





Quindi
A = fine ultimo
U1 universo 1
U2 universo 2
M1 = motivo 1 per il quale dio sceglie U1 nel giungere ad A
M2 = motivo 2 per il quale dio sceglie U2
nel giungere ad A
Se M1 e M2 sono assolutamente perfetti ne consegue che M1 e M2 non possono che coincidere per quanto si è detto sulla perfezione di grado assoluto. M1 ed M2 coincidono in uno. Chimiamolo MAP
MAP = motivo assolutamente perfetto per il quale dio può scegliere indifferentemente U1 o U2.
Quell "indifferentemente" implica che la scelta non possa che avvenire a caso perché non esiste più alcun discrimine riguardante il motivo visto che il motivo è uno solo.
Ti torna il ragionamento? Ti prego di non reiterare ciclicamente la medesima obiezione ricominciando in circolo.
Puoi per favore segnalarmi che cosa c'è di sbagliato secondo te in questo schema?
Se la scelta può avvenire a caso c'è un problema. Mi sbaglio?
Inviato dal mio SM-A536B utilizzando Tapatalk
- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Diciamo che il problema non è posto nella pretesa di ritenere che ciò che non è misurabile non esista. Il problema è posto nella pretesa di conoscere ciò che non è misurabile prima che si trovi il modo di misurarlo. Quella della metafisica tomista è una smania di conoscenza che è dettata da esigenze estranee a quelle della conoscenza: esigenze di fede.
Inviato dal mio SM-A536B utilizzando Tapatalk
- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


no no no
il problema dell'inverno nucleare che fa morire gran parte dell'umanità riguarda la disponibilità alimentare in questo interminabile inverno con la fuliggine sollevata che blocca la luce solare, non "le radiazioni" (sembra di parlare con la mia compagna di scuola convinta che le radiazioni di Hiroshima fossero arrivate fino qui)
da un grande scienziato mi aspettavo di meglio, ma forse è proprio che sono temi che non ti piacciono, non ti interessano, ti fanno orrore (da cui la scoperta inorridita che nessuna potenza sarebbe intervenuta a salvare l'Ucraina in ragione dell'indisponibilità a sfidare lo scontro nucleare per un Paese così lontano dai propri confini e poco vitale; da cui il senso di spaesamento disarmato dinanzi al fatto che la "comunità internazionale dei Paesi civili" abbia le mani legate)
considera che si stava commentando l'antipatia merovingiana per la biologia che porta alle guerre (diventate nucleari) e la sua fiducia che la natura "si autoregoli rimuovendo quellle tendenze che portano alle guerre nucleari, disfunzionali rispetto all'imperativo biologico della propagazione dei geni"; al che gli stavo replicando che non funziona come la rana vistosa che nello stagno verde non si mimetizza, non c'è una selezione che falcia i caratteri "svantaggiosi" (da lì il ripiego sull'evoluzione culturale, il futuro eventuale "tabù dell'aggressione" che però non fa in tempo a produrre una selezione biologica duratura per cui deve misurarsi col nuovo ciclo storico di contese dominato dalla biologia vecchia)
io credo nella sostenibilità della deterrenza nucleare molto più di lui, che non sopporta questa spada di Damocle; non sono un esteta del madmaxismo e parlo all'interno del suo paradigma come lui fa con i credenti nella teologia razionale


Se il comportamento innato dei cacciatori raccoglitori aggressivi determina ciclicamente una nuova guerra nucleare ogni duemila anni è illogico sostenere che il gene che determina quel comportamento innato nel corso di decine o centinaia di millenni possa estinguersi o modificarsi? Alla luce magari di elementi totemici e ancestrali che potrebbero sovrapporsi contro quel tipo di comportamento nei vari inverni nucleari determinanti un reset generale di civilizzazione? Un grande botto ogni duemila anni che ci riporta tutti quanti nelle caverne con il grande senso di colpa ancestrale. Ovviamente lo scenario ipotizzato con Troll è assai estremo, ma
secondo me l'estinzione di quel comportamento innato sta in piedi
Inviato dal mio SM-A536B utilizzando Tapatalk
- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


ho fatto riferimento alla bellicosità solamente in relazione al fatto che le eventuali società dedite a un addomesticato sistematico dei loro membri (anzitutto culturale, quello biologico è un vaste programme che richiede generazioni) sarebbero svantaggiate di fronte alle mutazioni culturali aggressive


esattamente quanto "il gene dell'aggressività" si estinguerebbe in ragione di un meteorite che solleva un polverone che oscura il sole, dato che la selezione naturale non conosce le cause dell'oscuramento del sole che conduce all'interminabile inverno (che seleziona in base alla capacità di sopportazione fisica di queste condizioni ambientali dure)
gli "elementi totemici" sono culturali e la cultura è fragile e mutevole e prima che influenzi la genetica deve richiedere generazioni e generazioni di selezioni; nel frattempo una tale cultura che "setaccia via" i caratteri aggressivi deve misurarsi con quelle che non hanno questi tabù, come i moriori hanno finito per confrontarsi coi maori col noto risultato


- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


tu hai qualche modo impressa mentalmente la speranza che "le società più tecnologiche sono meno aggressive" mentre quelle bellicose sono "barbare" (contro tutta l'evidenza dei secoli della storia moderna, e avente dalla propria unicamente il fatto che gli Usa egemoni si sono atteggiati a improbabili guardiani dei diritti umani negli scorsi decenni contro qualche despota arretrato come Saddam), ma il mio punto era unicamente che al livello culturale in cui TheMeroving è ripiegato data l'inesistenza di selezioni naturali che falciano via i geni aggressivi nell'inverno nucleare (dato che la natura non sa perché il pianeta sia diventato freddo e insopitale, per cui falcia via solo chi non resiste al freddo e alla fame), le eventuali comunità "addomesticatrici" che allevassero individui "inoffensivi" (il che sul piano genetico richiederebbe millenni) soccomberebbero prima alle altre che mantengono una biologia spregiudicata e competitiva (non c'è nessuna ragione di credere in una magica superiorità tecnologica dei buoni che li renda inattaccabili; senza commentare il fatto che proprio la competizione serrata fra europei li ha indotti ad affilare la corsa agli armamenti e la superiorità tecnologica sul resto del mondo depredato e schiavizzato, intanto che altre culture ristagnavano tranquille fuori dalle grandi lotte)