalle banche per scegliere a chi erogare finanziamenti.
    Alcuni dictat delle linee guida stabilite:
    • sostegno ai matrimoni omosessuali;
    • marginalizzare le entità che si oppongono alla dottrina LGBT e con le quali l’azienda viene in contatto;
    • rivolgersi solo a enti certificati LGBT;
    • mostrarsi pubblicamente ossequienti verso la dottrina Gender;
    • finanziare organizzazioni o eventi legati al mondo LGBT;
    • fare campagne di marketing orientate al mercato LGBT.
    Lo stesso sistema di credito sociale è applicato ai municipi attraverso il Municipal Equality Index che assegna un punteggio in base a quanto la politica si piega al ricatto LGBT ad esempio costruendo sportelli LGBT o usando soldi pubblici per pagare ormoni e interventi di mutilazione.

    3) LA SITUAZIONE IN EUROPA E IN ITALIA

    In Europa chi si occupa di finanziare i progetti pro-LGBT è ILGA Europe che ha come suo co-fondatore la UE.
    ILGA riceve sovvenzioni da privati che concentra sui progetti definiti dal annualmente dal suo gruppo direttivo a favore della casta LGBT.
    In Italia il documento che definisce la “Strategia Nazionale LGBT+ 2022-2025”, coinvolge 13 Ministeri e ricalca le richieste stabilite da indici come CEI e MEI.
    Tra gli obiettivi da raggiungere, quello di portare ai livelli della media europea le più alte percentuali di dissenso che gli italiani manifestano verso il mondo LGBT.

    CONCLUSIONI

    Le aziende non dipendono più dalla loro efficienza nel mercato, che è ormai diventato solo una messa in scena, ma vengono tenute in vita dalle élite mondiali, e questo è il loro reset, cioè l’essere diventate appendici del potere.

    Der Einzige
    Difficilissimo trovare così tante cagate in un solo post. Complimenti all'autore.

    Inviato dal mio M2101K7BNY utilizzando Tapatalk

  2. #12
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    Predefinito Re: La normofobia

    La normalità (cosi formulata) non esiste: siamo nove miliardi di "diversi" (l'uno dall'altro).
    Ove introdotta in maniera autoritaria diventa una "bestialità".


  3. #13
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    Predefinito Re: La normofobia

    Citazione Originariamente Scritto da Seyen Visualizza Messaggio
    Sono d'accordo, ma trovo altrettanto sbagliato voler far passare l'idea che essere diverso è meglio che essere normale. .

    Qui il vero problema è che alcune minoranze privilegiate cercano di imporre la loro percezione soggettiva alla maggioranza che non la condivide.

    Loro sono liberi di identificarsi in ciò che vogliono a patto che non obblighino gli altri ad adeguarsi alle loro percezioni


    Vuoi un mondo dove dire che un uomo che si crede donna è sempre un uomo comporti l'arresto?




    Viva JK Rowling che si ribella alla furia woke. Qualcuno dica che è come il ddl Zan
    L’Hate Crime Act scozzese ricorda da vicino la legge sull’omobitransfobia targata Partito Democratico


    Sono lontani, lontanissimi i tempi della Scozia sinonimo di libertà. Da due giorni a Edimburgo è entrato in vigore l’Hate Crime Act che estende il crimine di “incitamento all’odio”, finora contemplato soltanto per i casi di razzismo, anche a chi esprime idee contrarie all’identità di genere. In altri termini, verrà punito non solo chi molesta o aggredisce le persone, ma anche chi si azzarda a non condividere l’idea del gender


    JK Rowling ha sfidato apertamente la Scozia dei fighetti, pronta a mettere in carcere per sette anni chi non si allinea ai diktat della religione Lgbt tanto cara al governo di Edimburgo. “La libertà di parola e di credo finirà in Scozia se la descrizione accurata del sesso biologico sarà ritenuta criminale. Al momento sono fuori dal paese, ma se quello che ho scritto qui si qualifica come un reato secondo i termini della nuova legge, non vedo l’ora di essere arrestata quando tornerò nella culla dell’Illuminismo scozzese”

    https://www.nicolaporro.it/viva-jk-r...me-il-ddl-zan/
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  4. #14
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    Predefinito Re: La normofobia

    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Gori Visualizza Messaggio
    Qui il vero problema è che alcune minoranze privilegiate cercano di imporre la loro percezione soggettiva alla maggioranza che non la condivide.

