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  1. #1
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    Predefinito Comunicati di Fiamma Futura

    http://www.fiammafutura.net/2010/11/...i-storace.html

    Che senso hanno questi attacchi a Storace?
    Pubblicato martedì, novembre 02, 2010
    di Massimiliano Mazzanti

    L’attacco personale di Andrea Urso a Francesco Storace – condito da ulteriori attacchi a Silvio Berlusconi e a complimenti a Gianfranco Fini – rafforzano la convinzione di aver fatto la scelta giusta, nell’abbandonare gli incarichi di responsabilità che tanti di noi avevano in quel movimento, aderendo contestualmente al progetto Fiamma Futura. Urso, per precisare il suo pensiero in materia, ha anche scritto: “purtroppo nel ns.mondo ci sono molti che si sono dati la patente di destra senza sapere cosa significhi o per mero opportunismo…”. In altre parole, secondo lui, non sarebbe di destra Storace e quanti, per esempio Fiamma Futura, con Storace intendono anche fare un percorso comune per la ricostruzione di un’area identitaria politicamente dignitosa ed elettoralmente consistente. Se mi si perdona – per una volta me lo si perdonerà, credo – il riferimento personale diretto, io so cosa sia la Destra e credo di potermi definire di destra senza che qualcuno possa contestarmi questo diritto. Un po’ per quel che ho scritto in 20 anni di attività giornalistica e intellettuale; ma, soprattutto, in virtù di una militanza che, ormai, ha superato ampiamente il quarto di secolo. Fattori, questi, che mi permettono immediatamente di rigirare la domanda: cosa ci sarebbe – di destra – nell’attaccare oggi Berlusconi e nel difendere quel Fini, il quale (porcherie a parte: contratti Rai alla suocera, casa di Montecarlo al cognato) continua a fare professioni di autentico antifascismo, fino al punto di affidare alle stampe degli Editori riuniti (la casa editrice di Palmiro Togliatti) il suo ultimo sforzo editoriale? Essere di destra, in primissimo luogo, significa essere realisti. Oggi, l‘uomo di destra – di fronte alla profonda crisi che il sistema politico italiano sta attraversando – deve chiedersi: cosa ci sarebbe, nell’eventuale dopo-Berlusconi? Delle due, l’una: o un governo delle Sinistre, guidate da Pierluigi Bersani e Niky Vendola (e Dio voglia risparmiare al Paese questa infamia); o un “governo del quadrilatero” Luca di Montezemolo, Francesco Rutelli, Pierferdinando Casini e, appunto, Fini. Ammesso e non concesso che una Destra favorisse uno di questi due fronti a distruggere Berlusconi che spazio si crede potrebbe mai avere nell’immediato futuro politico? Ogni risposta che non sia: nessuno!, tradirebbe, prima che altro, una colpevole, incommensurabile stupidità politica. E nessuno spazio potrebbe avere, una Destra, se, allo show-down, schierandosi contro il Cavaliere, Berlusconi dovesse prevalere nuovamente nelle urne, consegnando la rappresentanza delle aree più dinamiche e radicali del Paese alla Lega. L’intesa elettorale col Popolo delle Libertà, per una Destra, non sarà il massimo, in termini teorici, ma oggi è un imperativo della politica. Anche in considerazione del fatto che, in uno scenario governato dalle Sinistre o dal Quadrilatero, acquisirebbe ancor più forza quella fazione della Magistratura che, da tempo ormai, è la vera regista occulta del fronte anti-berlusconiano. Magistratura alla quale, Fini in testa, stanno per essere offerti nuovi e micidiali strumenti per la persecuzione giudiziaria dei movimenti di destra (legge anti-negazionismo). Allora, se allearsi col PdL diventa una necessità della contingenza politica, il farlo escludendo Storace è un non senso che non può neanche essere seriamente discusso e che, anzi, fa intendere come, nella così detta “area”, si agitino ancora piccole energie, il cui unico fine è proprio quello di impedire a una Destra di risorgere. Poi, è chiaro, questa Destra risorta andrà ri-organizzata, migliorata, rivista in termini di classe dirigente. Se la si uccide nella culla, però, tutto questo sarà, come al solito, un parlar di niente.
    Ultima modifica di Fenris; 04-11-10 alle 00:35

  2. #2
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    Predefinito Rif: M. Mazzanti (Fiamma Futura): Che senso hanno questi attacchi a Storace?

    quotissimo !
    non abbiate Paura !
    http://www.effedieffe.com/

  3. #3
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    Predefinito Rif: M. Mazzanti (Fiamma Futura): Che senso hanno questi attacchi a Storace?

