Poche parole ma molti errori.
Il capitalismo non ha alcun obiettivo... e' solo un sistema economico in cui liberta' e proprieta sono rispettate, non c'e' alcun fine al di sopra di questo.
Circa la concentrazione della ricchezza potremmo discutere se essa sia un bene o un male... ma la discussione sarebbe sterile, dato che il capitalismo non concentra la ricchezza: proprio il messaggio di apertura dimostra che ogni volta che un capitalista si arricchisce, tutta la societa' aumenta il suo benessere. Inoltre basta guardare alle statistiche: i milionari aumentano di giorno in giorno... cosi come i redditi "reali" dei meno abbienti. Non solo, i piu' ricchi di oggi non sono i piu' ricchi di ieri.
Non e' secondario, e' proprio il miracolo che consente all'economia di crescere, e a tutti di stare meglio. Il fatto e' che non esistono sistemi in grado di produrre gli stessi risultati, e ogni volta che si tenta di "correggere", si finisce per intaccare la crescita.Che poi nel processo arricchisca anche altri è un effetto secondario.
Anche questo e' falso. Il capitalismo non ha alcun problema endogeno: le persone lavorano, producono, scambiano, risparmiano... Non n c'e' alcun difetto d'origine ... infatti le crisi cicliche, dal '29 ad oggi, non sono mai state generate dal mercato, ma invece proprio dalla pretesa dello stato di manipolare la moneta. Ad esempio non e' un caso che il '29 segua di 15 anni la creazione della FED... che per prima fece l'esperimento di introdurre la politica monetaria espansiva. I risultati furono prevedibili: boom economico (roaring twenties)... seguiti dall'inevitabile crack inflazionistico ('29). Tutto ben spiegato da Mises.Ad ogni modo, assieme a questo va ricordato anche che è il capitalismo stesso e la speculazione interna ad esso a porta le crisi economiche cicliche, sempre più frequenti e sempre più gravi, a cui sono le politiche sociali e lo Stato a porre termine.





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