Quoto solo una porzione della tua argomentazione perché fatta salva qualche quisquilia mi trovo sostanzialmente in linea con il tuo pensiero.
Mi soffermo su quest'ultimo periodo perché, nonostante tu abbia pienamente ragione, ciò non toglie comunque una virgola al punto che stavo sostenendo, ovvero che il modello attuale che di fatto toglie dal gioco i non votanti è sbagliato.
Va cambiato il paradigma per cui "a chi non vota sta bene tutto" per un più rappresentativo "a chi non vota non sta bene nessuna delle opzioni sul tavolo" e riflettersi di conseguenza sia sulla validità delle elezioni stesse, sia sull'assegnazione dei seggi.
Poi concordo con te che nel sistema attuale i non votanti sono di fatto un assist alla coalizione che prende più voti e che la stragrande maggioranza dei non votanti non arriva a tale profondità e se ne sbatte allegramente.
Unico aspetto su cui lascio un giudizio in sospeso è questo:
perché ciò che dici è vero, ma difficilmente realizzabile in un paese con un'età media intorno ai 48 anni.
Per cambiare le cose con la "lotta politica dura", ci vogliono i giovani.
I padri di famiglia vogliono solo vivere in pace ed in serenità a casa loro.





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E me lo tengo!
