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Segesto II
Grazie per la tua testimonianza, mi dispiace molto per ciò hai passato.
L’unica cosa buona è che questa esperienza ti ha reso più forte, più consapevole, più empatico e più sensibile. Non è poco.
Dalla mia esperienza e l’analisi pluridecennale ho imparato che tutte depressioni sono diverse, dipendono da un sacco di cose, conosciute, ipotizzate e sconosciute.
Dipendono dai fattori esterni e interni, come hai detto tu, ma anche da tutte e due.
Dipende dalla persona stessa ( nessuno è uguale agli altri nel complesso), dal suo vissuto, modi di fare, reagire e così via, ma anche dalla chimica, ormoni, predisposizione genetica e memoria cellulare.
Quest’ultima è un’idea mia, non supportata da alcunché, quindi no so se possa essere valida, io credo che la gente eredita la memoria cellulare alla nascita che con gli anni si fa avanti, anche se i più non se ne accorgono.
Mia figlia credo che abbia una depressione mista che dipende da fattori diversi.
Circa un anno e mezzo fa le è stato diagnosticato un disturbo che non è stato riconosciuto nell’infanzia.
Credo che la sua depressione dipenda in parte da questo disturbo per cui non esistono farmaci, solo quelli sperimentali.
Con questo disturbo si può convivere, avere vita sociale, compagno, marito, figli, ma bisogna fare un lavoro quotidiano su stessi e ciò non è sempre possibile per i motivi diversi.
Tu sei stato molto bravo a gestire la tua depressione da solo e senza farmaci. E sei stato anche fortunato: hai vinto tu.
Mia figlia ha dovuto prendere le medicine che le sono state prescritte con molta leggerezza e che, ovviamente, non hanno risolto la situazione.
Le permettono di avere una parvenza di vita normale: va a lavorare, ha una vita sociale, hobby, riesce a fare le cose in casa ecc. Ha sogni e desideri. Ma solo quando sta relativamente bene.
Ma forse è solo una convinzione che il merito sia dei farmaci, molti depressi si attaccano all’idea che se prendi il farmaco stai bene, se non lo prendi stai male.
Conosco gente che prende gli antidepressivi per paura e abitudine.
Adesso prende 20mg di Prozac, un farmaco vecchissimo, secondo me non funziona, lo vedevano nei supermercati americani ancora decenni fa accanto alle caramelle.
Qualche mese fa la sua dottoressa le aveva prescritto un farmaco sperimentale, una dose minima, mia figlia stava malissimo, ha dovuto smettere dopo 4 giorni, ma continuava a stare male per circa due settimane anche dopo aver smesso con questo farmaco.
Io vorrei che facessi una psicoterapia mirata, ma solo verbale, senza farmaci, soprattutto quelli sperimentali.
Io credo fermamente nel potere delle parole giuste.
Ma so benissimo che la terapia da sola non basta, avrebbe bisogno di supporto costante della famiglia o almeno di un familiare, supporto economico ( te terapie non farmacologiche costano un botto), alimentazione sana e biologica ( credo che i pesticidi facciano molto male all’organismo), ma ciò non è sempre possibile perché i prodotti sani costano tantissimo, avere una vita sociale, hobby, fare sport, passeggiate, avere relazione affettiva aiuta moltissimo?
È molto importante evitare ogni forma di stress.
Al giorno d’oggi evitare lo stress è quasi impossibile, viene da tutte le parti, specialmente dall’ambito lavorativo, ma anche dalle problematiche quotidiane: mancanza costante di soldi, perché il costo della vita aumenta ogni volta e non permette di fare nessun progetto, necessità di rinunciare alle cose, insicurezza, assenza di relazioni affettive, incomprensioni varie, dal vivo in su internet.
Io so con certezza cosa servirebbe a mia figlia:
Avermi vicina, ma non nella stessa casa, le darebbe la sicurezza che c’è qualcuno pronto ad aiutarle in qualunque momento. Sapere che non si è soli è molto importante, rende sereni.
Avere più soldi per poter esprimersi liberamente, passare il tempo in modo sereno e per mangiare meglio ( più sano).
Avere un lavoro più tranquillo, che non richiede “corsa con ostacoli”, spiccate capacità organizzative, memoria di ferro, situazioni stressanti, ma sarebbe meglio che non lavorasse proprio, almeno per un periodo, giusto per prendersi cura di sé stessi, ma su questo ultimo punto non saprei.
Lavorare organizza e responsabilizza, quindi ho dei dubbi. Però nella situazione in cui si trova stare senza lavorare per un periodo le farebbe bene, eliminerebbe una buona fetta di stress, il che è fondamentale.
Lo stress produce il cortisolo, non va bene.
Comunque, non esistono molti lavori adatti ai depressi che hanno anche il suo disturbo.
Quindi non saprei come aiutarle e cosa fare. Io le aiuto parlando con lei, rassicurandola, facendola ridere, le dò consigli mirati.
Ovviamente, tutto ciò non è facile né per me né per lei.
Le manca un ragazzo, amare ed essere amata è importantissimo, l’amore fa miracoli. Può curare anche la depressione.
Ma è molto difficile trovare la persona giusta. Adesso tutti sono così superficiali, frenetici, poco affidabili.
Anche la pandemia secondo me ha peggiorato la situazione ( la gente).
Ma poi, dove trovarlo? Al giorno d’oggi tutti sono su Tinder.
Segesto, hai detto bene, molta gente non sa così sia depressione, sparano consigli tanto per, aggrediscono, deridono, incolpano, mostrano la loro felicità nemmeno tanto nascosta per i dispiaceri altrui, non ho idea perché si comportano in questo modo.
Oggi di nuovo lunedì, la giornata più dura della settimana.