    In sintesi Fiamma Futura di posiziona come forza di destra alleata con il Pdl insieme a Storace.

    Ho capito male?

  4. #4
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    Predefinito Emilio Giuliana (Fiamma Futura): "Gens Iulia"

    Gens Iulia
    Pubblicato mercoledì, novembre 03, 2010
    di Emilio Giuliana
    http://www.fiammafutura.net/2010/11/gens-iulia.html

    Grazie a Dio in questi giorni sono diventato padre per la terza volta. Il parto di una donna è la dimostrazione assoluta della potenza del creato e del creatore, il miracolo per eccellenza, la vita! Sangue del proprio sangue, che perpetuamente da continuità alla specie umana, nelle varie molteplicità e specificità, in una sola parola “EREDITARIETA’”! Eredità sanguinea, somatica, culturale, religiosa, calligrafica, ordine, consapevolezza, peculiarità che caratterizzano un uomo, che lo rende simile ed affine ad altri uomini, resi comunità distinte da altre, per origine territoriale, la PATRIA! Il termine "nascita, razza, stirpe" trova la radice etimologica dalla parola greca Ghénos, da ghignomai "nascere, generare", termine indoeuropeo fondamentale, di larghissima attestazione (latino génus, gignére, sanscrito janas, antico nordico kyn, gotico kuni, inglese kin, inglese king, tedesco König, svedese konung, etc., "re", nel senso di pater patriae) la cui radice è presente nella nostra lingua non solo nelle parole "generare, genitore, genio, gente, germe, indigeno, progenie", ma dal participio passato ottenuto dal grado ridotto della radice - anche in "nascere, nazione". Essa rimanda all'importanza assegnata dalle culture ariane tradizionali all'atto della generazione e alla cura della stirpe come partecipazione attiva al compito dell’Ordine cosmico, a cui si è a propria volta sottoposti. Un opposizione basilare, quindi, ad ogni idea promiscua e indifferente verso il sangue e l'aspetto-qualità. In contrapposizione all’armonia del creato, la “sinagoga di Satana” instancabilmente e con ogni mezzo possibile opera per il sovvertimento delle Leggi Naturali. Per perseguire l’ignobile fine, ha inoculato nelle società occidentali (solari) i germi mortiferi del relativismo e dell’edonismo, dapprima infettandone lo spirito, finita l’incubazione ha ammalato la moralità, fino ad indurre l’ uomo ad accettare la propria eliminazione fisica! Si, l’uomo in quanto ostacolo al nuovo ordine mondiale (non è una contraddizione in termini) deve essere ucciso. I mezzi sono molteplici, ma il più subdolo, raccapricciante ed infame è l’eliminazione dell’uomo con la macabra pratica dell’aborto! La strategia che giustifica l’infanticidio è molto sofisticata, attuata attraverso gli strumenti che plasmano l'opinione pubblica - giornali, radio e Tv, partiti politici, agenzie. Dentro questa strategia, ha un ruolo decisivo l'incessante lavoro di disinformazione per convincere la gente che la vita umana inizia in un momento diverso dal concepimento.

    E’ ovvio e accettato che il regresso delle nascite attenta, in un primo tempo le capacità di sviluppo dei popoli e in seguito li conduce all’estinzione e alla morte. Vale la pena riportare uno stralcio dello studio del dott. Riccardo Korherr (era un bavarese, nato nel 1903 a Regensburg. Dopo aver frequentato l’università nella facoltà di legge e sociologia, scrisse: Dominazione delle nascite: morte dei popoli) dal suo volume, dove l’autore esamina la situazione demografica italiana dell’epoca: .

