
Originariamente Scritto da
Triangolo nero
Comunicato di CasaPound dopo i paradossali attacchi ricevuti da PD e dal giornale di De Benedetti:
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Spieghino piuttosto i finanziamenti milionari, le truffe e il malaffare con i fondi pubblici. Ormai non passa giorno che i giornali di De Benedetti o del gruppo Gedi, fino a qualche anno fa di proprietà della tessera numero uno del Pd, non puntino il dito su di noi. Inchieste insensate, come quella sulla sezione di Acca Larenzia, per la quale evidenziamo solo una cosa: denaro di privati versato alle casse pubbliche a fronte della dismissione dell’immobile. Ma soprattutto dossieraggi, nomi e volti di nostri militanti incensurati sulle prime pagine dei giornali, da Roma a Torino, per fatti di assoluta irrilevanza che vengono pompati e ricostruiti ad arte per colpirci. È in atto una vera strategia subdola che mira allo scioglimento di un movimento che da 20 anni opera alla luce del sole, senza scheletri nell’armadio e né padrini né padroni. Che tutto ciò arrivi dal cittadino naturalizzato svizzero De Benedetti, tra i maggiori evasori italiani, che non ha pagato tasse e truffato lo Stato italiano con danni da centinaia di milioni di euro, è paradossale e sarebbe anche esilarante se non parlassimo del principale rottamatore e svenditore, insieme al suo amico Prodi, degli enti pubblici ed industriali italiani. Non basterebbe un comunicato per elencarne il curriculum, ci soffermiamo quindi sui fatti più recenti. A partire dalla truffa dei prepensionamenti ai danni dell’Inps, tra il 2011 e il 2015, che ha portato al gruppo Gedi un sequestro di 30 milioni di euro, passando poi per la condanna al pagamento di 225 milioni di euro per evasione fiscale. Somma lievitata con gli interessi fino a 388 milioni ma magicamente rottamati, come una multa qualsiasi, con il pagamento al fisco di soli 175 milioni di euro prima che si pronunciasse la Cassazione. Potremmo anche citare lo yacht da 50 metri dal valore di 120 milioni di euro mai dichiarato o i finanziamenti all’editoria con cui sopravvivono i giornali che ci prendono di mira e così via. Il dossieraggio del quotidiano Domani, ci auguriamo, non servirà di certo a pagare i 10 milioni di euro di debiti che ha il giornale. Ma alla regia dell’accanimento mediatico contro CasaPound c’è soprattutto un partito, il Pd, che ha un’idea del patrimonio pubblico contigua all’esproprio: solo a Roma ha morosità con Ater per 740 mila euro di canoni e quindi occupante moroso di decine di sedi, alcune nei quartieri più prestigiosi della città a sottolineare l’indole salottiera a danno della proprietà pubblica. Come se non bastasse, lo stesso Pd ha utilizzato diversi milioni di euro del Pnrr per acquisire stabili occupati abusivamente da centri sociali e regalarli proprio agli occupanti: parliamo principalmente dello stabile al Porto Fluviale di Roma, costato 11 milioni di euro e dell’immobile occupato divenuto sede del partito Potere al Popolo a Napoli costato altri 16 milioni di euro. Senza dimenticare poi il progetto di ristrutturazione e regolarizzazione del centro sociale Askatasuna di Torino, da sempre riferimento degli anarchici recentemente denunciati per assalti ai cantieri della Tav. Ma tornando a Roma e al mondo legato all’estrema sinistra in stretta contiguità col Pd, non si possono omettere gli ingenti finanziamenti pubblici ad associazioni come il Cinema America, che solo lo scorso anno ha ottenuto circa 450 mila euro dal Comune di Roma del sindaco Gualtieri o al patrimonio immobiliare pubblico, di Inps ed Ater, concessi al partito di Frantoianni, quest’ultimo moroso di oltre 350.000 euro solo nella Capitale e di immunità parlamentari concesse alle amiche.
Insomma, è piuttosto singolare che in tutto questo le inchieste e le prime pagine dei giornali si concentrino su una donazione di alcune migliaia di euro di una fondazione privata, per l’acquisto di una sezione storica dove sono stati assassinati - ancora senza giustizia - tre ragazzi negli anni ‘70, quando poi milioni di euro di denaro pubblico vengono utilizzati, con ben altri legami e intrecci di potere e malaffare, dal Pd e dai suoi amici evasori e destinati a centri sociali, estrema sinistra e quant’altro
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