

"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


Di tutte le possibili reazioni ad un insulto, la più efficace è il silenzio - Santiago Ramòn y Cajal
A paraulas maccas uriga surda
Tessera N° 29 Fronda ForumerZ di POL
Segretaria liquidatrice di Italia Morta


Tra le misure volte a fare pressione a Taipei nei giorni dell’insediamento del neo-presidente William Lai la Cina ha inserito anche le sanzioni alle compagnie americane che armano Taiwan, impedendo loro di approvvigionarsi di componentistica e semilavorati in Cina: “Le liste delle sanzioni includono unità di Lockheed Martin, Raytheon, General Dynamics e Boeing”, nota la Abc, aggiungendo che “anche gli alti dirigenti della Northrop Grumman Corporation e della General Dynamics sono stati presi di mira” e che “le misure si aggiungono a”.quelle annunciate lo scorso anno che hanno impedito a Lockheed Martin Corp. e Raytheon Technologies Corp. e Raytheon Technologies Corp. di importare merci in Cina o di effettuare nuovi investimenti nel paese
Misure, quelle cinesi, che mostrano sia una volontà segnaletica di Pechino di muoversi per contrastare la capacità americana di sostenere Taiwan che un tentativo di rispondere simmetricamente alle manovre commerciali e geo-economiche con cui l’amministrazione Biden, rinforzando il contrasto già avviato da Donald Trump, colpisce la Repubblica Popolare su tecnologie critiche, semiconduttori, auto elettriche e altri importanti manufatti. In quest’ottica si mira ad alzare la pressione sugli Stati Uniti perimetrando anche in senso opposto a quello ristretto da Washington lo spazio della cooperazione economica. A tutto vantaggio di una competizione in cui il “sanzionismo” appare la cifra distintiva dei nuovi rapporti tra le superpotenze.
Non va dimenticato, poi, che di recente gli Usa hanno alzato l’asticella contro le aziende cinesi che sono accusate di sostenere in Ucraina lo sforzo bellico della Russia. In quest’ottica l’asticella del confronto a colpi di sanzioni si alza in un meccanismo di azione e contro-reazione che vede sempre di più i principi base del commercio dell’era globale piegati alla logica di potenza. Si tratta della strisciante pratica del lawfare, l’uso “geopolitico” del diritto e delle regole commerciali. Ennesima frontiera di una competizione senza limiti in cui Cina e Usa sono profondamente coinvolte.
https://it.insideover.com/difesa/anc...no-taiwan.html
16 febbraio, il Ministero del Commercio cinese ha annunciato l'imposizione di sanzioni contro due produttori di difesa statunitensi: Lockheed Martin Corporation e Raytheon Missiles & Defense (filiale di Raytheon Technologies Corp). Il Ministero del Commercio cinese ha addotto come motivazione la violazione della "sovranità nazionale
https://www.lantidiplomatico.it/dett...a/27922_48864/
a Cina sanziona i colossi militari USA Lockheed Martin e Raytheon
La Cina impone «sanzioni commerciali e di investimento» alle due società americane perché hanno fornito armi a Taiwan
Alle società, secondo quanto ha riferito il ministero del Commercio, «è vietato importare merci o effettuare nuovi investimenti in Cina». Non è chiaro, tuttavia, quale sia il reale impatto dell'iniziativa a danno delle attività delle due aziende, dato che gli Usa vietano la maggior parte delle vendite di tecnologia legata alle applicazioni militari a favore di Pechino.
Le due società americane sono finite nella «lista delle entità inaffidabili» stilata dal ministero del Commercio cinese, finendo ancora una volta nel mirino di Pechino. A febbraio 2022, infatti, erano state sanzionate per la vendita di armi da 100 milioni di dollari a favore di Taiwan: nell'occasione il ministero degli Esteri cinese disse che l'operazione «minacciava gli interessi di sicurezza della Cina, minava seriamente le relazioni Cina-USA e la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan».
https://www.cdt.ch/news/mondo/la-cin...aytheon-308481