    Uno dei cavalli di battaglia di Benito Mussolini fu proprio il problema demografico in uno studio riguardante questo problema nelle varie età, dalle antiche e, man mano sino a quella contemporanea. Ecco come il Duce, oltre settantacinque anni fa intravide la sorte dell’Europa. (Da Il Popolo d’Italia del 5 maggio 1934 XXI):

    La metropoli cresce, attirando verso di essa la popolazione della campagna, la quale, però, appena inurbata, diventa, al pari della preesistente popolazione, infeconda. Si fa il deserto nei campi: ma quando il deserto estende le sue plaghe, abbandonate e bruciate, la metropoli è presa alla gola. Né il suo commercio, né le sue industrie, né il suo oceano di pietre e di cemento armato possono ristabilire l’equilibrio, ormai irreparabilmente spezzato; è la catastrofe.

    La città muore, la nazione senza più linfe vitali della giovinezza delle nuove generazioni non può più resistere – composta com’è ormai di gente vile ed invecchiata – al popolo più giovane che urga alle frontiere abbandonate. Ciò può ancora accadere e accadrà. E non soltanto fra città e nazioni, ma in un ordine di grandezza infinitamente maggiore. L’intera razza bianca, la razza dell’occidente può venire sommersa dalle altre razze di colore che si moltiplicano con un ritmo ignoto alla nostra. Negri e gialli sono dunque alle porte?>.

    Elucubrazioni deliranti a favore di applicazioni per il controllo delle nascite (paradossalmente da un lato ci si dispera per la presenza sempre più numerosa di immigrati) sono propagandate e caldeggiate anche in ambienti conservatori! Purtroppo, alcuni “camerati” sposano consapevolmente o inconsapevolmente le stesse finalità dei “nemici giurati” delle società classico tradizionali! Nemici molto noti: uno dei primi a porre il problema demografico fu un membro della Pilgrims' Society, nel 1925, Ra*ymond P. Fosdick, presidente della Fondazione Rockefeller, sottosegretario generale della Società delle Nazioni, intimo del presidente U.S.A. Woodrow Wilson e del "Colonnello" House, fondatore, assieme al finanziere Thomas W. Lamont (uno dei finanziatori del primo bolscevismo) e al menzionato Colonnello House, del C.F.R., il vero governo americano. Per studiare il problema della popolazione Fosdick fondò nel 1934 il "Memorial and the General Education Board". Nello stesso periodo Herbert G. Wells, membro della società magica rosicruciana Golden Dawn e della Fabian Society, dichiarava: "... la comunità mondiale che noi desideriamo, la comunità mondiale organizzata che conduce e assicura il proprio progresso, esige quale condi*zione principale un controllo deliberato della popolazione". Poi sopravvenne la guerra e il piano neo-malthusiano fu temporanea*mente accantonato giacché lo stesso conflitto operava già in tal senso con molta efficacia. Terminata la grande strage, il controllo demografico tornò ad essere un leitmotiv in campo mondialista assumendo di volta in volta la defi*nizione di "controllo pianificato della popolazione" o "optimum di densità di popolazione umana nel mondo", ma senza ricerca di alcuna (per altro pre*matura) legittimazione internazionale dal momento che l'opposizione al di*segno, soprattutto della Chiesa cattolica, era in Occidente "formidabile". Non per questo l'attività conobbe sosta: nel novembre 1952 John Davidson Rockefeller III fondava il famoso "Population Council" assieme all'israelita Lewis L. Strauss, segretario del presidente U.S.A. Herbert Hoover (membro del C.F.R.) durante la prima guerra mondiale, consigliere di Wilson nel 1919 a Versailles, ammiraglio della flotta americana durante la seconda guerra mondiale e associato attraverso Mortimer Schiff alla banca Kuhn & Loeb dal 1929 al 1947. Nel 1953 Lewis L. Strauss, socio della Kuhn & Loeb e lega*to ai Rockefeller, venne chiamato a presiedere la Commissione dell'Energia Atomica americana. Il "Population Council" si rivelò presto uno dei più poderosi centri propulsori a livello mondiale delle campagne per il birth control (= controllo delle nascite), per gli aborti e la diffusione di contraccettivi; bacino collettore di imponenti sovvenzioni messe a disposizione da decine di fondazioni e multinazionali americane. La sola Fondazione Ford, nel 1952, e di nuovo nel 1970, dotava di 110 milioni di dollari i progetti relativi alle limitazioni de*mografiche. Nel 1956 viene posta in vendita per la prima volta in America la pillola antibaby, con*traccettivo orale inventato dal professore israelita Gregory Goodwin Pincus, (1903-1967), laureato di Harvard, mentre la Fondazione Rockefeller faceva pressioni sulla commissione pontificia affinché venisse approvata la pillola, secondo le denunce del Segretariato per l'informazione e gli studi familiari di Versailles.

