



dal momento che l'unica cosa che puoi dire al riguardo è che "esiste un istinto sociale" (ma questo non spiega ancora quale forma concreta prenderà l'istinto sociale) allora cerchiamo di fare in modo che l'istinto sociale del gregge si accodi al "bene comune" che gli ritrarremo (che può essere l'inviolabilità della proprietà privata se siamo nati ricchi o la doverosità di pagare le tasse se siamo beneficiari della macchina clientelare dello sperpero pubblico), di modo che il gregge sia intruppato in funzione di una sistemazione sociale che conviene ai beneficiari particolaristici del preteso "bene comune", ma questo non vuol dire che non ci renderemo conto del gioco e della truffa (e possiamo rendercene conto sia nella posizione dei beneficiari della truffa, sia in quella degli esclusi che si dedicano allora a smascherarla sottolineando come altri campino a sbafo grazie a un tale inganno)


Io non ho detto che tutti gli individui al 100% agiscono in conformità del bene comune. Ho detto che l'uomo in quanto animale sociale è mosso da istinto sociale. Quale sia la percentuale degli individui che risponde realmente all istinto non è interessante. È interessante che il loro numero sia sufficiente a rendere il sistema stabile.
Che esista una percentuale più o meno stabile di "lupi solitari" e approfittatori in genere non mi scandalizza ne mi eccita francamente.
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cos'è BM?
ad ogni modo ti basta rispondere a TheMeroving che hai agito così sulla spinta di una pulsione, tanto esistono solo le pulsioni, e TheMeroving non è in grado di rappresentare le pulsioni morali come "più meritevoli e doverose di essere assecondate rispetto a quelle extramorali" (come l'utile, il comodo, il capriccio, il narcisismo, il sadismo e così via) dopo l'appiattimento naturalistico disarmante che ha praticato segando via ogni possibilità di dover essere separato dalla naturalità zoologica


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hai scritto che l'uomo "per istinto pensa sempre al bene comune" e ti ho replicato "no, non c'è nessun motivo di credere che i rampolli benestanti non siano solitamente consapevoli che il sistema protetto dagli slogan slogan del bene comune conviene a loro e non a chi finisce mutilato dalle presse"
ma a me in realtà originariamente premeva un'altra cosa, e cioè che l'enunciato "se tu non avessi una morale non sapresti nemmeno cosa è utile o inutile" non ha senso, dato che hai appena definito la moralità in termini di conformità al bene collettivo, mentre chiunque può vedere da sé l'utilità ad esempio di evadere le tasse (questo perché l'utile individuale procede da istinti che non sono quelli morali e continuerebbero esistere in assenza di quelli morali)




un osservatore dall'esterno vede benissimo che il sistema beneficia gli uni a scapito degli altri, che sono comunque manipolabili a sottomettersi al sistema facendo leva sui loro istinti sociali di sottomissione al bene comune (col che tra l'altro va a puttane la stupida pretesa per cui "senza una società davvero giusta saremo sempre in balia di conflitti"; non è vero, il conflitto sociale può essere addomesticato e narcotizzato dalla manipolazione ideologica degli svantaggiati)
ma questo non conduce alla conclusione "l'uomo pensa sempre al bene comune", conduce invece alla conclusione che molti uomini possono essere persuasi a sottomettersi a un ordine sociale che va a loro scapito mentre avvantaggia gli interessi particolaristici di altri




L'osservatore che osserva il sistema si preoccupa che il sistema stia in piedi. Se funziona va bene e si cura dei "rapporti di forza" fra gli ingranaggi solo se ritiene che la loro evoluzione possa compromettere il sistema.
Solo in veste di ingranaggio ha un interesse diretto in quei rapporti di forza.
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