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17 giugno 2024
Dal 2000, la Cina è stata costantemente il maggiore esportatore di beni tra i paesi BRICS e la sua quota di esportazioni dal blocco è aumentata in modo significativo. Nel 2000, la quota cinese delle esportazioni BRICS era poco più del 50%; nel 2020 questa quota è salita al 74%. Tr
https://www.statista.com/statistics/...ric-countries/
Secondo i dati diffusi il 21 giugno dall’Amministrazione Generale delle Dogane della RPC, il commercio bilaterale tra la Cina e i quattro paesi BRICS, Russia, Brasile, India e Sud Africa ha continuato a crescere nei primi cinque mesi di quest’anno, con un valore totale di 1,31 trilioni di yuan, un aumento su base annua del 12,1%, e 3,8 punti percentuali in più rispetto al tasso di crescita complessivo del commercio estero cinese nello stesso periodo.
Nello specifico, negli ultimi cinque mesi, le esportazioni cinesi verso gli altri paesi BRICS sono aumentate del 18,1% a 656 miliardi di yuan, e le sue importazioni sono aumentate del 6,6% a 651,71 miliardi di yuan.
In termini di paesi, la Russia è il principale partner della Cina nei paesi BRICS. Nei primi cinque mesi dell'anno, la Cina ha avuto un commercio bilaterale pari a 419,8 miliardi di yuan in totale, con un incremento del 26,5%. Tra questi, le esportazioni sono state di 156,7 miliardi di yuan, con un incremento del 5,2%, e le importazioni sono state di 263,1 miliardi di yuan, con un incremento del 43,9%. Inoltre, il commercio della Cina con Brasile e India è aumentato rispettivamente del 7,3% e del 10%, raggiungendo rispettivamente 415 miliardi di yuan e 344,25 miliardi di yuan; e il suo commercio con il Sud Africa è diminuito del 5% a 128,65 miliardi di yuan.
https://www.unitalen.com.cn/html/report/22081635-1.htm


https://www.ilgiornale.it/news/crona...o-2335255.html
Gli Stati Uniti starebbero cercando in tutti i modi di provocare un’invasione di Taiwan da parte della Cina. È questo il contenuto di un messaggio che Xi Jinping in persona avrebbe trasmesso al presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen durante un incontro tra i due avvenuto nell’aprile 2023. Pare che il presidente cinese abbia lanciato l'avvertimento anche ai funzionari interni del suo Paese, spiegando che Washington vorrebbe ingannare Pechino inducendola a lanciare un’offensiva contro l’isola. Xi, tuttavia, ha riferito ai suoi interlocutori che non avrebbe abboccato.
La rivelazione di Xi su Taiwan
L’intera vicenda è stata ricostruita in un lungo articolo pubblicato dal Financial Times, che ha citato fonti vicine alla questione, secondo le quali gli Usa avrebbero cercato di provocare la Cina fornendo armi a Taiwan e adottando altre misure per attirare Pechino in uno scontro militare. In effetti, a ben vedere, intervenendo all’Asia Society, lo scorso gennaio, Cui Tiankai, ex ambasciatore cinese a Washington, aveva affermato che la Cina "non cadrà nella trappola che qualcuno potrebbe preparare", lanciando un velato riferimento agli Stati Uniti.
La rivelazione del presunto pensiero di Xi sul dossier taiwanese è stato diffuso mentre la tensione nello Stretto di Taiwan è tornata a salire. Pechino ha di recente risposto all'insediamento del neoeletto presidente Lai Ching-te - che il Partito comunista cinese (Pcc) ha descritto come un "pericoloso separatista", avendo un passato a favore dell'indipendenza di Taiwan dalla Cina e non riconoscendo le rivendicazioni di sovranità del governo di Pechino - con imponenti esercitazioni militari in tutta l'isola.
Il presunto piano degli Usa e le informazioni del leader cinese
Xi avrebbe anche affermato, sempre nell’incontro con Von der Leyen, che un conflitto con gli Stati Uniti distruggerebbe molti dei successi conseguiti dalla Cina e minerebbe l’obiettivo del Paese di raggiungere una serie di traguardi strategici entro il 2049.
"Se Xi crede davvero che gli Stati Uniti cerchino di scatenare un conflitto con la Cina per Taiwan, allora le preoccupazioni che il leader cinese abbia creato un vuoto di informazioni o che stia ottenendo suggerimenti dai suoi subordinati, sono, in modo preoccupante, vere", ha dichiarato Jude Blanchette, un esperto cinese del think tank CSIS. "Qualunque sia la spiegazione dei commenti di Xi, è chiaro che l'ambiente decisionale e le informazioni che vi confluiscono sono state distorte, o dai luogotenenti del presidente cinese, o dal suo stesso comportamento", ha aggiunto ancora Blanchette.
L'ambasciata cinese a Washington non ha commentato l’indiscrezione del FT su Xi, ma ha affermato che gli Stati Uniti stanno vendendo armi a Taiwan e sostenendo le "forze separatiste indipendentiste". Il portavoce di Von der Leyen ha invece riferito di non aver rivelato dettagli sugli incontri privati del presidente della Commissione europea. No comment da parte della Casa Bianca.
Ricordiamo che Washington ha l'obbligo di aiutare Taiwan a provvedere alla propria difesa ai sensi del Taiwan
Relations Act, tuttavia l'amministrazione del presidente Joe Biden sottolinea da tempo di non sostenere l'indipendenza di Taiwan e di opporsi a cambiamenti unilaterali dello status quo
Mi hanno detto che sei fascia, che sei amica di Salvini,
Ma io so che invece sei normale e quelli sono dei cretini...


