http://www.fiammafutura.net/2010/11/...i-storace.html
Che senso hanno questi attacchi a Storace?
Pubblicato martedì, novembre 02, 2010
di Massimiliano Mazzanti
L’attacco personale di Andrea Urso a Francesco Storace – condito da ulteriori attacchi a Silvio Berlusconi e a complimenti a Gianfranco Fini – rafforzano la convinzione di aver fatto la scelta giusta, nell’abbandonare gli incarichi di responsabilità che tanti di noi avevano in quel movimento, aderendo contestualmente al progetto Fiamma Futura. Urso, per precisare il suo pensiero in materia, ha anche scritto: “purtroppo nel ns.mondo ci sono molti che si sono dati la patente di destra senza sapere cosa significhi o per mero opportunismo…”. In altre parole, secondo lui, non sarebbe di destra Storace e quanti, per esempio Fiamma Futura, con Storace intendono anche fare un percorso comune per la ricostruzione di un’area identitaria politicamente dignitosa ed elettoralmente consistente. Se mi si perdona – per una volta me lo si perdonerà, credo – il riferimento personale diretto, io so cosa sia la Destra e credo di potermi definire di destra senza che qualcuno possa contestarmi questo diritto. Un po’ per quel che ho scritto in 20 anni di attività giornalistica e intellettuale; ma, soprattutto, in virtù di una militanza che, ormai, ha superato ampiamente il quarto di secolo. Fattori, questi, che mi permettono immediatamente di rigirare la domanda: cosa ci sarebbe – di destra – nell’attaccare oggi Berlusconi e nel difendere quel Fini, il quale (porcherie a parte: contratti Rai alla suocera, casa di Montecarlo al cognato) continua a fare professioni di autentico antifascismo, fino al punto di affidare alle stampe degli Editori riuniti (la casa editrice di Palmiro Togliatti) il suo ultimo sforzo editoriale? Essere di destra, in primissimo luogo, significa essere realisti. Oggi, l‘uomo di destra – di fronte alla profonda crisi che il sistema politico italiano sta attraversando – deve chiedersi: cosa ci sarebbe, nell’eventuale dopo-Berlusconi? Delle due, l’una: o un governo delle Sinistre, guidate da Pierluigi Bersani e Niky Vendola (e Dio voglia risparmiare al Paese questa infamia); o un “governo del quadrilatero” Luca di Montezemolo, Francesco Rutelli, Pierferdinando Casini e, appunto, Fini. Ammesso e non concesso che una Destra favorisse uno di questi due fronti a distruggere Berlusconi che spazio si crede potrebbe mai avere nell’immediato futuro politico? Ogni risposta che non sia: nessuno!, tradirebbe, prima che altro, una colpevole, incommensurabile stupidità politica. E nessuno spazio potrebbe avere, una Destra, se, allo show-down, schierandosi contro il Cavaliere, Berlusconi dovesse prevalere nuovamente nelle urne, consegnando la rappresentanza delle aree più dinamiche e radicali del Paese alla Lega. L’intesa elettorale col Popolo delle Libertà, per una Destra, non sarà il massimo, in termini teorici, ma oggi è un imperativo della politica. Anche in considerazione del fatto che, in uno scenario governato dalle Sinistre o dal Quadrilatero, acquisirebbe ancor più forza quella fazione della Magistratura che, da tempo ormai, è la vera regista occulta del fronte anti-berlusconiano. Magistratura alla quale, Fini in testa, stanno per essere offerti nuovi e micidiali strumenti per la persecuzione giudiziaria dei movimenti di destra (legge anti-negazionismo). Allora, se allearsi col PdL diventa una necessità della contingenza politica, il farlo escludendo Storace è un non senso che non può neanche essere seriamente discusso e che, anzi, fa intendere come, nella così detta “area”, si agitino ancora piccole energie, il cui unico fine è proprio quello di impedire a una Destra di risorgere. Poi, è chiaro, questa Destra risorta andrà ri-organizzata, migliorata, rivista in termini di classe dirigente. Se la si uccide nella culla, però, tutto questo sarà, come al solito, un parlar di niente.




Rispondi Citando