    Loro sono liberi di identificarsi in ciò che vogliono a patto che non obblighino gli altri ad adeguarsi alle loro percezioni
    Oddio...dire che i gay sono minoranze privilegiate mi pare un tantinello eccessivo. Sta di fatto che in un paese libero ognuno dovrebbe essere libero di pensarla e vivere come meglio crede. Il tutto nel rispetto del prossimo e senza calpestare le liberta degli altri. Quello che a me disturba infatti di questo wokismo dilagante è il voler far passare per CATTIVI persone che hanno visioni della vita diverse da quelle di un omosessuale o di una drag queen. Io rispetto la loro vita, sebbene non capisca certe estremizzazioni, che loro rispettino la mia.
    "La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)

    È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi

  5. #15
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    Predefinito Re: La normofobia

    Citazione Originariamente Scritto da Seyen Visualizza Messaggio
    Oddio...dire che i gay sono minoranze privilegiate mi pare un tantinello eccessivo. Sta di fatto che in un paese libero ognuno dovrebbe essere libero di pensarla e vivere come meglio crede. Il tutto nel rispetto del prossimo e senza calpestare le liberta degli altri. Quello che a me disturba infatti di questo wokismo dilagante è il voler far passare per CATTIVI persone che hanno visioni della vita diverse da quelle di un omosessuale o di una drag queen. Io rispetto la loro vita, sebbene non capisca certe estremizzazioni, che loro rispettino la mia.

    È proprio questo il punto.
    Loro non rispettano la tua legittima percezione che, per es, considera "estremizzazioni" dei loro modi di essere.
    In soldoni, limitano la tua libertà di espressione.

    E non si parla solo dell'ideologia omosessualista (che è cosa ben diversa dal l'omosessualità), ma di tutto l'ambaradan woke




    Prendiamo il transgenderismo


    L’ideologia transgender fonde un tipo di concetto qualitativamente diverso basato su qualità che esistono oggettivamente nel tempo e nello spazio con un’idea astratta derivata da un’intuizione soggettiva.  Questa è un controsenso non scientifico e inappropriato per una società che desidera basarsi sulla ragione e sulla logica. 

    L’ideologia transgender, quindi, mira a raggiungere ciò che dichiara di detestare e opporsi;  è una ricerca per afferrare e utilizzare il potere sociale.  Tutti all'interno della società devono quindi essere costretti a conformarsi alle affermazioni del gruppo identitario approvato e alla sua richiesta di convalida.  È una concezione della libertà per la categoria privilegiata di persone che richiede l'imposizione di un insieme specifico di condizioni sociali.
    Cit. Marc Glendening
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  6. #16
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    Predefinito Re: La normofobia

    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Gori Visualizza Messaggio
    È proprio questo il punto.
    Loro non rispettano la tua legittima percezione che, per es, considera "estremizzazioni" dei loro modi di essere.
    In soldoni, limitano la tua libertà di espressione.

    E non si parla solo dell'ideologia omosessualista (che è cosa ben diversa dal l'omosessualità), ma di tutto l'ambaradan woke




    Prendiamo il transgenderismo


    L’ideologia transgender fonde un tipo di concetto qualitativamente diverso basato su qualità che esistono oggettivamente nel tempo e nello spazio con un’idea astratta derivata da un’intuizione soggettiva. Questa è un controsenso non scientifico e inappropriato per una società che desidera basarsi sulla ragione e sulla logica.

    L’ideologia transgender, quindi, mira a raggiungere ciò che dichiara di detestare e opporsi; è una ricerca per afferrare e utilizzare il potere sociale. Tutti all'interno della società devono quindi essere costretti a conformarsi alle affermazioni del gruppo identitario approvato e alla sua richiesta di convalida. È una concezione della libertà per la categoria privilegiata di persone che richiede l'imposizione di un insieme specifico di condizioni sociali.
    Cit. Marc Glendening
    Il problema è che te vuoi entrare nel merito della loro libertà di essere drag queen. Non ti piacciono....ok, neanche a me fanno impazzire perchè mi sembrano delle macchiette, ma che siano libere di farlo.
    A te cosa torna indietro scrivere in ogni dove che essere una drag queen è squallido? Niente...lo fai solo per offendere il loro stile di vita. Quindi sbagli in partenza.
    Come sbagliano quelli che vogliono a tutti i costi voler dimostrare che essere drag queen è bello...e lo debbano insegnare ai figli di gente che magari quel mondo non apprezza.