    "È nelle nostre logge, dichiarava Edwige Prud'homme, Gran Maestra della Gran Loggia femminile francese, che furono prese, quindici anni fa, le prime iniziative che condussero alla legislazione sulla contraccezione, il fa- milialplanning e l'aborto" (Le Monde, 26.4.1975). "Negli anni Cinquanta un'équipe di medici libero-pensatori di lingua francese, il gruppo Littré, decide di impegnarsi nella battaglia a favore della contraccezione. Pierre Simon è dei loro. Inventata dopo la guerra, messa in commercio altrove, la pillola in quel periodo è un mito assoluto in Francia... L'opinione pubblica non è pronta. I pionieri della pianificazione familiare moltiplicano le tournée in provincia portando da Londra, come contrabban*dieri, valige colme di diaframmi" (Figaro Magazine, 24.11.1979).

    Da parte sua, nel libro De la vie avant tout chose, il medico israelita Pierre-Felix Simon, Gran Maestro della Gran Loggia di Francia e animatore del Movimento francese per il Planning Familial (creato nel 1956), scriveva parole illuminanti: "Il conflitto fra la contraccezione e i valori socio-religiosi del passa*to è inevitabile .... La contraccezione liberatoria ha fatto cadere il muro delle fatalità tradizionali. La sua scomparsa apre un campo libero in cui bisognerà instaurare una nuova morale, quella nella quale, come nella ricerca iniziatica, alla ricerca della sua unità originale ... l'uomo raggiunge le sue fonti" (Paris, Ed. Mazarine, 1979).

    Una prescrizione talmudica insegna che un bimbo acquisisce dignità umana solo dopo il quarantesimo giorno dal concepimento!

    Idee e concezioni mortifere, in netta contraddizione con la visione di un mondo cavalleresco votato alla strenua difesa della vita, devono essere eradicate. Un fronte comune, compatto, instancabile e deciso a difesa dell’uomo e dei suoi cuccioli fin dal concepimento. Per la nostra patria, i nostri antenati, per la grandezza del nostro futuro, arrestiamo lo scorrere del sangue innocente dei nostri figli, sacrificati sull’altare della dissoluzione!

    Da qualche giorno la Caritas ha diffuso la notizia che in Italia sono presenti 5milioni di stranieri (altri 5 milioni saranno clandestini). Paradossalmente, per la dura legge del contrappasso, dal 18 maggio 1978 (data in cui veniva approvata la legge 194 che legalizzava in Italia l’aborto ) all’anno 2010 sono stati abortiti 5 milioni di cuccioli di italiani!

  5. #5
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    Predefinito A. Ferro (Fiamma F.): La Guerra Segreta Del Contingente Italiano In Afghanistan

    La Guerra Segreta Del Contingente Italiano In Afghanistan
    Pubblicato martedì, novembre 02, 2010
    di Antonio Ferro
    http://www.fiammafutura.net/2010/11/...ntingente.html

    Il sito di controinformazione Wikileaks è un’organizzazione che raccoglie atti riservati e li diffonde sul web. E’ balzato agli onori della cronaca, nelle ultime settimane, per aver presentato in rete migliaia di rapporti segreti dell’intelligence americana che raccontano , in fattispecie, una guerra in Afghanistan ben diversa da quella che le cronache ufficiali e “addomesticate” dei media occidentali vogliono far credere.

