Ve lo ricordate Pignatone? E' finito nel libro di Palamara per i suoi "giochi" di potere. Ma ciò che lo ha reso noto alle cronache è l'essere stato l'inventore del falso di "MAFIA capitale". Sapete quell'inchiesta romana che coinvolse una cooperativa strettamente legata al comune di Roma dove pagava tangenti a politici e funzionari.
Non erano false le tangenti ma era un falso che fosse mafia. Ma il nome dato all'inchiesta da Pignatone era Mafia, sicchè era ovvio che si procedesse per mafia con tutte le conseguenze del caso visto che perseguire reati di mafia da ampie libertà ai magistrati. Libertà che normalmente non avevano.
Pignatone fu bravissimo a rilasciare intercettazioni ai media in modo da arrivare ad un processo con una sentenza già decisa. Cosa che in effetti accadde in primo grado. Comprese le accuse di mafia. Che cadranno tutte quante nei vari gradi di giudizio lasciando morti e feriti e poche condanne. Come al solito.
Oggi tocca a lui essere sotto inchiesta per mafia on accuse molto gravi. Ma è un beniamino dei media come Davigo: lì, nonostante la gravità delle accuse, nessuno infierirà.
Nel frattempo, vista la sua fama, il Papa lo ha chiamato a dirigere il suo tribunale speciale.




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