    Va insegnata una semplice cosa....che ognuno è libero di vivere come meglio crede e dover poter avere gli stessi diritti degli altri.
    "La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)

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  7. #17
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    Predefinito Re: La normofobia

    Cosa non farebbe la sinistra per raccattare qualche voto. Si farebbero trombare da un orangotango, per tentare di diventare più intelligenti...
    Venite a me, voi sinistri che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.

  8. #18
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    Predefinito Re: La normofobia

    Citazione Originariamente Scritto da Seyen Visualizza Messaggio
    Il problema è che te vuoi entrare nel merito della loro libertà di essere drag queen. Non ti piacciono....ok, neanche a me fanno impazzire perchè mi sembrano delle macchiette, ma che siano libere di farlo.
    .
    Sono SEMPRE state libere di essere quel che vogliono.
    Nessuno va a far chiudere i locali dove si ritrovano o cose del genere.

    Qui si parla della libertà di ritenerle "macchiette" o di esprimere qualsivoglia opinione su una categoria.

    Per esempio, se tu sei grasso, non obblighi tutto il mondo a sostenere che grasso è bello pena sanzioni amministrative/penali
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  9. #19
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    Predefinito Re: La normofobia

    Citazione Originariamente Scritto da Seyen Visualizza Messaggio
    Il problema è che te vuoi entrare nel merito della loro libertà di essere drag queen. Non ti piacciono....ok, neanche a me fanno impazzire perchè mi sembrano delle macchiette, ma che siano libere di farlo.
    A te cosa torna indietro scrivere in ogni dove che essere una drag queen è squallido? Niente...lo fai solo per offendere il loro stile di vita. Quindi sbagli in partenza.
    Come sbagliano quelli che vogliono a tutti i costi voler dimostrare che essere drag queen è bello...e lo debbano insegnare ai figli di gente che magari quel mondo non apprezza.

    Va insegnata una semplice cosa....che ognuno è libero di vivere come meglio crede e dover poter avere gli stessi diritti degli altri.
    Il punto è un altro ed è quello che indica Gori.

    Nessuno nega a nessuno il diritto di sentirsi quello che vuole: un gatto, un albero, un atomo di idrogeno...
    Poi però c'è la realtà. Un bambino che si veste da Zorro in quel momento vuole essere tale e glielo concedi per farlo contento ma arriva il momento in cui gli si fa capire che non lo è, magari quando cresce. Cosa si dovrebbe fare se il bambino volesse mettere in gabbia il genitore che gli spiega come stanno le cose?
    Qui abbiamo gente che vorrebbe appunto perseguire chi si attiene alla realtà.
    Ma quanti figli del Perozzi in giro...
    Travel is fatal to prejudice, bigotry, and narrow-mindedness...
    Chi abbandona gli animali è un bastardo!

  10. #20
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    Predefinito Re: La normofobia

    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Gori Visualizza Messaggio
    Sono SEMPRE state libere di essere quel che vogliono.
    Nessuno va a far chiudere i locali dove si ritrovano o cose del genere.

    Qui si parla della libertà di ritenerle "macchiette" o di esprimere qualsivoglia opinione su una categoria.

    Per esempio, se tu sei grasso, non obblighi tutto il mondo a sostenere che grasso è bello pena sanzioni amministrative/penali
    Ricordo sempre che non è libertà di pensiero avere il "diritto" di offendere un'altra persona per delle diversità. Tu hai il diritto di ritenere ignobili certe pratiche, ma non il diritto di andare a scrivere o dire pubblicamente certe cose.

    Tu sei libero di dire "il mio ideale è fatta da marito, moglie, 3 fligli, tutti biondi alti e con gli occhi azzurri"....nessuno te lo vieta.
    "La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)

    È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi

 

 
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