    Una campagna crudele, dove l’orrore di battaglie “non convenzionali” riguarda anche i reparti italiani. Un diario impressionante, in cui sono elencati centinaia di combattimenti, con molti feriti, spesso in maniera grave e con lesioni irreversibili, di cui non si è mai ufficialmente saputo nulla e che sono stati nascosti dai vertici della difesa e degli esteri del nostro paese. Sono perciò evidenti i motivi delle manovre diffamatorie prima, e di una una vera e propria persecuzione ora, non solo mediatica, condotta nei confronti di Julian Assange, il fondatore del sito inquisito.

    Troppo scomode le rivelazioni , facenti parte di dossier top-secret del Pentagono, che hanno evidenziato la tragica verità su quanto sta accadendo in questa zona nevralgica dello scacchiere asiatico.

    Ma se non ci stupisce poi tanto l’atteggiamento delle forze statunitensi, non nuove, nel recente passato, ad episodi di brutalità e violenza (Corea, Vietnam, Sudamerica, Africa ed Iraq docet), un po’ ci sorprendono, dobbiamo ammetterlo, i resoconti sull’operatività delle forze italiane. Forse anche noi storditi dalla propaganda che, quotidianamente, ci propina quella che in realtà è una vile aggressione ed un’infame interferenza nelle politiche di un popolo sovrano, come una missione di pace e di democrazia. Nulla di più falso. La nostra palese sudditanza verso i dictat statunitensi si è concretizzata con rinforzi di uomini e di mezzi che hanno determinato nuove regole d’ingaggio ed una sanguinosa escalation delle operazioni del contingente tricolore.

    Nel 2009 per esempio, vi è stato una particolare recrudescenza degli scontri, dove i nostri soldati, per la prima volta a stretto contatto con gli americani, si sono distinti per azioni perlomeno discutibili ,con blindati e bombardamenti che hanno coinvolto decine di civili, donne e bambini. Centinaia i guerriglieri uccisi, devastazioni di accampamenti e case, migliaia di missili lanciati. La reazione feroce con cui molti leader talebani si sono accaniti contro le nostre truppe è dovuta anche a questo. Perché è ormai evidente che gli italiani non sono lì per aiutare la popolazione, per sostenerla in un’opera di civilizzazione e modernizzazione, o almeno, non solo per questo.

    Il compito principale del nostro esercito a Kabul è fare il lavoro sporco , il più rischioso , il più micidiale, per supportare le strategie dell’attuale amministrazione a stelle e strisce che, aldilà dei proclami di facciata, non si rivela certo più pacifista del tanto vituperato Bush. Non esistono più alibi nè camaleontici atteggiamenti da parte di ministri come La Russa che da una parte elargiscono rasserenanti esternazioni sul ruolo esemplare ed assistenziale dei nostri militari e dall’altra chiedono di irrobustire la nostra potenza di fuoco dotandoci di cacciabombardieri e di mezzi pesanti .

    Questa sporca guerra deve finire ed i nostri ragazzi tornare a casa. E le enormi risorse sprecate per imporre scenari decisi dai nostri padroni, devono servire per la sicurezza, per l’economia e per le riforme della nostra nazione, mai come adesso così bisognosa di scelte concrete e sostanziali per la nostra sopravvivenza.

    Antonio Ferro
    FIAMMA FUTURA PADOVA

  6. #6
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    Predefinito Rif: M. Mazzanti (Fiamma Futura): Che senso hanno questi attacchi a Storace?

    Citazione Originariamente Scritto da Fuoco della Rivolta Visualizza Messaggio
    In sintesi Fiamma Futura di posiziona come forza di destra alleata con il Pdl insieme a Storace.

    Ho capito male?
    E' stato iniziato un dialogo con Storace e con il suo partito "La Destra", che per la proprietà transitiva implicherebbe una possibile estensione a livello nazionale della collaborazione con le forze di centro-destra, già in essere da parte dei nostri esponenti sin dal 2007 al Comune di Verona.