Tra le misure volte a fare pressione a Taipei nei giorni dell’insediamento del neo-presidente William Lai la Cina ha inserito anche le sanzioni alle compagnie americane che armano Taiwan, impedendo loro di approvvigionarsi di componentistica e semilavorati in Cina: “Le liste delle sanzioni includono unità di Lockheed Martin, Raytheon, General Dynamics e Boeing”, nota la Abc, aggiungendo che “anche gli alti dirigenti della Northrop Grumman Corporation e della General Dynamics sono stati presi di mira” e che “le misure si aggiungono a
Ma cosa vuoi sanzionare ????? Ridicolo.


forse la Nato è convinta di essere in guerra contro l'iraq o la Libia?
ma a furia di ceffoni si sveglieranno..
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Gira e rigira dove ci sono gli interessi USA in giro per il mondo c'è una guerra.
Medio oriente.
Ucraina.
In futuro Taiwan....
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le ha gia sanziionatePechino ha sanzionato dieci individui e dodici aziende statunitensi operanti nel settore della Difesa per la vendita di armi a Taiwan, oltre che per le restrizioni inflitte alle società cinesi accusate di sostenere lo sforzo bellico della Russia in Ucraina.
Nella nota si precisa che le restrizioni entrano in vigore da oggi, 22 maggio. Tra le società colpite rientrano Raytheon Technologies, Lockheed Martin e General Dynamics, riporta Reuters. Le misure riguardano anche alcuni loro dirigenti, a cui sarà interdetto l’accesso in Cina e nelle regioni amministrative speciali di Hong Kong e Macao.
https://www.startmag.it/economia/per...0in%20Ucraina.
chino, a pochi giorni dalle elezioni presidenziali e politiche di Taiwan del 13 gennaio, ha deciso di punire, "in conformità con la legge cinese sulle sanzioni anti-straniere", un totale di cinque società Usa dell'industria della difesa "in risposta alle nuove vendite di armi" all'isola "e alle sanzioni americane contro imprese e individui cinesi con vari pretesti".
Si tratta - si legge in una nota di un portavoce del ministero degli Esteri cinese - di Bae Systems Land and Armament, Alliant Techsystems Operation, AeroVironment, ViaSat e Data Link Solutions.
https://www.ansa.it/sito/notizie/mon...139071093.html
La Cina sanziona 5 società americane per la fornitura di armi a Taiwan
(afp)
Il ministero degli Esteri di Pechino: “La vendita da parte degli Stati Uniti danneggia seriamente l
https://www.repubblica.it/esteri/202...rmi-421823116/