Afferma che nelle cose ci sono i concetti, e in che modo questo sia possibile è esattamente il problema. Di certo non significa semplicemente che la conoscenza abbia “un qualche aggancio nella realtà”. Questa è una banalizzazione ridicola, che non spiega nulla del realismo moderato.
Quando si parla di realismo e nominalismo ci si riferisce allo statuto ontologico dei concetti, non delle cose. Pertanto non ha nessun senso rispondere in questo modo.
Senza contare che intere generazioni di filosofi non hanno mai dubitato che la conoscenza abbia “un qualche aggancio nella realtà”. Ma in che modo l’abbia, e come sia la realtà, è appunto oggetto dell’indagine filosofica.





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