    Sulla linea politica di Fiamma Futura vedasi anche:

    A "Destra" e proseguire | Piero Puschiavo - sito ufficiale

  7. #7
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    Predefinito Rif: A. Ferro (Fiamma F.): La Guerra Segreta Del Contingente Italiano In Afghanistan

    L'alternativa quale sarebbe?Lasciare l'Afghanistan in mano a Cina e Pakistan?

  8. #8
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    Predefinito Rif: A. Ferro (Fiamma F.): La Guerra Segreta Del Contingente Italiano In Afghanistan

    La posizione specifica sull'Afghanistan deriva in buona sostanza dalle premesse generali contenute nel nostro programma di politica estera.
    Non abbiamo particolari simpatie verso Cina e Pakistan, ma molto semplicemente non rinveniamo alcuna ragione di interesse nazionale per restare in Afghanistan.
    Rinveniamo molte ragioni, invece, per ritirare le nostre truppe, in primis quella che la presenza anglo-americana in Afghanistan è oggettivamente ostile alla Russia, che per noi è l'alleato strategico dell'Europa di domani.
    In ultima analisi, la vecchia lezione mackinderiana sull'opposizione tra Heartland e Rimland non ci lascia molti dubbi sulla linea da seguire in quello scenario.

    http://www.fiammafutura.net/2010/03/...co-per-il.html

    POLITICA ESTERA E DI DIFESA


    Scopo della politica estera italiana deve essere quello del recupero e della riaffermazione dell’unità, dell’indipendenza e della sovranità dello Stato.

    Occorre superare l’ingerenza burocratica e normativa dell’attuale Unione Europea per riaffermare, in nome del principio di sussidiarietà, la sovranità degli Stati Nazionali che restano gli unici potenziali pilastri della costruzione europea, in virtù dell’attaccamento dei popoli europei alle loro identità nazionali e delle tradizioni politiche ed amministrative degli apparati statali.

    Ma fatto salvo quanto sopra, proprio per consentire ai popoli europei di essere liberi e padroni in casa propria, è necessario procedere alla costruzione di un’Europa unita, indipendente e armata, fondata su Stati nazionali che in particolare costruiscano una politica estera e di difesa comune, al fine di sostituire l’antistorica NATO con una vera alleanza militare europea.

    Questa Europa dovrà guardare con particolare favore alla Russia in nome della costruzione di uno spazio geopolitico continentale euro-asiatico o euro-siberiano capace di garantire ordine e stabilità da Lisbona a Vladivostok.

    La presenza difensiva delle Forze Armate Italiane (Esercito Italiano, Marina Marina Militare Italiana, Aeronautica Militare Italiana) deve dispiegarsi su tutto il territorio nazionale, al fine di: sostituire le basi militari americane ancora presenti con basi militari nazionali; garantire la difesa e la sicurezza nazionali; assicurare un indotto tale da garantire occupazione e lavoro alle popolazioni residenti. Detta presenza militare – si ribadisce – dovrà riguardare unicamente le Forze Armate Italiane e non quelle di alleanze militari inique e servili quali la NATO. Unica auspicata eccezione, come già ribadito, potrebbe darsi nel caso di costituzione di una forza militare europea, espressione di una ferma ed indipendente volontà di potenza continentale

  9. #9
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    Predefinito Rif: A. Ferro (Fiamma F.): La Guerra Segreta Del Contingente Italiano In Afghanistan

    Citazione Originariamente Scritto da Bisentium Visualizza Messaggio
    La posizione specifica sull'Afghanistan deriva in buona sostanza dalle premesse generali contenute nel nostro programma di politica estera.
    Non abbiamo particolari simpatie verso Cina e Pakistan, ma molto semplicemente non rinveniamo alcuna ragione di interesse nazionale per restare in Afghanistan.
    Rinveniamo molte ragioni, invece, per ritirare le nostre truppe, in primis quella che la presenza anglo-americana in Afghanistan è oggettivamente ostile alla Russia, che per noi è l'alleato strategico dell'Europa di domani.
    In ultima analisi, la vecchia lezione mackinderiana sull'opposizione tra Heartland e Rimland non ci lascia molti dubbi sulla linea da seguire in quello scenario.
    Un Afghanistan filopakistano sarebbe tanto meno ostile?Il rimland siamo anche noi, è ora di farcene una ragione.

