

When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)




“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


La “proposta di pace in dieci punti” del presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è ridotta a tre soli punti, alla vigilia del summit svizzero di Lucerna (15 e 16 giugno) sulla fine del negoziato. Un summit molto voluto da Kiev, che da un anno lavora incessantemente per instradare un eventuale negoziato volto a chiudere la guerra sulla road map decisa dall’Ucraina escludendo Mosca
La “proposta di pace in dieci punti” del presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è ridotta a tre soli punti, alla vigilia del summit svizzero di Lucerna (15 e 16 giugno) sulla fine del negoziato. Un summit molto voluto da Kiev, che da un anno lavora incessantemente per instradare un eventuale negoziato volto a chiudere la guerra sulla road map decisa dall’Ucraina escludendo Mosca. Bloomberg ha pubblicato una prima bozza del testo preliminare a cui si lavorerà per la dichiarazione finale del summit, soggetta naturalmente a essere modificata dall’assemblea dei molti Stati – più di cento, secondo Kiev - partecipanti.
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La bozza prevede che la conferenza di pace in Svizzera si concentri su tre punti della “formula di pace”: sicurezza nucleare, sicurezza alimentare e ritorno dei bambini rapiti.
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Sicurezza nucleare
Il testo di base per i lavori prevede la messa in sicurezza degli impianti nucleari e dichiara “inammissibile” qualsiasi minaccia di utilizzo di armi nucleari. “Gli impianti nucleari, inclusa la centrale elettrica di Zaporizhzhia – scrive Bloomberg, riportando di contenuti della bozza - devono funzionare sotto il controllo ucraino e in linea con i principi stabiliti dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica”.
Sicurezza alimentare
Quanto alla sicurezza alimentare, continua Bloomberg, “non deve essere armata, e deve essere garantita dalla libera navigazione nel Mar Nero e nel Mar d’Azov: l’Ucraina deve avere accesso a terzi per i suoi prodotti agricoli”.
Ritorno dei bambini rapiti
Sull’ultimo punto si prevede poi che “tutti i prigionieri di guerra devono essere rilasciati, compresi tutti i bambini e i civili ucraini deportati e illegalmente sfollati, che devono essere restituiti in Ucraina”.
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di Daniele Raineri
03 Giugno 2024
Prima apertura a un negoziato
Nulla di nuovo sotto il sole, sono tre punti già presenti nella proposta di pace di Zelensky e senza vere modifiche sostanziali. Ma il vero punto cruciale di questa bozza di accordo è la prima apertura di fatto, da parte di Zelensky, a un negoziato di pace con Mosca che fino a oggi è precluso dalla modifica alla Costituzione fatta iscrivere dal presidente ucraino dopo i massacri di Bucha e Mariupol. "Abbiamo concordato di intraprendere passi concreti – dice la bozza, che ha evidentemente il via libera di Kiev - che possano servire come misure di rafforzamento della fiducia” nei tre punti identificati, “con il conseguente coinvolgimento dei rappresentanti della Federazione Russa”.
"Il conivolgimento della Federazione Russa”
Questa sì, è una svolta. Se il testo non contiene novità tali da muovere concretamente lo status quo derivato dal dramma della guerra, è interessante proprio per questa apertura esplicita a Mosca - che per volere di Kiev non è stata invitata al vertice - all’indomani del summit. Il piano del presidente Zelensky è stato concepito un anno fa, al tempo dell’attesa della controffensiva ucraina poi fallita. Sulla controffensiva c'erano enormi aspettative, per questo la proposta di pace di Zelensky era di fatto un piano di capitolazione russa, che doveva essere somministrato a Mosca una volta sconfitta, redatto dal resto del mondo, unito in appoggio all’Ucraina invasa. Un progetto che si è scontrato con quello che è poi accaduto su entrambi i piani, quello diplomatico e quello marziale.
Il fallimento della controffensiva
Dal punto di vista marziale la controffensiva è stata un bagno di sangue con pochissimi risultati concreti. Dal punto di visto diplomatico, anche in considerazione dell’insuccesso militare si era diffuso lo scetticismo degli stessi alleati sulla possibilità concreta di ottenere risultati scrivendo un accordo di pace in assenza di Putin, e poi provando a imporre al Cremlino di sottoscriverlo ex post.
È un processo che per avere successo richiedeva due pilastri: il primo era ottenere importanti successi sul campo, come si prefigurava nella primavera del 2023; e il secondo era l’appoggio del Sud globale, quel resto del mondo che Kiev aveva sperato di arruolare in sua difesa. Ma le cose sono andate diversamente, e il Sud globale ha mantenuto un atteggiamento molto freddo nei confronti di Kiev proclamando di voler rimanere “neutrale”: a Lucerna sono previste molte defezioni. Lo stesso per quanto riguarda la Cina, il cui appoggio sarebbe stato decisivo ma che ha già annunciato che non parteciperà.
L’evoluzione del conflitto
In queste ultime settimane, tuttavia, il conflitto ha cambiato nuovamente volto. Prima con l’attacco in forze russo nel Donbass e verso Kharkiv; poi con il rinnovo degli aiuti occidentali a Kiev – che mesi fa sembrava destinata a perdere l’appoggio dei suoi alleati “stanchi” del protrarsi della guerra e dei costi da sostenere – e ora con il via libera all’uso limitato delle armi occidentali in territorio russo per respingere l’attacco di Mosca riportando la stabilità sul campo di battaglia, unica possibile premessa a un negoziato di pace che non sia la semplice ratifica della sconfitta di uno o dell’altro. Questo nuovo scenario ha radicalmente modificato il quadro con cui si aprirà il vertice di pace di Lucerna.
I dieci punti della proposta originale di Zelensky
I dieci punti della proposta originaria di Zelensky erano la “sicurezza nucleare e radioattiva”, la “sicurezza alimentare” con l’estensione a tempo indeterminato degli accordi sul grano; la sicurezza energetica, il rilascio di prigionieri e deportati, l’integrità territoriale, il ritiro delle forze russe con il cessate il fuoco, la giustizia per i crimini di guerra e la compensazione dei danni, il ripristino dell’ecocidio, la prevenzione di una futura escalation e, infine, la “fine della guerra” sancita da un documento.
L’integrità territoriale
Un piano ambizioso che si è ristretto a tre punti abbandonando quelli ostativi rispetto a qualsiasi accordo. Non c’è più, soprattutto, il requisito fondamentale dell’integrità territoriale. È il segno che da una dichiarazione di principio - lanciata in un momento in cui Kiev riteneva di poter ottenere un largo successo sul campo con l’aiuto occidentale - si è passati a una visione più pragmatica,
https://www.repubblica.it/esteri/202...zza-423172851/


Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.
I I = Inutili Idiozie.


fasciti + comunisti + noVax + salvini = servi di putin
cireno : SDC
SUD LIBERO SUBITO