  10. #10
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    Predefinito M. Mazzanti (Fiamma Futura): "Berlusconi stacchi la spina..."

    Berlusconi stacchi la spina a questo governo e sfidi i suoi nemici alle elezioni
    Pubblicato mercoledì, novembre 03, 2010
    di Massimiliano Mazzanti
    http://www.fiammafutura.net/2010/11/...na-questo.html

    Sarà berlusconismo, il nostro, anche in forma grave, ma è sempre più evidente, ormai, come sia in atto una manovra per distruggere l'uomo e ciò che rappresenta: la maggioranza assoluta degli italiani non di sinistra. I magistrati ci hanno provato in tutti i modi, indagandolo per ogni sorta di reato. Non ce l'hanno fatta: il Cavaliere, coriaceo come nessun altro politico (ricordate Arnaldo Forlani con la bava alla bocca e Bettino Craxi che s'impappinava davanti all'allora pm Antonio Di Pietro), ha respinto tutte le accuse e tirato dritto per la sua strada. Alla fine, hanno deciso di portare l'affondo laddove certamente Silvio è debole: il suo stile di vita. Nulla di particolarmente grave, in ciò che il premier avrebbe combinato con tale Ruby, ma sufficiente a lederne pesantemente l'immagine agli occhi di quell'Italia profonda che, su tutto il resto, è sempre stata disposta sorvolare. Fare previsioni su Berlusconi è sempre difficile - l'uomo ha capacità di ripresa oggettivamente incredibili -, ma è difficile che riesca a superare anche questa buriana e, dunque, una volta assolti gli impegni finanziari di fine anno, è probabile che il governo sia costretto alle dimissioni. E dopo? Due sono gli scenari possibili. Il primo, è che si vada a elezioni anticipate. Ma tutto il mondo politico e istituzionale si muoverà impedire questa soluzione, favorendo una di quelle soluzioni all'italiana che, portando a Palazzo Chigi qualcuno e qualcosa che non siano costretti a rispondere agli elettori delle proprie azioni, combini le solite porcate economiche, finanziarie e fiscali che tanto sono costate in passato alle tasche degli italiani. Il secondo, è che Gianfranco Fini, con la complicità della Sinistra o di parte di essa, dia vita a un nuovo esecutivo, ricattando moralmente parte della maggioranza della ex-Forza Italia, i cui parlamentari,ormai orfani del capo, potrebbero essere tentati di far prevalere, alle esigenze del Paese, la prospettiva di altri tre anni di stipendio sicuro. Anche in questo caso, per gli italiani si aprirebbe una stagione buia, di affarismo sfrenato, con un esecutivo dominato da Luca di Montezemolo e dai soliti tre, quattro gruppi imprenditoriali abituati, nelle situazioni di crisi, a rapinare i beni pubblici con la complicità delle forze politiche progressiste. Si vada indietro col tempo, per capire di cosa si sta parlando, e si ricordi quali governi hanno svenduto Telecom, Autostrade, sistema bancario, Enel e quant'altro aveva valore nei forzieri del Tesoro. Sono operazioni passate alla storia come privatizzazioni, ma non servirono a liberalizzare i mercati dei servizi: furono semplici rapine. Dunque, per evitare tutto ciò e per garantire al Paese la possibilità di scegliere - anche di sbagliare, volendo, ma in totale autonomia -, andando a nuove elezioni, c'è solo una strada: Berlusconi stesso deve staccare la spina a questo governo e chiedere nuovamente la fiducia agli elettori. Magari, passando la mano a qualcun altro dei suoi uomini, un po' più fidato dei precedenti, possibilmente. Se il Cavaliere troverà la forza di riprendere in mano le redini del gioco, smettendo di giocare solo di rimessa, non tutto sarà perduto e il partito dei magistrati - col codazzo progressista, finiano e compagnia cantando - potrà essere messo all'angolo una buona volta per tutte. Altrimenti... Altrimenti è meglio non pensarci neanche.

 

 
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